Per Chi Avesse Voglia Di Un Po’ Di Sano Rock’n’Roll! Willie Nile – Children Of Paradise

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Willie Nile – Children Of Paradise – River House CD

Willie Nile, al secolo Robert Noonan, da quando ha ripreso ad incidere con una certa costanza, non ha più mollato il colpo, tra dischi bellissimi (Streets Of New York, American Ride) e “solo” belli (House Of A Thousand Guitars, The Innocent Ones). Lo scorso anno Willie ci aveva deliziato con l’ottimo Positively Bob, in cui rileggeva alla sua maniera alcuni classici del suo idolo Bob Dylan https://discoclub.myblog.it/2017/06/30/e-dopo-bob-sinatra-ecco-a-voi-willie-dylan-comunque-un-grande-disco-willie-nile-positively-bob/ , ma il suo ultimo lavoro composto da brani originali era World War Willie del 2016, un buon album, molto spostato sul versante rock, che bilanciava il sorprendente If I Was A River di due anni prima, formato esclusivamente da ballate pianistiche. Ora Willie torna tra noi con un disco nuovo di zecca, Children Of Paradise, che si può tranquillamente inserire tra i suoi lavori più riusciti. Nile non cambia di una virgola il proprio suono, un rock’n’roll molto diretto e chitarristico, con occasionali intermezzi in cui sono le ballate a farla da padrone, ma in questo lavoro si nota subito una freschezza compositiva maggiore che in World War Willie, con addirittura un paio di canzoni che potrebbero entrare di diritto in qualsiasi “best of” del rocker di Buffalo. Willie ha fatto un gran lavoro anche per quanto riguarda i testi, che sono influenzati dalla difficile situazione politica ed economica degli Stati Uniti, con un pizzico di ecologia che non guasta mai, ed in alcuni casi i brani si esprimono anche in modo crudo e diretto.

Come la musica d’altronde, che vede il nostro accompagnato dagli abituali compagni di viaggio (Steuart Smith, chitarrista che è da anni nella live band degli Eagles al posto di Don Felder, Johnny Pisano al basso, Matt Hogan alle chitarre ritmiche, Jon Weber alla batteria ed Andy Burton all’organo, mentre Willie come di consueto si alterna a chitarre e pianoforte), con l’aggiunta dell’amico James Maddock ai cori. Per la verità il brano iniziale, Seeds Of A Revolution, non è nuovissimo, in quanto faceva parte dell’ormai introvabile EP del 1992 Hard Times In America, ma siccome il testo è ancora attuale Willie ha pensato bene di riproporlo: uno scintillante folk-rock di sapore byrdsiano, che rispetto alla versione originale ha un suono decisamente più solido e vigoroso, puro Nile al 100%. La saltellante All Dressed Up And No Place To Go è un altro tipo di canzone che nei dischi di Willie non manca mai, una classica rock song con un call & response voce-coro, una sorta di trascinante filastrocca rock’n’roll dal testo profondamente ironico; Don’t è un pezzo molto elettrico ed aggressivo (anche nelle liriche), il cui ritmo decisamente sostenuto e le sventagliate chitarristiche fanno pensare ai Ramones https://www.youtube.com/watch?v=41ECsxenuwE . Earth Blues prosegue all’insegna del rock, un brano duro e roccioso ma che manca di quell’immediatezza compositiva che viceversa trovavamo nei pezzi precedenti, anche se il gruppo arrota che è una meraviglia.

La title track è l’altra canzone non nuova del CD, in quanto era presente nell’ottimo Places I Have Never Been del 1991 (l’ultimo disco inciso da Willie per una major), ma qui ha un suono molto più diretto che in origine ed un refrain davvero immediato: la quintessenza del vero rock’n’roll. Ancora meglio Gettin’ Ugly Out There, un folk-rock elettroacustico dalla melodia contagiosa ed accompagnamento strumentale perfetto, per chi scrive tra le cose più belle proposte da Willie, almeno ultimamente: dopo un solo ascolto non riesco a smettere di canticchiare il ritornello https://www.youtube.com/watch?v=D_z2X26k_vw ; la roboante I Defy mostra che tra i gruppi preferiti dal nostro ci sono anche i Clash, mentre Have I Ever Told You è una ballata soffusa e tutta giocata su una tenue melodia, un’oasi gradita a questo punto del CD https://www.youtube.com/watch?v=OmWm1eewuow . Secret Weapon riporta l’album su territori elettrici, una rock ballad vigorosa ed ancora con un motivo diretto e fruibile, il marchio di fabbrica di Willie; Lookin’ For Someone è un brano scritto con lo scomparso Andrew Dorff, una delicato folk tune elettrificata, guidata da mandolino e chitarra elettrica, oltre che da un limpido pianoforte, altro brano da antologia. Finale per Rock’n’Roll Sister, un travolgente pezzo ad alto ritmo che mantiene ciò che promette nel titolo, e la toccante All God’s Children, una ballatona pianistica che non poteva mancare: bella e struggente, perfetta per chiudere con una nota malinconica l’ennesimo ottimo rock’n’roll album da parte di Willie Nile, un altro di quelli che non tradiscono mai.

Marco Verdi

Per Chi Avesse Voglia Di Un Po’ Di Sano Rock’n’Roll! Willie Nile – Children Of Paradiseultima modifica: 2018-08-01T08:47:39+02:00da bruno_conti
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