Da “Solo” O Con La Band, Dice Sempre La Verità. Lance Lopez – Tell The Truth

lance lopez tell the truth

Lance Lopez – Tell The Truth –  Mascot/Provogue

Sono passati solo poco più di 4 mesi dall’uscita di Califonisoul, il secondo album dei Supersonic Blues Machine http://discoclub.myblog.it/2017/11/28/anche-loro-sulle-strade-della-california-rock-supersonic-blues-machine-californisoul/ , ed ecco che il frontman della band, Lance Lopez, voce e chitarra solista nel power trio americano, pubblica già un nuovo album. Come spesso capita ho ascoltato il disco parecchio in anticipo sull’uscita e quindi le informazioni erano ancora poche. Quello che veniva annunciato,  cioè che il disco era stato registrato durante gli ultimi tre anni negli abituali studi di Los Angeles, sotto la produzione di Fabrizio Grossi, che aveva anche curato le parti basso di durante le varie sessioni tenutesi nello stesso periodo in cui veniva inciso l’album dei SBM, come pure  la presenza di un batterista dal suono  vigoroso e potente, che ha tutta l’aria di essere Kenny Aronoff, e il fatto che negli arrangiamenti fossero presenti anche piano, organo, armonica e backing vocalist aggiunti, era abbastanza sintomatico. Quindi il suono a grandi linee è assai simile a quello recente della band, ma Lopez ha comunque un lungo passato di musicista, prima come accompagnatore di musicisti di spessore, da Bobby “Blue” Bland e Johnnie Taylor passando per Johnny Guitar Watson, e poi, dopo il trasferimento dalla natia Louisiana al Texas, attraverso l’incontro con musicisti come Billy Gibbons e Johnny Winter, con cui ha condiviso i palchi a lungo nell’ultima parte della carriera di quest’ultimo.

Anche se la primaria influenza è stata sicuramente Jimi Hendrix, come pure, da un lato più blues, B.B. King e Stevie Ray Vaughan, e qualche trucchetto glielo hanno insegnato anche Lucky Peterson e Buddy Miles, nelle cui rispettive band ha suonato. Nel 1999, a soli 21 anni, pubblica il suo primo album First Things First, poi ripubblicato dalla Grooveyard, che sarà la sua etichetta nella prima decade degli anni 2000, i suoi album migliori Salvation From Sundown, Handmade Music e il Live in NYC, di cui vi ho parlato su queste pagine http://discoclub.myblog.it/2016/05/28/del-buon-blues-rock-chitarristico-dal-vivo-lance-lopez-live-nyc/ . Sempre sano e vigoroso rock-blues, anche hard power trio con la chitarra del nostro spesso e volentieri in evidenza; ovviamente Tell The Truth non cambia la strada maestra, il suono pare solo più centrato, la musica, pur essendo dura e tirata, spesso è ben costruita ed arrangiata: prendiamo l’iniziale Never Came Easy, il suono è rotondo, con basso e batteria ad ancorare il suono, inserti di chitarra acustica, armonica, piano elettrico e la slide a supportare la voce rauca e profonda di Lopez in un pezzo che ha forti profumi blues. Mr. Lucky era la title track di uno degli ultimi album di John Lee Hooker, qui ripreso in una versione power trio, molto Hendrix e SRV, basso pompatissimo, chitarre lancinanti e anche in modalità wah-wah, l’armonica ad addolcire la vena quasi hard-rock-southern di questa versione, che comunque è di eccellente fattura, con la chitarra che scorre fluida e potente.

Insomma, capito il genere, e non è difficile, l’album si gode appieno: Down To One Bar, più dura e riffata, ha qualche vago elemento soul, grazie all’organo e alle coriste, ma le chitarre, sia normale che slide, sono sempre cattive, e se ogni tanto si cerca qualche elemento più commerciale non è un delitto, è nella natura del produttore Grossi. High Life ha persino qualcosa di “claptoniano”, miscelato con elementi sudisti, un bel drive ritmico e la rauca voce di Lance (molto simile a quella di Popa Chubby) in evidenza, oltre alle chitarre stratificate che contribuiscono alla riuscita del brano; Cash My Check è il primo singolo del CD, un bel boogie rock incalzante, con piano, armonica e coretti incisivi, ancora a punteggiare il sound sudista della canzone, veramente riuscita e coinvolgente, rock classico della più bell’acqua con un bel solo di slide che è la ciliegina sulla torta. Tutti i brani sono compatti, tra i tre e i quattro minuti, non si sbrodola troppo e l’insieme ne guadagna, ottime anche The Real Deal, con la solista sempre in modalità bottleneck e Raise Some Hell, una hard ballad elettroacustica dall’atmosfera sospesa, come pure Angel Eyes Of Blue, a tutto wah-wah, forse anche con talk-box inserito, “duretta” anziché no, e comunque sempre di fattura pregevole.

Tutta musica sentita mille volte ma se viene fatta bene, e questo è il caso, estremamente godibile, come conferma il rock made in the 70’s della energica Back On The Highway con pianino boogie, organo e le solite coriste a tirare la volata all’infoiata chitarra di Lopez, mentre la ritmica picchia di brutto; Blue Moon Rising è una delle rare ballate dell’album, peraltro riuscitissima, ambientazione sudista ed un arrangiamento raffinato e complesso, con la solista a punteggiare il mood del brano. E per concludere in bellezza un buon album di rock-blues energico ma, ripeto, ben fatt,o ecco Tell The Truth ancora con sventagliate di riff e soli dalla solista, non male Mister Lopez!

Bruno Conti

Da “Solo” O Con La Band, Dice Sempre La Verità. Lance Lopez – Tell The Truthultima modifica: 2018-03-17T17:55:21+01:00da bruno_conti
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