Il Disco Rock’n’Roll Dell’Anno? The Dirty Knobs – Wreckless Abandon

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The Dirty Knobs – Wreckless Abandon – BMG Rights Management CD

Dopo l’inattesa e dolorosa scomparsa di Tom Petty avvenuta nel 2017 gli Heartbreakers si sono giocoforza dedicati all’attività di sessionmen di lusso, ed uno dei più attivi in tal senso è stato Mike Campbell, grandissimo chitarrista e vera colonna portante del suono degli Spezzacuori insieme al piano di Benmont Tench: prima è entrato a far parte, un po’ a sorpresa devo dire, dei Fleetwood Mac insieme a Neil Finn dopo il licenziamento di Lindsey Buckingham (ed il fatto che per la seconda volta l’ex marito di Stevie Nicks sia stato rimpiazzato da DUE musicisti – la prima fu nel 1987 – la dice lunga sulla sua bravura), e poi ha potuto dedicarsi a tempo pieno alla sua band “dopolavoristica” The Dirty Knobs, da lui formata nel 2001 ma che fino ad oggi si era limitata a qualche esibizione dal vivo.

In effetti mi ero sempre chiesto, anche durante i periodi di massimo splendore di Petty e della sua band, come mai un musicista del talento di Campbell non avesse pensato ad un album da solista, dal momento che oltre alla grande abilità chitarristica Mike è anche un valido songwriter (oltre a molti brani insieme a Petty ha infatti collaborato alla scrittura con fior di colleghi, come la stessa Nicks, Don HenleyThe Boys Of SummerJohn Prine, Roy Orbison, perfino Bob DylanJammin’ Me – e Roger McGuinn), poi nel 1999 l’ho sentito cantare in I Don’t Wanna Fight nell’album di Petty Echo, unico caso in tutta la discografia degli Heartbreakers, e ho capito perché. Nel 2016 però Campbell aveva dato prova di essere notevolmente migliorato alla voce nell’affrontare Victim Of Circumstance, il suo contributo al secondo album dei Mudcrutch, ma nonostante tutto mi sono stupito quando ho visto che nel primo album dei Dirty Knobs da poco uscito, intitolato Wreckless Abandon, il lead singer oltre che chitarra solista era proprio lui. Questa però è solo la prima sorpresa, in quanto ascoltando il CD mi sono reso conto di avere a che fare con un bellissimo album di puro rock’n’roll come oggi purtroppo non si fa quasi più, musica diretta, potente, chitarristica fino al midollo ma con una qualità compositiva notevole (le canzoni sono tutte di Campbell).

I “Pomelli Sporchi” sono un classico quartetto due chitarre-basso-batteria (oltre a Mike, Jason Sinay, Lance Morrison e Matt Laug), e la loro musica è un misto di rock, blues e boogie con le sei corde sempre in evidenza, ma come ho detto poc’anzi ci sono anche le canzoni e, sorprendentemente, la voce. La produzione, diretta ed asciutta, è nelle sapienti mani di George Drakoulias (che ricordo alla consolle per i primi due album dei Black Crowes, i migliori lavori dei JayhawksHollywood Town Hall e Tomorrow The Green Grass – nonché in The Last DJ di Petty), e come ospiti abbiamo Tench in un brano, Augie Meyers in un altro e soprattutto Chris Stapleton alla voce in due pezzi, che rende quindi il favore a Mike che è apparso di recente nel suo nuovo Starting Over; piccola curiosità: anche l’immagine di copertina ha origini illustri, essendo opera del noto designer tedesco di beatlesiana memoria (nonché bassista) Klaus Voormann, autore della mitica cover di Revolver.

Un indizio del livello del disco lo dà l’iniziale title track, rock’n’roll song chitarristica potente e coinvolgente, anzi direi irresistibile: la voce di Campbell è notevolmente migliorata (la sua chitarra non si discuteva neanche prima) ed è paragonabile a quella di Graham Parker, e la canzone stessa sarebbe potuta benissimo stare su un album di Petty & Heartbreakers. Pistol Packin’ Mama (brano nuovo, non il classico di Bing Crosby) è uno strepitoso country-rock elettrico, con Stapleton che duetta alla grande con Mike e Meyers che ricama da par suo con il farfisa per un cocktail decisamente trascinante; Sugar, dura e cadenzata, porta il disco verso sonorità rock-blues, un pezzo meno sfavillante dal punto di vista compositivo ma suonato sempre con grinta e perizia tecnica che vanno di pari passo. Molto buona anche Southern Boy, un boogie spedito come un treno dalle goduriose parti strumentali tra chitarre normali e slide, mentre I Still Love You è una rock ballad intensa e potente a dimostrazione che Mike se la cava benissimo anche con brani più lenti (ma le chitarre arrotano anche qua, basti sentire l’assolo finale). Irish Girl calma un po’ le acque, le chitarre sono acustiche e spunta anche un’armonica, per un pezzo dallo script superbo (a metà tra Dylan e Petty, manco a dirlo) e suonato alla grande, con Stapleton ancora presente ma solo alle armonie vocali: canzone splendida.

Fuck That Guy vede invece Chris coinvolto come co-autore in un godibile e divertente rock’n’roll suonato in punta di dita, dal ritmo insinuante ed una slide malandrina sullo sfondo, mentre Don’t Knock The Boogie è appunto un boogie-blues alla John Lee Hooker ma suonato con la forza degli ZZ Top, che procede attendista fino alla strepitosa coda chitarristica finale (lo avrei visto bene su Mojo, ed anche il modo di cantare di Mike qui ricorda quello del suo ex principale). Anche la solida Don’t Wait ha cromosomi blues, ma stavolta vedo più influenze british alla Cream, con un bel riff circolare e drumming possente, a differenza di Anna Lee che è una deliziosa ballata acustica, quasi bucolica. Chiusura con Aw Honey, altro ruspante e travolgente rock’n’roll impreziosito dal piano di Tench, la gagliarda Loaded Gun, una fucilata elettrica in pieno petto, ed una ripresa strumentale di un minuto a base di slide acustica di Don’t Knock The Boogie.

Gran bel CD questo Wreckless Abandon, un lavoro sorprendente che dimostra che i Dirty Knobs sono molto di più di una “side band”: l’album è dedicato a Petty (che Mike definisce “il mio co-capitano”), e sono sicuro che da lassù il buon Tom apprezzerà senza remore. Senza dubbio tra i dischi dell’anno.

Marco Verdi

Il Disco Rock’n’Roll Dell’Anno? The Dirty Knobs – Wreckless Abandonultima modifica: 2020-11-29T20:01:07+01:00da bruno_conti
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