Il Jukebox “Personale” Di Joe Camilleri! Black Sorrows – Endless Sleep

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Black Sorrows – Endless Sleep/One More Time – Roosty Music/Ird – 2 CD

Lo confesso, sono di parte, ma per chi scrive Joe Camilleri, cantante, compositore, chitarrista e sassofonista, è uno dei più grandi “losers” di cui è piena la storia del rock, ma lui dopo più di cinquanta anni di carriera musicale se ne infischia e prosegue inossidabile per la sua strada. Una strada che negli anni lo vede prima comprimario e poi protagonista e leader di varie formazioni, di cui le più importanti sono certamente stati i Jo Jo Zep And The Falcons (nel primo periodo), i Relevators con James Black e Joe Creighton, e infine la sua creatura preferita, i formidabili Black Sorrows (giunti con questo disco al 18° album). Questo nuovo lavoro è composto da due CD: il primo, Endless Sleep raccoglie 14 nuove tracce che sono delle cover degli eroi musicali di Joe (una operazione simile se ben ricordo era stata già fatta con i Relevators con Amazing Stories il disco del ’93)), mentre One More Time è un Bonus CD che raccoglie in tredici brani i grandi successi di questa grande band australiana.

Per togliersi questo sfizio, il buon Joe porta negli studi Woodstock & Black Pearl di Melbourne la sua attuale line-up, composta da John McAll alle tastiere, Claude Carranza alle chitarre, Angus Burchall alla batteria, Mark Gray al basso, la sua corista preferita, la bravissima Vika Bull,  con l’apporto di una “squadra di turnisti” del posto che risponde ai nomi di Jeff Burstin, Eric Budd, Paul Williamson, Ed Bates, Paddy McMullin, Matt Amy, Nui Moon, Johnny Salerno, Phillip Rex, Danny Spencer, e ovviamente il leader indiscusso Joe Camilleri voce, chitarre e sassofono.

Il “jukebox” dei ricordi si apre con due pezzi da novanta, una Devil In Disguise di J.J. Cale, che viene rivoltata come un calzino, in una versione rock’n’roll, e la mitica Dirty Boulevard di Lou Reed, rifatta con il marchio di fabbrica del gruppo, per poi passare al gospel-blues di God Don’t Like It di Blind Willie McTell, mentre That’s A Pretty Good Love è cantata da Vika Bull, che sale in cattedra la sua bellissima voce, per poi lasciare il passo ad una gioiosa Excitable Boy del compianto Warren Zevon. Dopo il rifornimento di monete, il Jukebox riparte con la title track Endless Sleep di Jody Reynolds (un cantante di Rockabilly degli anni ’60), una sofferta e bella versione di un brano tra i più celebri di Hank Williams I’m So Lonesome I Could Cry (è stata cantata fra i tanti anche da Elvis Presley e Johnny Cash), passando ancora per il blues di Hard Time Killing Flor di Skip James, la rilettura jazz di un classico di John Coltrane Lonnie’s Lament solo pianoforte e sax del duo McAll-Camilleri, mentre Better Days Ahead è un brano di grande atmosfera uscito dalla penna di Gil Scott-Heron, cantato e suonato al meglio da tutta la band. Inseriti gli ultimi spiccioli nel Jukebox andiamo alla scoperta di un pioniere del blues, il cantante-chitarrista Fred “Mississippi” McDowell per una torrida versione di una 61 Highway dove spicca la slide-guitar di Carranza, passando per Baby Let Me Kiss You un pezzo del cantante soul King Floyd, stravolto in una versione funky, omaggiare il grande Willy DeVille con una stratosferica versione di StoryBook Love (la trovate nella Colonna Sonora di The Princess Bride), e chiudere con un altro grande loser della musica, Eddie Hinton e la sua Just Like The Fool That I Was, chiaramente in chiave “soul”.

One More Time recupera brani di successo tratti dai loro innumerevoli album, e forse si poteva fare una selezione migliore, riproponendo canzoni bellissime che hanno avuto meno fortuna come Hold It Up To The Mirror, che trovate su Harley & Rose (90),(un disco da avere assolutamente), in ogni caso è sempre un bel sentire, a partire dai ritmi folk-soul di Lover’s Story, la storica Hold On To Me, ballate classiche del gruppo come Chosen Ones e la bellezza incontaminata di Ain’t Love The Strangest Thing cantata e suonata al meglio (voce e sax) da Camilleri, e non poteva mancare la musica di frontiera di Harley & Rose, per chiudere con le fisarmoniche ariose e il canto seducente di A Fool And The Moon.

 

Con Endless Sleep lo scopo di Joe è perfettamente riuscito, recuperare un gruppo di canzoni da sempre amate, scritte da autori da sempre considerati come propri punti di riferimento, incisi con i suoi amati Black Sorrows, interpretate e suonate in maniera del tutto originale, mescolando il rock al soul, il country al folk, il blues al reggae, spingendosi fino al jazz e gospel, con lo scopo dichiarato di dare nuova vita ad una manciata di piccole “gemme” più o meno dimenticate.

Tino Montanari

Il Jukebox “Personale” Di Joe Camilleri! Black Sorrows – Endless Sleepultima modifica: 2015-10-04T09:01:15+02:00da bruno_conti
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