E’ Sempre Stato Difficile “Fermare” Van Morrison, Ma In Questa Nuova Versione Espansa Ancora di Più, Si Ferma Il Tempo Per Uno Dei Live Più Belli Di Sempre: It’s Too Late To Stop Now II, III, IV & DVD

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Van Morrison – It’s Too Late To Stop Now II, III, IV & DV – 3 CD + DVD Sony Legacy

Chi legge abitualmente questo Blog o mi segue anche sul Buscadero sa che Van Morrison è sempre stato uno dei miei musicisti prediletti in assoluto (nella Top 10 delle preferenze, in passato anche tra i primi cinque, per esempio all’epoca della versione originale di questo splendido It’s Too Late To Stop Now, il doppio vinile che uscì per la Warner Bros nel lontano 1974). Un disco dal vivo incredibile, registrato tra il maggio ed il luglio 1973 in tre diverse locations (e anche questo doppio è stato ristampato in CD rimasterizzato), Troubadour di Los Angeles, Santa Monica Civic Auditorium, sempre in California e al Rainbow di Londra, con una selezione di 18 brani tratti dai tre concerti. Giustamente quel disco viene considerato uno dei dischi dal vivo più belli di tutti i tempi, insieme al Fillmore degli Allman Brothers, Waiting For Columbus dei Little Feat, Rock Of Ages Last Waltz della Band, Johnny Cash At Folsom Prison, James Brown Live At The Apollo, Lou Reed Rock’n’Roll Animal, gli Who Live At Leeds, Rolling Stones Get Yer Ya-ya’s Out, qualche titolo a scelta di Jimi Hendrix, In The West, Monterey Winterland, CSN & Y Four Way Street o il recente 1974, Bob Dylan & The Band Before The Flood, Woodstock, qualche bootleg di Springsteen del tour 1978 e qualche altro titolo, tipo Bob Seger, Grateful Dead Live/Dead Europe ’72, Led Zeppelin How The West Was Won più che The Song Remains The Same, Sam Cooke Live At The Harlem Square Club, Elvis Presley il Comeback Special del 1968, gli MC5 Kick Out the Jams, BB King Live At The Regal, Aretha Franklin At Fillmore West, e potremmo andare avanti per delle ore ma mi fermo. Comunque questo di Van Morrison è degno di rientrare a pieno merito in questa lista, soprattutto ora in questa versione riveduta e corretta, che contiene anche il filmato originale del concerto del Rainbow di Londra che ai tempi fu visibile solo al cinema o alla televisione (persino sulla Rai), ma mai in VHS o DVD. E comunque in rete si trovano altri concerti splendidi dell’epoca, tipo questo che vedete sotto, tratto dallo stesso tour 1973-74.

Accompagnato dalla Caledonia Soul Orchestra, ovvero una delle migliori formazioni con cui Morrison abbia mai suonato, e li citiamo tutti, perché meritano: John Platania, chitarra, David Hayes, basso, Jeff Labes, piano e organo, Dahaud Shaar (David Shaw), batteria, più la sezione fiati, con Jack Schroer ai sassofoni e Bill Atwood alla tromba, e gli archi affidati a Nathan Rubin, Tom Halpin, Tim Kovatch, Nancy Williams Teressa Adams. Prodotto da Van Morrison Ted Templeman. Nella nuova edizione ci sono 45, dicasi quarantacinque brani inediti, alcuni in più versioni, non apparsi nel doppio vinile originale e nelle ristampe successive, distribuiti sui 3 CD, ciascuno con un concerto. E andiamo a vedere i contenuti dei compact, con i singoli brani:

CD1: Recorded live at The Troubadour, Los Angeles, May 23, 1973

1. Come Running è una partenza sparata con una sincopata e breve versione di uno dei brani più belli capolavoro Moondance, e si capisce subito che sarà una grande serata, Van Morrison è in forma vocale strepitosa e la band gira subito a mille. 2. These Dreams of You sempre dallo stesso album è un’altra scarica di adrenalinico celtic soul, con i fiati in fibrillazione 3. The Way Young Lovers Do viene da un altro capolavoro di Morrison, quel Astral Weeks che rientra, come Moondance, tra i più bei dischi di ogni tempo, versione jazzata, con gli archi che si unsicono ai fiati e al piano per creare una atmosfera sonora ancora più raffinata , e allora il grande Van usava ancora ringraziare il pubblico 4. Snow in San Anselmo viene da Hard Nose The Highway, l’album che uscirà poco dopo nell’agosto 1973, inferiore ai precedenti, si fa per dire perché siamo comunque a livelli stratosferici, ma con alcune punte di eccellenza, tra cui questo brano , bellissimo ed in una versione da brividi, con continui cambi di tempo, accelerazioni improvvise e poi quiete assoluta, mentre la voce di Morrison regala brividi di piacere 5. I Just Want to Make Love to You, brano firmato da Willie Dixon, è il primo omaggio dell’irlandese a quella musica nera tanto amata, in questo caso sia il blues, nella versione di Muddy Waters, sia il soul in quella di Etta James, con Van the Man che incita il pubblico a cantare e poi stende tutti con la sua voce incredibile (come sapete da anni sostengo che Morrison da bambino abbia ingoiato un microfono, perché pare impossibile che abbia una voce così potente) prima di lasciare il proscenio a John Platania, autore di un assolo di chitarra splendido e e persino presentato dal suo boss. 6. Bring It on Home to Me Questa è una delle canzoni più belle di tutti i tempi, scritta e cantata da Sam Cooke, uno dei più grandi cantanti di tutti i tempi, amatissimo dal nostro che gli rende giustizia con una versione felpata ed emozionante 7. Purple Heather è un brano “minore”, sempre tratto da Hard Nose The Highway, una ballata lenta ed avvolgente che molti ucciderebbero per poterla scrivere 8. Hey, Good Lookin’ il brano di Hank Williams è l’omaggio del nostro amico alla musica country, altro genere molto amato, in una versione pimpante e “soulizzata” , 9. Bein’ Green un brano scritto da Joe Raposo, viene sempre dall’album di quell’anno, un’altra intensa ballata alla Van Morrison, con Platania di nuovo in evidenza 

10. Brown Eyed Girl  è uno dei brani più amati (e più coinvolgenti) da sempre della sua discografia, e qui appare in una delle versioni più belle che abbia mai sentito, con David  Hayes strepitoso al basso (ma lo è in tutti i concerti, forse il più bravo bassista che abbia mai suonato con Van Morrison), anche lui ringraziato nel corso del brano 11. Listen to the Lion è uno dei momenti top di questo concerto, il pezzo tratto da Saint Dominic’s Preview è uno dei brani in cui il rosso irlandese lascia andare la voce in piena libertà in un crescendo inarrestabile, una delle canzoni che preferisco in assoluto, tra tante meravigliose 12. Hard Nose the Highway ma c’è un brano brutto, la title-track del disco del 1973 non lo è di sicuro, con il fluido piano di Jeff Labes a sottolineare il tutto 13. Moondance è solo Moondance, che altro si può dire di questa canzone che non sia stato detto? Forse versione classica? 14. Cyprus Avenue Un’altra perla tratta da Astral Weeks, in una versione “magica” , con i crescendo e i momenti di quiete che sono unici nei brani di Van Morrison.15. Caravan E per concludere la serata del 23 maggio una versione di questo pezzo che definire esuberante è fare un torto all’aggettivo, con il gruppo che macina musica in modo splendido e viene presentato con tutti i crismi, come si conviene ad un gruppo di musicisti formidabile, per un altro dei brani “perfetti” della sua discografia, in una versione da manuale del soul.

CD2: Recorded live at the Santa Monica Civic, California, June 29, 1973

Un mese e mezzo dopo il nostro è di nuovo in California per un altro concerto memorabile: 1. I’ve Been Working  Questa serata si apre con un brano preso da His Band And The Street Choirsolita versione sincopata, con l’organo di Labes in evidenza 2. There There Child è uno dei rari brani scritti da Morrison in coppia con John Platania, per anni rimasta inedita è stata pubblicata su The Philosopher’s Stone nel 1998, bella canzone  3. No Way è un pezzo jazzato scritto da Jeff Labes che fino ad oggi non avevo mai senitito, non indispensabile 4. Since I Fell for You Anche questo brano che porta la firma di Buddy Johnson appartiene al repertorio più jazz dell’irlandese, forse ripreso dal repertorio di Charles Brown, grande classe e grinta 5. Wild Night E qui torniamo ai super classici, era il brano che apriva Tupelo Honey, il disco del 1971, il pubblico lo riconosce subito e Van li premia con una versione travolgente 6. I Paid the Price Anche questa, scritta dall’accoppiata Morrison/Platania non la ricordavo, splendida ballata in crescendo vocale del canone morrisoniano con le sue tipiche scansioni sonore, una bella (ri)scoperta 7. Domino era anche questa su His Band And The Street Choir, uno dei due dischi di Van Morrison del 1970, erano proprio altri tempi, due album lo stesso anno e uno più bello dell’altro, versione gagliarda, che poi sfocia in una breve ma intensa

8. Gloria, stranamente posta a metà concerto, ma sempre irresistibile grazie al suo riff inconfondile e ad un ritornello tra i più cantabili della storia del rock 9. Buona Sera se aggiungiamo Signorina, in Italia la conosciamo per la versone di Fred Buscaglione, ma il primo ad inciderla fu Louis Prima nel 1950 e Van Morrison l’ha sempre amata moltissimo ed eseguita spesso dal vivo in versioni vorticose, come quella che appare in questo concerto 10. Moonshine Whiskey di nuovo da Tupelo Honey, è un’altra di quelle canzoni splendide che viaggiano su continui cambi di tempo e inserti vocali da brivido, anche in questa versione dal vivo 11. Ain’t Nothing You Can Do viene dal repertorio di Bobby “Blue” Bland, uno dei musicisti più amati in assoluto da Van, ed è un altro inno alla soul music più genuina, con Hayes che pompa sul suo basso come un disperato, fiati in overdrive, chitarra slide tagliente di Platania e il gruppo tutto che tira come un treno 12. Take Your Hand Out of My Pocket è un blues classico di Sonny Boy Williamson, altro mito per Van The Man, qui in una versione con di nuovo Platania in evidenza e anche l’armonica del nostro13. Sweet Thing è un altro dei capolavori assoluti di Astral Weeks che mancava ancora all’appello, altra versione splendida, con Platania che ribadisce la sua classe assoluta di chitarrista raffinatissimo, seguita da 14. Into the Mystic, altro brano memorabile tratto da Moondance, canzone tra le più belle mai scritte dal nostro George Ivan, mistica e “mitica” la versione, come pure quella di 15. I Believe to My Soul, il brano di Ray Charles “The Genius” che è la quintessenza della soul music e conclude in modo splendido il secondo CD, che forse è una anticchia inferiore al primo, ma sono quisquilie (anche se forse a completare il pantheon dei “numi tutelari” di Morrison manca qualcosa di John Lee Hooker Jimmy Witherspoon, che verranno omaggiati anni dopo in A Night In San Francisco).

CD3: Recorded live at The Rainbow, London, July 23 & 24, 1973

Alla fine di luglio di quell’anno splendido Mr. Van Morrison approda al Rainbow di Londra per due serate consecutive, preservate per i posteri sia in versione audio che in video. Inevitabilmente nei concerti londinesi i brani si ripetono rispetto ai concerti californiani, ma in versioni spesso diverse e comunque memorabili. Solo tre brani, Everyone, Wild Children e Here Comes The Night non appaiono nei due CD precedenti

1. Listen to the Lion Più breve, ma ancora più calda ed intensa della versione “americana” 2. I Paid the Price Anche questa versione londinese è magnifica, tra l’altro il sound sembra ancora più brillante in questo terzo CD, più definito e con una presenza sonora incredibile, e il gruppo suona sempre in modo impeccabile. Con la sequenza jazzy di 3. Bein’ Green e 4. Since I Fell for You di grande impatto sonoro. Bellissima anche 5. Into the Mystic mentre 6. Everyone un altro dei brani tratti da Moondance non lo ricordavo così bello, una sorta di minuetto soul, dolce ed intrigante, seguita da una versione più breve di 7. I Believe to My Soul, sempre con i fiati e gli archi che elevano la loro preghiera con veemenza, fino all’esplosione della tromba di Bill Atwood 8. Sweet Thing il pubblico la riconosce subito e la versione rilasciata da  Morrison è sempre splendida, con Platania ancora una volta sugli scudi, tutti brani che non ti stancheresti mai di ascoltare 9. I Just Want to Make Love to You è il Blues con la B magnifica, mentre10. Wild Children è un altro dei brani “nuovi” tratti da Hard Nose The Highway che uscirà da lì a poco, un’altra canzone che in questa versione Live acquista una nuova vita  11. Here Comes the Night è l’altro grande brano tratto dal repertorio dei Them, anche questa illustra il lato ludico e di puro divertimento della musica di “Van The Man” , altro riff memorabile e gioia pura, stesso discorso per una più succinta e rapida 12. Buona Sera, con 13. Domino che completa il trittico della music for fun, prima di lanciarsi a rotta di collo nel gran finale, prima 14. Caravan, sempre in versione lunghissima e di grande fascino con gli equilibrismi vocali del musicista irlandese che lascia il pubblico con il fiato sospeso, chiamando al proscenio i suoi splendidi solisti, prima di stenderlo definitivamente con una 15. Cyprus Avenue tra sacro e profano che quando accelera i ritmi già frenetici della serata e reitera il suo canto poderoso è di nuovo pura magia sonora, le ultime parole del concerto sono “It’s Too Late To Stop Now” e mai furono più vere. E non ho esagerato, come potete rilevare anche dalla visione del DVD allegato a questo cofanetto, altra goduria superba!

DVD: Recorded live at The Rainbow, London, July 24, 1973

1. Here Comes the Night 2. I Just Want to Make Love to You 3. Brown Eyed Girl 4. Moonshine Whiskey 5. Moondance 6. Help Me 7. Domino 8. Caravan 9. Cyprus Avenue

Forse dopo questo album termina uno dei periodi di creatività artistica più straordinari della storia della musica rock (anche se la carriera di Van Morrison avrà altri momenti di grande ispirazione non raggiungerà più questi vertici), ma tra il 1968 e il 1973 si è ritagliato uno spazio nell’Olimpo dei grandi e questo cofanetto, assolutamente imperdibile, ne è il giusto coronamento. Il classico disco da cinque stellette: ristampa Live dell’anno!

Bruno Conti

E’ Sempre Stato Difficile “Fermare” Van Morrison, Ma In Questa Nuova Versione Espansa Ancora di Più, Si Ferma Il Tempo Per Uno Dei Live Più Belli Di Sempre: It’s Too Late To Stop Now II, III, IV & DVDultima modifica: 2016-06-14T18:01:15+02:00da bruno_conti
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