Dal Vivo, Raro E Formidabile! Roy Buchanan – Lonely Nights My Father’s Place 1977

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Roy Buchanan – Lonely Nights – My Father’s Place 1977 – Silver Dollar

C’è in giro un bootleg il cui titolo (preso da un documentario del 1971) riassume piuttosto bene la figura di Roy Buchanan: “The World’s Greatest Unknown Guitarist”! E non è vero neppure del tutto, perché comunque Buchanan a 28 anni dal suo suicidio, fu trovato appeso con la propria camicia al collo nel 1988, in una cella di una prigione a Fairfax, Virginia dove era stato rinchiuso per una disputa domestica, dicevo che non è vero, perché Buchanan è stato classificato al n°57 nella classifica di Rolling Stone e al n°46 in quella di Guitar Player, tra i più grandi chitarristi di tutti i tempi, ed è stato, ai tempi, in predicato di sostituire sia Brian Jones che Mick Taylor negli Stones. E non è tutto, tra i suoi discepoli ci sono (o ci sono stati) Gary Moore, Danny Gatton e Jeff Beck, con quest’ultimo che lo considera il più grande in assoluto e gli ha dedicato il brano Cause We’ve Ended As Lovers su Blow By Blow. Tecnicamente e come toni è considerato uno dei migliori (credo che ci sia ancora oggi gente che è rimasta legata alle corde della propria chitarra cercando di riprodurre qualche assolo di Buchanan), un misto di finger e flatpicking, spesso in contemporanea, pedali a profusione (uno dei primi a usare l’Echoplex), al wah-wah tra i pochissimi in grado di replicare, o meglio rivisitare, i soli di Jimi Hendrix, in alcune versione leggendarie di brani del mancino di Seattle https://www.youtube.com/watch?v=FMcjPZgK9GM .

Nella sua discografia, che conta anche due dischi d’oro, a parziale smentita della sua scarsa fama, ci sono parecchi album dal vivo, molti postumi, ma Livestock del 1975 e Live In Japan del 1977 (che Roy considerava il suo migliore di sempre https://www.youtube.com/watch?v=OzJc3gxomec ) sono formidabili, come pure quelli a Austin, Texas https://www.youtube.com/watch?v=DDOIL5OqvYs  e al Rockpalast, ma agli appassionati (e io mi reputo tale, uno dei chitarristi che prediligo in assoluto) fa sempre piacere ascoltare qualche concerto inedito di Buchanan. Il My Father’s Place di Roslyn, New York è sempre stato un locale dove il nostro tornava periodicamente: lo scorso anno la Rockbeat ha pubblicato l’eccellente Shredding The Blues con materiale registrato nel 1978 e nel 1984, ora la Silver Dollar (?!?) pubblica questo broadcast radiofonico registrato il 27 settembre del 1977, informazioni e note zero, solo i titoli dei brani, però qualità sonora eccellente. La formazione dovrebbe essere quella di Loading Zone, il secondo disco della Atlantic, album dove peraltro c’erano anche molti ospiti illustri (Stanley Clarke, Steve Cropper, Narada Michael Walden, Donald “Duck” Dunn, Jan Hammer), ma la sua band live comprendeva Byrd Foster, alla batteria e voce, John Harrison al basso e Malcom Lukens alle tastiere, gli stessi di Live In Japan, con cui questo Lonely Lights ha però in comune solo due brani e tre con Shredding The Blues, quindi s’ha da avere assolutamente, come pure un altro radiofonico del 1973, sempre Live At My Father’s Place https://www.youtube.com/watch?v=tq8MXk4uGd8  (entrambi non di facile reperibilità e relativamente costosi).

roy buchanan live my father's place 1973

Se amate le improvvisazioni alla chitarra elettrica ai limiti dell’impossibile, in questo concerto (e in quasi tutti i dischi di Buchanan) troverete degli esempi scintillanti e quasi al limite delle possibilità tecniche: certo Roy non era una grande cantante (per usare un eufemismo), spesso parlava più che cantare, e comunque Foster, e prima di lui più ancora, Billy Price, erano stati più che adeguati alla bisogna, ma tra i dieci brani di questo album troverete versioni stellari di I’m A Ram, con la chitarra che si arrampica subito verso tonalità impossibili, una inconsueta Honky Tonk che illustra il lato R&R del nostro, con il blues la sua grande passione, ben esemplificato da uno slow micidiale come Since You’ve Been Gone, grande tecnica e feeling allo stato puro (non so dirvi chi suona l’armonica), Further On Up The Road è una delle migliori versioni di questo classico che mai vi capiterà di ascoltare e in Delta Road Buchanan rilascia una serie di soli come non si sentivano dai tempi di Hendrix quando suonava il blues. Altro tuffo nel R&R con una versione ferocissima di Slow Down di Larry Williams (sì, quella che facevano anche i Beatles, non tra le loro cose più memorabili, come rimarca giustamente Ian MacDonald sul suo libro imperdibile dedicato ai quattro di Liverpool),seguita da I’m Evil uno dei suoi capolavori assoluti, improvvisazione chitarristica allo stato puro, mentre Lonely Nights è la sua particolare versione del country, dolce ma irto di spine nelle svisate della solista. E non è finita, c’è pure una versione di Green Onions, che è più bella di quella di Booker T & Mg’s, forse la migliore in assoluto di sempre e per concludere, The Messiah Will Come Again, il brano che ha esercitato l’influenza più profonda su Jeff Beck, un capolavoro di volumi e toni, da manuale della chitarra elettrica https://www.youtube.com/watch?v=deeBQZ8Aklc . Come tutto questo concerto!

Bruno Conti

Dal Vivo, Raro E Formidabile! Roy Buchanan – Lonely Nights My Father’s Place 1977ultima modifica: 2016-01-02T11:52:55+01:00da bruno_conti
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