Un Documento Storico Formidabile Per La “Woodstock Nera”, Se Fosse Pure Inciso Bene… Ann Arbor Blues Festival 1969

ann arbor blues festival 1969

Ann Arbor Blues Festival 1969 2 CD Third Man Records

Un disco dal doppio giudizio: quattro e forse avrebbero potuto essere anche cinque stellette per il contenuto musicale e l’importanza dei musicisti coinvolti, due e a tratti anche tre, per la qualità sonora d questo documento, che esce esattamente 50 anni dopo lo svolgimento di questo evento: una sorta di Woodstock “nera “tenutasi ad Ann Arbor, alla Università del Michigan, tra il 1° e il 3 agosto del 1969, come “l’altro” Festival appena più famoso. Si trattò del primo grande Raduno che raccoglieva insieme quasi tutti i più grandi artisti del Blues americano, al di là di quelli itineranti che giravano per l’Europa negli anni ’60, grazie alla enorme popolarità, soprattutto in Inghilterra, ma anche in Europa, del British Blues e del blues-rock in generale,  e che di conseguenza aveva portato anche a collaborazioni importanti tra musicisti bianchi e i grandi delle 12 battute che li avevano  fortemente influenzati.

Senza stare a fare un trattato sulla situazione, comunque musicisti come Muddy Waters, Howlin’ Wolf, B.B. King, per citare i più importanti, ma ce n’erano parecchi altri, cominciavano a vendere dischi in quantità più che rispettabili anche al di fuori del cosiddetto “chitlin’ circuit” in cui si esibivano solo gli artisti afroamericani e nelle “race charts” di blues e R&B, iniziando anche a partecipare a Festival Folk per esempio Newport, che avevano aperto sia agli artisti neri che alla musica elettrica. Questo lungo preambolo per dire che nel cinquantenario di questo avvenimento sono riapparsi dei nastri registrati all’epoca, con apparecchiature di fortuna (piccoli registratori mono con nastri amatoriali e postazioni di fortuna in mezzo al pubblico) con cui gli stessi appassionati che avevano organizzato le serate  le hanno in qualche modo preservate per i posteri: i nastri sono arrivati alla Third Man Records di Jack White, grande appassionato di questa musica quasi arcana, che li ha restaurati nei limiti del possibile e li ha pubblicati in un doppio CD o in due vinili separati. Ripeto, per evitare equivoci, il suono è a livelli di bootleg o di trasmissione radiofonica fine anni ’60, quindi molto “primordiale”, si sente gente che parla, scherza, ride e tossisce, a tratti anche durante le canzoni, ma l’importanza storica giustifica la pubblicazione?

Francamente non lo so, probabilmente sì, basta saperlo: comunque i nomi citati sopra ci sono tutti: un B.B. King sontuoso e veemente con la sua orchestra, un Luther Allison “arrapato” in un lunghissimo medley (oltre 14 minuti) di Everybody Must Suffer / Stone Crazy, in cui la ferocia della esibizione è quasi inversa alla qualità del suono https://www.youtube.com/watch?v=M2LwSR8nw4M .I musicisti sono liberi di improvvisare e non sono costretti nei tempi dei dischi, però il suono è un grosso limite. Altrove, per esempio in alcune performance in solitaria, come quella iniziale, solo voce e piano, di Roosevelt Sykes, il suono è quasi accettabile, come pure nel brano di Arthur “Big Boy” Crudup, o Jimmy Dawkins che fa I Wonder Why, e ancora Junior Wells in un tributo a Sonny Boy Williamson, Howlin’ Wolf in una colossale versione, oltre 16 minuti, di Hard Luck, con il suo vocione più minaccioso che mai, un suadente Otis Rush in una spaziale So Many Roads, So Many Trains, incisa persino bene https://www.youtube.com/watch?v=mVCTG0nI_Nc .

Nel secondo CD troviamo un intenso Muddy Waters in una gagliarda Long Distance Call, incisa quasi “bene”, T-Bone Walker nei 10 minuti del suo capolavoro Stormy Monday, Big Mama Thornton che risponde alla Janis di Monterey con la sua Ball And Chain, e qui avremmo apprezzato un miglior sound per goderci al meglio la performance, e la James Cotton Blues Band nei 13 minuti vorticosi di Off The Wall. In qualità di cronista ho riferito a grandi linee cosa dovete aspettarvi, poi fate vobis. Quindi “consigliato” con riserva: e se siete bluesofili incalliti nei brani dalla qualità sonora non eccelsa fate finta che siano dei vecchi 78 giri.

Bruno Conti

Un Documento Storico Formidabile Per La “Woodstock Nera”, Se Fosse Pure Inciso Bene… Ann Arbor Blues Festival 1969ultima modifica: 2019-10-17T09:06:02+02:00da bruno_conti
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *