Ritorno Alle Origini! Ronnie Earl & The Broadcasters – Father’s Day

ronnie earl father's day

Ronnie Earl & The Broadcasters – Father’s Day – Stony Plain/Ird

Ormai credo sia cosa risaputa anche dai sassi che Ronnie Earl non canta, ma suona, cazzarola se suona, uno dei chitarristi più fenomenali apparsi nell’ultimo trentennio. E ogni disco è meglio di quello precedente: dopo gli eccellenti Just For Love, un live dove si potevano apprezzare i talenti vocali della bravissima Diane Blue, e il successivo Good News, con la presenza della Blue ancora più marcata http://discoclub.myblog.it/2014/07/12/ottimo-ed-abbondante-ronnie-earl-and-the-broadcasters-good-news/ , ora è la volta di questo Father’s Day,  dove accanto alla confermata Diane troviamo un cantante di notevole talento come Michael Ledbetter, già voce solista nella Nick Moss Band. E non è tutto, dopo tanti anni si ritorna in parte al suono dei primi anni di Ronnie Earl con i Roomful Of Blues, e quindi accanto al suo quartetto appaiono anche i fiati. Oltre a Earl, solista stellare, “The Master of the Telecaster” è un titolo che gli spetta di diritto, troviamo l’ottimo Dave Limina al piano e soprattutto all’organo Hammond, Lorne Entress alla batteria, Jim Mouradian al basso, i due vocalist citati e Nicholas Tabarias, seconda solista aggiunta in un paio di brani, oltre alla sezioni fiati, Mario Perrett e Scott Shetler, entrambi al sax.. E il disco ne guadagna; ci sono solo tre brani originali questa volta, ma la scelta delle cover è fantastica. Ronnie Earl, ripreso in posa sciamanica, ed anche un po’ hendrixiana, sulla copertina del CD, cerca di incantare la sua chitarra, ma finisce per incantare i suoi ascoltatori.

Sarà solo blues, ma si sente che ci sono passione, intensità, classe, feeling, tecnica, tutti gli elementi che fanno grande un virtuoso dello strumento come il nostro Ronnie. Presentato dal sito della Stony Plain come il suo settimo album per l’etichetta, in altre discografie come il nono, a me ne risulterebbero dieci, la statistica è solo un’opinione, comunque la si veda è l’ennesimo ottimo album di Ronnie Earl: c’è lo shuffle travolgente di It Takes Time, uno dei due brani a firma Otis Rush, dove il chitarrista rilascia un grande assolo, stimolato dalla brillante performance di Ledbetter, vocalist di grande spessore e con la band che lo segue passo dopo passo con la consueta precisione, soprattutto Limina all’organo, poi una delle tre tracce a firma Earl, Higher Love uno shuffle, più raffinato anche nell’uso della solista, dove appaiono i due sassofonisti e Ledbetter divide il compito vocale con Diane Blue, per un ottimo duetto. L’altro brano di Rush è uno dei più famosi, quel Righ Place, Wrong Time che dava il titolo a uno dei suoi album migliori, inutile dire che la versione che Earl fa di questo slow blues intenso con fiati è da manuale, e anche Ledbetter non è da meno, prima di lasciare spazio a un assolo sontuoso del nostro Ronnie. Magic Sam è stato un altro dei grandi chitarristi dell’era moderna del  blues e la sua What I Have Done Wrong è esaltata da una interpretazione ricca di soul della pimpante Diane Blue, mentre troviamo un Earl pungente, con fiati e organo che vanno di groove https://www.youtube.com/watch?v=6wNx36iNfqM .

Giving Up è una struggente soul ballad del Van McCoy era pre-disco, con una magnifica interpretazione vocale, ancora una volta, di Ledbetter e Earl che stilla nota dopo nota dalla sua chitarra, prima di lasciare spazio al sax di Perrett. Every Night About This Time è un altro super classico, questa volta di Fats Domino, puro stile New Orleans, con Limina ovviamente al piano, Ledbetter voce solista e fiati ben bilanciati e Ronnie che guida le danze con la sua Fender https://www.youtube.com/watch?v=3KVqnenDrtM , poi nuovamente in primissimo piano nello slow blues immancabile, che è la title-track Father’s Day, brano frmato Earl-Ledbetter che non sfigura in mezzo a tanti classici https://www.youtube.com/watch?v=k34VdimwGl0 .. Quando Earl ha inciso questo album probabilmente B.B.King non era ancora morto, ma la sua I Need You So Bad risulta un omaggio sentito ed eseguito con classe, un tipico shuffle cantato con perizia dal bravo Michael. Ottima anche l’interpretazione vocale di Diane Blue in I’ll Take Care Of You di Brook Benton, altro lento soffertissimo dove Earl divide gli spazi chitarristici con il suo “protetto” Nicholas Tabarias, come pure nella successiva super funky Follow Your Heart, dove è schierata tutta la squadra, fiati, organo, Ledbetter e Blue a duettare, e Tabarias che esegue il primo solo https://www.youtube.com/watch?v=Vfipsv8bh84 . Moanin’ è l’immancabile strumentale jazz swingato, di Bobby Timmons, con il dualismo chitarra-organo per l’occasione arricchito dai fiati. Altro pezzo da novanta dei brani chitarristici è una All Your Love scintillante, pescata ancora dal repertorio di Magic Sam, versione lenta, con Ledbetter che titilla il “solito” lavoro ad alta precisione della solista e conclusione di uno dei migliori dischi blues dell’anno e di Earl in particolare, con una sognante, delicata ed intensa Precious Lord, un gospel del Rev. Thomas Dorsey dove la gara di bravura tra Earl e Diane Blue porta ad un pareggio a tutto vantaggio degli ascoltatori https://www.youtube.com/watch?v=l3L30UyjjV8 .

Bruno Conti  

Ritorno Alle Origini! Ronnie Earl & The Broadcasters – Father’s Dayultima modifica: 2015-09-09T08:29:15+02:00da bruno_conti
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