Cofanetti Autunno-Inverno 21. L’Uomo Che Inventò Il Soul. Parte Seconda: Gli Anni D’Oro. Sam Cooke – The RCA Albums Collection

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Sam Cooke – The RCA Albums Collection – Music On CD/Sony 8CD Box Set

Dopo essermi occupato del periodo alla Keen Records, eccomi di nuovo qui a parlare del grande Sam Cooke, dato che quasi in contemporanea con l’uscita del box dedicato ai suoi primi passi, la Music On CD ha ristampato un cofanetto uscito originariamente nel 2011, The RCA Albums Collection, che andava a coprire gli anni durante i quali il nostro è diventato “Mr. Soul”. All’inizio del 1960 Cooke iniziò a guardarsi intorno, dato che le capacità finanziarie e di marketing della Keen erano piuttosto limitate, e dopo aver avuto contatti sia con la Atlantic che con la Capitol conobbe il famoso duo di produttori, songwriters e manager Hugo Peretti e Luigi Creatore, che gli fecero firmare un vantaggioso contratto con la RCA Victor…ed il resto è storia! Questo box, che contiene otto album usciti dal 1960 al 1963 (più un live postumo) rimasterizzati a dovere e con un esauriente libretto, ha però due gravi difetti, ai quali l’odierna ristampa avrebbe potuto rimediare ma non ha fatto lasciando tutto come nel 2011: il primo è l’assenza di bonus tracks o di un dischetto aggiuntivo in cui raccogliere tutti i singoli del periodo (è noto che in quell’epoca le discografie dei 45 giri per molti artisti erano indipendenti da quelle degli LP), e sto parlando di canzoni fondamentali come Cupid, Having A Party, Bring It On Home To Me, Feel It, Frankie And Johnny, Shake.

Ma il vero problema del cofanetto è la mancanza di due album importantissimi del nostro, Ain’t That Good News ed il famoso Live At The Copa, un errore a mio giudizio imperdonabile in quanto i due dischi in questione erano usciti quando Sam era ancora in vita, e la loro assenza rende il cofanetto monco (la ragione legale c’è, dato che i due lavori sono di proprietà della ABKCO, fondata dal famigerato manager Allen Klein con il quale Cooke si associò nel 1963, ma io ne facevo una questione di completezza…e poi non è impossibile trovare accordi con la ABKCO, basti vedere il caso di alcune compilation multilabels dei Rolling Stones). Ecco comunque una disamina di ciò che nel cofanetto c’è, e sto parlando comunque di grandissima musica. Cooke’s Tour (1960). Nonostante il titolo questo non è un live, ma un disco registrato in studio che simula un ideale giro del mondo con canzoni che hanno attinenza con varie nazioni (la Francia con Under Paris Skies, il Giappone con The Japanese Farewell Song, l’Inghilterra con London By Night, e c’è perfino una bizzarra traduzione di Arrivederci Roma, che oggi definiremmo trash). Un disco pop, con arrangiamenti orchestrali di Glen Ossner a volte un po’ ridondanti (Far Away Places, Under Paris Skies, Bali Ha’I, The House I Live In), ma la voce di Cooke fa la differenza e poi non mancano le zampate come una deliziosa South Of The Border, la solare The Coffee Song e buone riletture di classici come Jamaica Farewell e Galway Bay. Diciamo che il sodalizio con la RCA avrebbe potuto iniziare meglio.

Hits Of The 50’s (1960). Sam prosegue con gli album di sole cover (per il momento i brani autografi li riservava ai singoli), e qui si occupa di successi della decade precedente: niente rock’n’roll però, bensì qualche pop song e brani tratti da musical o film. Certo che se hai un cantante come Cooke e canzoni come The Great Pretender, Unchained Melody, The Wayward Wind e Venus è difficile non centrare il bersaglio, ma il nostro brilla anche in raffinate interpretazioni di Hey There, Too Young, The Song From Moulin Rouge e Cry, con l’orchestra usata con più misura che su Cooke’s Tour. Swing Low (1961). Splendido album in stile soul-gospel, con eccellenti versioni di Swing Low, Sweet Chariot, I’m Just A Country Boy, Pray, Grandfather’s Clock (un soul-swing strepitoso) e l’allegra e contagiosa Long, Long Ago. Troviamo anche tre originali di Sam: l’hit single Chain Gang, uno dei suoi brani più popolari, e le squisite If I Had You e You Belong To Me. My Kind Of Blues (1961). Altro grande disco, dodici classici blues e non solo di autori del calibro di Duke Ellington, Ivory Joe Hunter, Jimmy Cox, George Gershwin, il duo Rodgers-Hart, Irving Berlin. Cooke è in forma smagliante e regala una prestazione vocale formidabile riuscendo a far suoi pezzi come Don’t Get Around Much Anymore, Little Girl Blue, Nobody Knows You When You’re Down And Out, But Not For Me, I’m Just A Lucky So And So, Since I Met You Baby, Trouble In Mind e You’re Always On My Mind, con arrangiamenti d’alta classe tra soul, jazz e swing.

Twistin’ The Night Away (1962). L’album con più brani scritti da Sam (7 su 12) ed altro lavoro splendido, con gli arrangiamenti di René Hall, collaboratore del nostro già nel periodo Keen. Cooke scopre il twist e lo sviscera ampiamente in canzoni coinvolgenti dai titoli inequivocabili come Twistin’ In The Kitchen With Dinah, The Twist, Twistin’ In The Old Town Tonight, Camptown Twist ed ovviamente la title track, uno dei suoi pezzi più noti e trascinanti. Ma nel disco troviamo anche tanto soul di gran lusso: Soothe Me, altro classico assodato del nostro, la gioiosa e corale Sugar Dumpling, la cadenzata Movin’ And A-Groovin’ (scritta con Lou Rawls) e la nota Somebody Have Mercy. Uno degli album più diretti e divertenti di Sam. Mr. Soul (1963). Ormai il nostro ha stabilito uno standard elevatissimo per quanto riguarda la qualità dei suoi album, ed anche questo non è certo inferiore, a partire dalla favolosa ballata pianistica I Wish You Love posta in apertura. Mr. Soul è di nuovo un disco di cover (ad eccezione dell’intenso e toccante slow Nothing Can Change This Love), con riletture da manuale di evergreen dello stampo di All The Way, Cry Me A River, Driftin’ Blues, For Sentimental Reasons, una bellissima ripresa del blues di Big Joe Turner Chains Of Love con un grande Ernie Freeman al piano, ed una fluida ripresa di Send Me Some Lovin’ di Little Richard.

Night Beat (1963). E venne il capolavoro. Registrato in varie sessions notturne con un ristretto combo di musicisti (tra cui Clifton White e Barney Kessel alle chitarre, Hal Blaine alla batteria, Ray Johnson al piano ed un giovane Billy Preston all’organo), Night Beat vede Cooke al massimo della sua ispirazione e forza espressiva, per dodici brani sensazionali tra soul (poco), tanto blues afterhours ed un tocco di jazz. Difficile non citare anche solo un brano, dale tre canzoni originali (Mean Old World, Laughin’ And Clownin’, You Gotta Move) a rivisitazioni superlative di Nobody Knows The Trouble I’ve Seen, Lost And Lookin’ (da brividi lungo la schiena), Please Don’t Drive Me Away, I Lost Everything, Trouble Blues e Fool’s Paradise, fino ad una incredibile versione del classico di Willie Dixon Little Red Rooster, con un grande Preston, ed una irresistibile e contagiosa ripresa di Shake, Rattle And Roll, un modo splendido di chiudere un disco per il quale cinque stelle sono il minimo. One Night Stand! Live At The Harlem Square Club (1985). Portentoso live album registrato nel 1963 all’Harlem Square Club di Miami e pubblicato postumo a metà anni ottanta. Un disco assolutamente imperdibile che documenta una performance infuocata del nostro a capo di una band di sette elementi (due chitarre, basso, batteria, pianoforte e due sassofoni): a parte l’introduttiva Soul Twist e for Sentimental Reasons (unita in medley a It’s All Right) tutti i brani sono scritti da Cooke, per una sorta di sontuoso greatest hits che presenta versioni spettacolari e coinvolgenti di Feel It, Cupid, Chain Gang, Somebody Have Mercy e Nothing Can Change This Love, oltre a due scatenate Twistin’ The Night Away e Having A Party che non fanno prigionieri. Ho volutamente lasciato per ultima la straordinaria Bring It On Home To Me, una delle più belle soul ballad mai scritte proposta in una versione da pelle d’oca.

Altro box imperdibile quindi, soprattutto se di Sam Cooke avete poco o nulla (e tra l’altro costa ancora meno di quello del periodo Keen), nonostante le due pesanti mancanze di cui parlavo prima, che ho però intenzione di “recuperare” con un breve post d’appendice, se non altro per rendere piena giustizia ad uno dei più grandi cantanti di sempre.

Marco Verdi

Cofanetti Autunno-Inverno 21. L’Uomo Che Inventò Il Soul. Parte Seconda: Gli Anni D’Oro. Sam Cooke – The RCA Albums Collectionultima modifica: 2020-02-26T09:24:44+01:00da bruno_conti
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