Cofanetti Autunno-Inverno 18. L’Ultimo Ruggito Di Una Piccola Grande Band. The Pretty Things – The Final Bow

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The Pretty Things – The Final Bow – Madfish/Snapper 2CD/2DVD/10” LP Box Set

Ci sono gruppi che hanno attraversato la cosiddetta “golden age of rock’n’roll” da comprimari, conquistandosi al massimo una nota a pié di pagina nelle enciclopedie ed assaporando un successo inversamente proporzionale alla loro bravura: quelle che oggi vengono definite band di culto, per intenderci. Uno dei nomi oggi più dimenticati in tal senso è quello dei Pretty Things, gruppo inglese originario del Kent ,attivo dalla metà degli anni sessanta inizialmente con una miscela di rock ed errebì equiparabile ai primi Moody Blues, agli Animals ma anche ai Them (e soprattutto ai Rolling Stones, in quanto Dick Taylor, insieme a Jagger e Richardsfu il primo chitarrista di una band chiamata Little Boy Blue and the Blue Boys, che con l’ingresso di Brian Jones  sarebbero diventati appunto gli Stones, mentre Taylor insieme a Phil May avrebbe fondato i Pretty Things): PT che che poi inserirono nel loro suono elementi psichedelici, senza tuttavia dimenticare l’amore originario per il blues (il nome è ispirato da una canzone di Bo Diddley, loro grande idolo); i nostri non ebbero mai un grande successo neppure nei sixties, con l’esordio del 1965 unico album ad entrare nella Top Ten (leggermente meglio, ma non troppo, con i singoli), e con il loro capolavoro S.F. Sorrows del 1968 (considerata la prima opera rock di sempre, in anticipo di un anno su Tommy degli Who) che non entrò neanche nella Top 100!

Ma i PT, scioltisi all’inizio degli anni ottanta (dopo avere inciso negli anni ’70 per la Swan Song, l’etichetta dei Led Zeppelin) scioltisi alla fine del vecchio millennio, hanno sempre continuato imperterriti a fare la loro musica, ed il 13 Dicembre del 2018 hanno deciso di dare l’addio alle scene in grande stile, con un magnifico concerto tenutosi al teatro 02 Indigo di Londra, serata documentata in questo splendido cofanetto intitolato The Final Bow che in due CD, altrettanti DVD ed un vinile da dieci pollici (esiste anche una versione in doppio LP, ma con il concerto incompleto) ci offre una eccellente panoramica sul meglio della loro storia. Gli unici due membri originari sono appunto il cantante Phil May ed il chitarrista Dick Taylor (coadiuvati dai più giovani Frank Holland, chitarra, George Woosey, basso e Jack Greenwood, batteria), i quali nonostante l’età e l’apparente fragilità fisica sul palco sono ancora in grado di dire la loro alla grande. The Final Bow è quindi un grande live album, in cui i Pretty Things si autocelebrano con stile ma anche tanta grinta, suonando con una foga degna di un gruppo di ragazzini, ed in più con diverse sorprese ad effetto durante tutto lo show. Tanto rock’n’roll, ma anche parecchio blues e qualche sconfinamento nella psichedelia, specie nel momento dello show dedicato a S.F. Sorrows.

Introdotti dal loro ex batterista ed ora maestro di cerimonie Mark St. John, i nostri iniziano con due energiche versioni dei due singoli più popolari, Honey, I Need e Don’t Bring Me Down, puro rock’n’roll perfetto per riscaldare da subito l’atmosfera (e Taylor fa vedere di essere un chitarrista notevole). La ritmata ed annerita Buzz The Jerk (caspita se suonano) precede il primo di vari omaggi a Diddley con una potente versione di Mama, Keep Your Big Mouth Shut, in uno stile giusto a metà tra errebi e rock. Lo show prosegue in maniera sicura e fluida con trascinanti riletture dell’orecchiabile Get The Picture?, pop song suonata con grinta da garage band, la goduriosa The Same Sun, i nove splendidi minuti del medley Alexander/Defecting Grey, rock-blues tostissimo dal tocco psichedelico e prestazione incredibile di Taylor, una robusta riproposizione del classico di Jimmy Reed Big Boss Man, una vitale Midnight To Six Man, che ha dei punti in comune con il suono dei Them, e la guizzante Mr. Evasion. La seconda parte dello spettacolo vede una selezione di brani proprio da S.F. Sorrows, con May e Taylor che vengono raggiunti sul palco dagli altri tre ex compagni presenti sull’album originale, cioè John Povey, Wally Waller e Skip Allan; ma le sorprese non finiscono qui, in quanto dopo la breve intro di Scene One ed una cristallina S.F. Sorrows Is Born i nostri chiamano sul palco David Gilmour: l’ex Pink Floyd sarà anche invecchiatissimo ma con la chitarra in mano è ancora un portento, e si inserisce alla perfezione all’interno della band per strepitose versioni, tra rock e psichedelia d’annata, di She Says Good Morning, Baron Saturday, Trust e I See You, per poi chiudere il secondo set con i sette minuti di Cries From The Midnight Circus (che però proviene dall’album Parachute del 1970), rock chitarristico della miglior specie.

La terza ed ultima parte inizia a tutto blues con due toniche Can’t Be Satisfied (Muddy Waters) e Come In My Kitchen (Robert Johnson), entrambe in riletture acustiche con Dick bravissimo anche alla slide, due pezzi che preparano all’altra grande sorpresa della serata, cioè l’arrivo di sua maestà Van Morrison, il quale presta la sua inimitabile voce in ben tre brani, il classico deiThem Baby, Please Don’t Go ed altri due omaggi a Bo Diddley con I Can Tell e You Can’t Judge A Book By Its Cover: tre canzoni che da sole valgono gran parte del prezzo richiesto per il box (che tra parentesi non è bassissimo). La serata volge al termine, il tempo per una diretta e roccata Come See Me e per due monumentali riletture di Mona (ancora Diddley) e del medley L.S.D./Old Man Going (di nuovo con Gilmour on stage), ben tredici minuti ciascuna, il modo migliore per i nostri di dire addio al loro pubblico. Ma non è finita, in quanto c’è tempo ancora per due brevi bis con Rosalyn, il loro primo singolo in assoluto, e con la bella e toccante Loneliest Person, che in origine chiudeva S.F. Sorrows e in quella serata invece chiude la carriera concertistica dei Pretty Things. I due DVD offrono la versione video del concerto sia “edited” che “uncut”, oltre che un documentario, mentre il vinile, molto interessante, presenta su un lato cinque brani dello show scelti dalla band e sull’altro gli stessi pezzi nella loro versione originale.

Ormai è tardi per le classifiche dei migliori del 2019, ma questo The Final Bow è “senzadubbiamente” (per dirla con Antonio Albanese) uno dei live più belli dell’anno appena trascorso.

Marco Verdi

Cofanetti Autunno-Inverno 15. Un’Opera Lussuosa, Costosa Ed Esauriente, Anche Se Leggermente Incompleta! Pink Floyd – The Later Years 1987-2019. Parte II

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Pink Floyd – The Later Years 1987-2019 – Parlophone/Warner 5CD/6BluRay/5DVD/2x45rpm Box Set

Ecco la seconda parte.

BD 1. Questo è l’unico BluRay del box a non avere il “doppione” in DVD, ed anche l’unico solo audio. Contiene la già esaminata ristampa aggiornata di A Momentary Lapse Of Reason ed i sette inediti del 1993, sia in alta risoluzione che in 5.1 surround sound, ed in più The Division Bell nella versione remixata uscita nel 2014. Album di livello decisamente superiore a quello del 1987 sia dal punto di vista compositivo che del suono, The Division Bell ha i crismi del lavoro di una vera band e non di un disco solista di Gilmour, con Mason unico batterista e Wright più coinvolto sia nella stesura dei brani che dal punto di vista del canto (Wearing The Inside Out vede lui alla voce solista). Nell’album troviamo energiche rock songs come What Do You Want From Me, Take It Back e Keep Talking, ottime ballate come A Great Day For Freedom e Coming Back To Life, uno strumentale di buon livello (Marooned) ed un gran finale con lo splendido e solare folk-rock di Lost For Words e la strepitosa High Hopes, uno dei brani più belli mai scritti da David con un assolo di slide davvero spaziale.

BD 2/DVD 1. Questo dischetto video ripropone il film-concerto Delicate Sound Of Thunder, all’epoca uscito solo in VHS, completamente ristrutturato e con immagini dalla qualità fantastica. La scaletta è un misto tra la versione audio dell’epoca e quella completa di questo box, con quindi qualche bonus ma anche alcune assenze (tra le quali, stranamente (?), Another Brick In The Wall, Part II). BD 3/DVD 2. Il film-concerto Pulse del 1995 (per la prima volta in BluRay), registrato nel 1994 alla Earl’s Court di Londra e con una setlist diversa da quella del doppio CD. Altro bel live che nella prima parte offre diversi brani da The Division Bell (High Hopes è monumentale anche dal vivo), un paio di “ripescaggi” da A Momentary Lapse Of Reason (Learning To Fly e Sorrow) e qualche classico (Shine On You Crazy Diamond, Another Brick In The Wall, Part II e One Of These Days), mentre il secondo set presenta la performance completa dello storico album The Dark Side Of The Moon. Bis forse prevedibili ma sempre emozionanti: Wish You Were Here, Comfortably Numb e Run Like Hell.

Blu-Ray 4/DVD 3. Una delle cose più attese del cofanetto è la prima pubblicazione ufficiale del famoso concerto che i nostri tennero il 15 Luglio 1989 a Venezia, una serata che lasciò un lungo strascico di polemiche per come fu ridotta Piazza San Marco dal numeroso pubblico che accorse (i Floyd si esibirono su una piattaforma al centro della laguna fronteggiante la piazza). Immagini decisamente suggestive e bel concerto, anche se di durata ridotta in quanto all’epoca fu trasmesso in broadcast mondiale. Un Gilmour dal capello lungo e leggermente appesantito guida il gruppo in uno show di soli 14 pezzi, con Shine On You Crazy Diamond che si limita all’introduzione, Sorrow che manca dell’assolo finale e On The Turning Away dal tempo leggermente accelerato (questa particolare situazione qualche scherzetto ai Floyd lo gioca, come Gilmour che sbaglia l’attacco vocale in Wish You Were Here). Ascoltiamo comunque la migliore Money del cofanetto ed uno spettacolare finale con Run Like Hell in mezzo ai fuochi d’artificio che illuminano a giorno la laguna. Il resto del dischetto presenta la performance di Knebworth di cui vi ho già detto: le immagini ci consentono però di constatare il clima da tempesta in cui si è svolto lo show, con vento fortissimo e pioggia battente, di ammirare la Dulfer in tutto il suo splendore (ma è anche brava, se no non avrebbe suonato anche con Van Morrison) e di godere meglio della prestazione della Torry, che in The Great Gig In The Sky si prende letteralmente il centro della scena.

BluRay 5/DVD 4. Il grosso di questo supporto sono gli screen films del 1987 e del 1994, ovvero i filmati che venivano proiettati sull’iconico schermo circolare durante l’esecuzione di determinate canzoni: forse non indispensabili, ma ci danno la possibilità di ascoltare qualche performance inedita, come una Brain Damage/Eclipse dell’87. Poi ci sono sei videoclip di altrettanti singoli, dalle suggestive immagini (alcuni con la regia di Storm Thorgenson, il geniale artista responsabile di molte copertine dei Floyd), cinque bonus tracks inedite in versione video di Delicate Sound Of Thunder, tre rehersals dal tour del 1994 (tra cui una sempre bellissima Lost For Words), e l’esibizione dei nostri nel 1996 (senza Waters naturalmente) alla Rock And Roll Hall Of Fame con Wish You Were Here, accompagnati da un emozionatissimo Billy Corgan degli Smashing Pumpkins alla seconda chitarra.

BluRay 6/DVD 5. L’ultimo dischetto video inizia in maniera scoppiettante con l’ultima performance di Gilmour, Mason e Wright come Pink Floyd, nel 2007 al Barbican Theatre di Londra per il concerto tributo a Syd Barrett: una splendida e molto fedele all’originale Arnold Layne, con Wright (che ci lascerà l’anno seguente) alla voce solista. Il resto del BluRay/DVD, oltre a spot televisivi, interviste a Gilmour, Thorgenson ed ai membri della crew del tour 1994 ed immagini della creazione delle copertine di A Momentary Lapse Of Reason e The Division Bell (pazzesca la prima, con 700 letti trasportati su una spiaggia del sud dell’Inghilterra, tra l’altro per due volte dato che nel primo tentativo ci mise lo zampino il maltempo), è occupato dall’intero album The Endless River (vi rimando qui alla mia recensione originale del 2014 https://discoclub.myblog.it/2014/11/18/addio-stile-pink-floyd-the-endless-river/ ), con le musiche accoppiate ad un film di Ian Emes ricco di immagini surreali nel tipico stile dei nostri.

45 giri. I due singoli in vinile, incisi entrambi su un solo lato, che riportano due pezzi già presenti nel quinto e sesto BluRay, e cioè la Arnold Layne dal vivo nel 2007 ed il rehersal di Lost For Words (quest’ultima, se la volete anche su CD, la trovate solo sul bignami singolo del cofanetto, per la serie SPQPF, Sono Pazzi Questi Pink Floyd).

Questo tutto ciò che è presente nel box, ma come dicevo prima le critiche su quello che manca sono stare anche aspre: personalmente qui sotto ho voluto fare un piccolo elenco delle assenze più importanti, almeno a mio giudizio.

Outtakes di A Momentary Lapse Of Reason (esistono).

Il concerto di Venezia su CD.

Le musiche del documentario a tema automobilistico La Carrera Panamericana, uscito nel 1992 su VHS e presto sparito dalla circolazione.

Qualche rarità live del periodo (come Echoes, suonata nelle prime date del 1987, e Hey You, riproposta talvolta nel 1994-95).

Bike dal vivo nel 2007, dallo stesso concerto-tributo a Barrett (esclusione abbastanza incomprensibile dato che c’è Arnold Layne).

La performance al Live 8 del 2006 (ma qui il problema potrebbe essere il coinvolgimento di Waters).

Quindi, se dimenticate per un attimo il costo elevato (non è facile, lo riconosco), The Later Years 1987-2019 è un cofanetto con più luci che ombre nonostante documenti la fase forse meno interessante dei nostri: personalmente sono stato intrattenuto a dovere dalla musica per una settimana intera, quindi direi che lo scopo, almeno con il sottoscritto, è stato raggiunto.

Marco Verdi

Cofanetti Autunno-Inverno 15. Un’Opera Lussuosa, Costosa Ed Esauriente, Anche Se Leggermente Incompleta! Pink Floyd – The Later Years 1987-2019. Parte I

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Pink Floyd – The Later Years 1987-2019 – Parlophone/Warner 5CD/6BluRay/5DVD/2x45rpm Box Set

Prima Parte.

Tra i numerosi cofanetti usciti in questa parte finale del 2019 (altri verranno recensiti su queste pagine virtuali anche durante il prossimo Gennaio 2020) uno dei più importanti è sicuramente The Later Years 1987-2019, che si occupa di documentare la parte finale della carriera dei Pink Floyd, ovvero la fase post-Waters con David Gilmour al timone di comando, box che arriva a due anni di distanza dallo splendido The Early Years 1965-1972, lasciando dunque in sospeso il periodo “di mezzo” della band britannica, che poi è quello in cui sono usciti i loro album più famosi (non credo che sorvoleranno con la scusa che erano già stati pubblicati gli “Immersion Box Sets” nel 2011, anche perché Animals e The Final Cut, non venivano presi in considerazione: secondo me stanno preparando qualcosa per il 2021 o giù di lì). Ancora prima di uscire però The Later Years si è attirato una marea di critiche (devo dire non del tutto ingiustificate), prima di tutto per il prezzo esageratamente alto, ben oltre i 300 euro, ed in secondo luogo per le ripetizioni presenti nei vari dischetti audio e video che allungano il brodo fino a 16 supporti complessivi (più due 45 giri), quando dopotutto nel periodo preso in esame i nostri hanno prodotto solo tre album di studio e due dal vivo. Il manufatto è splendido, un cofanettone pesante in formato LP (ma leggermente più largo) ricco di materiale scritto e fotografico: un librone con copertina dura, cartoline, poster, adesivi, tre tour programs ed un libro con tutti i testi del periodo…oltre ovviamente alla parte che più ci interessa, cioè i contenuti musicali.

E qui il fan che è in me deve lasciare spazio al critico, e devo ammettere che i giudizi negativi sul rapporto fra costo e contenuti non sono del tutto campati in aria, dato che volendo ci si sarebbe potuti limitare al materiale presente nei sei Blu-Ray: se però trovo giustificata la presenza dei cinque CD (molti ancora oggi privilegiano il supporto audio rispetto al video, ed io sono tra quelli), si è voluta bissare l’antipatica iniziativa già presente in The Early Years di ripetere i contenuti dei Blu-Ray all’interno di altrettanti DVD, cosa che serve solo a far salire il prezzo del prodotto finale. Un’altra magagna non da poco visto appunto il costo (a proposito, esiste anche un estratto del box su singolo CD, ma secondo me doveva essere almeno doppio) è l’assenza di parecchio materiale del quale si conosce l’esistenza negli archivi, la cui inclusione avrebbe se non altro reso l’opera più completa, visto che molti si sono lamentati anche del valore artistico della musica presente (ma non bisognava arrivare nel 2019 per scoprire che Waters sta, almeno dal punto di vista compositivo, su un altro pianeta rispetto a Gilmour). Cercherò di elencare in breve queste mancanze alla fine della recensione, mentre ora vado ad occuparmi di quello che all’interno del box c’è.

CD 1. Il primo dischetto presenta una versione remixata ed aggiornata di A Momentary Lapse Of Reason, album del 1987 dei nostri che all’epoca venne criticato in quanto sembrava più un disco solista di Gilmour che un lavoro di una vera band, oltre che per un suono qua e là troppo anni ottanta. Infatti allora Richard Wright non faceva neanche ufficialmente parte del gruppo, ma era trattato come un sessionman (venne “reintegrato nella tournée seguente) e Nick Mason non era neppure l’unico batterista presente, dato che si divise i compiti con due luminari del calibro di Jim Keltner e Carmine Appice. In questo box l’album viene invece riproposto con un nuovo mix che elimina in parte le sonorità eighties e soprattutto dà molto più spazio a Wright, del quale sono state aggiunte parti inedite di tastiera prese anche da concerti del tour 1987-88 (con il risultato di avere un suono molto più arioso), e addirittura Mason ha risuonato ex novo tutte le parti di batteria, anche quelle non sue (e si sente, il sound è molto più diretto), giustificando quindi il “2019” nel titolo del box dato che la carriera dei nostri come band si è interrotta nel 2014 con The Endless River. Anche con questi accorgimenti A Momentary Lapse Of Reason si conferma un album imperfetto, con una sola grande canzone (On The Turning Away), un paio di pezzi più che buoni (l’orecchiabile singolo Learning To Fly, la potente Sorrow), il discreto strumentale d’apertura Signs Of Life ma anche diversi riempitivi di lusso che ai tempi di Waters non sarebbero mai stati presi in considerazione (One Slip, The Dogs Of War, Yet Another Movie, Terminal Frost).

CD 2-3. Delicate Sound Of Thunder, album live registrato nel 1988 al Nassau Coliseum di Uniondale, NY, e pubblicato lo stesso anno in doppio LP e doppio CD, viene qui riproposto totalmente remixato e rimasterizzato, con un suono davvero ottimo (l’originale era un po’ “fangoso”) e soprattutto con ben otto bonus tracks (sette rispetto al doppio CD dell’epoca, che rispetto all’LP aveva in più Us And Them), che quindi ci consentono di ascoltare per la prima volta lo show completo. Ed il concerto è decisamente potente e suonato alla grande, con i tre Floyd coadiuvati da una band di cinque musicisti e tre coriste: il primo dei due CD, dopo l’avvio con la straordinaria Shine On You Crazy Diamond, è interamente basato sui brani di A Momentary Lapse Of Reason, con ottime versioni di Learning To Fly e Sorrow, una The Dogs Of War molto più grintosa (in studio era un po’ spenta) ed una fantastica On The Turning Away con un formidabile assolo finale di Gilmour (che il remix ha ulteriormente allungato). Nella seconda parte i nostri ci presentano diversi classici, gran parte dei quali non venivano suonati in pubblico da più di dieci anni: spiccano una trascinante One Of These Days, la sempre toccante Wish You Were Here, un’ottima Welcome To The Machine (che fa parte degli otto inediti), la maestosa Us And Them ed il gran finale con una tiratissima Run Like Hell.

CD 4: forse il dischetto più interessante, dato che è l’unico che presenta degli inediti di studio. Si comincia comunque con altri cinque brani dal vivo che in passato erano apparsi solo come lato B di singoli: due ottime One Of These Days e Astronomy Domine del 1994 e tre registrate ad Atlanta nel 1987 (The Dogs Of War, la sempre splendida On The Turning Away e Run Like Hell). I sette inediti di studio sono presi dalle sessions del 1993 per The Division Bell (anche se viene erroneamente indicato 1994, che è l’anno in cui è uscito l’album), sei strumentali ed uno solo cantato. Si inizia con Blues 1, un godibilissimo e ritmato rock-blues dominato dalla chitarra e dall’organo, con i nostri che suonano in scioltezza (sono solo in quattro, al basso c’è il produttore Bob Ezrin); Slippery Guitar è una languida ballata d’atmosfera, pulita, rilassata ed eseguita in maniera superba, un pezzo che avrebbe meritato di essere completato con un testo, mentre Rick’s Theme è un altro slow di ottima fattura in cui lo strumento guida è il piano di Wright, con una linea melodica notevole. David’s Blues è un brano fluido e raffinato che purtroppo non è stato sviluppato (bella performance chitarristica di Gilmour), ed è seguito da Marooned Jam, che come suggerisce il titolo è un’improvvisazione basata sullo strumentale che finirà su The Division Bell, e dalla roccata e coinvolgente Nervana, che verrà poi riesumata e rielaborata per The Endless River. Chiude il CD una prima versione di High Hopes, non ancora maestosa come quella poi pubblicata ma già decisamente bella.

CD 5. Sette canzoni dal vivo che documentano la partecipazione completa dei Floyd al concerto benefico del 1990 a Knebworth, una serata che vide alternarsi sul palco acts del calibro di Eric Clapton, Dire Straits, Genesis, Robert Plant, Elton John e Paul McCartney e che fu chiusa proprio da Gilmour e soci, con ospiti come la bella Candy Dulfer al sax ed il produttore/arrangiatore Michael Kamen alle tastiere. Quasi un’ora di musica per uno spettacolo che vide i nostri ricompattarsi giusto per quella sera, dato che nel 1990 non erano in tour: scaletta forse prevedibile (Shine On You Crazy Diamond, The Great Gig In The Sky, con la vocalist Clare Torry, già presente nella versione originale, a gorgheggiare da par suo, Wish You Were Here, Sorrow, Money, Comfortably Numb e Run Like Hell), ma performance solida e potente. Solo gli ultimi due brani erano usciti all’epoca sulla compilation dedicata al concerto, il resto è inedito.

Fine Prima Parte.

Marco Verdi

Novità Prossime Venture 16. Cofanetto Pink Floyd The Later Years 1987-2019: Altra “Botta” Non Indifferente In Arrivo Per I Fans Della Band Il 29 Novembre

pink floyd the later years

Pink Floyd – The Later Years 1987-2019 – Box 18 dischi: 5 CD + 6 Blu-ray + 5 DVD + 2 45 giri Parlophone/Warner – 29-11-2019

Tre anni fa, annunciato sempre in questo periodo abbastanza a sorpresa, era uscito https://discoclub.myblog.it/2016/12/04/supplemento-della-domenica-tesori-ritrovati-pink-floyd-the-early-years-1965-1972/ , un cofanetto mastodontico che copriva i primi sette anni della band inglese attraverso un cofanetto quasi totalmente inedito a livello ufficiale, con una piccola parte di rarità: un box di ben 28 dischetti (compreso il CD bonus di Pompei aggiunto all’ultimo momento), diviso in 7 parti, per un totale di 10 (+1) CD, 9 DVD, 8 Blu-ray, 7 libri e 5 singoli in vinile, se volete leggervi il tutto andate al link qui sopra. Ovviamente il manufatto aveva un prezzo non indifferente tra i 400 e i 500 euro in giro per il mondo. Poco dopo l’uscita era stato annunciato che ci sarebbe stato un seguito, non i Middle Years, quelli dal 1973 al 1985, anno dell’abbandono o dell’allontanamento di Roger Waters dai Pink Floyd, scegliete voi il termine, in quanto sembrano essere ripresi i dissapori tra le due fazioni, quella di David Gilmour, Nick Mason e degli eredi dello scomparso Rick Wright, depositari del nome, e appunto Waters, che dopo la reunion per il Live8, avevano stranamente collaborato per il primo box, ma ovviamente questo cofanetto deve avere riaperto vecchie ferite e rancori, visto che si tratta di un periodo nel quale Roger non faceva più parte della band a nessun titolo, proseguendo la sua carriera solista. Quindi non sarà facile assemblare il secondo box che dovrebbe coprire il periodo di maggiore successo discografico dei Floyd, ma mai dire mai.

E quindi siamo passati direttamente all’ultima fase che copre gli anni dal 1987 al 2019, anche se discograficamente si arriva solo al 1995 (anzi, per la precisione, c’è anche il Syd Barrett Tribute Concert del 2007 dei riuniti Pink Floyd, senza Waters, in uno dei due singoli in vinile e anche nel Blu-ray n°6 e nel DVD n° 5), quindi niente Division Bell su CD,( ma solo nel BD o nel DVD), Live 8 The Endless River (a parte qualche frammento sparso qui e là), e il 2019 è riferito solo all’anno dei Remix vari. Scorrendo velocemente i contenuti, tra le cose più interessanti si segnalano nella parte audio CD, a parte i remix potenziati 2019 di A Momentary Lapse Of Reason e del doppio Delicate Sound Of Thunder, che dai 120 minuti della versione originale è stato portato a 140 minuti; nel quarto dischetto brani inediti vari sia in studio che dal vivo, e nel quinto il Knebworth Concert del 1990. Nei 6 Blu-ray c’è il solito, inutile per i non audiofili, Surround & Hi-res Audio Mix di materiale vario, Delicate Sound Of Thunder restaurato e remixato, non solo la parte audio ma anche il video, stesso discorso per Pulse, che però non appare come CD, i concerti di Venezia e Knebworth, finalmente in video, e un Blu-ray contenente documentari, filmati vari inediti, prove e presentazioni ad eventi, compresa quella a The Endless River, come pure il relativo film inedito di 52 minuti di Ian Emes. Infine i DVD, che purtroppo, come nell’altro cofanetto, duplicano gli stessi contenuti dei Blu-ray, anche se non quello con i mix surround e hi-res. Poi ci sono due 45 giri, uno con il brano Arnold Layne dal tributo ricordato poc’anzi e l’altro con Lost For Words dalle prove per il Pulse Tour del 1994, infine la solita pletora di libri e memorabilia varia, che potete vedere bene cliccando sopra l’immagine all’inizio del Post per allargarla.

Come al solito per chi vuole saperne di più, ecco la lista completa e dettagliata del contenuto del box.

Disc: 1
1. Signs Of Life (2019 Remix)
2. Learning To Fly (2019 Remix)
3. The Dogs Of War (2019 Remix)
4. One Slip (2019 Remix)
5. On The Turning Away (2019 Remix)
6. Yet Another Movie (2019 Remix)
7. Round And Around (2019 Remix)
8. A New Machine (Part 1) [2019 Remix]
9. Terminal Frost (2019 Remix)
10. Sorrow (2019 Remix)

Disc: 2
1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live, Delicate Sound Of Thunder] [2019 Remix]
2. Signs Of Life (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
3. Learning To Fly (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
4. Yet Another Movie (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
5. Round And Round (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
6. A New Machine Part 1 (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
7. Terminal Frost (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
8. A New Machine Part 2 (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
9. Sorrow (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
10. The Dogs Of War (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
11. On The Turning Away (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]

Disc: 3
1. One Of These Days (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
2. Time (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
3. On The Run (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
4. The Great Gig In The Sky (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
5. Wish You Were Here (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
6. Welcome To The Machine (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
7. Us And Them (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
8. Money (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
9. Another Brick In The Wall Part 2 (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
10. Comfortably Numb (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
11. One Slip (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
12. Run Like Hell (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]

Disc: 4
1. One Of These Days (Live in Hannover 1994)
2. Astronomy Domine (Live in Miami 1994)
3. The Dogs Of War (Live in Atlanta 1987)
4. On The Turning Away (Live in Atlanta 1987)
5. Run Like Hell (Live in Atlanta 1987)
6. Blues 1 (Unreleased 1994 Recording)
7. Slippery Guitar (Unreleased 1994 Recording)
8. Rick’s Theme (Unreleased 1994 Recording)
9. David’s Blues (Unreleased 1994 Recording)
10. Marooned Jam (1994 Recording)
11. Nervana (Unreleased 1994 Recording)
12. High Hopes (Early Version) [1994 Recording]

Disc: 5
1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live at Knebworth 1990] [2019 Mix]
2. The Great Gig In The Sky (Live at Knebworth 1990] [2019 Mix]
3. Wish You Were Here (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
4. Sorrow (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
5. Money (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
6. Comfortably Numb (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
7. Run Like Hell (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]

Disc: 6
1. Signs Of Life (5.1 Remix 2019)
2. Learning To Fly (5.1 Remix 2019)
3. The Dogs Of War (5.1 Remix 2019)
4. One Slip (5.1 Remix 2019)
5. On The Turning Away (5.1 Remix 2019)
6. Yet Another Movie (5.1 Remix 2019)
7. Round And Round (5.1 Remix 2019)
8. A New Machine Part 1 (5.1 Remix 2019)
9. Terminal Frost (5.1 Remix 2019)
10. A New Machine Part 2 (5.1 Remix 2019)
11. Sorrow (5.1 Remix 2019)
12. Cluster One (5.1 Remix 2014)
13. What Do You Want From Me (5.1 Remix 2014)
14. Poles Apart (5.1 Remix 2014)
15. Marooned (5.1 Remix 2014)
16. A Great Day For Freedom (5.1 Remix 2014)
17. Wearing The Inside Out (5.1 Remix 2014)
18. Take It Back (5.1 Remix 2014)
19. Coming Back To Life (5.1 Remix 2014)
20. Keep Talking (5.1 Remix 2014)
21. Lost For Words (5.1 Remix 2014)
22. High Hopes (5.1 Remix 2014)
23. Blues 1 (Unreleased 1994 Recording) [5.1 Mix]
24. Slippery Guitar (Unreleased 1994 Recording) [5.1 Mix]
25. Rick’s Theme (Unreleased 1994 Recording) [5.1 Mix]
26. David’s Blues (Unreleased 1994 Recording) [5.1 Mix]
27. Marooned Live Jam 2 (Unreleased 1994 Recording) [5.1 Mix]
28. Nervana (Unreleased 1994 Recording) [5.1 Mix]
29. High Hopes (Unreleased 1994 Recording) [5.1 Mix]

Disc: 7
1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live, Delicate Sound Of Thunder] [2019 Remix]
2. Signs Of Life (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
3. Learning To Fly (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
4. Sorrow (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
5. The Dogs Of War (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
6. On The Turning Away (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
7. One Of These Days (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
8. Time (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
9. On The Run (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
10. The Great Gig In The Sky (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
11. Wish You Were Here (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
12. Us And Them (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
13. Money (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
14. Comfortably Numb (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
15. One Slip (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
16. Run Like Hell (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
17. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live, Delicate Sound Of Thunder] [2019 Remix]
18. Signs Of Life (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
19. Learning To Fly (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
20. Sorrow (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
21. The Dogs Of War (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
22. On The Turning Away (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
23. One Of These Days (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
24. Time (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
25. On The Run (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
26. The Great Gig In The Sky (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
27. Wish You Were Here (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
28. Us And Them (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
29. Money (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
30. Comfortably Numb (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
31. One Slip (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
32. Run Like Hell (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]

Disc: 8
1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5,7) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
2. Learning To Fly (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
3. High Hopes (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
4. Take It Back (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
5. Coming Back To Life (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
6. Sorrow (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
7. Keep Talking (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
8. Another Brick In The Wall Part 2 (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
9. One Of These Days (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
10. Speak To Me (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
11. Breather (In The Air) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
12. On The Run (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
13. Time (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
14. The Great Gig In The Sky (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
15. Money (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
16. Us And Them (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
17. Any Colour You Like (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
18. Brain Damage (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
19. Eclipse (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
20. Wish You were Here (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
21. Comfortably Numb (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
22. Run Like Hell (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
23. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5,7) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
24. Learning To Fly (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
25. High Hopes (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
26. Take It Back (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
27. Coming Back To Life (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
28. Sorrow (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
29. Keep Talking (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
30. Another Brick In The Wall Part 2 (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
31. One Of These Days (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
32. Speak To Me (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
33. Breathe (In The Air) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
34. On The Run (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
35. Time (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
36. The Great Gig In The Sky (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
37. Money (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
38. Us And Them (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
39. Any Colour You Like (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
40. Brain Damage (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
41. Eclipse (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
42. Wish You Were Here (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
43. Comfortably Numb (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
44. Run Like Hell (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)

Disc: 9
1. Shine On You Crazy Diamond (Pt. 1) [Live In Venice 15 July 1989]
2. Learning To Fly (with end chat) [Live In Venice 15 July 1989]
3. Yet Another Movie (Live In Venice 15 July 1989)
4. Round And Round (Live In Venice 15 July 1989)
5. Sorrow (Live In Venice 15 July 1989)
6. The Dogs Of War (Live In Venice 15 July 1989)
7. On The Turning Away (Live In Venice 15 July 1989)
8. Time (Live In Venice 15 July 1989)
9. The Great Gig In The Sky (Live In Venice 15 July 1989)
10. Wish You Were Here (Live In Venice 15 July 1989)
11. Money (Live In Venice 15 July 1989)
12. Another Brick In The Wall (Live In Venice 15 July 1989)
13. Comfortably Numb (Live In Venice 15 July 1989)
14. Run Like Hell (Live In Venice 15 July 1989)
15. Fireworks (Live In Venice 15 July 1989)
16. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live At Knebworth 1990] [2019 Mix]
17. The Great Gig In The Sky (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
18. Wish You Were Here (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
19. Sorrow (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
20. Money (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
21. Comfortably Numb (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
22. Run Like Hell (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
23. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live At Knebworth 1990] [2019 Mix]
24. The Great Gig In The Sky (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
25. Wish You Were Here (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
26. Sorrow (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
27. Money (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
28. Comfortably Numb (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
29. Run Like Hell (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]

Disc: 10
1. Learning To Fly (2011 Remaster)
2. Marooned (PCM Stereo version)
3. Take It Back (2019 Remaster)
4. High Hopes (2011 Remaster)
5. Louder Than Words (Edit)
6. Learning To Fly (Alternate Version)
7. Yet Another Movie (Delicate Sound Of Thunder)
8. Round And Round (Delicate Sound Of Thunder)
9. A New Machine (Part 1) [Delicate Sound Of Thunder]
10. Terminal Frost (Delicate Sound Of Thunder)
11. A New Machine (Part 2) [Delicate Sound Of Thunder]
12. A Great Day For Freedom Version 1 (Tour Rehersals 1994)
13. A Great Day For Freedom Version 2 (Tour Rehersals 1994)
14. Lost For Words (Tour Rehersals 1994)
15. Signs Of Life (Screen Film 1987)
16. Learning To Fly (Screen Film 1987)
17. The Dogs Of War (Screen Film 1987)
18. One Of These Days (Screen Film 1987)
19. Speak To Me (Screen Film 1987)
20. On The Run (Screen Film 1987)
21. Us And Them (Screen Film 1987)
22. Money (Screen Film 1987)
23. Brain Damage + Eclipse (Screen Film 1987)
24. Shine On You Crazy Diamond (Screen Film 1994)
25. Speak To Me (Screen Film 1994)
26. Time (Screen Film 1994)
27. The Great Gig In The Sky (Screen Film 1994)
28. Money (Screen Film 1994)
29. Us And Them (Black & White) [Screen Film 1994]
30. Us And Them (Colour) [Screen Film 1994]
31. Brain Damage + Eclipse (USA Dates) [Screen Film 1994]
32. Brain Damage + Eclipse (European Dates) [Screen Film 1994]
33. Brain Damage (Earls Court London Dates) [Screen Film 1994]
34. Wish You Were Here With Billy Corgan

Disc: 11
1. A Momentary Lapse of Reason – Album Cover Photo Shoot
2. The Division Bell heads album cover photography (Ely, Cambridgeshire, UK)
3. Pulse TV ad 1995
4. Ian Emes Endless River Film (Stereo PCM (96/24))
5. A Momentary Lapse OF Reason (Cover Shoot Interview)
6. The Division Bell Airships 1994
7. Behind The Scenes – The Division Bell Tour
8. The Endless River Launch Event (Porchester Hall Londonn 2014)
9. The Endless River EPK 2014

Disc: 12
1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live, Delicate Sound Of Thunder] [2019 Remix]
2. Signs Of Life (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
3. Learning To Fly (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
4. Sorrow (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
5. The Dogs Of War (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
6. On The Turning Away (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
7. One Of These Days (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
8. Time (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
9. On The Run (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
10. The Great Gig In The Sky (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
11. Wish You Were Here (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
12. Us And Them (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
13. Money (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
14. Comfortably Numb (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
15. One Slip (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]
16. Run Like Hell (Live, Delicate Sound Of Thunder) [2019 Remix]

Disc: 13
1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5,7) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
2. Learning To Fly (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
3. High Hopes (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
4. Take It Back (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
5. Coming Back To Life (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
6. Sorrow (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
7. Keep Talking (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
8. Another Brick In The Wall Part 2 (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
9. One Of These Days (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
10. Speak To Me (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
11. Breather (In The Air) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
12. On The Run (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
13. Time (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
14. The Great Gig In The Sky (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
15. Money (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
16. Us And Them (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
17. Any Colour You Like (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
18. Brain Damage (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
19. Eclipse (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
20. Wish You were Here (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
21. Comfortably Numb (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
22. Run Like Hell (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
23. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5,7) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
24. Learning To Fly (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
25. High Hopes (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
26. Take It Back (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
27. Coming Back To Life (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
28. Sorrow (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
29. Keep Talking (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
30. Another Brick In The Wall Part 2 (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
31. One Of These Days (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
32. Speak To Me (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
33. Breathe (In The Air) [Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK]
34. On The Run (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
35. Time (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
36. The Great Gig In The Sky (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
37. Money (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
38. Us And Them (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
39. Any Colour You Like (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
40. Brain Damage (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
41. Eclipse (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
42. Wish You Were Here (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
43. Comfortably Numb (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)
44. Run Like Hell (Filmed Live On 20 October 1994 at Earls Court, London, UK)

Disc: 14
1. Shine On You Crazy Diamond (Pt. 1) [Live In Venice 15 July 1989]
2. Learning To Fly (with end chat) [Live In Venice 15 July 1989]
3. Yet Another Movie (Live In Venice 15 July 1989)
4. Round And Round (Live In Venice 15 July 1989)
5. Sorrow (Live In Venice 15 July 1989)
6. The Dogs Of War (Live In Venice 15 July 1989)
7. On The Turning Away (Live In Venice 15 July 1989)
8. Time (Live In Venice 15 July 1989)
9. The Great Gig In The Sky (Live In Venice 15 July 1989)
10. Wish You Were Here (Live In Venice 15 July 1989)
11. Money (Live In Venice 15 July 1989)
12. Another Brick In The Wall (Live In Venice 15 July 1989)
13. Comfortably Numb (Live In Venice 15 July 1989)
14. Run Like Hell (Live In Venice 15 July 1989)
15. Fireworks (Live In Venice 15 July 1989)
16. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live At Knebworth 1990] [2019 Mix]
17. The Great Gig In The Sky (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
18. Wish You Were Here (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
19. Sorrow (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
20. Money (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
21. Comfortably Numb (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
22. Run Like Hell (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
23. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) [Live At Knebworth 1990] [2019 Mix]
24. The Great Gig In The Sky (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
25. Wish You Were Here (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
26. Sorrow (Live at Knebworth 1990) [2019 Mix]
27. Money (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
28. Comfortably Numb (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]
29. Run Like Hell (Live At Knebworth 1990) [2019 Mix]

Disc: 15
1. Learning To Fly (2011 Remaster)
2. Marooned (PCM Stereo version)
3. Take It Back (2019 Remaster)
4. High Hopes (2011 Remaster)
5. Louder Than Words (Edit)
6. Learning To Fly (Alternate Version)
7. Yet Another Movie (Delicate Sound Of Thunder)
8. Round And Round (Delicate Sound Of Thunder)
9. A New Machine (Part 1) [Delicate Sound Of Thunder]
10. Terminal Frost (Delicate Sound Of Thunder)
11. A New Machine (Part 2) [Delicate Sound Of Thunder]
12. A Great Day For Freedom Version 1 (Tour Rehersals 1994)
13. A Great Day For Freedom Version 2 (Tour Rehersals 1994)
14. Lost For Words – False Start (Tour Rehersals 1994)
15. Lost For Words (Tour Rehersals 1994)
16. Signs Of Life (Screen Film 1987)
17. Learning To Fly (Screen Film 1987)
18. The Dogs Of War (Screen Film 1987)
19. One Of These Days (Screen Film 1987)
20. Speak To Me (Screen Film 1987)
21. On The Run (Screen Film 1987)
22. Us And Them (Screen Film 1987)
23. Money (Screen Film 1987)
24. Brain Damage + Eclipse (Screen Film 1987)
25. Shine On You Crazy Diamond (Screen Film 1994)
26. Speak To Me (Screen Film 1994)
27. Time (Screen Film 1994)
28. The Great Gig In The Sky (Screen Film 1994)
29. Money (Screen Film 1994)
30. Us And Them (Black & White) [Screen Film 1994]
31. Us And Them (Colour) [Screen Film 1994]
32. Brain Damage + Eclipse (USA Dates) [Screen Film 1994]
33. Brain Damage + Eclipse (European Dates) [Screen Film 1994]
34. Brain Damage (Earls Court London Dates) [Screen Film 1994]
35. Wish You Were Here With Billy Corgan

Disc: 16
1. A Momentary Lapse of Reason – Album Cover Photo Shoot
2. The Division Bell heads album cover photography (Ely, Cambridgeshire, UK)
3. Pulse TV ad 1995
4. Ian Emes Endless River Film (Stereo PCM (96/24))
5. Ian Emes Endless River Film (5.1 DTS Master Audio (96/24))
6. A Momentary Lapse OF Reason (Cover Shoot Interview)
7. The Division Bell Airships 1994
8. Behind The Scenes – The Division Bell Tour
9. The Endless River Launch Event (Porchester Hall Londonn 2014)
10. The Endless River EPK 2014

Disc: 17
1. Lost For Words (Tour Rehearsals 1994) [Edit]

Disc: 18
1. Arnold Layne (Live 2007)

Tra le note negative anche il fatto che i primi prezzi, apparsi sui siti di vendita in giro per il mondo, parlano di cifre spropositate oscillanti tra i 490 e i 550 euro: considerando che la confezione contiene una dozzina di supporti in meno rispetto al cofanetto precedente e anche che il materiale inedito risulta assai più striminzito, la faccenda merita di essere valutata con attenzione. Per cui considerando che il tutto è previsto in uscita per il 29 novembre, “casualmente” nel periodo natalizio, avete tutto il tempo per meditarci sopra, fan sfegatati esclusi, forse. In caso di variazioni dovessero intervenire sia sui prezzi che sui contenuti il Post verrà aggiornato con le opportune rettifiche.

Bruno Conti

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nick mason unattended luggage 31-8

Nick Mason – Unattended Luggage – Parlophone/Warner 3CD – 3 LP Box Set

Quando si parla di discografie soliste dei membri dei Pink Floyd il pensiero va subito a Roger Waters e David Gilmour (o, per i cultori, a Syd Barrett): già se si parla di Richard Wright, cioè uno che comunque nel gruppo di canzoni ne ha scritte ed anche cantate diverse, la nebbia comincia ad infittirsi. Ancora meno noto è il fatto che anche il batterista Nick Mason abbia avuto un percorso al di fuori del gruppo, con tre album usciti tutti negli anni ottanta (Fictitious Sports, 1981, Profiles, 1985, White Of The Eye, 1987): oggi quei lavori, da lungo tempo introvabili, vengono riuniti in un piccolo box intitolato Unattended Luggage, uscito sia in CD che in LP (e per White Of The Eye è la prima volta come supporto digitale) in una confezione un po’ spartana: box di cartone duro con all’interno i tre dischetti infilati nella riproduzione del vinile dell’epoca, ma nemmeno un libretto con qualche nota, cosa strana dato che i Floyd hanno sempre curato molto anche la confezione. Se però siete dei fans della storica band britannica, difficilmente troverete tracce del vostro gruppo preferito in questi dischi: Mason è sempre stato indubbiamente un grandissimo batterista, ma come autore all’interno dei Floyd ha scritto una sola canzone in solitario (The Grand Vizier’s Garden Party su Ummagumma, un pezzo tutt’altro che indimenticabile) e poche altre le ha firmate collettivamente con gli altri (per esempio A Saucerful Of Secrets, che è anche il nome della band con la quale Nick sta girando l’Inghilterra, proponendo solo brani del primo periodo dei PF).

Ascoltando questi dischetti, viene dunque il dubbio che il nome di Mason fosse stato messo in copertina per richiamare più attenzione ed aumentare le vendite, proposito comunque fallito in quanto i tre lavori non sono stati certo un successo. Prendiamo Fictitious Sports, tra l’altro l’unico dei tre accreditato al solo Mason: in realtà è un album della pianista jazz californiana Carla Bley, che suona le tastiere, produce il lavoro e scrive tutte le canzoni. Mason si limita (si fa per dire) a suonare la batteria, ed il gruppo è formato da altri musicisti dal background jazz, come il bassista Steve Swallow ed una sezione fiati di quattro elementi: ma non è un disco di puro jazz, semmai di jazz-rock, con sconfinamenti nel prog, e questo grazie alla presenza della chitarra di Chris Spedding (uno che ha suonato con John Cale, Brian Eno, Roxy Music ma anche Paul McCartney) e soprattutto alla voce solista dell’ex leader dei Soft Machine, Robert Wyatt (tranne nel primo pezzo, cantato da tale Karen Kraft). Fictitious Sports è dunque un buon disco, non ostico, anzi abbastanza fruibile, anche se distante dalle atmosfere floydiane, che si possono solo intuire qua e là per il modo di suonare di Mason ed in qualche passaggio chitarristico.

Can’t Get My Motor To Start è un brano tra jazz e rock, pieno di idee, improvvisazioni e momenti anche bizzarri (come l’uso delle voci), ma potente dal punto di vista strumentale. I Was Wrong è già più normale, un jazz-rock-funky abbastanza godibile e leggero, suonato benissimo e guidato dalla voce arrochita di Wyatt, Siam è ripetitiva nella parte cantata, con il suo tempo da bolero, ma ha un intermezzo strumentale notevole (grande assolo di sax), mentre Hot River è un’ottima rock song, pura, semplice e senza contaminazioni, con la slide “gilmouriana” di Spedding (ed infatti è il pezzo più Floyd del disco). Boo To You Too è frenetica e nervosa, e ricorda un po’ gli Steely Dan, Do Ya? non è quella della ELO, bensì una ballata quasi d’atmosfera ancora d’impianto jazz, dominato da un caldo assolo di tromba, Wervin’ è funky, annerita ed anche piuttosto “free”, mentre I’m A Mineralist chiude il disco con uno slow pianistico dai toni prog ed un finale ancora tra jazz e rock, con la chiara influenza di Miles Davis.

Profiles, uscito quattro anni dopo, è invece un album accreditato a Mason insieme a Rick Fenn, ex chitarrista dei 10cc, ed è un lavoro che con il nostro batterista non c’entra molto, in quanto trattasi di puro synth-pop anni ottanta, infarcito di tastiere elettroniche e sonorità fasulle (e nonostante la presenza di Fenn, di chitarra ce n’è poca), un album vicino allo stile degli OMD, è non è esattamente un complimento. Il disco è strumentale all’80%, e suonato tutto da Fenn con l’ausilio di Mason ai tamburi (e Mel Collins, ex King Crimson, al sax in quattro pezzi), ma ci sono anche due brani cantati: il principale è senza dubbio Lie For A Lie, dato che vede David Gilmour alla voce solista (con Maggie Reilly, all’epoca nota per essere la cantante femminile di Mike Oldfield, ai cori), un brano pop orecchiabile e leggero che aveva anche delle potenzialità commerciali (ma non se lo filò nessuno lo stesso), mentre Israel, cantata dall’ex tastierista degli UFO Danny Peyronel, è abbastanza trascurabile. Il resto, come ho già detto, è pop elettronico che se negli anni ottanta aveva il suo mercato, oggi suona decisamente datato, ed è strano che un musicista dello spessore di Mason sia stato coinvolto in questa roba: si salvano, ma devo proprio far fatica, la languida Rhoda, la solare Mumbo Jumbo e At The End Of The Day, dove finalmente si sente un po’ di chitarra (per contro, Zip Code fa davvero schifo).

White Of The Eye è il disco più raro e meno conosciuto del Mason solista, essendo stato in commercio molto poco e mai pubblicato in CD fino ad oggi: si tratta della colonna sonora di un oscuro film del 1987, ed è ancora condiviso con Fenn. E’ un lavoro stavolta totalmente strumentale, ma è un po’ meglio di Profiles (ci voleva poco, direte voi), più rock e con molte più chitarre. In effetti ricorda molto da vicino le soundtracks di quel periodo ad opera di Ry Cooder, anche per l’uso insistito da parte di Fenn della slide acustica, come in Where Are You Joany? e nella bluesata Anne Mason. Non male anche Globe, quasi un bluegrass elettrico (c’è anche un banjo in evidenza) e la roccata e grintosa Dry Junk: stiamo però parlando di un disco solista di Fenn, con Mason alla batteria, piuttosto che di un lavoro in cui la presenza dell’ex Floyd è caratterizzante.

Quindi un box da avere solo se siete dei maniaci completisti (costa come un singolo CD), ma da tenere presente anche se foste interessati almeno a Fictitious Sports, che nel suo genere è comunque un buon disco.

Marco Verdi

Continua L’Eterna Sfida Tra Il Bene E Il Male…Ehm, No…Tra Gli Ex Pink Floyd! David Gilmour – Live At Pompeii

David gilmour live at pompeii box

David Gilmour – Live At Pompeii – Columbia/Sony 2CD – 2DVD – BluRay – 4LP – Deluxe 2CD/2Bluray

Da quando nel 1983, all’indomani del controverso album The Final Cut, Roger Waters  lascia i Pink Floyd, inizia una specie di sfida a distanza con David Gilmour, che da quel momento assume la leadership dello storico gruppo inglese. A dirla tutta, la lotta tra i due forse c’è stata solo negli anni ottanta ed in parte nei novanta (anche a colpi di avvocati), ma niente mi vieta di pensare che, ad ogni uscita discografica di ciascuno dei due, non si instauri una sorta di competizione nei confronti dell’altro, più che altro da parte di Gilmour, grande chitarrista, ottimo cantante ma compositore normale, mentre Waters, dall’alto della sua suprema arroganza, non ammetterà mai che l’ex compagno possa di tanto in tanto fare meglio di lui. E’ curioso notare che le carriere soliste dei due (per continuare con l’idea della gara), sono fatte di sorpassi e controsorpassi: nel 1984 The Pros And Cons Of Hitch Hiking di Roger ha vinto a mani basse il duello con il moscio About Face di David, il quale si è preso la rivincita tre anni dopo con i Floyd: A Momentary Lapse Of Reason non è certo un capolavoro, ma è meglio di Radio K.A.O.S. di Waters (che a me comunque non dispiace). Lo scontro del 1992-1994 (Amused To Death The Division Bell) è finito sostanzialmente in parità, due ottimi dischi con qualche difettuccio, come anche quello del 2005-2006, con l’opera Ça Ira di Roger ed il comeback album On An Island di David, entrambi evitabili (diciamo uno 0-0 con poche emozioni). Ultimamente hanno entrambi affilato le armi, da una parte Gilmour con l’episodio conclusivo dei Floyd, il riuscito The Endless River, e poi lo scorso anno con Rattle That Lock, per distacco il suo miglior disco da solista, mentre Waters ha risposto prima con la maestosa operazione The Wall Live e pochi mesi fa con il bellissimo Is This The Life We Really Want?, primo album di canzoni nuove in 25 anni.

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Adesso però il pallino è tornato in mano a Gilmour, il quale cala l’asso con l’operazione Live At Pompeii. Ora vedo di piantarla con la storia della gara, ma non posso non considerare che David ha saputo giocare benissimo le sue carte, e fin dal Luglio dello scorso anno, quando il nostro si è esibito in due concerti all’Anfiteatro Romano di Pompei, sapeva benissimo che il live che ne avrebbe tratto sarebbe stato di grande risonanza mediatica, non solo per la suggestiva location ma soprattutto grazie al parallelismo con la storica performance che i Pink Floyd tennero nello stesso luogo nel lontano 1971, anche se le differenze con le due situazioni sono molteplici. Se 46 anni fa lo show si tenne in totale assenza di pubblico, con solo i quattro Floyd sul palco e con un repertorio ancora decisamente psichedelico, l’anno scorso il pubblico c’era eccome, pur se solo nel parterre essendo le gradinate non agibili (e ha anche pagato profumatamente), sul palco erano in dieci, con spettacolari effetti e giochi di luci ed una serie di canzoni di chiara derivazione rock. Live At Pompeii esce in varie configurazioni (prego vedere nell’intestazione del post), e questa volta mi sento di consigliare il box composto da 2CD + 2BluRay (se avete il lettore BluRay chiaramente, il box con dentro i DVD non esiste) dato che, oltre ad avere una definizione dell’immagine decisamente spettacolare, contiene delle performance aggiuntive nella parte video. David è l’antitesi della rockstar: vestito in maniera normalissima, con pancetta e pochi capelli (ed una barba incolta che lo invecchia oltremodo), ma rimane un ottimo cantante ed un formidabile chitarrista, in grado di passare da delicati ricami all’acustica fino ad assoli acidissimi all’elettrica, forse non è un grande animale da palcoscenico, ma il concerto si gusta ugualmente dalla prima all’ultima canzone senza attimi di noia, grazie anche degli effetti scenici che il nostro si è portato dietro dall’era Floyd, dai giochi di luce allo schermo tondo.

In più, la band che lo accompagna è di primissimo piano, a partire dal fedele Guy Pratt al basso, e passando per Chester Kamen alle chitarre ritmiche, il grande Chuck Leavell, in vacanza dagli Stones, alle tastiere (nella parte che fu di Richard Wright), l’altro tastierista Greg Phillinganes (per molti anni nella band di Eric Clapton), il superbo batterista Steve DiStanislao (di recente anche nell’ultimo Crosby Sky Trails), Joao Mello al sassofono ed i tre coristi, Bryan Chambers, Lucita Jules e Louise Clare Marshall. Gilmour non avrà il carisma di Waters, ma è comunque un musicista coi controfiocchi e, quando lascia parlare la musica, è più che in grado di dire la sua: Live At Pompeii è quindi, oltre che un evento, un ottimo album live, meglio di Live In Gdansk che era troppo sbilanciato verso le canzoni di On An Island. Chiaramente il nuovo Rattle That Lock ha parecchia esposizione, dall’avvio languido di 5 A.M., suonato quando a Pompei stava ancora tramontando il sole, che sfocia nella subito coinvolgente e tonica title track del disco dello scorso anno. Affascinante Faces Of Stone, con la sua melodia alla Leonard Cohen, la tenue e quasi totalmente strumentale A Boat Lies Waiting (che Gilmour dice essere dedicata a Wright), la maestosa In Any Tongue, che non ha nulla da invidiare ai pezzi che David scriveva per i Floyd, con uno strepitoso assolo finale (ma anche gli altri, corbezzoli se suonano!), mentre Today, seppur gradevole, sembra più un brano dei Toto; ci sono anche un paio di cose da On An Island (la title track e The Blue), ma sono le meno interessanti della serata e a dirla tutta anche un po’ noiosette.

Ma la parte del leone la fanno naturalmente i pezzi dei Pink Floyd, a partire dalla discreta What Do You Want From Me?, che non è un capolavoro ma viene accolta da un boato essendo la prima dello storico gruppo in scaletta. La sempre suggestiva The Great Gig In The Sky presenta un pezzo di bravura vocale da parte delle due coriste, mentre David suona tranquillo alla steel, la splendida Wish You Were Here è sempre tra le più applaudite (e la versione di stasera è pura e cristallina), mentre Money è sempre trascinante, versione di otto minuti con Dave e Mello che fanno i numeri rispettivamente alla chitarra ed al sax. La prima parte del concerto si chiude con la fantastica High Hopes (il brano migliore di The Division Bell), con Gilmour che inizia all’acustica e finisce con il solito assolo “spaziale” alla steel, suonata con la tecnica slide. La seconda metà dello show inizia con un’inattesa One Of These Days (di solito non era in scaletta, ma in quella sera David la suona in omaggio al concerto a Pompei dei Floyd, infatti è l’unico pezzo in comune nelle due setlist), versione strepitosa, travolgente ed acida al punto giusto, con Gilmour che all’inizio si diletta alle percussioni, ma poi passa alla slide e fa venire giù il teatro. Coming Back To Life e Sorrow sono canzoni abbastanza normali, ed in fondo anche Fat Old Sun, che però ha una parte strumentale finale coi fiocchi, ma poi c’è un vero e proprio poker d’assi, a partire dalle prime cinque parti di Shine On You Crazy Diamond (che a dire il vero mi sembra un po’ scolastica), ed il gran finale formato dalla trascinante Run Like Hell (con tutta la band con gli occhiali da sole per proteggersi dai giochi di luce…e al pubblico non ci pensano?), dal liquido medley Time/Breathe e soprattutto dalla strepitosa Comfortably Numb, con Leavell che canta (più o meno…) la parte che era di Waters e Gilmour che rilascia il migliore assolo della serata in mezzo ai laser colorati, strappando una prevedibile standing ovation finale.

Il BluRay aggiuntivo del box, oltre a vari documentari che non ho ancora visto, regala i frammenti di altre due serate: cinque pezzi suonati in Sudamerica (tra cui la al solito maestosa Us & Them ed una Astronomy Domine in omaggio a Syd Barrett, più rock e meno psichedelica dell’originale, e con Phil Manzanera e Jon Carin al posto di Kamen e Leavell) ed altrettanti dalla performance a Wroclaw, in Polonia, con l’orchestra filarmonica locale (cinque pezzi da Rattle That Lock, tra cui la raffinata e jazzata The Girl In The Yellow Dress e la movimentata Dancing Right In Front Of Me). Quindi un live bello, potente ma anche di gran classe, che sarebbe stato perfetto (ma è un parere personale) se al posto dei due pezzi tratti da On An Island ci fossero state On The Turning Away (uno dei brani scritti da Gilmour che preferisco) e magari una canzone da The Endless River. Album quindi da avere, sia che siate fans dei Pink Floyd sia che amiate il rock d’autore.

Marco Verdi

Anticipazioni Cofanetti Autunnali 1: David Gilmour – Live At Pompeii. Esce il 29 Settembre

davidgilmour_liveatpompeii_cd_3dDavid gilmour live at pompeii box

David Gilmour – Live At Pompeii – 2 CD – 4 LP – 2 DVD – 1 Blu-Ray – 2 CD/2 BD Deluxe Box Set – Columbia/Sony 29-09-2017

Mentre nel pieno dell’estate le uscite discografiche continuano ad essere copiose, non ci dimentichiamo neppure di quello che il mercato ci offrirà a partire dall’inizio dell’autunno: soprattutto il 29 settembre sono previste alcune pubblicazioni molto interessanti (ma anche prima e dopo). Cominciamo con questo Live At Pompeii di David Gilmour che tecnicamente non è  solo un cofanetto, ma visto che il formato più interessante sarà proprio il box da 2 CD e 2 Blu-ray vediamo comunque i contenuti di tutte le varie versioni:

 CD1]
1. 5 A.M. 3.55
2. Rattle That Lock 4.41
3. Faces Of Stone 6.00
4. What Do You Want From Me 4.30
5. The Blue 6.33
6. The Great Gig In The Sky 6.02
7. A Boat Lies Waiting 4.55
8. Wish You Were Here 5.18
9. Money 8.13
10. In Any Tongue 7.47
11. High Hopes 9.31
12. One Of These Days 6.32

[CD2]
1. Shine On You Crazy Diamond 12.32
2. Fat Old Sun 6.05
3. Coming Back To Life 7.18
4. On An Island 7.01
5. Today 6.40
6. Sorrow 10.50
7. Run Like Hell 7.16
8. Time / Breathe (In The Air) (reprise) 6.45
9. Comfortably Numb 9.59

[BD1]
Part 1:
5 A.M. 3.54
Rattle That Lock 4.40
Faces Of Stone 6.01
What Do You Want From Me 4.34
The Blue 6.30
The Great Gig In The Sky 6.01
A Boat Lies Waiting 4.55
Wish You Were Here 5.18
Money 8.12
In Any Tongue 8.02
High Hopes 9.58

Part 2:
One Of These Days 6.35
Shine On You Crazy Diamond 12.37
Fat Old Sun 5.58
Coming Back To Life 7.16
On An Island 7.08
Today 6.34
Sorrow 10.49
Run Like Hell 7.15
Time / Breathe (In The Air) (reprise) 6.45
Comfortably Numb 9.41

Documentary:
Pompeii Then And Now Doc 7.17

96/24 PCM Stereo & 96/24 DTS Master Audio

Directed by Gavin Elder. Produced by Dione Orrom. Audio produced by David Gilmour. Mixed by Andy Jackson & David Gilmour, assisted by Damon Iddins. Live Recording by Damon Iddins

[BD2: Deluxe Box Set Bonus Disc]
South America December 2015:
Astronomy Domine 5.14
Us And Them 7.51
Today 6.53
Time / Breathe (In The Air) (reprise) 6.41
Comfortably Numb (Jon Carin – vocal) 9.00

Directed by Aubrey Powell

Wroclaw, Poland June 2016 – with Orchestra:
5 A.M. 3.01
Rattle That Lock 5.25
Dancing Right In Front Of Me 6.18
The Girl In The Yellow Dress (with Leszek Mozdzer) 7.08
In Any Tongue 7.56

Directed by Aubrey Powell

Documentaries:
Gavin Elder: Europe 2015 12.45
Gavin Elder: South America 2015 15.00
Gavin Elder: North America 2016 15.25
Gavin Elder: Europe 2016 17.00
BBC documentary ‘David Gilmour: Wider Horizons’ 72.00

Technical specs:
Blu-ray 96/24 PCM Stereo & 96/24 DTS MAA
DVD Stereo PCM, 5.1 Dolby Digital, 5.1 DTS

Come si usa dire, Gilmour torna sulla scena del crimine 45 anni dopo dopo il famoso concerto dei Pink Floyd a Pompei: questa volta c’è anche il pubblico (e i biglietti non costavano veramente poco) e dai due concerti del 7 e 8 luglio 2016, ripresi in 4k dal regista Gavin Elder, da cui sono stati estratte le parti migliori di entrambe le serate, sia in formato audio che video, mentre nella versione quadrupla, nel secondo Blu-ray, ci sono anche gli highlights del tour sudamericano del dicembre 2015, oltre ad alcuni brani dal concerto tenuto a Wroclaw nel giugno 2016, mandato in onda dalla televisione polacca, e che prevedeva anche la presenza di una orchestra sinfonica. Secondo alcuni come atto di rispetto verso lo scomparso Richard Wright non è stata eseguita Echoes, mentre rispetto al concerto del 1971 l’unico pezzo che è stato ripreso è One Of These Days tratta da Meddle (ma nel Blu-Ray della parte sudamericana troviamo anche Astronomy Domine). Non mancano comunque ovviamente molti altri brani dei Floyd, a partire da The Great Gig In The Sky, un pezzo che Gilmour raramente esegue nei suoi concerti solisti, oltre ad una corposa selezione di canzoni dai due ultimi album di David, Rattle That Lock On An island, ma neppure una dai primi due da da solista dell’ex (?) Pink Floyd. Nel secondo Blu-ray, come leggete sopra, ci sono ben cinque documentari extra, oltre ad un’ora e venti minuti circa di materiale dal vivo extra.

L’uscita, come ricordato all’inizio del Post, è prevista per il 29 settembre (ma prima, il 13-14-15 settembre, sarà anche nelle sale cinematografiche), e ovviamente ci ritorneremo in fase di recensione, con tutti gli altri dettagli dei contenuti musicali e dei musicisti presenti.

Per ora è tutto, alla prossima: leggete comunque sempre queste pagine virtuali per rimanere aggiornati sulle prossime uscite più interessanti, non solo riguardo ai cofanetti

Bruno Conti

Recensione Pasquale! Paul McCartney – Flowers In The Dirt Super Deluxe. Parte 2: Il Cofanetto.

paul mccartney flowers in the dirt super deluxepaul mccartney flowers in the dirt 2 cd

Paul McCartney – Flowers In The Dirt – Capitol/Universal 3 CD + DVD – 2 CD – 2 LP

Alla fine degli anni ottanta Paul McCartney stava cercando un rilancio di vendite e popolarità dopo un periodo complicato dal punto di vista artistico (problema comune in quel periodo per molti musicisti della golden age): l’inizio della decade non era stato neanche male, con due album di buon successo, Tug Of War e Pipes Of Peace, ed il primo dei due tra i migliori mai pubblicati dall’ex Beatle; nel 1984 ci fu però il fallimentare progetto Give My Regards To Broad Street, disco e film, che se da un lato sul supporto audio, pur proponendo poche novità (ma rileggendo alcune pagine del songbook dei Beatles), riuscì a portare a casa il risultato, dal punto di vista del lungometraggio fu un flop totale. Ed anche il successivo album Press To Play (1986) fu un insuccesso, un lavoro poco ispirato, involuto, con canzoni non “alla McCartney” e dal suono troppo anni ottanta (forse il più grande passo falso della carriera di Macca). Una parziale risalita si ebbe un anno dopo con la doppia antologia All The Best, trainata dall’ottimo singolo Once Upon A Long Ago, ma il nostro già in quel periodo stava pensando a come rilanciare la carriera, e la soluzione più giusta gli sembrò quella di cercare nuovamente un partner per la scrittura delle canzoni come ai tempi dei Fab Four: il prescelto fu Elvis Costello, con il quale già dal 1987 Paul iniziò a scrivere ed incidere a livello di demo una lunga serie di brani che avrebbero dovuto costituire l’ossatura del nuovo album (un primo assaggio della collaborazione, Back On My Feet, era andata sul lato B di Once Upon A Long Ago).

La storia andrà poi diversamente, in quanto Paul in seguito avrà dei dubbi se quella della partnership con Costello fosse la strada giusta (nonostante i media stessero pompando la cosa aldilà della sua reale importanza, arrivando persino a definire Elvis il “nuovo Lennon”) e si metterà a scrivere altri brani per conto suo: Flowers In The Dirt (che uscirà nel Giugno del 1989), pur rivelandosi uno dei migliori album di McCartney, diventa dunque un ibrido, con soltanto quattro pezzi nati dalla collaborazione con l’occhialuto songwriter londinese (altri usciranno sul successivo album di Paul, Off The Ground, e sui due dischi del periodo di Costello, Spike e Mighty Like A Rose, mentre molti resteranno inediti). Anche la scelta di rivolgersi a ben sette produttori diversi (Trevor Horn, Chris Hughes, Mitchell Froom, Neil Dorfsman, David Foster, Steve Lipson e Ross Cullum, oltre a Paul stesso e Costello nei quattro pezzi scritti insieme) solitamente è sintomo di grande confusione, ma c’è da dire che se il nostro è riuscito a confezionare un lavoro con un suono unitario e compatto,  è merito anche del fatto che in tutti i pezzi vi è la medesima house band, che accompagnerà il nostro anche nel trionfale tour che seguirà (Hamish Stuart e Robbie McIntosh alle chitarre, Chris Whitten alla batteria, Paul Wickens alle tastiere, oltre alla solita presenza più che altro simbolica della moglie Linda) ed alcuni preziosi interventi di ospiti del calibro di David Gilmour, Nicky Hopkins e Dave Mattacks.

La prima parte del disco è quasi perfetta, a partire dall’apertura di My Brave Face, delizioso ed orecchiabile pop-rock dal ritornello coinvolgente, che è anche il primo singolo e la migliore delle quattro canzoni con Costello (e la sua mano si sente, specie nel bridge); con Elvis, Paul scrive anche la ballad You Want Her Too, unico duetto tra i due, un brano intenso e con un bel botta e risposta tra la voce melodica di Macca e quella ruvida di Mr. McManus, mentre anche due brani considerati minori come la funkeggiante Rough Ride e la jazzata e raffinatissima Distractions fanno la loro bella figura. Ma le due canzoni migliori del disco sono certamente la bellissima We Got Married, un gran bel pezzo che parte come un folk-rock ed assume tonalità quasi prog (all’acqua di rose, stiamo sempre parlando di McCartney), con due splendidi assoli floydiani di Gilmour  , e la cristallina Put It There, eccellente ballata acustica che, grazie anche all’arrangiamento ad opera di George Martin, rimanda direttamente al suono del White Album. La seconda parte (il vecchio lato B) parte benissimo con la roccata Figure Of Eight e la squisita pop song This One (altro singolo di successo), ma cala un po’ alla distanza: le altre due canzoni scritte con Costello, Don’t Be Careless Love e That Day Is Done, sono due ballate abbastanza normali per Paul, ed il pur gradevole reggae ecologista-pacifista How Many People, dedicato al sindacalista brasiliano Chico Mendes, ha un testo da terza elementare. Pollice verso invece per i due brani finali, la pesantissima Motor Of Love, lunga e noiosa ballata in più gravata da un arrangiamento gonfio, e la danzereccia Ou Est le Soleil, una mezza porcheria elettronica senza senso.

Oggi gli archivi di Paul si occupano proprio di questo disco, e l’edizione Super Deluxe è come al solito splendida dal punto di vista visivo, con ben quattro libri inclusi, pieni di testi, note, foto e curiosità varie, un DVD con i videoclip dei singoli estratti dall’album, un documentario inedito ed un altro, Put It There, uscito all’epoca e tre CD (dei quali il primo è il disco originale rimasterizzato) decisamente interessanti, anche se pure questa volta non sono mancate le polemiche. Intanto è strano che, dato che all’epoca Paul aveva deciso di fare una parziale retromarcia per quanto riguardava i pezzi con Costello, tutti e due i bonus CD sono incentrati sui demo incisi con lui, che se da un lato offrono una visione diversa (ed alcuni brani totalmente inediti), dall’altro mancano di documentare le versioni alternative dei pezzi scritti dal solo Paul (e lo spazio ci sarebbe stato, dato che i due dischetti durano mezz’oretta l’uno). La tracklist tra l’altro, nove brani a disco, è la stessa (e nello stesso ordine), con i soli Paul ed Elvis alle prese con i demo del 1987 sul secondo CD (dove si accompagnano con chitarre acustiche e pianoforte) e le versioni iniziali full band del 1988 sul terzo (ma sempre con Elvis in session), con anche diversi pezzi che poi non avrebbero trovato spazio sull’album. Se The Lovers That Never Were in versione duo ha chiaramente bisogno di essere rifinita (ed infatti sul dischetto “elettrico” risulta molto meglio), Tommy’s Coming Home è bellissima così com’è, due voci, due chitarre e melodia fresca e beatlesiana; Twenty Fine Fingers è un gradevole rockabilly alla Buddy Holly (irresistibile la versione full band) che poteva stare tranquillamente sul disco originale, mentre la deliziosa So Like Candy è davvero figlia dei Fab Four (ma la mano di Costello è evidente, tanto che la inciderà da solo e la metterà su Mighty Like A Rose).

I due CD proseguono con le quattro canzoni poi finite sull’album (e My Brave Face si conferma la migliore del lotto) e si concludono con la frenetica Playboy To A Man, meglio nella versione elettrica. La cosa che però ha mandato più in bestia i fans è la decisione, pare di Paul stesso, di includere altri brani, tra cui tre demo aggiuntivi e tutti i lati B dei singoli dell’epoca, soltanto come download digitale, scelta assurda considerando il fatto che lo spazio sui bonus CD non mancava e, soprattutto, che è senza senso spendere una cifra vicina ai 150 Euro per poi doversi anche scaricare dei pezzi. In ogni caso, anche il contenuto della parte download è interessante, con alcune B-sides accattivanti come la già citata Back On My Feet, l’incalzante e vigorosa Flying To My Home (che avrebbe dovuto assolutamente finire sul disco) e la vibrante ballata pianistica Loveliest Thing. Vi risparmio i vari remix della già brutta Ou Est Le Soleil, ed anche il raro singolo per i DJ Party Party, ma vorrei citare i tre pezzi finali, tratti da una cassetta demo ancora di McCartney e Costello, con le discrete I Don’t Want To Confess e Mistress And Maid e la splendida Shallow Grave, un vero peccato che sia rimasta nei cassetti. (*NDB Che uscirà il 21 aprile per il Record Store Day, proprio in formato musicassetta)!  A monte di tutti i possibili difetti (e quello del “download only content” è a mio parere imperdonabile), una delle migliori ristampe della serie, che avrà il merito di fare felici non solo i fans di Macca ma anche quelli di Elvis Costello.

Marco Verdi

Supplemento Della Domenica: Tesori “Ritrovati”. Pink Floyd – The Early Years 1965-1972 Box Set

pink floyd early years box

Pink Floyd – The Early Years 1965-1972 – Box 10 CD+9 DVD + 8 Blu-Ray – Pink Floyd Records/Parlophone/Warner

Dopo averci detto per anni che non esisteva nulla di inedito o raro dei Pink Floyd, in occasione della ripubblicazione del vecchio catalogo: l’ultima volta nel 2011 per la rimasterizzazione completa degli album, usciti sia in versione Discovery come Immersion (per i dischi più importanti), ma con pochissime bonus tracks, ecco che improvvisamente a fine 2016 esce questo cofanetto megagalattico, costosissimo, ma splendido, costituito praticamente solo da materiale raro o inedito, con ben 10 CD (anzi 11, perché all’ultimo momento nella confezione è stato aggiunto un ulteriore dischetto, in sostituzione di quello denominato Obfuscation, dove per errore, anziché il materiale di Obcured By Clouds, c’era uno stereo mix audio 2016 inedito di Live At Pompeii, che non era previsto nella confezione, ma si trova nella parte video), 9 DVD e 8 Blu-ray, divisi in sette volumi. E qui sta l’inghippo, perché nella confezione, ripeto, splendida, il materiale video è ripetuto pari pari uguale nei due formati, alzando, presumo, il costo del manufatto. E leggendo le ricchissime note contenute nei sette volumi in cui è divisa l’opera scopriamo che questa ricerca negli archivi, come riferisce la curatrice della parte video Lana Topham, era cominciata nel lontano 1994: esattamente un giorno dopo avere terminato il lavoro sui filmati del Division Bell Tour, Nick Mason le aveva dato l’incarico di iniziare le ricerche per un progetto “antologico”, e, guarda caso viene pubblicato proprio a cavallo tra 2016 e 2017, in occasione dei 50 anni dalla la nascita ufficiale del gruppo e le prime uscite discografiche.

pink floyd the early years

 

Come detto il cofanetto è diviso in sette capitoli, ognuno a forma di libretto, con CD, DVD e Blu-Ray nella confezione, molto bella, e che riproduce il vecchio furgoncino usato dai Tea Set (il gruppo pre-Pink Floyd), oltre a piccoli libretti di note, riproduzioni di vecchi articoli di giornale, manifesti, spartiti e altra memorabilia, mentre all’interno della confezione ci sono anche i primi cinque 45 giri, oltre ad ulteriori piccole chicche cartacee di formato più grande, inserite nel cofanetto dei vinili. Esaurito il lato tecnico veniamo al contenuto musicale, il più brevemente possibile, ma anche no, data la complessità dei contenuti: quasi 12 ore di audio e 14 di video, di cui rispettivamente sette e cinque (quasi) completamente inedito.

Il primo volume si chiama 1965-1967 Cambridge Station: nei due 2 CD ci sono le prime registrazioni del gruppo datate 1965 (uscite come EP a tiratura limitata di 1.050 copie per il “Black Friday” del novembre 2015) quando erano ancora The Pink Floyd Sound, e in formazione c’era anche l’amico Rado Klose alla chitarra, 6 canzoni in mono, molto influenzate dal primo psych-pop e beat inglese (anche i Beatles naturalmente), ma pure dal blues: Lucy Leave, Double O Bo, Remember Me, potrebbero essere tranquillamente brani di Them, Animals o Stones, Walk Me Sydney con la futura signora Wright, Juliette Gale alle armonie vocali, Butterfly più beatlesiana e la cover di I’m A King Bee, che illustra la loro passione per li blues (in fondo presero il nome da due oscuri bluesmen). Gli anni di Syd Barrett proseguono nel 1966-1967 con la versione di Arnold Layne, prodotta da Joe Boyd, See Emily Play e altri brani che avrebbero trovato posto nel primo album. Oltre ad alcune tracce, tra cui Vegetable Man, Jugband Blues, lo strumentale In The Beechwoods, perfetti esempi di psichedelia britannica gentile, in un mixaggio del 2010 di eccellente qualità sonora (caratteristica di gran parte del cofanetto), nel primo CD. Nel secondo CD siamo a Stoccolma, 10 settembre 1967, 8 pezzi registrati dal vivo, con il lato più selvaggio della band in evidenza, qualità sonora buona, anche se le parti vocali sono praticamente inaudibili, ma la parte strumentale compensa abbondantemente, con notevoli versioni di Pow R. Toch, Set The Controls For The Heart Of The Sun e Interstellar Overdrive, mentre i brani dal 9 al 17 sono estratti dalla Colonna Sonora di Speak di John Latham, e sono improvvisazioni sperimentali in puro stile Pink Floyd, tutto materiale mai pubblicato prima. Nel primo DVD (o Blu-Ray) vari filmati d’epoca, live o filmati promozionali, colore e b/n, alcuni per televisioni tedesche varie, altri per la BBC, in giro per Londra e dintorni, con una particolare partecipazione a The Look Of The Week della BBC, dove eseguono Pow R. Toch ed Astronomy Domine e Syd Barrett e Roger Waters vengono intervistati dal baffuto Hans Keller, che dice subito che fanno troppo rumore, lui ama i quartetti d’archi e quindi loro non gli piacciono, Alla faccia della sincerità, confrontato con gli intervistatori d’oggi, che sono tutti alla Fazio, quindi appassionati di rap, valzer, musica etnica, dance o rock, il genere è indifferente, basta che vengano nel tuo programma. Surreale l’apparizione all’American Bandstand dove Dick Clark gli chiede se hanno apprezzato il cibo nella loro prima settimana americana (?!?), e un Syd Barrett già “provato” risponde comunque gentilmente. Fine dei Barrett years.

Il secondo volume 1968 Germination: entra David Gimour, la parte audio si apre con 4 brani che troveranno posto su A Saucerful Of Secrets, poi due brani inediti registrati ai Capitol Studios di Los Angeles, e due BBC Sessions, dal loro grande fan John Peel,  a giugno e dicembre del 1968, con prime versioni di Murderotic Woman (la futura Careful With That Axe Eugene) e The Massed Gadgets Of Hercules ( A Saucerful Of Secrets), oltre ad ottime versioni (non sempre l’audio è perfetto) di Point Me At The Sky, Embryo e Interstellar Overdrive, tutti brani dove sembra di cogliere accenni di brani che in futuro appariranno su Atom Heart Mother e Dark Side Of The Moon, caratteristica questa  tipica dei Pink Floyd, che suonavano nel presente ma erano già proiettati nel futuro. Nella parte video (sempre con sottotitoli in dieci lingue, compreso l’italiano, ma anche cantonese e mandarino) prima troviamo sette brani b/n per la trasmissione belga Tienerklanken, in playback, ma con belle immagini, e poi a seguire, a colori e dal vivo, 13 splendidi minuti per la trasmissione francese Bouton Rouge, e vari spezzoni in giro per le Tv europee, Parigi, Londra (con le immagini delle rivolte studentesche dell’epoca su una improvvisazione strumentale inedita), anche Roma con due brani a Rome Goes Pop e Pop ’68, immagini splendide a colori e una Interstellar Overdrive da sballo, poi di nuovo televisioni belga e francese, anche dal vivo, e il video promo restaurato di Point Me At The Sky.

Il terzo volume è 1969 Dramatisation: di nuovo 2 CD nella parte audio, si parte con 5 versioni alternative dalla colonna sonora di More, 5 BBC Sessions del maggio 1969 (dove appare Grantchester Meadows che vedete qui sopra) e un concerto al Paradiso di Amsterdam del 9 agosto 1969, con 4 lunghe versioni solo strumentali di Interstellar Overdrive, Set The Controls For The Heart Of The Sun, Careful With That Axe Eugene e A Saucerful Of Secrets, le ultime tre oltre i dieci minuti, psichedelia improvvisata e pura che sfocia nel nuovo stile del gruppo, incisione e versioni splendide. Il secondo CD  inizia con The Man – The Journey, una lunga suite che presenta le prime versioni di brani poi in futuro su Atom Heart Mother, ma anche da Ummagumma e da album precedenti, registrata dal vivo al Concertgebouw di Amsterdam il 17 settembre 1969 per la radio olandese. Altra chicca fantastica. Nella parte video Forum Musiques a Parigi nel 1969, le prove per The Man – The Journey alla Royal Albert Hall, due brani all’Essener Pop And Blues Festival, tre ad un Festival in Belgio, a colori, il resto era in b/n, più una versione acidissima ed improvvisata di Interstellar Overdrive con Frank Zappa, qualità audio non impeccabile, ma valore storico notevole

Il quarto volume 1970 Deviation per certi versi è il più “semplice”: ci sono una valanga di versioni della lunga suite di Atom Heart Mother in tutte le guise possibili, prima nel CD 1, dal vivo al Festival di Montreux del novembre 1970, poi da una BBC Session del luglio 1970, versione completa con coro, cello e ottoni, più altri brani dell’album. Nel 2° CD invece ci sono 16 tracce dalla colonna sonora di Zabriskie Point, tra cui uno strumentale che poi diverrà Us And Them, più un’altra versione in studio di Atom Heart Mother, una delle prime registrata solo dalla band. Nei due DVD troviamo prima la trasmissione An Hour With Pink Floyd (con David  Gilmore,sic, alla chitarra), San Francisco Aprile 1970, dove non manca AHM, e il mix quadrifonico 4.0, solo audio, di tutto l’album corrente. Nel 2° DVD al Festival di St. Tropez, il soundcheck di Cymbaline e una versione breve di Atom e una molto lunga di Embryo, mentre nella seconda parte del concerto altri tre brani. A seguire una breve improvvisazione Live in studio per un balletto di Roland Petit e infine l’ultima versione dal vivo, a Hyde Park, della suite di Atom Heart Mother, la più lunga, con Philip Jones Brass Ensemble e John Aldiss Choir, molto bella, forse la più importante a livello storico, anche se la qualità sonora è scarsa; alla fine del box il brano, che forse inventò il rock sinfonico, lo conosciamo a memoria.

Il quinto volume si chiama 1971 Reverberation: un cofanetto in parte interlocutorio, ma interessante, che riporta nella parte audio una inedita Nothing Part 14, che è una delle prime stesure di Echoes, mentre nella BBC Session del 30 settembre ci sono lunghe versioni di brani da Meddle, ovvero One Of These Days e una Echoes da 25 minuti, più Fat Old Sun e Embryo. Nel DVD vari estratti di Atom Heart Mother (ne sentivamo la mancanza) non completi, più una versione lunga in Giappone nelle bonus e materiale vario girato in Francia, Germania, Austria ed Inghilterra, una versione animata di One Of These Days, e sempre nelle bonus, la versione solo audio quadrifonica di Echoes.

Il sesto volume 1972 Obfuscation è quello che presenta l’errore di stampa: nel CD che dovrebbe contenere un remix 2016 di Obscured By Clouds (curato da Andy Jackson che ha svolto l’eccellente lavoro di remastering di tutto il box) troviamo invece un mix audio 2016 di Live At Pompeii. Presente comunque nel DVD in tutto il suo splendore audio e video, insieme a brevi filmati della registrazione di Obscured, due brani Live a Brighton del giugno 1972 e dei filmati relativi alla creazione del Pink Floyd Ballet di Roland Petit.

Il settimo ed ultimo volume, come rivela il titolo, 1967-1972 Continuation, è una sorta di riepilogo, ricco di molti altri inediti: una specie di “cosa ci eravamo perso” dagli anni passati, più materiale vario del 1972 (e anche, alla fine del CD, una versione dal vivo di Echoes, con sax aggiunto nella prima parte, che risente della svolta musicale di Dark Side, registrata a Wembley nel 1974, quindi in teoria oltre gli “Early Years”), tra cui due ulteriori BBC Sessions, una del settembre 1967 e una di dicembre, l’ultima con Syd Barrett, di notevole interesse storico che ne giustificano l’inclusione, nonostante la qualità sonora, veramente scorsa, della seconda session. Molto buona invece quella registrata nel dicembre 1968 che comprende due blues di David Gilmour, che poi faranno parte della parte in studio di Ummagumma, oltre ad estratti dalla colonna sonora del film The Committee ed alla improvvisazione in diretta del 1969 Moonhead, registrata durante l’allunaggio. Nei due DVD troviamo una Arnold Layne alternativa, un filmato per la TV tedesca, una versione brevissima 3:46 minuti di Atom Heart Mother al Festival di Bath e brani vari dal vivo a Festival olandesi, con l’ennesima ed ultima Atom Heart Mother del maggio 1972. Oltre ai film completi, The Commitee, More e La Vallée (Obscured By Clouds.

pink floyd the early years crea-ation 2 cd

Anche se i fans del gruppo su siti e forum stanno già elencando quello che manca, direi che si tratta di un’opera completa ed esaustiva, che sottolinea l’importanza dei Pink Floyd nella storia del rock, se non la definisco indispensabile è solo perché per acquistarla bisogna fare un mutuo. Al limite, accontentandosi, esiste una versione doppia The Early Years Creation 1967-1972, una sorta di bigino con 27 pezzi. Ed ora aspettiamo e “temiamo” l’uscita di eventuali seguiti: ma prima, nel 2017, i vari volumi usciranno anche in versione sciolta, credo con l’eccezione di Continuation. E’ tutto, buon ascolto e buona visione.

Bruno Conti     

Tutto Il Concerto Completo No?! Pete Townshend’s Deep End – Face The Face

pete townshend deep end face the face

Pete Townshend’s Deep End – Face The Face – DVD/CD Eagle Rock – 16-09-2016

Il prossimo 16 settembre la Eagle Rock del gruppo Universal pubblicherà questo concerto inedito, registrato il 29 gennaio del 1986 a Cannes in occasione del Midem e mandato in onda dalla televisione tedesca per la gloriosa serie Rockpalast, facendo una eccezione per un rarissimo, forse unico, concerto non tenuto in Germania. La serata era organizzata per promuovere quello che era il disco dell’epoca, White City, di Pete Townshend, perché di lui stiamo parlando, ma fu anche l’occasione per celebrare la musica di tutta una carriera, Who inclusi, grazie al fantastico gruppo che accompagnava Pete: in primis David Gilmour, seconda chitarra solista e voce, proprio nel momento in cui i Pink Floyd erano stati dichiarati da Roger Waters “una forza spenta” e quindi erano in stand-by, in attesa di ripartire nel 1987. Ma nella formazione della serata c’erano anche Peter Hope-Evans (armonica); Chucho Merchan (basso); Simon Phillips (batteria); il fedele John Rabbit Bundrick (tastiere); Jody Linscott (percussioni); i fiati dei  Kick Horns: Simon Clarke, Roddy Lorimer, Tim Sanders, Pete Beachill e Dave Plews; più i Backing Vocalists: Billy Nicholls, Ian Ellis, Chris Staines, Gina Foster e Coral Gordan.

https://www.youtube.com/watch?v=LgRMIvDviUgEel Pie Recording Productions Ltd

Deep_End_Live! Live_Brixton_Academy_85

Quindi una formazione imponente che era la stessa che pochi mesi prima aveva registrato il disco Deep End Live, registrato l’1 e 2 novembre del 1985 alla Brixton Academy di Londra, pubblicato nel 1986 in LP, CD e anche in Vhs e Laser, leggermente ampliato, poi ristampato in CD, rimasterizzato, dalla Hip-O-Select, con 2 bonus tracks, tuttora rintracciabile. Ma lo stesso Townshend nel 2004, come vedete sopra, con il titolo Live>Brixton Academy ’85, ha pubblicato l’intero concerto, ben 27 pezzi (da cui il titolo del post) per la propria etichetta Eel Pie Recordings Productions Ltd,, disponibile solo per corrispondenza ai tempi e che chi possiede (ammetto di non averlo mai sentito) dichiara essere privo dei bassi nella registrazione, per motivi oscuri, non si sa se voluti da Pete. Ora trenta anni dopo esce questo concerto, in versione CD con 14 pezzi e DVD con 15 brani, in ogni caso non completo, ma… I giapponesi, che come si sa regalano spesso belle sorprese (anche per i prezzi, in questo caso il triplo della versione europea), ai fans dei grandi gruppi e solisti, pubblicheranno una versione Deluxe esclusiva per il loro mercato, con DVD e doppio CD che riporta l’intera esibizione, ma non la parte video che dovrebbe essere la stessa, quindi quella andata in onda in TV ai tempi, ovvero questa sotto, Grande concerto, detto per inciso.

In ogni caso ecco il contenuto completo della nuova uscita della Eagle:

[DVD]
1. Won’t Get Fooled Again
2. Secondhand Love
3. Give Blood
4. Behind Blue Eyes
5. After The Fire
6. Slit Skirts
7. Blue Light
8. I Put A Spell On You
9. Hiding Out
10. The Sea Refuses No River
11. Face The Face
12. Pinball Wizard
13. A Little Is Enough
14. Rough Boys
15. Night Train

[CD]
1. Won’t Get Fooled Again
2. Secondhand Love
3. Give Blood
4. Behind Blue Eye
5. After The Fire
6. Slit Skirts
7. Blue Light
8. Hiding Out
9. The Sea Refuses No River
10. Face The Face
11. Pinball Wizard
12. A Little Is Enough
13. Rough Boys
14. Night Train

Detto per inciso, il 30 settembre usciranno anche, sempre per la Universal, le ristampe rimasterizzate di tre album solisti di Pete Townshend, Empty Glass, All The Best Cowboys e Psychoderelict, ma ne parliamo un’altra volta, anche perché non so ancora i dettagli sulle uscite.

Bruno Conti