Una Donna Chitarrista Da Aggiungere Alla Lista, Garantisce Mike Zito. Ally Venable – Texas Honey

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Ally Venable – Texas Honey – Ruf Records

Donne chitarriste, soprattutto in ambito blues (rock), negli ultimi anni ne sono venute alla ribalta parecchie: penso a Sue Foley, Samantha Fish, Ana Popovic, Debbie Davies, Deborah Coleman, Laura Chavez, Joanne Shaw Taylor, per citarne alcune, ma anche Susan Tedeschi, e di quelle provenienti dal Texas (come Ally Venable), una, Carolyn Wonderland, è addirittura diventata la solista nella band di John Mayall. Nel passato era più difficile trovare chitarriste elettriche, direi Bonnie Raitt, forse la capostipite, e nel filone rock Nancy Wilson delle Heart. Nella storia del blues ce ne sono state alcune molto influenti come Memphis Minnie, Sister Rosetta Thorpe; tra le “virtuose” dello strumento potremmo ricordare Elizabeth Cotten, molto amata da Bloomfield e Cooder, oppure in ambito più pirotecnico Jennifer Batten, o più ricercato Badi Assad e Kaki King, Insomma ce ne sono state molte, e sicuramente ne ho dimenticata qualcuna: in tutto questo come si inserisce la giovane Ally Venable?

La potremmo mettere nella pattuglia di colleghi maschi che stanno popolando la sezione blues-rock dei praticanti delle 12 battute: 20 anni compiuti da poco, la Venable, con la sua band, ha già pubblicato cinque album, un paio indipendenti e di difficile reperibilità, quando aveva tra i 14 e i 16 anni, poi altri tre, di cui l’ultimo, questo Texas Honey, pubblicato dalla Ruf Records, che l’ha anche inserita nella Blues Caravan 2019 insieme a Katarina Pejak e Ina Fosrman  https://www.youtube.com/watch?v=21KC8LyUDjQ. L’etichetta tedesca l’ha anche affidata ad un produttore di peso come Mike Zito (che suona in alcuni brani del CD), e il risultato è un disco solido e abbastanza variegato, sia pure nel filone Texas Blues “energico”, e non è un caso che una delle due cover del disco, le altre canzoni, a parte una firmata con Zito, sono tutte sue, sia Love Struck Baby di Stevie Ray Vaughan, uno dei musicisti da cui ha detto di essere stata maggiormente influenzata, gli altri se vi interessa sono Johnny Winter e Joe Bonamassa. La accompagnano il bassista Bobby Wallace e il batterista Elijah Owings, oltre al veterano tastierista Lewis Stephens, uno che in passato ha suonato anche con Freddie King, e al momento fa parte del gruppo di Mike Zito, e in un brano, come ospite appare Eric Gales: quindi gli ingredienti ci sono tutti, se aggiungiamo che la Venable è anche una avvenente giovane che si presenta spesso con minigonne ascellari, della serie pure l’occhio vuole la sua parte https://www.youtube.com/watch?v=q2b_uFnRbEA , a questo punto mancherebbe solo la musica, che però ascoltando il disco, c’è ed è decisamente ben confezionata.

La voce è piacevole, senza essere particolarmente memorabile, insomma più Suzi Quatro che Bonnie Raitt o Susan Tedeschi , ma come chitarrista ci dà dentro di gusto, come dimostrano la vorticosa Nowhere To Hide, dove lavora con tecnica notevole anche alla slide, o la “roccata” Broken, dalle atmosfere più ricercate e continui rilanci chitarristici, e anche la “riffatissima” Texas Honey è piuttosto godibile. Non male anche la minacciosa e cadenzata Blind To Bad Love, dove Zito è la seconda chitarra in appoggio a Ally, oppure la vigorosa Come And Take It dove Eric Gales duetta con lei, sia alla chitarra come alla seconda voce. Mi sembra però che la ragazza eccella quando può mostrare la sua passione per il blues-rock più genuino, sia pure energico di una scoppiettante Love Struck Baby di mastro SRV, dove la chitarra viaggia alla grande https://www.youtube.com/watch?v=ojuotLdUwFs , o nel classico “lentone” tirato della intricata blues ballad One Sided Misunderstanding, anche se la voce è fin troppo sforzata, le chitarre di Zito e della Venable interagiscono comunque a meraviglia. White Flag ricorda il Bonamassa più arrapato, mentre Long Way Home va di Texas boogie and roll e pure Running After You, di nuovo a tutta slide in omaggio a Winter, è gagliarda, Chiude l’altra cover, una Careless Love di Bessie Smith, trasformata in un blues rock sapido https://www.youtube.com/watch?v=N-HRrKJBJJE . Piacevole, ma forse non è “il futuro del Blues”, come ha detto di lei il suo mentore Mike Zito.

Bruno Conti