In Attesa Del “Nuovo” Album Stay Around In Uscita Il 26 Aprile, Ecco 8 Dischi Da Avere Se Amate La Musica Di JJ Cale! Parte I

jj cale naturally

Ce ne sarebbero anche più di 8, gran parte della sua discografia meriterebbe di  essere (ri)conosciuta, ma questi diciamo che sono gli essenziali, sette più il tributo postumo curato dal suo fan ed amico Eric Clapton.

Naturally – 1971 – Shelter/A&M/Mercury  – ****

Quando nel 1970 Eric Clapton pubblica sul suo omonimo disco di esordio solista la cover di After Midnight https://www.youtube.com/watch?v=AvxJ0TVvVzE , Cale era uno squattrinato musicista che viveva a Los Angeles, dove era letteralmente alla fame: quando sente il brano alla radio quasi non ci crede, e il suo amico produttore Audie Ashworth gli propone di entrare in studio di registrazione e capitalizzare quel successo con un proprio album che avrebbe proposto il Tulsa Sound prima negli Stati Uniti e poi in tutto al mondo. Soldi non ce n’erano per cui Cale ed Ashworth raccolgono un gruppo di musicisti pagati con le tariffe sindacali minime e in qualche brano JJ utilizza una primitiva drum machine da lui stesso “inventata”,  grazie ai suoi trascorsi come ingegnere del suono. Il disco, 12 brani firmati dallo stesso Cale, ha un suono minimale, spesso quasi come fossero dei demo (quali erano in effetti), ma contiene alcune delle canzoni più famose del songbook del musicista di Oklahoma City.

Call Me The Breeze (poi resa celeberrima dai Lynyrd Skynrd su Second Helping) è appunto uno dei brani che prevede l’utilizzo della drum machine, un riff e un ritornello tipici dello stile laidback di JJ, il suo tocco di chitarra raffinato, guizzante ed inconfondibile e quella voce quasi sussurrata che sarà sempre il suo marchio di fabbrica; l’album contiene anche la sua versione di After Midnight, più “pigra” e rilassata di quella di Clapton, ma deliziosa. Nel disco suonano molti musicisti di valore (Tim Drummond, Carl Radle, Norbert Puttnam, David Briggs, Mac Gayden, Weldon Myrick, Karl Himmel, tanto per ricordarne alcuni) e i risultati si sentono, il suono sarà anche minimale ma ricco di particolari e con una passione per i dettagli quasi minuziosa, che poi sarà sempre presente anche nelle sue opere successive. Parliamo di una versione molto personale delle 12 battute del blues riviste attraverso la sua ottica: tutti i brani sono ottimi, Call The Doctor e le vivaci, Woman I Love, Bringing It Back, con fiati e armonica, a metà tra Clapton e il sound futuro degli Steely Dan ridotto all’osso, ma anche la splendida ballata Magnolia (che ricordo in una versione meravigliosa su Crazy Eyes dei Poco https://www.youtube.com/watch?v=Pkh2hUbwTmo ), Crazy Mama, con un wah-wah malandrino, il suo unico successo nei Top 40 USA, un errebì inconsueto come Nowhere To Run, insomma tutto molto bello.

jj cale really

Really – 1972 – Shelter/A&M/Mercury – ***1/2

Really esce l’anno dopo, è ancora un ottimo album anche se non contiene molte canzoni celebri: I musicisti impiegati sono in metà dei brani  quelli dei  Muscle Shoals Sound Studios e gli altri dei Bradley’s Barn di Nashville, una delle mecche della country music, tra cui Josh Graves e Vassar Clements, due che JJ Cale ammirava moltissimo e per lui era stato un onore suonare con loro. L’iniziale Lies è uno dei suoi brani tipici, come pure la brillante I’ll Kiss The World Goodbye e la raccolta Changes che perfezionano il suo Tulsa Sound, mentre If You’re Ever In Oklahoma, Playin’ In The Streets e Louisiana Woman appartengono alla categoria bluegrass meets JJ Cale, e il resto è il “solito” ottimo stile laidback, ma brillante, del miglior JJ.

jj cale okie

Okie – 1974 – Shelter/A&M/Mercury – ***1/2

Okie, altro titolo stringato come d’uso nei suoi dischi, prevede ancora una volta l’uso più o meno degli stessi musicisti, e quindi con echi country e anche gospel, diversamente dal precedente contiene moltissimi brani famosi che saranno ripresi da altri artisti e una rara cover country di Ray Price, I’ll Be There (If You Ever Want Me): per il resto troviamo I Got The Same Old Blues, suonata anche da Clapton e brani ripresi dai Brother Phelps, da Herbie Mann, Bill Wyman, Poco, Randy Crawford, Tom Petty, a dimostrazione dell’ecumenismo della musica del nostro, canzoni tra cui spiccano Rock And Roll Records, The Old Men And Me, Cajun Moon, I’d Like To Love You Baby e Anyway The Wind Blowss, tanto per citarne alcune, oltre all’altra cover country della splendida Precious Memories.

jj cale troubadour

Troubadour –1976 –  Shelter/A&M/Mercury –  ***1/2

Troubadour “forse, “ma forse, non è tra I migliori album del nostro amico, però contiene Cocaine, che l’anno successivo diventerà un successo colossale per Clapton, uno dei riff più famosi della storia del rock e la futura tranquillità finanziaria garantita vita natural durante per Cale.

Nel disco c’è anche un altro brano che Slowhand inciderà su Reptile nel 2002, ovvero l’incalzante Travelin’ Light, brano ripreso anche dai Widespread Panic e usato, nella versione di JJ, come sveglia mattutina sullo shuttle spaziale. Tra l’altro il disco, per gli standard di Cale, ha un suono più variegato, tra country, R&B, rock, un pizzico di swing, oltre all’amato blues, e spiccano l’iniziale Hey Baby, con la pedal steel di Lloyd Green, la swingante Hold On, con quella di Buddy Emmons, nonché la quasi caraibica You Got Something, il R&R di Ride Me High, la cover sempre energica del pezzo blues I’m A Gypsy Man di Sonny Curtis, e il funky fiatistico Let Me Do It to You, a completare un altro ottimo album.

Fine prima parte.

Bruno Conti

In Attesa Del “Nuovo” Album Stay Around In Uscita Il 26 Aprile, Ecco 8 Dischi Da Avere Se Amate La Musica Di JJ Cale! Parte Iultima modifica: 2019-04-19T13:55:35+02:00da bruno_conti
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