Tornano Le Ragazze Scatenate Del Blues Caravan 2019 – Katarina Pejak, Ina Forsman, Ally Venable

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Katarina Pejak, Ina Forsman, Ally Venable  – Blues Caravan 2019 – CD+DVD Ruf Records

La “carovana del blues” della Ruf è una tradizione annuale che si perpetua ormai dal lontano 2005: ogni anno l’etichetta tedesca raduna tre artisti diversi scelti dal proprio roster e li spedisce on the road in tour, per rinverdire e riproporre quelle che sul finire anni ’60, primi ’70 si chiamavano soul revue. Fatte le debite proporzioni, e su scala molto più ridotta, pensate al Joe Cocker di Mad Dog, Ike & Tina Turner, o le stesse sortite degli artisti Stax in Europa, giusto per dare una idea. Poi la Ruf sceglie una data della tournée, di solito in Germania (in questo caso siamo al Café Hahn di Coblenza il 15 febbraio del 2019) e la registra e la filma per pubblicare poi una confezione CD + DVD, che riporta quanto è avvenuto in quella specifica serata. Nelle edizioni  passate di solito non c’era molta differenza tra  audio e video, un paio di brani, ma questa volta il DVD ha ben otto tracce in più rispetto al CD. Per chi recensisce invece, avendo a disposizione la versione “povera” audio, ci si accontenta: le protagoniste del Blues Caravan 2019 sono tre giovani ed avvenenti donzelle, la cantante finlandese Ina Forsman, forse la più talentuosa del terzetto, in possesso di una voce notevole e con due eccellenti album per la Ruf, specie il primo omonimo del 2016, lo stesso anno in cui aveva già partecipato al Blues Caravan https://discoclub.myblog.it/2017/03/05/ancora-una-volta-lunione-fa-la-forza-ina-forsman-tasha-taylor-layla-zoe-blues-caravan-2016-blue-sisters-in-concert/ , la serba Katarina Pejak , che suona anche le tastiere oltre a cantare, e la texana Ally Venable, la più giovane con i suoi 20 anni, che è anche la chitarrista.

Completano la formazione il bassista Roger Inniss e il batterista della Venable Elijah Owings. Le varie musiciste si alternano alla guida e al canto con tre canzoni a testa (cinque nel DVD) e poi uniscono le forze in alcuni brani: il tutto, al solito, è molto piacevole e ben suonato. L’iniziale e corale They Say I’m Different mette subito in luce la voce potente della Forsman in un brano blues con ampie venature R&B e soui, con la chitarra della Venable che inchioda un assolo veramente pungente, e le altre due che “rispondono” ad Ina in un call and response di buona fattura ,con citazioni all’interno del branodi Muddy Waters, Nina Simone, Stevie Ray Vaughan, Aretha Franklin, Ray Charles e Jimi Hendrix; She’s Coming After You cantata dalla Pejak mette in mostra il suo stile più raffinato e jazzato, poi ribadito in Roads That Cross la dolce e ammiccante title track del suo debutto per la Ruf, brani che evidenziano anche il suo talento di pianista, unito a d una voce piacevole ma non dirompente come quella della Forsman. Turtle Blues è una cover pianistica del celebre brano di Janis Joplin, mentre con Texas Honey parte la sezione del concerto dedicata a Ally Venable, la più rockeggiante del trio nel proprio approccio, anche lei voce non memorabile ma ottimo talento chitarristico, come conferma in una serie di assoli fiammeggianti, anche nel boogie tiratissimo di Nowhere To Hide dove va di slide alla grande https://www.youtube.com/watch?v=ZIethtLDlxQ , oppure nella gagliarda Broken dove la Pejak offre un ottimo supporto all’organo.

Poi tocca alla Forsman con una sinuosa All Good, un brano errebì con qualche rimando anche a Amy Winehouse, e a seguire un intenso blues lento come Miss Mistreated, ancora con l’organo insinuante della Pejak che supporta la voce potente della cantante finlandese, che conclude la sua porzione con la mossa e brillante Genius. La parte corale prevede una bella versione di Love Me Like A Man, un bellissimo blues scritto da Chris Smither, ancora con la slide in evidenza https://www.youtube.com/watch?v=4QNPB87Nsks , I’m A Good Woman un gagliardo brano soul di Barbara Lynn, una divertente e coinvolgente Sixteen Tons di Merle Travis e una brillante versione di The House Is Rockin’ di Stevie Ray Vaughan, rallentata ad arte nella prima parte e poi con finale a tutta velocità con le tre ragazze scatenate.

Bruno Conti

Una Donna Chitarrista Da Aggiungere Alla Lista, Garantisce Mike Zito. Ally Venable – Texas Honey

ally venable texas honey

Ally Venable – Texas Honey – Ruf Records

Donne chitarriste, soprattutto in ambito blues (rock), negli ultimi anni ne sono venute alla ribalta parecchie: penso a Sue Foley, Samantha Fish, Ana Popovic, Debbie Davies, Deborah Coleman, Laura Chavez, Joanne Shaw Taylor, per citarne alcune, ma anche Susan Tedeschi, e di quelle provenienti dal Texas (come Ally Venable), una, Carolyn Wonderland, è addirittura diventata la solista nella band di John Mayall. Nel passato era più difficile trovare chitarriste elettriche, direi Bonnie Raitt, forse la capostipite, e nel filone rock Nancy Wilson delle Heart. Nella storia del blues ce ne sono state alcune molto influenti come Memphis Minnie, Sister Rosetta Thorpe; tra le “virtuose” dello strumento potremmo ricordare Elizabeth Cotten, molto amata da Bloomfield e Cooder, oppure in ambito più pirotecnico Jennifer Batten, o più ricercato Badi Assad e Kaki King, Insomma ce ne sono state molte, e sicuramente ne ho dimenticata qualcuna: in tutto questo come si inserisce la giovane Ally Venable?

La potremmo mettere nella pattuglia di colleghi maschi che stanno popolando la sezione blues-rock dei praticanti delle 12 battute: 20 anni compiuti da poco, la Venable, con la sua band, ha già pubblicato cinque album, un paio indipendenti e di difficile reperibilità, quando aveva tra i 14 e i 16 anni, poi altri tre, di cui l’ultimo, questo Texas Honey, pubblicato dalla Ruf Records, che l’ha anche inserita nella Blues Caravan 2019 insieme a Katarina Pejak e Ina Fosrman  https://www.youtube.com/watch?v=21KC8LyUDjQ. L’etichetta tedesca l’ha anche affidata ad un produttore di peso come Mike Zito (che suona in alcuni brani del CD), e il risultato è un disco solido e abbastanza variegato, sia pure nel filone Texas Blues “energico”, e non è un caso che una delle due cover del disco, le altre canzoni, a parte una firmata con Zito, sono tutte sue, sia Love Struck Baby di Stevie Ray Vaughan, uno dei musicisti da cui ha detto di essere stata maggiormente influenzata, gli altri se vi interessa sono Johnny Winter e Joe Bonamassa. La accompagnano il bassista Bobby Wallace e il batterista Elijah Owings, oltre al veterano tastierista Lewis Stephens, uno che in passato ha suonato anche con Freddie King, e al momento fa parte del gruppo di Mike Zito, e in un brano, come ospite appare Eric Gales: quindi gli ingredienti ci sono tutti, se aggiungiamo che la Venable è anche una avvenente giovane che si presenta spesso con minigonne ascellari, della serie pure l’occhio vuole la sua parte https://www.youtube.com/watch?v=q2b_uFnRbEA , a questo punto mancherebbe solo la musica, che però ascoltando il disco, c’è ed è decisamente ben confezionata.

La voce è piacevole, senza essere particolarmente memorabile, insomma più Suzi Quatro che Bonnie Raitt o Susan Tedeschi , ma come chitarrista ci dà dentro di gusto, come dimostrano la vorticosa Nowhere To Hide, dove lavora con tecnica notevole anche alla slide, o la “roccata” Broken, dalle atmosfere più ricercate e continui rilanci chitarristici, e anche la “riffatissima” Texas Honey è piuttosto godibile. Non male anche la minacciosa e cadenzata Blind To Bad Love, dove Zito è la seconda chitarra in appoggio a Ally, oppure la vigorosa Come And Take It dove Eric Gales duetta con lei, sia alla chitarra come alla seconda voce. Mi sembra però che la ragazza eccella quando può mostrare la sua passione per il blues-rock più genuino, sia pure energico di una scoppiettante Love Struck Baby di mastro SRV, dove la chitarra viaggia alla grande https://www.youtube.com/watch?v=ojuotLdUwFs , o nel classico “lentone” tirato della intricata blues ballad One Sided Misunderstanding, anche se la voce è fin troppo sforzata, le chitarre di Zito e della Venable interagiscono comunque a meraviglia. White Flag ricorda il Bonamassa più arrapato, mentre Long Way Home va di Texas boogie and roll e pure Running After You, di nuovo a tutta slide in omaggio a Winter, è gagliarda, Chiude l’altra cover, una Careless Love di Bessie Smith, trasformata in un blues rock sapido https://www.youtube.com/watch?v=N-HRrKJBJJE . Piacevole, ma forse non è “il futuro del Blues”, come ha detto di lei il suo mentore Mike Zito.

Bruno Conti