Sudisti, Sudati E Dal Vivo! Lynyrd Skynyrd – Live In Atlantic City 2006/Marshall Tucker Band – Live At Pleasure Island ‘97

lynyrd skynyrd live in atlantic city

Lynyrd Skynyrd – Live In Atlantic City – EarMusic/Edel CD – CD/BluRay – 2LP

Marshall Tucker Band – Live At Pleasure Island ’97 – Mountain Jam 2CD

Doppia uscita quasi in contemporanea per due storici gruppi degli anni settanta, che insieme alla Allman Brothers Band componevano la “sacra triade” del southern rock: Lynyrd Skynyrd e Marshall Tucker Band. Si tratta di due album dal vivo molto interessanti, registrati non di recente ma neppure durante la loro golden age, e per la precisione nel 2006 per gli Skynyrd e 1997 per la MTB, due periodi non considerati tra i migliori dei nostri per quanto riguarda la qualità degli album di studio, anche se sul palco come vedremo la loro la sapevano ancora dire eccome. Live In Atlantic City vede gli Skynyrd all’opera dodici anni orsono nella seconda “Sin City” americana dopo Las Vegas, al Trump Taj Mahal Hotel (di proprietà dell’attuale presidente degli USA, ma oggi chiuso), per un concerto registrato nell’ambito della trasmissione televisiva Decades Rock Live. Nel nuovo millennio il gruppo di Gary Rossington e Billy Powell (ho citato gli unici due membri originali presenti in questo CD, ma oggi Powell purtroppo non è più tra noi) si è un po’ staccato dalle sonorità tipicamente southern dei seventies e ha iniziato ha fare della musica talvolta un po’ tamarra, con suoni tra hard e AOR, in parte a causa dei trascorsi dell’altro chitarrista Ricky Medlocke (ex Blackfoot), mentre la tradizione di famiglia è ancora oggi portata avanti dal cantante Johnny Van Zant, fratello di quel Ronnie scomparso nel celebre e tragico incidente aereo del 1977.

Il gruppo (che qui è completato dalla sezione ritmica di Ean Evans e Michael Cartellone, dalla terza chitarra di Mark Matejka e dalle coriste Dale Rossington, moglie di Gary, e Carol Chase) in questo CD (e BluRay) suona quindi un robusto set di southern rock decisamente vigoroso, che però non manca di scaldare a dovere l’ambiente e di divertire gli ascoltatori, con solo un paio di leggere cadute di tono dovute più che altro agli ospiti che a loro stessi. Apre la serata Workin’ For MCA, rock-blues potentissimo con le chitarre che arrotano che è un piacere, seguita dalla solida ballata patriottica Red White And Blue (Love It Or Leave), scritta all’indomani del crollo delle Torri Gemelle, e dal sempre trascinante rock’n’roll sudista di Gimme Three Steps. Il primo ospite a salire sul palco è l’allora giovane cantante Bo Bice, che propone la sua The Real Thing, evocativa ballad elettrica in odore di AOR e, insieme a Van Zant, la classica e tonante Gimme Back My Bullets.

Hank Williams Jr. si integra alla grande con i nostri, e la sua comparsata lascia il segno, grazie all’irresistibile Down South Jukin’, puro rock’n’roll, ed alla sua Born To Boogie, anch’essa contraddistinta da un ritmo coinvolgente.I 3 Doors Down al gran completo (un cantante, due chitarre, basso e batteria) induriscono fin troppo la vibrante Saturday Night Special mentre rifanno molto bene la stupenda That Smell, una delle più belle canzoni degli Skynyrd: in mezzo alle due propongono la loro Kryptonite, che obiettivamente non è il massimo (e poi se compro un live degli Skynyrd, a meno che non invitino Gregg Allman che fa Midnight Rider, vorrei sentire solo canzoni degli Skynyrd). Gran finale con Rossington e soci ancora da soli sul palco per una Call Me The Breeze più travolgente che mai, un boogie-blues suonato davvero alla grande, e con la prevedibile ma sempre emozionante conclusione riservata a Sweet Home Alabama e Free Bird.

marshall tucker band live at pleasure island 97

Ancora meglio va secondo me con l’album della Marshall Tucker Band, un doppio CD in una bella confezione simil-LP in cartone duro intitolato Live At Pleasure Island ’97 (dove Pleasure Island non è un luogo fiabesco popolato da ninfe seminude che trasportano i visitatori nei meandri del piacere carnale, ma una amena ed innocente località di divertimenti all’interno del parco Disney World di Orlando, in Florida). All’epoca di questo concerto l’unico membro originale della MTB era il cantante Doug Gray, dato che i fratelli Toy e Tommy Caldwell erano già passati a miglior vita (Tommy nel 1980, Toy solo quattro anni prima, ma non faceva già più parte del gruppo), mentre gli altri fondatori se ne erano via via andati tutti, l’ultimo dei quali, Jerry Eubanks, l’anno prima: dunque la band è formata da onesti mestieranti, che però dal vivo ed alle prese con i classici del gruppo si fanno ampiamente valere, e da due ottimi chitarristi nelle persone di Rusty Milner e soprattutto Chris Hicks, che aveva abbandonato gli Outlaws nel 1996. Il live in questione è formato da due diversi set di sei brani ciascuno (più due brevi intro strumentali), di 40 e 48 minuti rispettivamente e registrati nella stessa giornata, presumibilmente a qualche ora di distanza l’uno dall’altro. Gli unici due brani all’epoca nuovi sono nel primo set: Like Good Music, un saltellante blues pieno di ritmo e feeling, con ottime prestazioni chitarristiche e Gray già in tiro (uscirà l’anno seguente su Face Down In The Blues), e la ballata elettrica Midnight Promises, un southern soul caldo ed avvolgente, affidato alla voce “allmaniana” di Hicks (e questa verrà “ufficializzata” solo nel 2004, nell’album Beyond The Horizon).

Il resto dei due set è composto solo dai classici anni settanta, suonati davvero con forza e vigore, a partire dalla fluida e distesa This Ol’ Cowboy, che fonde mirabilmente rock sudista ed atmosfere jazzate, quasi fossero i Chicago, per poi proseguire con la roboante Take The Highway, con Milner strepitoso, la suggestiva Runnin’ Like The Wind, che fa venire in mente praterie a perdita d’occhio, le countreggianti Searching For A Rainbow e Fire On The Mountain, entrambe irresistibili, e soprattutto una stratosferica 24 Hours At A Time, ben sedici minuti di grande rock e jam strumentali a go-go. Solo due pezzi si ripetono in entrambi i set, e sono le due canzoni più note del gruppo: la stupenda Heard It In A Love Song, il loro più grande successo, una di quelle rock songs perfette e capaci di far svoltare una carriera, e la favolosa Can’t You See, una delle ballate sudiste più belle di sempre, nella quale i due chitarristi si sfidano senza esclusione di colpi, e Gray (che, devo dirlo, non è il mio preferito tra i lead vocalist) che si diverte un mondo. Quindi due proposte più che soddisfacenti, anche se non provenienti dal periodo classico dei due gruppi in questione.

Marco Verdi

Sudisti, Sudati E Dal Vivo! Lynyrd Skynyrd – Live In Atlantic City 2006/Marshall Tucker Band – Live At Pleasure Island ‘97ultima modifica: 2018-10-05T09:33:06+02:00da bruno_conti
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