Correva L’Anno 1968 1. The Beatles – White Album 50th Anniversary Edition, Parte I

beatles white album 3 cd

The Beatles – “The Beatles” AKA The White Album 50th Anniversary Edition – Apple/Universal – 6CD/Blu-ray Audio – 3 CD – 4 LP

In questo periodo dell’anno stanno uscendo (e usciranno) varie edizioni speciali commemorative di alcuni album epocali della storia del rock, penso a More Blood More Tracks di Bob Dylan, che non festeggia il suo 50° Anniversario ma è comunque uno dei dischi che spesso entrano nelle liste All Time degli album più importanti e che hanno influenzato la musica dello scorso secolo (Blood On The Tracks nell’ultima classifica di Rolling Stone del 2003 era al 16° posto), mentre il White Album, di cui andiamo a parlare diffusamente tra un attimo, era al 10°. E, stranamente un disco come Electric Ladyland di Jimi Hendrix, che sarà oggetto di un post nei prossimo giorni, sempre per la riedizione del cinquantenario, si trova “solo” al 54°, e anche Cheap Thrills di Big Brother And The Holding Co. (Janis Joplin), uscito in origine pure lui nel 1968 (e oggetto di una edizione potenziata che verrà pubblicata il prossimo 30 novembre), addirittura al 334° posto(!?!). E’ ovvio che queste “ristampe” per gli anniversari importanti di dischi storici non sono di per sé un sigillo di garanzia della qualità, perché in caso contrario non si capirebbe perché non sono state realizzate per esempio per Revolver Rubber Soul dei Beatles o per Are You Experienced? di Jimi Hendrix, ma si sa che le vie della discografia sono misteriose.

Comunque questo “The Beatles”, o “White Album”, Album Bianco, come è più frequentemente chiamato, ha avuto diritto ad una ristampa Deluxe davvero notevole (e anche la versione tripla, più “povera”, non è affatto male). Non starò a tediarvi con lunghi trattati storico-sociologici e musicali sull’importanza del doppio album originale, ma almeno nella lista dei dischi doppi il White Album se la batte con Blonde On Blonde sempre di Dylan, tra quelli degli anni ’60, senza dimenticare Electric Ladyland, e citando alla rinfusa alcuni di quelli anni ’70: Exile On Main Street degli Stones, Songs In The Key Of Life di Stevie Wonder, The Wall dei Pink Floyd, Phisycal Graffiti dei Led Zeppelin, London Calling dei Clash, Quadrophenia degli Who, Live At Fillmore East degli Allman Brothers, e così via. Ma il disco dei Beatles è rimasto veramente nell’immaginario collettivo, anche se non è considerato da molti il più popolare (per quanto avendo venduto 19 milioni di copie nel mondo lo è stato), il più bello, o il più influente nella loro discografia. Probabilmente il più vario, nelle parole del loro produttore George Martin avrebbe potuto essere un fantastico album singolo, e comunque, come concordano quasi tutti, segnò, in modo splendido, l’inizio della fine della loro traiettoria musicale, anche se poi ci fu il colpo di coda di Abbey Road, il vero canto del cigno della premiata ditta di Liverpool.

Secondo molti nel doppio originale non ci sono forse canzoni epocali, ma questo vale anche per i dischi precedenti: Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band non conteneva Strawberry Fields Forever Penny Lane, Magical Mistery Tour non riportava All You Need Is Love Hello Goodbye, e il doppio bianco non avrebbe avuto nei propri contenuti Lady Madonna, Hey Jude Revolution. Ma nell’album, almeno a mio parere, ci sono parecchie canzoni splendide: da While My Guitar Gently Weeps di George Harrison Happiness Is A Warm Gun di John Lennon, che è uno dei miei brani preferiti in assoluto dei Beatles, e ancora Back In The U.S.S.R, Birthday Why Don’t We Do It In the Road?, di Paul McCartney per il lato più rock della band (e anche, in parte, Everybody’s Got Something to Hide Except Me and My Monkey di John). Oltre a perle acustiche ed intimiste come Blackbird, I Will, Mother’s Nature Son Julia. Senza dimenticare piccoli capolavori come Dear Prudence, I’m So Tired Cry Baby Cry, sempre dal lato Lennon.

La “invenzione” dell’heavy metal con Helter Skelter di Paul, e la risposta al British Blues con le 12 battute di Yer Blues (poi presentata anche in TV nel Rock And Roll Circus degli Stones). Altre tre canzoni deliziose di George Harrison come Piggies, Long,Long, Long Savoy Truffle, una per facciata (senza contare le tre che gli furono scartate e appaiono negli Esher Demos, insieme a Child Of Nature di John che sarebbe diventata Jealous Guy, ma ne parliamo fra poco). Anche Ringo Starr presenta il suo primo brano come autore, Don’t Pass Me By e canta la deliziosa Good Night, che chiude il disco. E ne abbiamo saltate altre che contribuiscono alla estrema varietà del doppio, i due estremi della scala, dal collage avanguardistico di Revolution 9, al gradevole cazzeggio pop di Ob-La-Di, Ob-La-Da, per l’eterno bambino dentro di noi. Senza dimenticare altre canzoni che ci accompagnano da una vita: le vignette di The Continuing Story Of Bungalow Bill Rocky Raccoon, il raffinato e diversificato pop di Glass Onion Martha My Dear, la “strana” Honey Pie e il frammento Wild Honey Pie, oltre alla rallentata Revolution 1. Le abbiamo ricordate, alla rinfusa, tutte e 30? Direi di si; anzi no, manca Sexy Sadie, e non mi pare ce ne sia nessuna brutta. Se per caso vi manca il White Album e non volete, o non potete permettervi, per motivi economici o altro, di acquistare il lussuoso, ma costoso, box con sette dischetti, potreste “accontentarvi” della versione tripla, che contiene tutto il ben di Dio appena ricordato, con il nuovo remix 2018 curato da Giles Martin, figlio di George, e Sam Okell, oltre alla prima edizione ufficiale, nel terzo CD, dei leggendari Esher Demos, conosciuti anche come Kinfauns recordings, dal nome del bungalow nel Surrey di proprietà di George Harrison, dove i Beatles si trovarono a maggio del 1968, di ritorno dal viaggio in India, per preparare i demo delle canzoni dell’album, che poi avrebbero completato tra il 30 maggio e il 14 ottobre agli studi di Abbey Road, con qualche session tenuta ai Trident Studios (per esempio quelle per Hey Jude Dear Prudence).

Vediamo quindi quello che contiene il CD 3, brano per brano, con commenti ad hoc per le singole canzoni (chi segue i Beatles con regolarità sa che queste canzoni erano tutte già uscite in svariati bootlegs, ma a livello ufficiale e con questa qualità sonora ovviamente mai prima, a parte sette brani che erano stati inseriti nel volume 3 della serie Anthology). Sono 27 pezzi in totale, di cui 19 poi appariranno nel doppio bianco: volendo siamo di fronte ad una sorta di Unplugged ante litteram, con esibizioni meno “leccate” e studiate di quelle che verranno usate nella famosa trasmissione di MTV, senza pubblico e con una strumentazione molto meno sfarzosa e lussureggiante di quella usata nei futuri live televisivi, dove quasi c’era più gente sul palco che tra il pubblico, sto esagerando, ma non troppo. Ecco il contenuto del dischetto:

1. Back in the U.S.S.R. da potente R&R alla Chuck Berry, ad una comunque energica versione, con voce double tracked e con eco, e i coretti in omaggio ai Beach Boys, senza il verso finale sostituito dal classico cazzeggio improvvisato da McCartney
2. Dear Prudence la famosa canzone dedicata a Prudence Farrow, la sorella di Mia, che era in India a Rishikesh a “meditare” insieme ai Beatles, comunque lo si metta è un bellissimo brano, anche in questa vesta accompagnata solo da acustiche arpeggiate, dalla voce raddoppiata di John e con un finale parlato dedicato alla vicenda indiana con il Maharishi Mahesh Yogi,  a cui Lennon dedicherà anche dei versi al vetriolo in Sexy Sadie
3. Glass Onion uno dei classici divertissement e nonsense lennoniani, con parole in libertà, citazioni di altre canzoni, tipo Strawberry Fields, The Fool On The Hill, Fixing A Hole e altre, tutte inserite per confondere quelli che pensavano che i suoi brani avessero chissà quali significati reconditi,e in questo demo, sempre con voce double-tracked, manca però ancora il celebre “The Walrus Was Paul” poi inserito nella canzone finita
4. Ob-La-Di, Ob-La-Da la famosa “canzoncina” di Paul, odiata da John, e che però in questa veste acustica ha un suo fascino perverso, oltre al solito ritornello irresistibile, sempre voce raddoppiata, quasi immancabile in molti di questi demo registrati in ogni caso su apparecchi casalinghi, ma quasi professionali, di loro proprietà.
5. The Continuing Story of Bungalow Bill questa è una delle famose canzoni surreali e sardoniche di John, che prende lo spunto sempre da un fatto avvenuto durante il soggiorno in India. Il demo non è poi così differente dalla versione completa che uscirà nel White Album, con gli altri Beatles impegnati a fare le voci degli animali degli giungla, al solito divertendosi come dei matti.
6. While My Guitar Gently Weeps una delle delle più belle composizioni mai scritte da George Harrison, la melodia cristallina risalta anche in questa versione intima, solo voce e chitarra acustica e con il testo leggermente differente da quello che uscirà nella versione finale
7. Happiness is a Warm Gun tre canzoni in una, e che nella versione apparsa sul disco all’epoca presentava alcuni dei più intricati ed acrobatici intrecci vocali mai messi su disco dai tre, mentre in questo demo il brano diventa una sorta di ode a Yoko, e mancano la parte introduttiva e quella finale che l’hanno resa quel piccolo capolavoro che poi diverrà
8. I’m so tired bellissima anche in questa versione acustica e in solitaria di John, con intermezzo parlato diverso da quello poi messo nel disco.

9. Blackbird leggermente più lenta dell’originale, voce raddoppiata, ma sempre una della più belle canzoni di sempre di Paul McCartney, con un lavoro da sogno alla chitarra in fingerpicking, una meraviglia
10. Piggies un brano minore, ma delizioso e sognante, di George, purtroppo reso immortale in senso negativo dall’uso distorto che ne fecero Charles Manson ed i suoi accoliti, qui riacquista il suo tono quasi fiabesco.
11. Rocky Raccoon Paul risponde alle avventure di Bungalow Bill, con quelle di Rocky Raccoon, nella prima versione, più breve, mancano il primo e ultimo verso, ma rimane delicata e divertente al contempo
12. Julia l’ultima canzone ad essere registrata per l’album bianco, dedicata alla mamma di John, uno dei suoi brani più malinconici e struggenti, qui con i versi del testo cambiati di ordine, e con il solito call and response della sua voce raddoppiata, bellissima comunque
13. Yer Blues la risposta sardonica di Lennon al boom del british blues, quasi a voler dire, alla Pippo Baudo, “anche il blues lo abbiamo inventato noi!” Con una piccola variazione nel testo in questa versione acustica

14. Mother Nature’s Son un altro dei piccoli capolavori acustici che costellano la carriera di Sir Paul, anche se nel demo manca proprio l’intro di chitarra che era uno dei punti di forza della canzone
15. Everybody’s Got Something to Hide Except Me and My Monkey la versione acustica dell’ennesimo brano dedicato a Yoko (anche se Paul pensava che il monkey del testo facesse riferimento all’eroina) è ancora più dylaniana nell’approccio rispetto alla versione poi uscita sul doppio 
16. Sexy Sadie è l’altro brano dedicato al Maharishi, è infatti inizialmente doveva chiamarsi così, ma su richiesta di George John cambiò il titolo, mantenendo comunque il tenore antisessista della canzone che avrebbe dovuto avere, come riportato dal giornalista Mark Lewisohn, un verso piuttosto pesante che recitava testualmente  “Maharishi, you little twat/Who the fuck do you think you are?/Who the fuck do you think you are?/Oh, you cunt.” . La canzone comunque è molto piacevole anche in questa veste acustica.
17. Revolution una via di mezzo tra la Revolution elettrica e quella più rallentata e quasi country apparsa come Revolution1 nell’album. Piccoli cambiamenti nei versi e battiti di mano per segnare il ritmo. In questo caso la versione elettrica vince a mani basse.
18. Honey Pie era uno dei vari omaggi sonori allo stile music hall tipicamente britannico amato sia da John che Paul e usato nei loro dischi. Questa volta tocca a McCartney che si diverte da par suo anche nella controparte acustica della canzone, dove manca il finale, sciocchina ma piacevole. Era uno dei brani già usciti nella Anthology 3
19. Cry Baby Cry altra piccola delizia dalla penna di John Lennon. Rispetto alla versione uscita sul White Album manca la parte iniziale e la coda aggiunta poi da Paul.

20. Sour Milk Sea A questo punto partono le otto canzoni degli Esher Demos che non faranno parte del disco finale. La canzone di Harrison verrà donata a Jackie Lomax, poi utilizzata nel suo disco di esordio con Paul al basso, Ringo alla batteria, Clapton alla solista e Nicky Hopkins al piano. Questa versione acustica francamente non è memorabile, forse l’avrai scartata anch’io, però forse no.
21. Junk che è stata pubblicata sempre nel primo CD del doppio Anthology 3, è l’unico brano scartato di quelli presentati da Paul McCartney, recuperata per il primo album solista omonimo di Macca, probabilmente non avrebbe sfigurato nel doppio bianco
22. Child of Nature anche questa è una signora canzone, con una melodia memorabile di quelle di Lennon, infatti non per nulla John, cambiando il testo, la tramuterà in Jealous Guy, uno dei pezzi più belli della sua carriera solista e questa versione acustica è veramente incantevole
23. Circles qui Harrison, che l’ha scritta, si accompagna all’organo anziché alle chitarre acustiche, uno dei suoi tipici brani mistici di derivazione orientale, verrà recuperato solo nel 1982 sull’album Gone Troppo, decisamente diversa e più bella di questa che appare come demo

24. Mean Mr. Mustard
25. Polythene Pam questi due brevi brani scritti da Lennon, giustamente verranno recuperati ed inseriti nel long medley della seconda facciata di Abbey Road, la prima qui dura il doppio della versione conosciuta perché il testo viene ripetuto due volte, e francamente nel medley facevano un figurone inserite nel contesto complessivo della costruzione sonora, anche le versione acustiche sono comunque interessant,i per quanto veramente embrionali.
26. Not Guilty forse il migliore dei brani di Harrison scartati dall’album originale, anche questo è già apparso nella Anthology 3, e poi usato da George per il suo album solista omonimo del 1979. Bella versione con un notevole lavoro della chitarra acustica.
27. What’s the New Mary Jane anche questa versione già uscita nella Anthology 3, è una dei tipici brani nonsense e demenziali di Lennon. Per usare un eufemismo diciamo non memorabile, anche se è stata registrata in molte takes pure dai Beatles, o meglio da Lennon e Harrison, una appare proprio nelle Sessions per il White Album, di cui trovate il resoconto nella II parte

fine 1a parte, segue…

Bruno Conti

Sta Arrivando! Beatles – Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band 50th Anniversary Edition – 26 Maggio 2017 Aggiornamento Liste Contenuti Box Sestuplo

pepper-six-disc

Ecco l’aggiornamento della lista dei contenuti del box sestuplo di Sgt. Pepper.

Disc 1) Stereo Remix
Disc 2) Outtakes plus stereo remixes of “Strawberry Fields Forever” and “Penny Lane”
Disc 3) Session Outtakes
Disc 4) Mono Mix plus Mono bonus tracks
Disc 5) DVD Hi-Res 5.1 Remix, Hi-Res Stereo Remix, plus documentary, etc.
Disc 6) Bluray (same content as DVD)

Ed ecco la lista completa dei brani contenuti nei sei dischetti, con il lato tecnico curato da Giles Martin Sam Okell:

Disc 1
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band
With A Little Help From My Friends
Lucy In The Sky With Diamonds
Getting Better
Fixing A Hole
She’s Leaving Home
Being For The Benefit Of Mr. Kite!
Within You Without You
When I’m Sixty-Four
Lovely Rita
Good Morning Good Morning
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Reprise)
A Day In The Life

Disc 2
Strawberry Fields Forever – Take 1
Strawberry Fields Forever – Take 4
Strawberry Fields Forever – Take 7
Strawberry Fields Forever – Take 26
Strawberry Fields Forever – Stereo/Giles Martin Mix
When I’m Sixty-Four
Penny Lane – Take 6
Penny Lane – Vocal Overdubs and Speech
Penny Lane – Stereo / Giles Martin Mix 2017
A Day In The Life – Take 1
A Day In The Life – Take 2
A Day In The Life – Orchestra Overdub
A Day In The Life – Hummed Last Chord
A Day In The Life – The Last Chord
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band – Take 1
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band – Take 9
Good Morning Good Morning – Take 1
Good Morning Good Morning – Take 8

Disc 3:
Fixing A Hole – Take 1
Fixing A Hole – Speech And Take 3
Being For The Benefit Of Mr. Kite!
Being For The Benefit Of Mr. Kite! – Take 7
Lovely Rita – Speech and Take 9
Lucy In The Sky With Diamonds – Take 1 And Speech
Lucy In The Sky With Diamonds – Speech
Getting Better – Take 1
Getting Better – Take 12
Within You Without You – Take 1
Within You Without You – George Coaching The Musicians
She’s Leaving Home – Take 1
She’s Leaving Home – Take 6
With A Little Help From My Friends – Take 1
Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band (Reprise) Speech and Take 8

Disc 4
Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band
With A Little Help From My Friends
Lucy In The Sky With Diamonds
Getting Better
Fixing A Hole
She’s Leaving Home
Being For The Benefit Of Mr Kite!
Within You Without You
When I’m Sixty Four
Lovely Rita
Good Morning Good Morning
Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Reprise)
A Day In The Life
Strawberry Fields Forever
Penny Lane
A Day In The Life
Lucy In The Sky With Diamonds
She’s Leaving Home
Penny Lane

Disc 5
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band
With A Little Help From My Friends
Lucy In The Sky With Diamonds
Getting Better
Fixing A Hole
She’s Leaving Home
Being For The Benefit Of Mr. Kite!
Within You Without You
When I’m Sixty-Four
Lovely Rita
Good Morning Good Morning
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Reprise)
A Day In The Life
Strawberry Fields Forever
Penny Lane
The Making Of Sgt. Pepper
A Day In The Life
Strawberry Fields Forever
Penny Lane
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Disc 6
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band
With A Little Help From My Friends
Lucy In The Sky With Diamonds
Getting Better
Fixing A Hole
She’s Leaving Home
Being For The Benefit Of Mr. Kite!
Within You Without You
When I’m Sixty-Four
Lovely Rita
Good Morning Good Morning
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Reprise)
A Day In The Life
Strawberry Fields Forever
Penny Lane
The Making Of Sgt. Pepper
A Day In The Life
Strawberry Fields Forever
Penny Lane
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I primi prezzi indicativi in prenotazione nei siti online parlano di un prezzo intorno ai 120- 150 euro e oltre, quindi mica bruscolini, vedremo gli sviluppi, forse il prezzo scenderà un poco.

Alla prossima

Bruno Conti

Al 9 Settembre The Beatles – Live At The Hollywood Bowl

beatles live at theollywood bowl

Beatles – Live At The Hollywood Bowl – Apple/Universal – CD 09-09-2016/ 2 LP 18-11-2016

Ripartono le grandi manovre delle case discografiche in vista del Natale (anche se mancano parecchi mesi cominciano a portarsi avanti con il lavoro): una delle prime uscite importanti sarà il 9 settembre, con l’uscita in CD del classico Live At The Hollywood Bowl dei Beatles. Il vinile originale fu pubblicato nel 1977 con la produzione di George Martin e riportava materiale registrato dal vivo e relativo ai tre concerti tenuti dal gruppo a Los Angeles, uno nel 1964 e due nel 1965, entrambi agli apici delle Beatlemania e quindi con la musica coperta dal rumore di quello che sembrava un jet in atterraggio sulla pista di un aeroporto, ma in effetti erano le urla dei fans e soprattutto delle fans della band. Questo è il vecchio album:

E pure il video è stato rimasterizzato varie volte…

beatles eight days a week

Ora esce questa nuova versione, più o meno in contemporanea all’uscita al cinema di The Beatles:Eight Days A Week – The Touring Years, il film con la regia di Ron Howard  che ripercorre la prima parte della carriera dei Beatles, dai tempi del Cavern Club di Liverpool fino all’ultimo concerto al Candlestick Park di San Francisco, nel 1966, ovviamente compresa l’esibizione all’Hollywood Bowl, di cui nel film però è inclusa solo Boys. Il film sarà nelle sale cinematografiche, In Italia, per sette giorni, a partire dal 15 settembre (e poi, presumo, in DVD e Blu-Ray, per il periodo natalizio).

Ma prima, il 9 settembre (e in seguito, il 18 novembre, il doppio vinile) uscirà in CD la versione dell’album targata 2016, con il nuovo remastering curato dal figlio di George (che aveva prodotto il disco originale). Giles Martin, che grazie alle ultime tecnologie, e soprattutto ad alcuni nastri multitraccia a tre piste scovati qualche anno fa negli archivi della Capitol americana, ha provveduto a creare un nuovo album di 17 pezzi, con quattro tracce inedite mai pubblicate prima, come si desume dalla tracklist completa dei contenuti:

Tracklist
1. “Twist and Shout” [August 30th, 1965]
2. “She’s A Woman” [August 30th, 1965]
3. “Dizzy Miss Lizzy” [August 30th, 1965 / August 29th, 1965 – one edit]
4. “Ticket to Ride” [August 29th, 1965]
5. “Can’t Buy Me Love” [August 30th, 1965]
6. “Things We Said Today” [August 23rd, 1964]
7. “Roll Over Beethoven” [August 23rd, 1964]
8. “Boys” [August 23rd, 1964]
9. “A Hard Day’s Night” [August 30th, 1965]
10. “Help!” [August 29th, 1965]
11. “All My Loving” [August 23rd, 1964]
12. “She Loves You” [August 23rd, 1964]
13. “Long Tall Sally” [August 23rd, 1964]
14. “You Can’t Do That” [August 23rd, 1964] *
15. “I Want To Hold Your Hand” [August 23rd, 1964] *
16. “Everybody’s Trying to Be My Baby” [August 30th, 1965] *

17. “Baby’s In Black” [August 30th, 1965] **

* previously unreleased
** previously available only on the “Real Love” single

Alla prossima, domani parliamo di Led Zeppelin.

Bruno Conti