Finalmente, Dopo 20 Anni, Il Secondo Album Di “Cover”! Shawn Colvin – Uncovered

shawn colvin uncovered

Shawn Colvin – Uncovered – Fantasy/Universal

Ho sempre pensato che la “cover” per un musicista possa essere una sfida pericolosa e affascinante, in quanto si prende una canzone altrui, magari un brano con cui si avverte una qualche sintonia, si smonta il più delle volte l’arrangiamento per arrivare al cuore del brano e dell’autore, e il risultato in certi casi può essere sorprendente, quasi un’altra canzone, alla quale di volta in volta l’artista dà una nuova immagine e una nuova anima. Tutto questo preambolo per dire che questa “arte” Shawn Colvin è una che la conosce bene, in quanto è stata una “cover girl” per molto tempo, durante i lunghi anni del suo apprendistato nei locali del circuito folk americano. Ora dopo più di vent’anni, e dopo aver dimostrato al mondo di avere maturato un proprio stile raffinato, torna al suo antico amore, dando seguito al precedente lodato Cover Girl del lontano ’94 con questo nuovo Uncovered , ripescando 12 canzoni di artisti del calibro di Bruce Springsteen, Tom Waits, Paul Simon, John Fogerty, Stevie Wonder, Graham Nash, Robbie Robertson e altri meno noti, un lavoro a metà strada fra la sua antica e nuova identità. Sotto la produzione del duo Steuart Smith e Stewart Lerman, la Colvin voce e chitarra acustica chiama in studio “sessionmen” di lusso perfettamente compresi nella parte, tra i quali lo stesso Steuart Smith al basso e chitarre, David Boyle alle tastiere, Milo Deering alla pedal, lap steel e mandola, Glenn Fukunaga al basso, Mike Meadows alle percussioni, e come ospiti speciali David Crosby e Marc Cohn.

Si inizia con le versioni ingentilite da arrangiamenti discreti di Tougher Than The Rest del Boss e di una dolcissima American Tune di Paul Simon https://www.youtube.com/watch?v=OA2pV_9EcTk , per poi passare alla storica Baker Street di Gerry Rafferty, dove si ascolta al controcanto la voce gentile di Crosby (ed è la prima volta che la sento senza il suono del sassofono), una Hold On di Waits (canzone scritta con la moglie Kathleen Brennan) giocata in punta di dita e cantata da Shawn alla Joni Mitchell, a cui fanno seguito una I Used To Be A King di un Graham Nash d’annata (la trovate sul bellissimo Songs For Beginners), e una sempre meravigliosa Private Universe di Neil Finn, pescata dal repertorio dei grandi Crowded House (era su Together Alone). Heaven Is Ten Zillion Light Years Away di Stevie Wonder diventa quasi irriconoscibile, tenue ma affascinante, suonata con pochi e sapienti tocchi strumentali, andando poi a rispolverare la deliziosa Gimme A Little Sign dagli anni ’60 (un pezzo soul portato al successo, anche in Italia, da Brenton Wood), con l’apporto sussurrato di Marc Cohn https://www.youtube.com/watch?v=W9qbeUwCKys , rendere omaggio al Robbie Robertson della Band con la bellissima Acadian Drifwood, dove prende forma il brano più folk del disco, cimentarsi con la celeberrima Lodi dei Creedence di John Fogerty e non sfigurare con le sue dolcezze country https://www.youtube.com/watch?v=H2CwQXxL69E , rispolverare la meravigliosa melodia di Not A Drop Of Rain di Robert Earl Keen,  per una delle letture più vicine all’originale (viene dall’album Gravitational Forces), e andare infine a chiudere con Till I Get It Right della icona country degli anni ’70 Tammy Wynette ( forse un pochino leziosa!).

Dalla prima all’ultima traccia, Uncovered è un emozionante viaggio musicale attraverso le nostre emozioni, ricordando che per questa signora che ormai viaggia verso i sessanta (peraltro portati benissimo) parlano i suoi dischi e la sua carriera, e quindi siamo di fronte ad un album per palati raffinati che, se ascoltato a lungo, vi riscalderà il cuore nel prossimo inverno!
Tino Montanari

Finalmente, Dopo 20 Anni, Il Secondo Album Di “Cover”! Shawn Colvin – Uncoveredultima modifica: 2015-10-07T10:41:13+02:00da bruno_conti
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