Dopo Vent’Anni E’ Un Disco Ancora Attualissimo! Calexico – The Black Light 20th Anniversary Edition

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Calexico – The Black Light 20th Anniversary – City Slang/Quarterstick 2CD

Sono già passati due decenni dall’uscita di The Black Light, il disco più famoso (e con tutta probabilità anche il più bello) dei Calexico, band originaria di Tucson e nata nel 1995 da una costola dei Giant Sand. Infatti il gruppo, o forse è meglio dire il duo, ebbe origine quando la sezione ritmica del combo guidato da Howe Gelb, vale a dire Joey Burns (basso) e John Convertino (batteria), decise di intraprendere un discorso musicale distinto da quello della loro band principale, prima con il nome di Spoke e dal 1997 con il moniker definitivo di Calexico, come la città che sorge sul confine tra California e Messico (dalla parte americana, che si contrappone alla Mexicali che si trova subito aldilà della frontiera). The Black Light, uscito nel 1998, fu il primo disco dei due (in realtà ne avevano pubblicato già uno come Spoke tre anni prima), ed è ancora oggi considerato uno dei lavori più influenti ed innovativi degli anni novanta, un album che diede il via ad una vera e propria carriera per Burns e Convertino, al punto da costringerli ad abbandonare i Giant Sand di lì a qualche anno.

E The Black Light, una sorta di concept con canzoni ambientate nel deserto dell’Arizona, è ancora oggi un grandissimo disco, un lavoro innovativo e con un suono che non ha perso un grammo della sua attualità. La musica del duo (che suona la maggior parte degli strumenti, ed è aiutato da pochi ma validi amici, tra cui lo stesso Gelb al piano ed organo, Nick Luca alla chitarra flamenco, Bridget Keating al violino e Neil Harry alla steel) è una creativa e stimolante miscela di rock, tex-mex, surf, musica western alla Ennio Morricone, latin rock e jazz, un genere molto cinematografico e di difficile catalogazione, ma di grande fascino. Alcuni hanno definito le canzoni dei Calexico come “desert noir”, altri come colonna sonora del western che Quantin Tarantino non ha mai girato, fatto sta che The Black Light è un album che ancora oggi non ha grandi termini di paragone: in alcuni momenti sembra di sentire i Los Lobos, ma quelli meno immediati, in altri momenti ci sono sonorità alla Tom Russell, anche se il cowboy californiano è decisamente più country (e comunque nel 2009 il buon Tom vorrà proprio i Calexico come backing band per il suo Blood And Candle Smoke). Di certo la musica dei due ex Giant Sand è davvero adatta per una ipotetica soundtrack, dato che sui 17 brani dell’album originale solo sei sono cantati.

E sono proprio gli strumentali la parte più interessante del disco, a partire dalla splendida Gypsy’s Curse, che apre alla grande il lavoro con un tex-mex-rock dal chiaro feeling morriconiano, una chitarra twang a dominare, subito affiancata dalla fisarmonica e da un “guitarron”, il tutto al servizio di una melodia decisamente evocativa. Degne di nota sono anche la misteriosa Fake Fur, con un bel gioco di percussioni in primo piano ed una chitarra in lontananza (qui vedo i Los Lobos più sperimentali, o meglio la band “dopolavorista” di Hidaldo e Perez, i Latin Playboys), la sognante Where Water Flows, per chitarra acustica, marimba ed un suggestivo violoncello, la cadenzata e messicaneggiante Sideshow, molto godibile, e la complessa Chach, tra rock, jazz e sonorità hard boiled (ancora i Lupi, ma quelli di Kiko). Strepitosa poi Minas De Cobre, pura fiesta mexicana, splendida sotto ogni punto di vista, mentre l’intensa e toccante Over Your Shoulder è una slow ballad che sfiora il country; Old Man Waltz è un vero e proprio valzer dal sapore tradizionale, che si contrappone al bellissimo rock di confine Frontera, surf music degna degli Shadows di Hank Marvin.

E poi ci sono i sei brani cantati (da Burns): la deliziosa western ballad The Ride (Pt. II), con un sapore d’altri tempi, la sussurrata title track, cupa ma affascinante, la lunga e soffusa Missing, percorsa da una bella chitarra e da appropriati rintocchi di pianoforte (oltre che da una languida steel), la squisita Trigger, ballatona ancora dal mood western, la mossa Stray, tra rock e Messico, e la quasi sonnolenta Bloodflow. La nuova riedizione di The Black Light, oltre ad un libretto potenziato con nuove liner notes di Burns e Convertino, offre l’album originale opportunamente rimasterizzato sul primo CD ed un secondo dischetto con undici brani usciti all’epoca come b-sides o su EP (di cui solo uno cantato). Alcuni di questi pezzi aggiunti sono chiaramente dei riempitivi (Man Goes Where Water Flows, Rollbar, Drape), ma altri non avrebbero sfigurato sul disco originale, come El Morro, un brano guidato da una splendida slide acustica degna di Ry Cooder, l’intensa e quasi ipnotica Glowing Heart Of The World, che dopo due minuti attendisti si trasforma in un surf-rock strepitoso, la fluida rock ballad in stile western Lacquer e la breve e struggente Bag Of Death. Infine abbiamo tre missaggi differenti della splendida Minas De Cobre, che probabilmente è da considerarsi il capolavoro del disco uscito nel 1998. Un disco, ripeto, ancora talmente bello ed attuale da sembrare il risultato di una session (rigorosamente notturna) di pochi mesi fa.

Marco Verdi

tom russell old songstom russell october in the railraod earth

P.S: avendo nominato nel corso della recensione Tom Russell, volevo segnalare un interessante CD che il cantautore di Los Angeles ha pubblicato solo sul suo sito, cioè Old Songs Yet To Sing, in cui Tom rivisita in acustico (e con l’aiuto esclusivamente di Andrew Hardin alla seconda chitarra acustica) una serie di classici del suo songbook, con esiti eccellenti dato che stiamo parlando di brani che rispondono ai titoli di Gallo Del Cielo, Tonight We Ride, Veteran’s Day, The Sky Above, The Mud Below, Angel Of Lyon, Haley’s Comet, Rose Of The San Joaquin, Navajo Rug, Throwing Horseshoes At The Moon ed altre 11 splendide canzoni. Un gustoso antipasto in attesa del nuovo album “elettrico” di Russell, October In The Railroad Earth, in uscita a metà Marzo.

Dopo Vent’Anni E’ Un Disco Ancora Attualissimo! Calexico – The Black Light 20th Anniversary Editionultima modifica: 2019-01-09T09:25:23+01:00da bruno_conti
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