Sempre Della Serie Non Solo Blues. Keb’ Mo’ – Oklahoma

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Keb’ Mo’ – Oklahoma – Concord/Universal

Cosa c’entra Keb’ Mo’ (o Kevin Roosevelt Moore se preferite) con l’Oklahoma.? In effetti il nostro amico è nativo di Los Angeles, è lì ha sempre vissuto, fin quando nove anni fa non si è trasferito nel Tennessee, e quindi non dovrebbero esserci punto di contatto, ma in questo album la title track nasce da un incontro di Keb Mo con Dara Tucker, una musicista nativa americana, con uno stile tra jazz e soul: i due hanno scritto insieme questo brano, nato da una visita allo stato nel 2013, luogo di catastrofi naturali, tornado e una ricca storia anche musicale (il famoso Tulsa sound) che ha intrigato Kevin tanto da unire le forze con la stessa Tucker, che da lì proviene. Il risultato è un brano dove pure il produttore Colin Linden ci mette del suo nel forgiare lo stile di Keb Mo, che parte dal blues, ma poi è un ibrido di vari generi, con l’aiuto di alcuni amici, tra cui la lap steel di Robert Randolph, al solito brillantissima anche in modalità wah-wah, il violino di Andy Leftwich, le armonie vocali della stessa Tucker, e tutti gli altri musicisti che suonano nel disco, dal bassista Eric Ramey, a diversi batteristi e tastieristi che si alternano nel corso dell’album. Che al solito dà spazio anche alle 12 battute ibride dell’iniziale I Remember You, un pezzo scritto con Bill Labounty, grande praticante negli anni ‘70 dello stile solare che frequenta anche il musicista californiano, un brano raffinato e sapido che va molto di groove, tra chitarre e tastiere sinuose, il tutto guidato dalla sua splendida voce https://www.youtube.com/watch?v=us1klKNsFbM .

Tra i tanti ospiti che si alternano nell’album, per esempio nel gagliardo inno femminista, scritto insieme a Beth Nielsen Chapman, e che risponde al titolo Put Woman In Charge (non una cattiva idea) appare anche Rosanne Cash, per una galoppante cavalcata dove lo spirito gospel è fortissimo, ma la figlia del grande Johnny è la perfetta e sorprendente controparte per la voce calda e maschia di Keb’ Mo’, veramente un piccolo gioiello a livello musicale, mentre This Is My Home è una delle sue tipiche ballate, più intimiste e con un arrangiamento quasi minimale, con le armonie vocali affidate alla pop star latina Jaci Velasquez, per un pezzo che tratta con delicatezza il tema dell’immigrazione https://www.youtube.com/watch?v=9Irip5pIRb4 , mentre un’altra voce femminile è quella di Robbie Brooks Moore, che duetta con il marito nella conclusiva e delicata Beautiful Music, una dolce ballata d’amore dove le due voci si intrecciano, accompagnate solo dalla chitarra acustica in fingerpicking di Kevin, con gli archi che entrano nella parte finale. Ma non manca una collaborazione con l’amico Taj Mahal, insieme al quale lo scorso anno ha vinto il Grammy nella sezione Blues per  lo splendido TajMo https://discoclub.myblog.it/2017/07/28/il-disco-blues-dellanno-forse-no-ma-soltanto-perche-non-e-solo-blues-taj-mahal-keb-mo-tajmo/ , il brano scritto insieme a Colin Linden si chiama Don’t Throw It Away, una canzone che è una sorta di inno ambientale, dove Taj suona anche il basso e contribuisce con la sua armonica a quel sound New Orleans https://www.youtube.com/watch?v=BBI50CxQ1co , ritmato e divertito, con un mandolino malandrino, a dispetto dell’argomento serissimo, il tutto trattato comunque con leggerezza.

The Way I nel testo parla del grande problema della depressione, mentre a livello musicale è un’altra di quelle deliziose e struggenti ballate avvolgenti che Keb ci sa regalare con assoluta naturalezza, mentre Ridin’ On A Train è il pezzo più tirato del CD, con un riff ricorrente e la batteria che spinge il ritmo, mentre l’acustica in modalità slide aumenta il sapore blues di questo eccellente tuffo nel le 12 battute più canoniche, per quanto sempre con il suo approccio particolare. I Should’ve è più divertente e divertita, con un drive dove ci sono pure chiari elementi country  e l’armonica suonata dallo stesso Keb Mo la rende leggiadra e godibilissima; manca ancora la ritmata Cold Outside, altro pezzo decisamente di impianto più rock, con un bel assolo di chitarra elettrica nella parte centrale, pure questo tipico di uno stile più cantautorale, filone che non manca mai nei suoi album. Quindi un disco assolutamente piacevole, per sintetizzare con quanto diceva Nero Wolfe al suo assistente Archie Goodwin, “soddisfacente”!

Bruno Conti

Sempre Della Serie Non Solo Blues. Keb’ Mo’ – Oklahomaultima modifica: 2019-07-15T09:43:44+02:00da bruno_conti
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