Lo Springsteen Della Domenica: Un Boss Recente, Ma Con Un Inatteso Sguardo Al Passato. Bruce Springsteen & The E Street Band – MSG 11.07.09

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Bruce Springsteen & The E Street Band – MSG 11.07.09 – live.brucespringsteen.net/nugs.net 3CD – Download

Nel corso della tournée del 2009 seguita alla pubblicazione di Working On A Dream, Bruce Springsteen e la sua E Street Band avevano introdotto una pratica che è poi andata avanti per qualche anno, e cioè quella di riproporre ogni tanto, in date un po’ “random”, alcuni loro album storici dalla prima all’ultima canzone. L’onore era principalmente riservato a tre lavori della discografia del Boss, ovvero Born To Run, Darkness On The Edge Of Town (eseguito anche di fronte al sottoscritto nel 2013 al Wembley Stadium di Londra) e Born In The U.S.A. (suonato anche a San Siro sempre nel ’13), ma in occasioni più uniche che rare è toccato anche ad altri album: è il caso dell’esordio Greetings From Asbury Park, NJ proposto a Buffalo proprio nel 2009 e, pochi giorni dopo, a The River nel secondo dei due concerti al Madison Square Garden di New York (l’esecuzione integrale del mitico album del 1980 diventerà un’abitudine nella parte americana del tour del 2016, ma fino a quel momento era una cosa più unica che rara). Entrambi questi show (Buffalo e MSG 2) erano già usciti nell’ambito degli archivi live di Bruce, ed il triplo CD di cui mi occupo oggi riguarda invece la prima delle due serate al Madison, tenutasi il 7 novembre 2009, un altro show a modo suo epocale in quanto presenta un’altra riproposizione “one off” di uno dei dischi storici del Boss, vale a dire il suo secondo album The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle, uscito originariamente nel 1974.

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MSG 11.07.09 è un altro live record di alto livello musicale ed emozionale, con il Boss e la sua storica band in ottima forma quando suonano il repertorio “normale” ed addirittura sensazionale quando si cimentano con le sette canzoni del disco del ’74, che vengono letteralmente reinventate grazie ad una performance di notevole spessore con la sezione fiati che aumenta la già considerevole potenza del suono della E Street Band. Il concerto parte con un indizio di ciò che succederà di lì a poco, e cioè con una performance decisamente soulful di Thundercrack, che del secondo album del Boss era una delle outtakes più conosciute dai fans https://www.youtube.com/watch?v=H7_SlKZNArA ; a seguire i nostri scaldano a puntino la platea con la rockeggiante Seeds, resa ancora più trascinante dai fiati, una Prove It All Night perfetta e con un grande assolo chitarristico ed il classico singalong di Hungry Heart. Dopo l’unico omaggio della serata a Working On A Dream con la non eccelsa title track, ecco arrivare The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle (con ospite sul palco il percussionista Richard Blackwell, che aveva suonato anche sul disco originale), un album molto amato dagli estimatori del nostro, e che negli anni è stato rivalutato a classico minore della discografia springsteeniana. Il pezzo più famoso tra i sette di quel disco è senza dubbio Rosalita, che non manca quasi mai nelle scalette del Boss, ma anche la toccante 4th Of July, Asbury Park (Sandy) viene suonata con discreta continuità (e qui Charlie Giordano sostituisce alla fisarmonica Danny Federici, scomparso da poco).

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Il resto è decisamente più raro, a partire dal vibrante errebi The E Street Shuffle https://www.youtube.com/watch?v=3ajmKLeorXQ , per continuare con la folkie Wild Billy’s Circus Story, eseguita dal solo Bruce con l’acustica, e con Kitty’s Back, proposta in una formidabile rilettura di un quarto d’ora in cui quasi ogni componente della band ha un momento tutto per lui (ma il dominio del sound resta in mano ai fiati ed al fantastico piano di Roy Bittan). Ma l’highlight di questa parte di spettacolo (e forse di tutto lo show), sono Incident On 57th Street, grandissima rock ballad con chitarre e piano sugli scudi https://www.youtube.com/watch?v=2LRkV93pd4A , e soprattutto una delle più belle New York City Serenade mai sentite, tredici minuti incredibili che non esito a mettere tra i momenti migliori di questa serie di concerti dal vivo: emozione pura https://www.youtube.com/watch?v=HQlMGe-eEVc . Il Boss torna quindi sulla terra con la coinvolgente Waitin’ On A Sunny Day, durante la quale urla un chiaro “Tutto bene!” in italiano, e poi, con la solita Raise Your Hand di Eddie Floyd in sottofondo, scende tra il pubblico per scegliere tra i cartelli con le richieste: questa sera tocca a tre pezzi, e cioè un altro tuffo nel passato con la solare e ritmata Does This Bus Stop At 82nd Street?, una rarità, la classica Glory Days che Bruce dedica ai New York Yankees che avevano appena vinto le World Series di baseball, e Human Touch che il trattamento E Street Band fa sembrare quasi un’altra canzone.

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Da qui in poi lo show diventa la solita prevedibile autocelebrazione di una delle rock band più travolgenti di sempre, con classici recenti (Lonesome Day, The Rising), passati (Born To Run, Bobby Jean) ed anche futuri (Wrecking Ball); il gran finale parte con American Land e Dancing In The Dark, che fanno saltare e ballare tutto il Madison, e termina con una vertiginosa versione di (Your Love Keeps Lifting Me) Higher And Higher di Jackie Wilson, con Elvis Costello ospite a sorpresa per duettare con Bruce https://www.youtube.com/watch?v=kdUoVKA1mhA . Il prossimo volume si occuperà di una serata ancora più recente, che non ha particolari caratteristiche se non quella di essere stata giudicata tra le migliori del tour di cui fa parte.

Marco Verdi

Lo Springsteen Della Domenica: Un Boss Recente, Ma Con Un Inatteso Sguardo Al Passato. Bruce Springsteen & The E Street Band – MSG 11.07.09ultima modifica: 2021-03-14T08:50:14+01:00da bruno_conti
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