Se Ne E’ Andato Anche Ginger Baker, Aveva 80 Anni: Del Magico Trio Dei Cream Ora Rimane Solo Eric Clapton!

Ginger_Baker with wings

ginger baker-drummer

Oggi ci ha lasciato anche Peter Edward Baker, detto Ginger, aveva 80 anni compiuti ad agosto, ma da circa tre anni si era dovuto ritirare dalle scene per problemi cardiaci, ed anche per una rovinosa caduta casalinga e negli ultimi tempi era stato ricoverato in un ospedale del Sud della Inghilterra, dove oggi si è spento serenamente. Probabilmente il più grande batterista della storia del rock, quasi sempre fotografato, come l’ineffabile Yanez, con l’ennesima sigaretta tra le labbra, Ginger Baker ha legato il proprio nome per sempre a quello dei Cream, dove insieme a Jack Bruce ed Eric Clapton, ha “inventato” il rock, grazie alle furiose improvvisazioni con i due soci, dove il jazz (imparato con il suo maestro Phil Seamen) veniva sublimato in improvvisazioni che erano ai limiti del paranormale, con i tre musicisti che seguivano il canovaccio dei brani rock e blues per poi spingersi ognuno verso lidi all’epoca inesplorati da un trio di musicisti che si avventuravano in territori fino ad allora frequentati solo nelle jam di stampo jazzistico.

Ognuno in possesso di una tecnica incredibile, ma con Baker in grado quasi di “danzare” con le proprie mani sui sui tom tom e sui rullanti della propria batteria, mentre dava quasi l’impressione di essere fermo ed immobile, e sotto i piedi lavoravano a velocità spaventose sulla doppia cassa generando uragani di ritmo, in uno stile che impiegava sia gli stilemi imparati dai grandi batteristi del jazz, da Louie Belsson, passando per Elvin Jones, Tony Williams a Philly Joe Jones, integrati dai ritmi della musica afro che poi avrebbe sviluppato prima con gli Airforce e poi con Fela Kuti, ma anche da questo nuovo approccio portato nella musica rock dal formato del power trio, dove le scorribande delle esibizioni dal vivo partivano dal formato canzone per evolversi poi in vere e proprie competizioni tra virtuosi, dove ognuno seguiva un proprio percorso all’interno del brano, dove a tratti si incontravano. E Baker era maestro in questo, uno dei primi batteristi rock che aveva elevato l’uso dell’assolo in una arte quasi a sé stante, ed i cui esempi più luminosi sono quelli espressi in brani come Toad dei Cream, ma anche in Do What You Like con i Blind Faith.

Come pure nelle sua famose “drum battles”con Art Blakey e Elvin Jones, dove si sfidava a colpi di bacchetta con i suoi omologhi jazzisti a chi ce l’aveva più lungo, l’assolo ovviamente (lui sempre con la sigaretta che immancabile penzolava dalle labbra, in virtù di quel tabagismo mai debellato), ma che gli ha comunque consentito di arrivare fino ad 80 anni,

Forse non ci ha lasciato dischi memorabili a proprio nome, ma le collaborazioni con Alexis Korner, Graham Bond Organisation, Ginger Baker’s Airforce sono state portatrici dei primi prodromi del british blues, del jazz rock e della musica afro e world music future. mentre poi i lavori pubblicati in un ambito rock più leggero con i Baker Gurvitz Army sono stati più deludenti, anche se nei concerti dal vivo c’era sempre questa palpabile attesa per il momento dell’assolo di Ginger Baker in Toad (lo so perché vi ho assistito). Poi ci sono state le collaborazioni con gli Hawkwind, con i Public Image Limited di John Lydon, la reunion con Jack Bruce a metà anni ’80, poi anche nei BBM insieme a Gary Moore. Anche con Andy Summers, Bill Frisell Charlie Haden nel Ginger Baker Trio, dove tornava all’amato jazz. Fino al maggio del 2005, quando deposta l’ascia di guerra con Clapton, partecipa ad una leggendaria reunion dei Cream alla Royal Albert Hall, dove in una serie di concerti i tre dimostrano che l’assunto del celebre brano di Bob Dylan Forever Young, aveva più di un fondamento di verità, con una serie di esibizioni live dove alla ferocia ed alla frenesia della gioventù si univa una consapevolezza dei propri mezzi che le ha rese veramente fenomenali ed indimenticabili.

Che altro dire? Ci mancherà, per me è stato il più grande, certo forse John Bonham Keith Moon ai tempi vincevano le classifiche di fine anno come migliori batteristi, ma il numero uno era sempre lui. Riposa in pace, visto che le ali da angelo te le avevano già regalate per la famosa foto sulla copertina di Around The Next Dream dei BBM e quindi, se ti vogliono, puoi volare nel paradiso dei musicisti, dove ti aspettano Bruce e Moore.

Bruno Conti

Se Ne E’ Andato Anche Ginger Baker, Aveva 80 Anni: Del Magico Trio Dei Cream Ora Rimane Solo Eric Clapton!ultima modifica: 2019-10-06T21:07:33+02:00da bruno_conti
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