Se Vi Capita Di Passare Da Quelle Parti! John McGale Blues Force – Live

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John McGale Blues Force Live Jcm records

Devo dire sinceramente che ignoravo l’esistenza di John McGale, un musicista canadese per molti anni leader e chitarrista di un gruppo del Quebec, tali Offenbach e poi fondatore di questo trio dei Blues Force fautore di uno stile che sta a cavallo tra il power trio e la bar band con moltissime cover nel proprio repertorio e quindi anche in questo Live registrato in quel di Longueil Oc al locale Au Diable?!?

Per curiosità sono andato a controllare in Internet. E’ un bar con biliardo di Longueil nella regione del Quebec, quindi vedete che sulla bar band non mi sono sbagliato. Questo nulla toglie alla perizia tecnica del nostro amico che suona chitarre Godin (anche queste non conoscevo) con notevole bravura e parte con disinvoltura con un’iniziale Poke Salad Annie (ma non era Polk?), in ogni caso è proprio il brano di Tony Joe White e subito il nostro amico innesta il wah-wah e delizia l’esiguo pubblico con una versione che non ha nulla da invidiare all’originale anche con qualche strana deriva di sapore quasi prog. Si prosegue con Spooky il vecchio brano (1968) dei Classics IV di Buddy Blue che erano gli antesignani della Atlanta Rhythm Section, a sorpresa John McGale si rivela anche ottimo flautista (saranno i ricordi prog) e il brano assume tonalità quasi alla Jethro Tull prima del finale chitarristico quasi southern, ottimo il bassista (molto fonky) Robby Bolduc e il preciso drummer Mike Landry, evidentemente veterani di mille battaglie.

L’aria paesana, quasi country di Six Days On The Road si stempera nelle classiche dodici battute di Rock Me Baby con la chitarra di McGale che ha proprio quel bel suono pieno dei chitarristi vissuti. L’ottima e sorprendente cover dell’evergreen Hendrixiano Red House potrebbe sorprendere più di un ascoltatore e conferma le ottime virtù vocali già palesate nei brani precedenti.

Deux Autres Bieres suona molto più esotico del nostro “Altre due birre, grazie!” ma il senso è quello e deve essere un “classico” del repertorio di McGale, purtroppo non conoscevo ma il pubblico gradisce. Ci rituffiamo in uno dei riff più classici della storia del rock per una vissuta versione della Born To Be Wild dei vecchi Steppenwolf, altra gloria della musica canadese trapiantata negli States e ci danno dentro alla grande. Per la serie la varietà non ci manca con assoluta nonchalance passiamo a una versione di Moondance del grande Van eseguita in punta di chitarra acustica con l’aggiunta di un assolo di flauto del solito McGale che nel confronto vocale con Morrison diciamo che non ne esce proprio vincitore, comunque la versione è piacevole e originale.

Ancora un paio di brani originali dal repertorio del nostro amico, una She’s A Real Cowboy con il sax di Eric Khayat che si aggiunge alle operazioni e Hard On sempre con il sax tenore in evidenza, entrambi i brani fanno precipitare vorticosamente la qualità del disco. La conclusiva Use Me dal repertorio di Bill Withers risolleva le sorti della serata e dell’album con una solida versione piena di ritmo e il solito assolo di chitarra molto valido con citazione di Smoke On The Water incorporata. Tutto molto piacevole e gradevole, se vi capita di passare per Longueil qualche sera non dimenticate di passare dal, come si chiama, “Au Diable”!

Bruno Conti