Ancora “Vivi E Vegeti” E Sempre Fedeli Al Rock Più Elettrico! Bottle Rockets – South Broadway Athletic Club

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Bottle Rockets – South Broadway Athletic Club – Bloodshot Records/Ird

La fine del percorso artistico dei grandi Uncle Tupelo ha rappresentato una grossa perdita per tutti gli amanti del “roots rock” americano, a cominciare dalla stampa e dagli addetti ai lavori di mezzo mondo che hanno cominciato a disquisire se la loro eredità musicale sarebbe stata raccolta dai Wilco di Jeff Tweedy o dai Son Volt di Jay Farrar, senza considerare che tra i due gruppi in competizione erano spuntati (almeno a parere di chi scrive) con grande vigore e classe i Bottle Rockets di Brian Henneman (presente nei primi passi degli Uncle Tupelo, prima come roadie e poi come chitarrista aggiunto, nonché chitarra solista nel primo album dei Wilco, A.M.). La band, formatasi a Crystal City, Missouri, proprio vicino a St.Louis (da dove provenivano non a caso anche i Tupelo), e che già all’inizio degli anni ’90 aveva pubblicato due dischi di spessore come l’omonimo Bottle Rockets (92) e The Brooklyn Side (94), ristampati dalla Bloodshot nel 2013 con una ventina di bonus tracks e un bel libretto di 40 pagine in una corposa Deluxe Edition.

In seguito hanno fatto uscire l’ottimo 24 Hours A Day (forse, sempre per il sottoscritto, il piccolo capolavoro del gruppo), Leftovers (98), il grintoso Brand New Year (99) e un omaggio al grande Doug Sahm, con la rilettura delle sue canzoni in Songs Of Sahm (02). Con Blue Sky (03) inizia un periodo di flessione artistica che viene intervallato dal primo disco dal vivo del gruppo Live In Heilbronn Germany (06), ritrovando poi una certa vitalità con Zoysia (06) e in seguito con una rilettura in forma acustica dei titoli simbolo del loro repertorio in Not So Loud: An Acoustic Evening (11), e quando sembrava che si fossero persi per strada dopo l’ultimo lavoro in studio,  il comunque eccellente Lean Forward (09), ecco che rispuntano, dopo una lunga pausa, con questo nuovo lavoro South Broadway Athletic Club, che viene prodotto, oggi come ieri, dal grande Eric “Roscoe” Ambel (chitarrista nei non dimenticati Del Lords), nei Sawhorse Studios di St.Louis (il primo album registrato interamente nella loro città natale).

Del gruppo storico iniziale sono rimasti Henneman, voce e chitarre elettriche e Mark Ortmann, batteria e percussioni (la muscolosa asse centrale della band), con l’attuale nuova “line-up” che viene completata da John Horton alla chitarra slide e Keith Voegele al basso, con l’inserimento di musicisti di valore come lo stesso Eric Ambel voce e chitarre, Carl Pandolfi all’organo e tastiere, e Rob Arthur alla fisarmonica, per undici brani di chiara impronta “blue collar-rock”.

Trascinati dal leader Brian Henneman (che si conferma un cantante eccezionale), il disco parte con il solido ritmo rock di Monday (Everytime I Turn Around), per poi passare subito ad una più rilassata Big Lotsa Love, ai riff ruggenti e alle armonie pulite di I Don’t Wanna Know (dallo stile vicino al vecchio Tom Petty, brani che forse non scrive più), le chitarre e le percussioni che accompagnano Big Fat Nuthin’, e poi chiudere la prima parte virtuale del CD con lo “scazzo” di Dog (un omaggio ad un amato animale domestico). La seconda parte alza il tiro con il ritmo sincopato di Something Good, con le chitarre rumorose di una Building Chryslers dove si viaggia spediti verso i territori sonori cari ai Black Crowes, il country-folk di Smile, la canzone più pop dell’album, il vivace boogie di Xoyou, andando verso la chiusura con Ship It On The Frisco, una ballata piena di melodia e sentimento, e con il rock pulsante e tonico di Shape Of A Wheel.

Anche se in America non hanno mai raggiunto le alte vette delle classifiche (in Europa hanno un seguito fedele di culto), i Bottle Rockets rimangono comunque uno dei segreti meglio custoditi della musica americana, partiti  come “bar-band” (e con migliaia di chilometri percorsi per suonare in tutti i locali del paese a stelle e strisce), sono stati capaci di trovare una chiara identità sonora rimanendo fedeli alla loro musica, un rock sincero e schietto, con poche pretese e cascate di chitarre, dove l’unico modo per farlo emergere è quello di scrivere grandi canzoni, e di buone canzoni in questo South Broadway Athletic Club ce ne sono in abbondanza. Quindi  non c’è da meravigliarsi se pur essendo in pista da oltre vent’anni, con un suono senza tempo, ci facciano sentire ancora “vivi e vegeti”. Still alive and well! Esce oggi 2 ottobre.

Tino Montanari

Ancora “Vivi E Vegeti” E Sempre Fedeli Al Rock Più Elettrico! Bottle Rockets – South Broadway Athletic Clubultima modifica: 2015-10-02T09:12:13+02:00da bruno_conti
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