La Serie Riprende Con Uno Dei Suoi Episodi Migliori. Jerry Garcia Band – Garcia Live Vol. 11

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Jerry Garcia Band – Garcia Live Vol. 11: Providence, RI, November 11th 1993 – ATO 2CD

Dopo una pausa di circa un anno e mezzo (ma quattro mesi fa è uscito il sestuplo Electric On The Eel) riprende la benemerita serie di album dal vivo tratti dagli archivi del compianto Jerry Garcia, che si occupa di pubblicare concerti tenuti dal nostro all’infuori dei Grateful Dead https://discoclub.myblog.it/2018/03/07/una-delle-migliori-annate-per-il-capitano-jerry-jerry-garcia-band-garcia-live-volume-10/ . Questo undicesimo volume, registrato l’11 Novembre del 1993 al Civic Center di Providence nel Rhode Island ha una particolarità, essendo il concerto completo più recente mai pubblicato per quanto riguarda il barbuto chitarrista californiano. Infatti negli anni passati erano uscite delle canzoni sparse dei Dead in alcune compilation di inediti, compreso qualche brano inciso nel 1995 poco prima della morte di Jerry, ma per quanto riguarda i concerti interi questo è il più recente (escludendo ovviamente il mega-cofanetto da 80 CD dei Dead 30 Trips Around The Sun, dove ci sono anche due show completi del 1994 e 1995, ma non disponibili separatamente). Inoltre questa è una delle ultime esibizioni in assoluto per la Jerry Garcia Band, che dopo l’ultima serata del 19 Novembre non avrebbe più tenuto spettacoli se non dopo la scomparsa del leader.

Non solo dunque questo è l’episodio più recente della serie Garcia Live, ma è anche uno dei più riusciti, in quanto il nostro è in forma che non esiterei a definire splendida, e con lui il resto del gruppo che ormai era insieme da anni e si amalgamava alla perfezione con la magica chitarra di “Captain Trips”, in particolare il formidabile Melvin Seals all’organo (e non al synth come ogni tanto succedeva negli anni precedenti), ma anche la sezione ritmica di John Kahn (basso) e David Kemper (batteria, da lì a tre anni nella band di Bob Dylan) si dà da fare non poco, e pure le due coriste Jaclyn LaBranch e Gloria Jones sono egregiamente funzionali al suono e non invadenti come ogni tanto capitava. Tredici brani su due CD, con il consueto mix tra brani originali (pochi) e cover: il suono è scintillante e la performance davvero splendida ed ispirata, con Jerry che in quel periodo era al massimo della sua espressione artistica. Peccato che “The Reaper” se lo sarebbe portato via da lì a meno di due anni. Il concerto inizia subito con due dei tre brani totali a firma Garcia/Hunter, una Cats Under The Stars molto fluida e suonata in maniera decisamente rilassata, cantata discretamente (la voce non è mai stata il punto forte di Jerry) e con chitarra ed organo già belli pronti; ancora meglio Mission In The Rain, che è migliore come canzone e qui Garcia ed i suoi la rifanno in modo molto intenso, con la chitarra più liquida che mai: nove minuti di grande musica.

Dopo i dieci minuti assolutamente godibili di That’s What Love Will Make You Do (Little Milton), suonata con uno stile a metà tra blues e funky ed un grandissimo lavoro di organo, abbiamo l’unico brano di Dylan della serata (di solito ne facevano due o tre), ma che è sicuramente tra gli highlights, e cioè una Simple Twist Of Fate lenta, intensa e quasi magica, cantata benissimo da Jerry e ricca di pathos, altri 13 minuti che volano in un baleno. Una sorpresa è la presenza di Ain’t No Bread In The Breadbox di Norton Buffalo, una bella versione corale e dal sound vibrante, ancora con Garcia e Seals che fanno a gara a chi è più bravo; il finale del primo CD è per una saltellante My Sisters And Brothers (The Sensational Nightingales) stranamente sintetica nei suoi quattro minuti, e la sempre trascinante Deal, strepitosa rilettura dell’ultimo pezzo originale di Jerry. Nel secondo dischetto Garcia ribadisce il suo amore per il rhythm’n’blues con due pezzi di Smokey Robinson, portati al successo rispettivamente dai Temptations (The Way You Do The Things You Do) e dalle Marvelettes (The Hunter Gets Captured By The Game), due canzoni che il nostro adatta alla perfezione al suo stile, con un grande aiuto da parte delle due coriste.

Jerry amava molto anche Van Morrison, e qui lo dimostra con un’intensissima He Ain’t Give You None (che proviene dal periodo Bang dell’irlandese, e che Garcia aveva già pubblicato nel suo Compliments), eseguita con il massimo rispetto e senza stravolgere la melodia, tipica del cantante di Belfast. Non mancano neppure i Beatles, e se Dear Prudence nel White Album era un breve e delicato pastiche acustico qui diventa un tour de force di quasi 12 minuti, con un’altra prestazione strumentale collettiva maiuscola. Conclusione con una vitale Don’t Let Go di 13 minuti, dotata di una parte centrale quasi psichedelica in cui la chitarra tocca vette altissime, seguita da una superlativa Midnight Moonlight di Peter Rowan, dal tempo veloce e con un arrangiamento deliziosamente country-rock. Un concerto quindi senza sbavature, anzi direi quasi perfetto, tra i più belli della serie.

Marco Verdi

La Serie Riprende Con Uno Dei Suoi Episodi Migliori. Jerry Garcia Band – Garcia Live Vol. 11ultima modifica: 2019-07-25T09:01:17+02:00da bruno_conti
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