Gradevole, Ma Solo Per Collezionisti Incalliti. Bill Wyman’s Rhythm Kings – Studio Time

bill wyman's rhythm kings - studio time

Bill Wyman’s Rhythm Kings- Studio Time – Edsel Records

Bill Wyman ufficialmente ha lasciato gli Stones nel gennaio 1993, ma la sua ultima partecipazione è stata negli Steel Wheels/Urban Jungle Tours del 1989/90. Durante la sua permanenza della band aveva pubblicato diversi album come solista, il primo Monkey Grip nel 1974: e ad essere sinceri erano tutti abbastanza “bruttarelli”, diciamo non memorabili. Forse la sua migliore avventura parallela era stata con Willie And The Poor Boys (insieme a Mickey Gee, Andy Fairweather-Low, Geraint Watkins, e Charlie Watts), autori di un buon album nel 1985. Da lì probabilmente era germogliata l’idea per i Rhythm Kings, che discograficamente esordiscono solo nel 1997, ma come dimostra questo Studio Time già registravano brani fin dal 1987. In effetti la loro discografia conta su cinque album in studio e due dal vivo, più DVD, antologie di rarità, quattro cofanetti con una valanga di inediti, a cui ora si aggiunge questo Studio Time, l’ultimo della serie, che raccoglie quindici outtakes registrate in diverse sessioni tra il 1987 e il 2002. Dischi nuovi non ne escono da anni (Back To Basics è del 2015 e non aveva proprio entusiasmato, come dargli torto, l’amico Marco https://discoclub.myblog.it/2015/07/11/speriamo-che-del-prossimo-disco-passino-altri-33-anni-bill-wyman-back-to-basics/) e Wyman, che va per gli 82 anni, ha diradato moltissimo (per usare un eufemismo) le sue apparizioni Live, ma a livello CD quindi, soprattutto dei Rhythm Kings. ne escono sempre a raffica, difficilmente memorabili, con la loro elegante ed onesta miscela di R&R, R&B, Blues, country e Jazz morbido.

Apre Beds Are Burning, un vecchio classico dei Midnight Oil, inciso nel 1998, cantato da Beverley Skeete, una simil Tina Turner, e dallo stesso Wyman (si fa per dire), mentre Gary Brooker al piano e Georgie Fame all’organo, oltre a Terry Taylor alla chitarra, che era nei Tucky Buzzard, prodotti ai tempi proprio da Bill, cercano di dare brio al pezzo. I due insieme hanno scritto Open The Door, che viene dal 2003, un pezzo rock più grintoso, cantato da Mike Sanchez, con Chris Stainton al piano, e sempre una piccola sezione fiati a vivacizzare il tutto. You’re The One, viene dalla session del 1987, è il vecchio brano di Jimmy Rogers, un classico blues cantato da Geoff Grange che suona anche l’armonica, mentre nella band si notano Andy Fairweather Low e Nicky Hopkins. Going Up the Country, registrata nel 2003, è proprio la vecchia canzone dei Canned Heat, rifatta in versione carta carbone con Faiweather Low a riprodurre il falsetto di Al Wilson e Nick Payne al flauto; Long Comma Viper è un oscuro brano di Dan Hicks & His Hot Licks, che nella versione cantata da Georgie Fame nel 1999, mantiene la sua verve western swing, con tanto di steel suonata da Taylor, con My Wife Can’t Cook, targata 2002, che vira verso un piacevole R&B, altro brano poco noto di tale Lonnie Russ del 1962, ma si sa che Wyman è un profondo cultore di quel repertorio, Mike Sanchez canta decisamente bene e la band rolla di gusto.

I’m Shorty è un altro blues, annata 1999, firmato da Willie Dixon, cantato da Frank Mead, altra figura minore del rock inglese, mentre Got Love If You Want It di Slim Harpo, ha rimandi agli Stones, con Grange, Fairweather Low e Taylor che vanno alla grande, in questa outtake del 1987. Shoes è un morbido pezzo R&B del “tardo” Don Covay, 1998, con Beverley Skeeete che si fa onore, e Dr. Watson Mr. Holmes, mai sentita prima, è un divertente pezzo jive cantato da Georgie Fame nel 2000, difficilmente entrerà negli annali della musica. E pure la versione di These Kind Of Blues, cantata da Terry Taylor, dubito avrà questo onore, come pure la scanzonata Blue Light Boogie di Louis Jordan, cantata dalla Skeete. Skiing Blues, solo Fame, voce e organo, è una ballata notturna, ma che c’entrano i Rhythm Kings? Più impegnati nella swingata Santa Baby, annata 2000, con Martin Taylor e Tommy Emmanuel alle chitarre e in Jazz Walk, un brano originale dello stesso Wyman, ancora 2002 e nuovamente con Fame che la canta. Gradevole, serve per completare la collezione.

Bruno Conti

Gradevole, Ma Solo Per Collezionisti Incalliti. Bill Wyman’s Rhythm Kings – Studio Timeultima modifica: 2018-06-04T18:15:48+02:00da bruno_conti
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