Good News From Dave Cobb Productions! Chris Stapleton – Traveller + Christian Lopez Band – Onward

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Chris Stapleton – Traveller – Mercury/Universal CD +  Christian Lopez Band – Onward – Blaster CD

Se dovessi fin d’ora indicare il nome del produttore del 2015, uno dei candidati più agguerriti sarebbe senz’altro Dave Cobb! Basato a Nashville, Cobb è già attivo da diversi anni (circa una decina), ed è responsabile tra gli altri della produzione in dischi di Shooter Jennings, The Secret Sisters, Jamey Johnson e Sturgill Simpson, oltre a lavori recenti di band più lontane dalle tematiche trattate abitualmente su questo blog (gli ultimi CD di Rival Sons, California Breed – la band estemporanea guidata da Glenn Hughes con Jason Bonham, orfani di Bonamassa– e degli Europe vedono lui dietro la consolle): un bel panorama eterogeneo quindi, dove la musica country, nonostante il quartier generale sia situato nella capitale del Tennessee, è molto spesso irrobustita da decise dosi di rock (sia Jennings che Johnson che Simpson non sono propriamente dei countrymen tipici). Quest’anno poi Cobb si è letteralmente scatenato, essendo responsabile degli ultimi lavori di Jason Isbell (come anche del precedente, Southeastern), degli Houndmouth, degli A Thousand Horses (di cui si è occupato da poco Bruno http://discoclub.myblog.it/2015/07/05/addirittura-mille-bravi-pero-thousand-horses-southernality/ ) e sta ultimando i nuovi dischi ancora di Sturgill Simpson, dei Lake Street Dive e di Corb Lund.

dave cobb

Nel mezzo, Dave ha prodotto altri due ottimi album, di cui mi accingo a parlare: Traveller dell’esordiente Chris Stapleton ed Onward della Christian Lopez Band, che invece ha debuttato lo scorso anno con l’EP Pilot. Inizio dal primo, cioè Stapleton: nativo del Kentucky ma basato anch’egli a Nashville, Chris è sì esordiente a suo nome, ma nella Mecca della country music è già parecchio noto, essendo responsabile del songwriting per diversi artisti, ed avendo all’attivo anche brani andati al numero uno per gente come Kenny Chesney, George Strait e Darius Rucker, in aggiunta a canzoni apparse su dischi di Adele, Brad Paisley e Dierks Bentley.

Attenzione però: se Chris per vivere scrive per gente che difficilmente incontra i gusti del sottoscritto (anche se Paisley è bravo ed il disco di Adele mi piace), quando si tratta di fare il musicista in proprio è tutta un’altra storia. Stapleton è un songwriter coi fiocchi, ma è anche un musicista di prim’ordine, ha il senso del ritmo e della melodia, suona ottimamente la chitarra (anche le parti soliste) ed è anche dotato di una grande voce, roca e potente, da vero rocker, ma con intense sfumature soul. I suoi brani hanno una spiccata vena rock, qualche nota bluesata ed un grande respiro, uno stile che potrebbe avvicinarlo al John Mellencamp più rurale. Traveller è quindi un grande disco, suonato da Chris con una band piuttosto ridotta (nella quale spiccano lo steel guitarist Robby Turner, l’armonica inconfondibile di Mickey Raphael, in vacanza temporanea da Willie Nelson, e la moglie Morgane Stapleton alle armonie vocali) ed al quale Cobb conferisce un suono potente e di chiara impronta rock, privilegiando le chitarre e mettendo la voce del nostro in primo piano. Un disco anche lungo (63 minuti), ma che non annoia neppure per un secondo.

La title track apre l’album subito con la voce forte di Chris in evidenza: il brano è una potente ballad tra country e rock, impreziosito dalla doppia voce femminile, un suono deciso ed una melodia fluida. Fire Away è lenta e piena di pathos, ricorda le ballate polverose del miglior Ryan Bingham (uno che prodotto da Cobb farebbe la sua figura), Tennessee Whiskey è la cover di un brano portato al successo da George Jones, e l’uso della voce annerita del nostro (performance strepitosa, tra l’altro) le dona un irresistibile sapore country-got-soul, mentre l’arrangiamento “caldo” fa il resto: un mezzo capolavoro; Parachute è decisamente più rock (ma che voce!), un brano trascinante, impossibile stare fermi.

Whiskey And You è completamente diversa, solo voce e chitarra, ma con un pathos eccezionale; Nobody To Blame, maschia ed elettrica, ricorda molto le sonorità di Waylon Jennings, mentre More Of You, guidata dal mandolino, è il pezzo più bucolico del disco. Non sto a citarle tutte, anche se lo meriterebbero, per non togliere spazio a Lopez (e per non farmi cazziare dal Bruno) (*NDB. Non succederà mai, ma visto il consistente numero di Chris presenti nella recensione, in questo caso era giustificato!) ma non posso tralasciare la splendida When the Stars Come Out, una melodia classica, molto anni settanta, eseguita in maniera superba, l’emozionante Daddy Doesn’t Pray Anymore, un lento da pelle d’oca, due note e tre strumenti in croce ma che feeling, la vibrante The Devil Named Music, una rock song dall’atmosfera western ed un bell’assolo chitarristico anche se breve, la roccata Outlaw State Of Mind, non la migliore dal punto di vista del songwriting ma con un tiro micidiale.

Christian Lopez è un giovane musicista della Virginia, appena diciannovenne, dotato anch’egli di una bella voce ma più gentile e limpida di quella di Stapleton (ricorda vagamente il timbro di Jackson Browne https://www.youtube.com/watch?v=lRVLH049sb4 ), ma quello che più impressiona è il livello delle canzoni, che sembrano scritte da un veterano e non da uno che per la legge americana non è nemmeno maggiorenne. Onward è più country del disco di Stapleton, ma non è un disco country, il suo background è rock, ma con un piglio da cantautore, e Cobb fornisce il classico suono forte e deciso che è ormai il suo marchio di fabbrica. Insieme a Lopez (e Cobb), nel disco suonano Chelsea McBee (seconda voce e banjo), Chris Powell (batteria), Mike Webb (piano, bravissimo), Joe Stack e Adam Gardner (entrambi al basso).

Il CD inizia con Take You Away, una ballata dall’andamento lento ma dal grande impatto emotivo, suono potente ed uso classico degli strumenti (chitarra e piano su tutti), un antipasto nel quale Christian ci fa sentire subito di che pasta è fatto https://www.youtube.com/watch?v=MXRx-VMB3rw . Don’t Know How è spedita, fluida, ariosa, mentre l’elettroacustica Morning Rise ha un retrogusto country https://www.youtube.com/watch?v=bf_ua_o8XiE , una melodia deliziosa (qui di Browne c’è anche lo stile) ed un uso spettacolare del dobro (tale Ben Kitterman). La tenue e folkie Stay With You, dal mood quasi irish, precede la splendida Will I See You Again (già incisa su Pilot), un country-rock scintillante sostenuto da un motivo di prim’ordine e suonato alla grande: una goduria. Anche la delicata Seven Years è molto bella (ed il suono è uno spettacolo), come d’altronde Pick Me Up, con il piano a dettare legge, altra solida prova di cantautorato rock. Incredibile pensare che il suo autore non ha neppure vent’anni. L’album si chiude con la formidabile Oh Those Tombs, irresistibile versione rockin’ country di un traditional inciso a suo tempo anche da Hank Williams, la bellissima The Man I Was Before, anch’essa molto classica e lineare, la potente Leavin’ It Out e la bucolica Goodbye.

Due dischi uno più bello dell’altro quindi, entrambi pieni di bellissime canzoni e con un suono straordinario: sono appena usciti e già non vedo l’ora di ascoltare il loro seguito.

Marco Verdi

Good News From Dave Cobb Productions! Chris Stapleton – Traveller + Christian Lopez Band – Onwardultima modifica: 2015-07-25T10:01:46+02:00da bruno_conti
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