Un Set Musicale “Acustico” Suonato E Cantato Con Grande Passione. Carla Olson & Todd Wolfe – The Hidden Hills Sessions

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Carla Olson & Todd Wolfe – The Hidden Hills Sessions – Red Parlor Records

Ultimamente sono usciti sul mercato musicale una serie di dischi cantati da coppie abbastanza differenti (Brooks & Dunn, Calexico And Iron & Wine, Buddy And Julie Miller), in questo caso Carla Olson e Todd Wolfe, due veterani della musica che avevano già suonato insieme in passato, ed essendo due spiriti liberi ed affini hanno deciso di collaborare nuovamente in questo The Hidden Hills Sessions, che si rivela un lavoro gradevolissimo e prettamente acustico, in cui le voci si intrecciano in bellissime armonie. La Olson, come i nostri lettori sanno bene, ha costruito la sua carriera come cantante, compositrice e anche produttrice nella zona di Los Angeles, prima come leader dei Textones,  una grande band nata a metà degli anni ’80 ( che si sono riuniti lo scorso anno con Old Stone Gang https://discoclub.myblog.it/2018/11/01/sono-passati-piu-di-30-anni-ma-ma-non-hanno-dimenticato-come-si-fa-buona-musica-textones-old-stone-gang/ ), raggiungendo poi ulteriore notorietà collaborando con persone del calibro di Gene Clark, Mick Taylor (ex Stones), Don Henley Ry Cooder,  mentre Wolfe inizialmente ha trascorso anni in giro per il mondo suonando per Sheryl Crow, Lesile West e Stevie Nicks, e gli ultimi venti è stato in giro anche per l’Europa con la sua Todd Wolfe Band, pubblicando nove album da solista (da sentire assolutamente il torrenziale Live del 2011 https://discoclub.myblog.it/2011/03/18/dagli-states-un-grande-chitarrista-todd-wolfe-band-live/ ).

Trattandosi di un lavoro di stampo “unplugged”, Carla chitarra e voce, e Todd chitarra, mandolino e voce, si sono comunque portati nei Rancho Relaxo Studios di Hidden Hills una sezione ritmica formata dal batterista e percussionista Victor Bisetti, da Bobby Perkins e Todd Wadhams al basso, con alla consolle il duo Kim Rosen e Mikal Reid, creando un buon equilibrio in un CD composto da sette brani originali (4 di Olson e 3 di Wolfe), integrati da quattro avvincenti “covers”, il tutto con la produzione della stessa Olson. Long Road Back, la traccia iniziale, fa capire immediatamente con il suo incedere di chitarre in stile “unplugged” quale sarà il percorso sonoro del disco https://www.youtube.com/watch?v=RII-9jIsbFo , brano a cui fanno seguito il “folk-roots” sciolto di Gave It All I Got, un vecchio pezzo di Steve Winwood (quando era nei Blind Faith) ovvero Can’t Find My Way Home, in cui la coppia dimostra il proprio perfetto affiatamento, sancito anche da un omaggio alle “ceneri” dei Byrds con una scoppiettante Sideshow https://www.youtube.com/watch?v=DSGUv4IVVjE . C’è anche un recupero meritorio di un brano abbastanza “oscuro” del Mick Jagger solista, una Blue scritta con Matt Clifford di cui ignoravo l’esistenza, canzone tipicamente bluesy https://www.youtube.com/watch?v=zfzZoITRAk8 , per poi passare ad una If You Want Me dal giusto incedere “country-rock”.

Non poteva mancare l’omaggio a Gene Clark con la splendida In A Misty Morning, con il cantato delizioso di Carla e la bravura al mandolino di Todd, mentre Burn For You  è una canzone che viaggia sui consueti binari del “groove” acustico dominante in questo album. Con One Lost Love è il momento della tipica ballata californiana, con tutti gli strumenti al posto giusto, e  dove si trova pienamente a suo agio la voce un po’ mascolina della Olson, con il controcanto dell’autore Todd Wolfe https://www.youtube.com/watch?v=mZalKQVAmMQ , ancora blues acustico in una “desert song” come Light Of Day, per andare a chiudere infine alla grandissima con la cover di Wild Horses degli Stones , in cui Carla e Todd  rispettano con sensibilità la bellezza della versione originale, confermando il famoso detto “la classe non è acqua”.

The Hidden Hills Sessions è in definitiva un set musicale dal forte spirito acustico, certo niente di trascendentale, ma  composto da belle canzoni, suonate e cantate con passione con una piccola banda di musicisti, album dove trasuda il piacere quasi viscerale di fare musica con le persone giuste, a partire naturalmente da Carla Olson e Todd Wolfe. Consigliato, in quanto a mio parere il “new acoustic” potrebbe anche passare da qui.

Tino Montanari

Due Giorni Con Gli Stones. Parte 2: Bridges To Bremen

rolling stones bridges to bremen

The Rolling Stones – Bridges To Bremen – Eagle Rock/Universal DVD – BluRay – 3LP – 2CD/DVD – 2CD/BluRay

Nel 1994 i Rolling Stones erano tornati alla grande dopo le incertezze degli anni ottanta (e senza Bill Wyman, dimissionario dopo il tour di Steel Wheels) con Voodoo Lounge, un grande album di rock’n’roll come ai bei tempi, al quale era seguita una tournée monumentale che aveva riportato i nostri ai fasti degli anni settanta, e dalla quale era stato tratto lo strepitoso live Stripped (e di recente la sua versione “completa”, l’imperdibile Totally Stripped https://discoclub.myblog.it/2016/06/24/21-anni-fa-era-imperdibile-ora-indispensabile-the-rolling-stones-totally-stripped/ , oltre al bellissimo doppio Voodoo Lounge Uncut dello scorso anno, tratto dal concerto di Miami https://discoclub.myblog.it/2018/11/22/ed-anche-questanno-si-conferma-lequazione-natale-live-degli-stones-the-rolling-stones-voodoo-lounge-uncut/ ). Nel 1997 i quattro (Mick Jagger, Keith Richards, Ronnie Wood e Charlie Watts, ma che ve lo dico a fa?) tornarono a sorpresa con Bridges To Babylon, un altro ottimo lavoro che non eguagliava in bellezza il predecessore ma si rivelava un disco intrigante che cresceva alla distanza. Altro mega tour ed altro live album (No Security, 1998) che però era singolo e preso da date diverse, e quindi non dava l’idea al 100% di un concerto delle Pietre. A rimediare alla mancanza provvede oggi ancora la Eagle Rock, responsabile sia di Voodoo Lounge Uncut sia di tutti i live d’archivio degli Stones usciti negli ultimi anni, con questo magnifico Bridges To Bremen, testimonianza dello spettacolo tenutosi il 2 Settembre 1998 nella città tedesca del titolo, al Weserstadion.

Ed il concerto (che esce nella solita quantità di configurazioni, dove come al solito manca quella solo audio a meno che non vogliate accaparrarvi il vinile) è davvero splendido, forse anche meglio di quello di Miami uscito lo scorso anno: Jagger e soci sono perfettamente rodati da un anno abbondante di tour alle spalle, ed offrono uno show pirotecnico, più di due ore di formidabile rock’n’roll come se non ci fosse domani, coadiuvati dalla solita band che li accompagna dagli anni novanta (Darryl Jones al basso, Chuck Leavell alle tastiere, la sezione fiati comandata da Bobby Keys, che era ancora tra noi, ed i cori di Lisa Fischer, Bernard Fowler e Blondie Chaplin). Lo show inizia subito in maniera potentissima con (I Can’t Get No) Satisfaction, brano che solitamente veniva posto in chiusura ma che funziona magnificamente anche come opener, subito seguita dal una scintillante Let’s Spend The Night Together e dall’allora nuova Flip The Switch, puro rock’n’roll tutto ritmo e chitarre, con poco spazio per tirare il fiato. Bridges To Babylon è rappresentato nella prima parte con l’accattivante (e funkeggiante) singolo Anybody Seen My Baby?, la vibrante Saint Of Me e soprattutto Out Of Control, il brano migliore dell’album del 1997, rock song sontuosa e dal crescendo trascinante. In quel tour i nostri inaugurarono la possibilità per i fans di votare un brano per ogni serata sul sito web della band, brano che poi sarebbe stato puntualmente eseguito: a Brema tocca alla splendida ballata Memory Motel, molto poco eseguita nel corso degli anni, un pezzo toccante che è anche uno dei rari casi (a memoria mi viene in mente solo Salt Of The Earth) in cui Jagger e Richards si alternano alle lead vocals.

A proposito di Richards, il solito spazio di due brani in cui Keith assume la leadership è qui occupato dalla nuova e cadenzata Thief In The Night e dalla rara Wanna Hold You (proviene da Undercover, ed è meglio di molto del materiale contenuto in quel disco); c’è poi un unico omaggio a Voodoo Lounge con la potente You Got Me Rocking, un muro del suono rock incredibile, ed una luccicante Like A Rolling Stone, classico di Bob Dylan che a quei tempi trovava spesso e volentieri spazio in scaletta. Ma un concerto degli Stones che si rispetti è anche una sorta di greatest hits, ed anche qui abbiamo riletture piene di grinta ed energia di una serie di evergreen che letti uno di fila all’altro fanno venire i brividi ancora oggi: Gimme Shelter (strepitosa), Paint It Black (grandissima versione anche questa), Miss You (12 minuti), una It’s Only Rock’n’Roll con l’ombra di Chuck Berry ed un finale da paura con Sympathy For The Devil, Tumbling Dice, Honky Tonk Women, Start Me Up, Jumpin’ Jack Flash, You Can’t Always Get What You Want e Brown Sugar una dopo l’altra, una raffica che lascia senza respiro anche a 21 anni di distanza. La parte video contiene quattro canzoni in più, registrate al Soldier Field di Chicago nell’ambito dello stesso tour: Rock And A Hard Place, Under My Thumb, Let It Bleed e la rara All About You.

Altro grande live album quindi, ennesima imperdibile gemma che entra a far parte della discografia di un gruppo di fenomeni veri, la più grande rock’n’roll band di tutti i tempi.

Marco Verdi

Ancora Rolling Stones: Per Il 21 Giugno E’ Annunciato Bridges To Bremen, Un Concerto Del 1998.

rolling stones bridges to bremen

Rolling Stones – Bridges To Bremen – 2 CD + DVD – 2 CD + Blu-ray – 3 LP – DVD – Blu-ray – Eagle Vision/Universal 21-06-2019

Sempre in attesa della ripresa del tour mondiale No Filter che, iniziato nel 2017 ad Amburgo, doveva, nella parte americana partire da Miami il 20 aprile scorso e concludersi (forse) il 25 giugno 2019, ma che come sapete è stato rinviato per l’intervento al cuore di Mick Jagger, Rolling Stones, oltre alla antologia Honk di cui avete letto ieri nel Blog, avevano programmato l’uscita “promozionale” anche di questo concerto Bridges To Bremen (che esce negli svariati formati di cui leggete sopra).

Questo concerto, che stranamente non viene pubblicato nella serie From The Vault, è relativo alla data del 2 settembre 1998 al Weserstadion di Brema, quindi nella parte europea del tour degli stadi “Bridges To Babylon ’97-’98”, nel corso del quale gli Stones chiedevano ai propri fans di votare sul loro sito la canzone che avrebbero voluto sentire nello spettacolo di quella specifica serata. Per l’occasione di questa data nel Nord della Germania il brano prescelto fu Memory Motel, un pezzo tratto da Black And Blue che la band eseguiva abbastanza raramente dal vivo, anche se in ogni tour, a partire dal Voodoo Lounge Tour, passando per il No Security Tour del 1998 (e relativo disco), e nelle varie tournée successive degli anni 2000 almeno una volta per ciascuna serie di concerti venne eseguita almeno una volta (ma non nell’ultimo No Filter Tour, almeno sino ad ora).

Come potete leggere sotto, scorrendo la tracklist completa del concerto ci sono altri brani “inconsueti” eseguiti in quella serata, e come bonus sono state aggiunte anche quattro tracce, solo nella parte video, estratte dal concerto di Chicago di Aprile 1998.

Ecco quindi i contenuti completi dei CD e DVD (o Blu-ray):

Visual formats:

1. (I Can’t Get No) Satisfaction
2. Let’s Spend The Night Together
3. Flip The Switch
4. Gimme Shelter
5. Anybody Seen My Baby?
6. Paint It Black
7. Saint Of Me
8. Out Of Control
9. Memory Motel
10. Miss You
11. Thief In The Night
12. Wanna Hold You
13. It’s Only Rock ‘n’ Roll (But I Like It)
14. You Got Me Rocking
15. Like A Rolling Stone
16. Sympathy For The Devil
17. Tumbling Dice
18. Honky Tonk Women
19. Start Me Up
20. Jumpin’ Jack Flash
21. You Can’t Always Get What You Want
22. Brown Sugar

Bridges To Chicago bonus performances:
1. Rock And A Hard Place
2. Under My Thumb
3. All About You
4. Let It Bleed

Audio formats:

(I Can’t Get No) Satisfaction
Let’s Spend The Night Together
Flip The Switch
Gimme Shelter
Anybody Seen My Baby?
Paint It Black
Saint Of Me
Out Of Control
Memory Motel
Miss You
Thief In The Night
Wanna Hold You
It’s Only Rock ‘n’ Roll (But I Like It)
You Got Me Rocking
Like A Rolling Stone
Sympathy For The Devil
Tumbling Dice
Honky Tonk Women
Start Me Up
Jumpin’ Jack Flash
You Can’t Always Get What You Want
Brown Sugar

Se ne riparla al momento dell’uscita. Alla prossima.

Bruno Conti

Ecco Una Nuova Strategia Commerciale: Paghi Tre E Prendi Uno! Rolling Stones – Honk

rolling stones honk front

Rolling Stones – Honk – Polydor/Universal 2CD – 3LP – 3CD Deluxe Limited Edition

Bisognerebbe pensare ad una legge internazionale, magari ratificata dall’ONU, che impedisca ai Rolling Stones e alle loro case discografiche di pubblicare nuove antologie per i prossimi 50 anni, essendo il mercato ormai saturo di compilation dello storico gruppo inglese, siano esse costruite con materiale degli anni sessanta, sia che prendano in esame solo il periodo della Rolling Stones Records (quindi da Sticky Fingers in poi), sia che mescolino entrambe le epoche, come hanno fatto le due ultime retrospettive in ordine di tempo, Forty Licks (2002) e Grrr! (2012). Questa introduzione è per dire che non si sentiva certo il bisogno di un’altra antologia del gruppo guidato da Mick Jagger e Keith Richards, ma i nostri evidentemente non la pensano come il sottoscritto, ed ecco quindi Honk, un doppio CD (o triplo LP) lanciato per promuovere il tour americano che sarebbe dovuto partire il 20 Aprile da Miami, ma è stato rimandato a data da destinarsi a causa dell’operazione al cuore subita da Jagger, per fortuna pienamente riuscita.

Honk è un doppio CD che esclude le incisioni degli anni sessanta e, a differenza di Forty Licks e Grrr!, non contiene inediti o brani incisi per l’occasione, assomigliando quindi di più alla famosa compilation del 1993 Jump Back (ed anche la copertina la ricorda molto). Per attirare però i fans in modo da fargli ricomprare per la centesima volta le stesse canzoni, le Pietre se ne sono inventata un’altra, e cioè un’edizione deluxe limitata (ma quanto? *NDB Pare sia limitato davvero: ad esempio Grrrr! non è più disponibile da tempo) con un terzo CD che presenta dieci brani dal vivo in versione inedita, una trovata non originalissima in quanto anche di dischi live degli Stones ultimamente ne escono a bizzeffe, ma che sarà sicuramente sufficiente a convincere molti estimatori del gruppo a mettere di nuovo mano al portafoglio. La parte antologica, 36 canzoni, non è fatta neanche male, in quanto comprende chiaramente tutti i classici del periodo in esame (Brown Sugar, Wild Horses, Tumbling Dice, It’s Only Rock’Roll (But I Like It), Miss You, Start Me Up, Angie), qualche successo più “recente” (Mixed Emotions, Love Is Strong, Streets Of Love, Don’t Stop, Out Of Control) ed anche diversi brani che non troviamo spesso nei greatest hits di Jagger e soci (Rocks Off, Happy, Rough Justice, Dancing With Mr. D, Hot Stuff, Rain Fall Down, Waiting On A Friend, Saint Of Me).

Ci sono anche sia Doom And Gloom che One More Shot, i due brani nuovi di Grrr! (rendendola dunque una compilation obsoleta) e tre pezzi dal disco blues del 2016 Blue And Lonesome, ad oggi ultima prova di studio dei nostri (Ride’em On Down, Just Your Fool e Hate To See You Go). Ma veniamo al disco dal vivo, che è quello che ci interessa più da vicino. Intanto non contiene tutti brani registrati lo scorso anno come pensavo inizialmente, ma anche un paio di pezzi del 2017, uno del 2015 e due addirittura del 2013, e poi il problema è che ci sono solo dieci tracce, con quindi parecchio spazio inutilizzato sul resto del dischetto. Sulla qualità nulla da dire, gli Stones dal vivo sono sempre una macchina da guerra, qualsiasi tour venga preso in esame, anche se ci sono dei duetti con gente che avrei fatto a meno di sentir cantare di fianco a Jagger: se Brad Paisley ci può stare dato che è anche un ottimo chitarrista (e poi Dead Flowers è talmente un capolavoro che quasi non importa chi la canti), sia Ed Sheeran che Florence Welch (leader dei Florence And The Machine) che quel fracassone di Dave Grohl non sono esattamente tra i più graditi da chi scrive.

Ma si sa che i nostri (soprattutto Jagger) sono inclini alle mode, e quindi becchiamoci Sheeran che si alterna a Mick nella sempre fantastica Beast Of Burden, un rock-errebi torrido e spettacolare, la Welch che non se la cava neanche male nella splendida ed emozionante Wild Horses, e Grohl che si butta a pesce nello scatenato rock’n’roll di Bitch: alla fine i tre non fanno nemmeno troppi danni. Gli altri sei pezzi vedono i nostri da soli con la loro abituale band di supporto, per tre coinvolgenti classici degli anni sessanta suonati a tutta adrenalina (Get Off Of My Cloud, Let’s Spend The Night Together e Under My Thumb), una rara ed annerita Dancing With Mr. D, meglio qui che nella versione originale che apriva Goats Head Soup, e soprattutto i due highlights assoluti del CD (insieme a Dead Flowers), cioè la stupenda soul ballad Shine A Light, calda e con umori tra southern e gospel, ed una scintillante She’s A Rainbow, deliziosa pop song che era anche l’unico grande brano del pasticciato Their Satanic Majesties Request.

Ascoltare i Rolling Stones dal vivo è sempre un piacere (ed a giugno uscirà Bridges To Bremen, un nuovo live inedito, stavolta registrato nel 1998), peccato che questa volta per farlo vi dovrete ricomprare per l’ennesima volta canzoni che conoscete a memoria.

Marco Verdi

Ed Anche Quest’Anno Si Conferma L’Equazione: Natale = Live Degli Stones! The Rolling Stones – Voodoo Lounge Uncut

rolling stones voodoo lounge uncut

The Rolling Stones – Voodoo Lounge Uncut – Eagle Rock/Universal DVD – BluRay – 2CD/DVD – 2CD/BluRay

Per i primi trent’anni della loro inimitabile carriera, non è che la discografia live dei Rolling Stones rispecchiasse fedelmente la loro bravura dal vivo: a parte il fondamentale Get Yer Ya Ya’s Out del 1970, per anni i nostri non erano stati in grado di regalare ai fans un album dal vivo come Dio comandava (Got Live If You Want It era una mezza presa in giro, Love You Live era bello ma avrebbe potuto essere molto meglio, e sia Still Life che Flashpoint erano piuttosto deludenti). Poi, dallo splendido Stripped del 1995 in avanti, le Pietre si sono messe a pubblicare dischi live con una regolarità impressionante, abbinando quantità a qualità, e molti di essi sono stati messi in commercio nel periodo tardo autunnale, in tempo per lo shopping natalizio, sia per quanto riguarda i concerti d’archivio (fuori e dentro la serie From The Vault https://discoclub.myblog.it/2018/05/26/dagli-archivi-senza-fine-a-luglio-un-nuovo-capitolo-della-saga-rolling-stones-from-the-vault-no-security-san-jose-99/ ), sia per quelli “contemporanei” (Sweet Summer Sun, Havana Moon). Non si sottrae alla regola questo Voodoo Lounge Uncut, che esce nelle solite varie configurazioni audio e video, e che come suggerisce il titolo proviene dal tour intrapreso in supporto all’album Voodoo Lounge del 1994, lo stesso giro di spettacoli che aveva dato vita a Stripped (ed al suo monumentale ed imperdibile seguito, Totally Strippedhttps://discoclub.myblog.it/2016/06/24/21-anni-fa-era-imperdibile-ora-indispensabile-the-rolling-stones-totally-stripped/ .

Voodoo Lounge aveva segnato il ritorno alla forma ottimale per il gruppo di Mick Jagger, Keith Richards, Ronnie Wood e Charlie Watts (era infatti il primo lavoro senza il bassista Bill Wyman), un grande disco che vedeva all’opera una band ispirata e decisamente “sul pezzo” dopo una decade, gli anni ottanta, che aveva riservato a loro ed ai fans quasi solo delusioni (anche se Steel Wheels del 1989 mostrava qualche segnale di ripresa): un album quindi che si poteva tranquillamente definire come il loro migliore da Some Girls (Tattoo You, pur ottimo, era formato all’80% da outtakes rimaneggiate, alcune anche con dieci anni sulle spalle), e che si rivelerà più riuscito anche dei suoi due seguiti composti da materiale originale, Bridges To Babylon e A Bigger Bang. Anche la tournée seguente vedeva i nostri in forma eccellente, come se fossero ancora negli anni settanta, aiutati da una superband che li accompagnerà per molti anni, e che in molte individualità è con loro ancora oggi (Darryl Jones al basso, Chuck Leavell alle tastiere, la sezione fiati di quattro elementi guidata dall’ormai scomparso Bobby Keys, ed un trio di coristi formato da Lisa Fisher, Blondie Chaplin e Bernard Fowler): Voodoo Lounge Uncut ci presenta una splendida serata del 25 Novembre 1994 al Joe Robbie Stadium di Miami, che non è del tutto inedita in quanto all’epoca era uscita su VHS e su LaserDisc: qui però abbiamo per la prima volta il concerto anche in versione audio e, soprattutto, completo, dato che allora erano state “tagliate” ben dieci canzoni (da qui l’Uncut del titolo). E la serata è, manco a dirlo, strepitosa, con gli Stones in forma spettacolare e con una scaletta che riserva anche più di una sorpresa, non limitandosi soltanto a riproporre i loro successi (che comunque non mancano di certo).

Dopo un’introduzione da parte dell’attrice Whoopi Goldberg, il concerto inizia in maniera insolita, e cioè con la tambureggiante Not Fade Away, evergreen di Buddy Holly che i nostri incisero in gioventù. Poi però il rock’n’roll prende subito il sopravvento, con due classici da Exile On Main Street, la ruspante Tumbling Dice ed una Rocks Off più trascinante che mai, inframmezzate da uno dei brani all’epoca nuovi, cioè la potente You Got Me Rocking. A dire il vero i pezzi tratti da Voodoo Lounge non sono molti altri, solo la torrida I Go Wild, la graffiante Sparks Will Fly, puro rock’n’roll Stones-style, e la toccante The Worst, cantata da Richards con la consueta voce imperfetta ma piena di feeling (ed accoppiata alla guizzante Before They Make Me Run, sempre molto apprezzata). Come dicevo, le hits non mancano (Satisfaction, posta stranamente in settima posizione nella setlist, la ballatona Angie, Miss You, che fa ballare tutto lo stadio, Honky Tonk Women, Sympathy For The Devil), ma ci sono anche diverse chicche come lo splendido errebi Beast Of Burden (grande versione), la poco nota Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker) e, dagli anni sessanta, una scintillante It’s All Over Now e la quasi dimenticata Monkey Man. Ma il magic moment dello show, almeno secondo me, è un uno-due a tutto country-rock formato da Dead Flowers e Sweet Virginia, due canzoni meravigliose che in quella sera brillano ancor più di luce propria, una più bella dell’altra.

In una serata speciale non possono mancare gli ospiti, a partire dalla bella Sheryl Crow (all’epoca molto in auge), alle prese con la vintage Live With Me (performance per la verità un po’ tirata via), e soprattutto con un doppio momento blues, prima con Robert Cray che canta e suona da par suo sulle note di Stop Breaking Down Blues di Robert Johnson, e poi con il leggendario Bo Diddley e la sua chitarra rettangolare con una infuocata Who Do You Love?, versione formidabile, tra le migliori prestazioni della serata. Infine, solita chiusura micidiale con cinque classici rock’n’roll uno di fila all’altro, Street Fighting Man, Start Me Up, It’s Only Rock’n’Roll (But I Like It), Brown Sugar e Jumpin’ Jack Flash, canzoni ascoltate mille volte ma che ogni sera i nostri suonano come se fossero ancora giovani ed affamati. Il DVD (o BluRay) offre anche cinque pezzi bonus, tratti da una serata al Giants Stadium in New Jersey, che però non ho ancora visto in quanto ho fatto questa recensione sulla parte audio (per la cronaca, i brani sono Shattered, Out Of Tears, All Down The Line, I Can’t Get Next To You dei Temptations e Happy).

Altro grande concerto ed altro documento prezioso quindi; l’anno prossimo i Rolling Stones porteranno il loro No Filter Tour negli Stati Uniti per tredici serate: scommettiamo che il prossimo live album sarà tratto da uno di questi concerti? Magari Chicago?

Marco Verdi

Prossime Uscite Autunnali 10. Uguali Uguali Ai Beatles! I Rolling Stones Festeggiano I 50 Anni Di Beggars Banquet Alla Loro Maniera…Cioè Senza Inediti E Con Dei Formati “Assurdi”!

rolling stones beggars banquet 50th

The Rolling Stones – Beggars Banquet 50th Anniversary – ABKCO LP/45rpm/FlexiDisc – CD – 16/11/2018

Se a Novembre i Beatles celebreranno i cinquant’anni del loro album omonimo (meglio conosciuto come White Album, per chi scrive il loro capolavoro assoluto) con un magnifico cofanetto di sei CD più BluRay, i rivali “storici” (più per la stampa, in realtà erano amici) dei Rolling Stones faranno lo stesso con Beggars Banquet, uno dei loro album da cinque stelle, ma in maniera decisamente più deludente, per essere magnanimi. Infatti la ristampa dell’album che conteneva brani come Street Fighting Man, Sympathy For The Devil, No Expectations, Factory Girl e la meravigliosa Salt Of The Earth sarà sulla falsariga di quella di Their Satanic Majestic Request, cioè senza neanche l’ombra di un inedito o di una versione alternata. Il CD uscirà in versione nuda e cruda, con un nuovo remaster del leggendario Bob Ludwig (ma anche l’edizione del 2002 andava benissimo), mentre le chicche, si fa per dire, saranno riservate al vinile, che uscirà accompagnato da un 45 giri in mono con Sympathy For The Devil su un lato e la riproduzione della copertina censurata della toilette sull’altro (?), ed un raro flexidisc giapponese con un’intervista telefonica dell’epoca a Mick Jagger (?!?). Il tutto con una confezione speciale che recupererà anche la copertina “morigerata”, cioè quella che riproduceva un elegante invito ad un fantomatico banchetto. Questi comunque, per riepilogare, i contenuti nel dettaglio dell’LP (nel CD ci sono solo le dieci canzoni originali).

Beggars Banquet (50th Anniversary Edition) vinyl LP

Disc 1

Side A

Sympathy For the Devil
No Expectations
Dear Doctor
Parachute Woman
Jigsaw Puzzle

Side B

Street Fighting Man
Prodigal Son
Stray Cat Blues
Factory Girl
Salt of the Earth

Disc 2

Sympathy For the Devil (mono)

Flexi disc

1) ‘Hello, This Is Mick Jagger!’ LONDON to TOKYO April 17, 1968

Se in tutti questi anni avete vissuto su un altro pianeta, magari Marte assieme a David Bowie e quindi non possedete questo album fondamentale, vi consiglio la versione CD, in quanto il vinile lo fanno pagare pure caro, indicativamente una cinquantina di euro. Esce il 16 Novembre.

Marco Verdi

*NDB Volevo rifiutarmi di parlarne, ma visto che nel Blog c’è libertà di pensiero qui sopra leggete il Post di Marco, è stato fin troppo buono. A proposito di formati assurdi, mi chiedevo a quando qualche bella edizione in Stereo8 o video Betamax? (visto che quelle in musicassetta escono ormai con una certa frequenza).

David Bowie – Loving The Alien 1983-1988. Quarto Cofanetto Della Serie Delle Ristampe Dell’Opera Omnia: Esce Il 12 Ottobre

david bowie loving the alien box

David Bowie – Loving The Alien 1983-1988 – Parlophone/Rhino – 11 CD – 12/10-2018

Abbiamo appena recensito il Live Welcome To The Blackout di David Bowie che già viene annunciato un nuovo Box della serie delle ristampe in ordine cronologiche di tutta la produzione discografica del Duca Bianco. Dopo https://discoclub.myblog.it/2017/08/04/anticipazioni-cofanetti-autunnali-3-david-bowie-a-new-career-in-a-new-town/  che era uscito a fine settembre dello scorso anno e copriva il periodo berlinese fine anni ’70, fino agli inizi anni ’80, ci tuffiamo a capofitto proprio in questa decade che a mio parere non è una delle migliori di Bowie, ma ha comunque alcune cose interessanti. Al solito il cofanetto è ricco di materiale raro ed inedito e, come vedete sopra, contiene un libro rilegato di 128 pagine, oltre ad una serie di 11 CD.

CD Box Set:
128 Page hardback book
Let’s Dance (Remastered) (1CD)
Serious Moonlight (Live ’83) (Previously Unreleased) (2CD)
Tonight (Remastered) (1CD)
Never Let Me Down (Remastered) (1CD)
Never Let Me Down (2018) (Previously Unreleased) (1CD)*
Glass Spider (Live Montreal ’87) (2CD)
Dance (1CD)*
Re:Call 4 (Non-Album Singles, Edits, Single Versions, B-Sides and Soundtrack Music)
(Remastered) (2CD)*

* Exclusive to LOVING THE ALIEN (1983-1988)

Alcuni completamente inediti, tipo il Live del 1983, la nuova produzione 2018 di Never Let Me Down, quel CD chiamato Dance del 1987, che contiene tutti remix dei brani, e il solito doppio della serie Re:Call, che raccoglie tutti i singoli, le B-Sides e i brani presenti nelle colonne sonore dell’epoca in esame. I CD saranno dorati e alcuni album avranno anche nuove copertine e vesti grafiche rivisitate.

Al solito ecco la lista dettagliata dei contenuti, disco per disco:

LOVING THE ALIEN (1983-1988)
Vinyl & CD Track Lists (Showing Vinyl Side Breaks)

Let’s Dance
Side 1
“Modern Love”
“China Girl”
“Let’s Dance”
“Without You”

Side 2
“Ricochet”
“Criminal World”
“Cat People (Putting Out Fire)”
“Shake It”

Serious Moonlight (Live ’83)
Side 1
“Look Back In Anger”
“‘Heroes'”
“What In The World”
“Golden Years”
“Fashion”
“Let’s Dance”

Side 2
“Breaking Glass”
“Life On Mars?”
“Sorrow”
“Cat People (Putting Out Fire)”
“China Girl”
“Scary Monsters (And Super Creeps)”
“Rebel Rebel”

Side 3
“White Light / White Heat”
“Station To Station”
“Cracked Actor”
“Ashes To Ashes”

Side 4
“Space Oddity/Band Introduction”
“Young Americans”
“Fame”
“Modern Love”

Tonight
Side 1
“Loving The Alien”
“Don’t Look Down”
“God Only Knows”
“Tonight”

Side 2
“Neighborhood Threat”
“Blue Jean”
“Tumble And Twirl”
“I Keep Forgettin”
“Dancing With The Big Boys”

Never Let Me Down
Side 1
“Day-In Day-Out”
“Time Will Crawl”
“Beat Of Your Drum”
“Never Let Me Down”
“Zeroes”

Side 2
“Glass Spider”
“Shining Star (Makin’ My Love)”
“New York’s In Love”
“’87 And Cry”
“Bang Bang”

Never Let Me Down (2018)
Side 1
“Day-In Day-Out”
“Time Will Crawl”
“Beat Of Your Drum”

Side 2
“Never Let Me Down”
“Zeroes”
“Glass Spider”

Side 3
“Shining Star (Makin’ My Love)” (ft Laurie Anderson)
“New York’s In Love”
“87 & Cry”
“Bang Bang”

Side 4
David Bowie 1987 logo etching

Glass Spider (Live Montreal ’87)
Side 1
“Up The Hill Backwards”
“Glass Spider”
“Day-In Day-Out”
“Bang Bang”

Side 2
“Absolute Beginners”
“Loving The Alien”
“China Girl”
“Rebel Rebel”

Side 3
“Fashion”
“Scary Monsters (And Super Creeps)”
“All The Mad Men”
“Never Let Me Down”

Side 4
“Big Brother”
“’87 And Cry”
“‘Heroes'”
“Sons Of The Silent Age”
“Time Will Crawl / Band Introduction”

Side 5
“Young Americans”
“Beat Of Your Drum”
“The Jean Genie”
“Let’s Dance”

Side 6
“Fame”
“Time”
“Blue Jean”
“Modern Love”

Dance
Side 1
“Shake It” (Re-mix aka Long Version)
(Originally released on the B-side of the “China Girl” 12″ single on EMI America 12EA 157
(U.K.) and V-7809 (U.S.) in May 1983.)

“Blue Jean” (Extended Dance Mix)
(Originally released on 12″ single on EMI America 12EA 181 (U.K.) and V-7838 (U.S.) in
September 1984.)

“Dancing With The Big Boys” (Extended Dance Mix)
(Originally released on the B-side of the “Blue Jean” 12″ single alongside an Extended Dub Mix
of the same, release details as above.)

Side 2
“Tonight” (Vocal Dance Mix)
(Originally released on 12″ single on EMI America 12EA 187 (U.K.) and V-7846 (U.S.) in
November 1984.)

“Don’t Look Down” (Extended Dance Mix)
(Originally released on the B-side of the “Loving The Alien” (Extended Dance Mix) 12″ single
alongside the “Loving The Alien” (Extended Dub Mix) on EMI America 12EA 195 (U.K.) and
VG-7858 (U.S.) in May 1985.)

“Loving The Alien” (Extended Dub Mix)
(Originally released on the B-side of the “Loving The Alien” (Extended Dance Mix) 12″ single,
release details as above.)

Side 3
“Tumble And Twirl” (Extended Dance Mix)
(Originally released on the B-side of the “Tonight” 12″ single alongside a “Tonight” (Dub Mix),
release details as above.)

“Underground” (Extended Dance Mix)
(Originally released on 12″ single on EMI America 12EA 216 (U.K.) and V-19210 (U.S.) in
June 1986.)

“Day-In Day-Out” (Groucho Mix)
(Originally released on 12″ single on EMI America 12EAX 230 (U.K.) and V-19239 (U.S.) in
March 1987.)

Side 4
“Time Will Crawl” (Dance Crew Mix)
(Originally released on 12″ single on EMI America 12EAX 237 (U.K.) in June 1987.)

“Shining Star (Makin’ My Love)” (12″ mix)
(Originally released on the “Never Let Me Down” digital E.P. on EMI 0094639278954 in May
2007.)

“Never Let Me Down” (Dub/Acapella)
(Originally released on the B-side of the “Never Let Me Down” (Extended Dance Mix) 12″
single on EMI America 12EA 239 (U.K.) and V-19255 (U.S.) in August 1987.)

Re:Call 4
Side 1
“Let’s Dance” (Single Version)
“China Girl” (Single Version)
“Modern Love” (Single Version)
“This Is Not America (The Theme From The Falcon And The Snowman)” – David Bowie / Pat Metheny Group
“Loving The Alien” (Re-mixed Version)

Side 2
“Don’t Look Down” (Re-mixed Version)
“Dancing In The Street” (Clearmountain Mix) – David Bowie and Mick Jagger
“Absolute Beginners” (From Absolute Beginners)
“That’s Motivation” (From Absolute Beginners)
“Volare” (From Absolute Beginners)

Side 3
“Labyrinth Opening Titles/Underground” (From Labyrinth)
“Magic Dance” (From Labyrinth)
“As The World Falls Down” (From Labyrinth)
“Within You” (From Labyrinth)
“Underground” (From Labyrinth)

Side 4
“When The Wind Blows” (Single Version) (From When The Wind Blows)
“Day-In Day-Out” (Single Version)
“Julie”
“Beat Of Your Drum” (Vinyl Album Edit)
“Glass Spider” (Vinyl Album Edit)

Side 5
“Shining Star (Makin’ My Love)” (Vinyl Album Edit)
“New York’s In Love” (Vinyl Album Edit)
“’87 And Cry” (Vinyl Album Edit)
“Bang Bang” (Vinyl Album Edit)
“Time Will Crawl” (Single Version)

Side 6
“Girls” (Extended Edit)
“Never Let Me Down” (7″ Remix Edit)
“Bang Bang” (Live – Promotional Mix)
“Tonight” (Live) – Tina Turner with David Bowie
“Let’s Dance” (Live) – Tina Turner with David Bowie

CD Track List

Let’s Dance
“Modern Love”
“China Girl”
“Let’s Dance”
“Without You”
“Ricochet”
“Criminal World”
“Cat People (Putting Out Fire)”
“Shake It”

Serious Moonlight (Live ’83)
CD 1
“Look Back In Anger”
“‘Heroes'”
“What In The World”
“Golden Years”
“Fashion”
“Let’s Dance”
“Breaking Glass”
“Life On Mars?”
“Sorrow”
“Cat People (Putting Out Fire)”
“China Girl”
“Scary Monsters (And Super Creeps)”
“Rebel Rebel”

CD 2
“White Light / White Heat”
“Station To Station”
“Cracked Actor”
“Ashes To Ashes”
“Space Oddity/Band Introduction”
“Young Americans”
“Fame”
“Modern Love”

Tonight
“Loving The Alien”
“Don’t Look Down”
“God Only Knows”
“Tonight”
“Neighborhood Threat”
“Blue Jean”
“Tumble And Twirl”
“I Keep Forgettin”
“Dancing With The Big Boys”

Never Let Me Down
“Day-In Day-Out”
“Time Will Crawl”
“Beat Of Your Drum”
“Never Let Me Down”
“Zeroes”
“Glass Spider”
“Shining Star (Makin’ My Love)”
“New York’s In Love”
“’87 And Cry”
“Bang Bang”

Never Let Me Down (2018)
“Day-In Day-Out”
“Time Will Crawl”
“Beat Of Your Drum”
“Never Let Me Down”
“Zeroes”
“Glass Spider”
“Shining Star (Makin’ My Love)” (ft Laurie Anderson)
“New York’s In Love”
“87 & Cry”
“Bang Bang”

Glass Spider (Live Montreal ’87)
CD 1
“Up The Hill Backwards”
“Glass Spider”
“Day-In Day-Out”
“Bang Bang”
“Absolute Beginners”
“Loving The Alien”
“China Girl”
“Rebel Rebel”
“Fashion”
“Scary Monsters (And Super Creeps)”
“All The Mad Men”
“Never Let Me Down”

CD 2
“Big Brother”
“’87 And Cry”
“‘Heroes'”
“Sons Of The Silent Age”
“Time Will Crawl / Band Introduction”
“Young Americans”
“Beat Of Your Drum”
“The Jean Genie”
“Let’s Dance”
“Fame”
“Time”
“Blue Jean”
“Modern Love”

Dance
“Shake It” (Re-mix aka Long Version)
“Blue Jean” (Extended Dance Mix)
“Dancing With The Big Boys” (Extended Dance Mix)
“Tonight” (Vocal Dance Mix)
“Don’t Look Down” (Extended Dance Mix)
“Loving The Alien” (Extended Dub Mix)
“Tumble And Twirl” (Extended Dance Mix)
“Underground” (Extended Dance Mix)
“Day-In Day-Out” (Groucho Mix)
“Time Will Crawl” (Dance Crew Mix)
“Shining Star (Makin’ My Love)” (12″ mix)
“Never Let Me Down” (Dub/Acapella)

Re:Call 4
CD 1
“Let’s Dance” (Single Version)
“China Girl” (Single Version)
“Modern Love” (Single Version)
“This Is Not America (The Theme From The Falcon And The Snowman)” – David Bowie / Pat Metheny Group
“Loving The Alien” (Re-mixed Version)
“Don’t Look Down” (Re-mixed Version)
“Dancing In The Street” (Clearmountain Mix) – David Bowie and Mick Jagger
“Absolute Beginners” (From Absolute Beginners)
“That’s Motivation” (From Absolute Beginners)
“Volare” (From Absolute Beginners)
“Labyrinth Opening Titles/Underground” (From Labyrinth)
“Magic Dance” (From Labyrinth)
“As The World Falls Down” (From Labyrinth)
“Within You” (From Labyrinth)
“Underground” (From Labyrinth)

CD2
“When The Wind Blows” (Single Version) (From When The Wind Blows)
“Day-In Day-Out” (Single Version)
“Julie”
“Beat Of Your Drum” (Vinyl Album Edit)
“Glass Spider” ((Vinyl Album Edit)
“Shining Star (Makin’ My Love)” (Vinyl Album Edit)
“New York’s In Love” (Vinyl Album Edit)
“’87 And Cry” (Vinyl Album Edit)
“Bang Bang” (Vinyl Album Edit)
“Time Will Crawl” (Single Version)
“Girls” (Extended Edit)
“Never Let Me Down” (7″ Remix Edit)
“Bang Bang” (Live – Promotional Mix)
“Tonight” (Live) – Tina Turner with David Bowie
“Let’s Dance” (Live) – Tina Turner with David Bowie

Il prezzo al solito non sarà contenuto, indicativamente, a seconda dei paesi si parla di una cifra tra i 120 e i 150 euro. Come detto, esce il 12 ottobre p.v.

Bruno Conti

Qualche Disco (Dal Vivo) Per L’Estate – Parte 1. The Rolling Stones – No Security: San Jose ‘99

rolling stones no security '99 cd+dvd

The Rolling Stones – No Security: San Jose ’99 – Eagle Rock/Universal 2CD/DVD – DVD – BluRay – 3LP

A distanza di circa dieci mesi dall’ultimo episodio (il concerto al Fonda Theater del 2015 nel quale veniva risuonato per intero Sticky Fingers https://discoclub.myblog.it/2017/10/13/un-altro-live-degli-stones-ebbene-si-e-anche-questo-e-imperdibile-the-rolling-stones-sticky-fingers-live-at-fonda-theatre-2015/ ), riprende la serie From The Vault, che si occupa di proporre concerti del passato dei Rolling Stones: questo nuovo volume (che esce come sempre in vari formati audio e video) si intitola No Security: San Jose ’99, e documenta uno show primaverile del tour americano della storica band inglese a supporto del loro live album da poco pubblicato, No Security appunto, che a sua volta era uscito a seguito del disco del 1997 Bridges To Babylon (un tour promozionale per un album dal vivo che a sua volta era tratto da un tour promozionale per un disco in studio, una ne fanno e cento ne pensano). Gli Stones degli anni novanta erano letteralmente risorti, dopo che nella decade precedente avevano mostrato la corda sia in studio che, e questa è una notizia, dal vivo, con esibizioni non sempre all’altezza della loro fama: nel 1994 l’album Voodoo Lounge li aveva quasi riportati agli antichi fasti, ed i nostri avevano ricominciato a fare grande musica anche in concerto, come testimoniava il live Stripped (e soprattutto la sua versione espansa, Totally Stripped, uscita due anni fa) https://discoclub.myblog.it/2016/06/24/21-anni-fa-era-imperdibile-ora-indispensabile-the-rolling-stones-totally-stripped/ .

Anche le tournée di fine millennio erano ai livelli della loro fama, e nella fattispecie questa serata registrata a San Jose, in California, nell’Aprile del 1999 non sfugge alla regola: grandissima musica, con i nostri in forma smagliante, e quasi due ore di rock’n’roll ad alto tasso adrenalinico. Gli Stones erano già da qualche anno ridotti a quartetto dopo l’abbandono di Bill Wyman, il cui posto era stato preso da Darryl Jones (ma non come membro ufficiale del gruppo), e la loro live band era formata dai “soliti noti”: Chuck Leavell alle tastiere, una sezione fiati di quattro elementi guidata dal fidato Bobby Keys, e tre coristi (Blondie Chaplin, Bernard Fowler e la sexy e grintosa Lisa Fisher). E poi ci sono loro, in forma splendida sia musicale che fisica (e non è che negli ultimi vent’anni siano cambiati più di tanto, appena qualche ruga in più sia per Mick Jagger che per Charlie Watts, qualche capello bianco per Keith Richards, mentre la zazzera di Ronnie Wood era già allora di un sospetto colore nerissimo). La serata, che si svolge in un’arena di “solo” 30.000 persone, inizia con il botto per merito di una spettacolare Jumpin’ Jack Flash, che ci fa immediatamente entrare nel vivo di uno show decisamente rock’n’roll, con a seguire una scatenata Bitch, che vede i fiati in gran spolvero, la dura e trascinante You Got Me Rocking, unica dall’ancora recente Voodoo Lounge, ed una Respectable suonata con un’energia incredibile, forse più di quando era uscita in origine (1978). Non mancano vari classici delle Pietre (anche se incredibilmente sono assenti sia Gimme Shelter che, soprattutto, Satisfaction), come Honky Tonk Women, con un grande Leavell, la minacciosa Paint It Black, ed il solito eccezionale tour de force chitarristico di Midnight Rambler.

Due i brani tratti da Bridges To Babylon, e se Saint Of Me è un pezzo “normale” per gli standard degli Stones, Out Of Control è straordinaria, una rock song sontuosa, potente e dotata di un crescendo travolgente. Ovviamente ci sono anche delle chicche, come una strepitosa I Got The Blues, uno dei pezzi di Sticky Fingers meno suonati negli anni, una soul ballad fantastica, cantata da Jagger in maniera formidabile; abbiamo poi una tesa e vibrante Some Girls, una rarità dal vivo nonostante sia la title track di uno degli album più famosi dei nostri, ed un doppio omaggio ai sixties con due versioni decisamente vitali di Route 66 e Get Off Of My Cloud. Detto del consueto intermezzo in cui è Richards ad assumere la leadership (con la bluesata You Got The Silver e la vivace Before They Make Me Run), il gran finale è di nuovo all’insegna del rock’n’roll più viscerale, con una micidiale sequenza formata da Tumbling Dice, It’s Only Rock’n’Roll (But I Like It), Start Me Up e Brown Sugar (da sempre il momento clou per il sax di Keys). Come unico bis, invece della prevedibile Satisfaction, una luciferina e vigorosa rilettura di Sympathy For The Devil, a mio parere però poco adatta a chiudere un concerto (ed anche ad aprirlo, come era successo lo scorso anno a Lucca ed in generale nel tour europeo).

Un altro splendido live album dunque per i Rolling Stones: anche se le loro setlist sono piuttosto rigide da almeno 25 anni, non ci si stufa mai di ascoltarli.

Marco Verdi

Uno Sguardo Alle “Pietre” In Versione Vintage. The Rolling Stones – On Air

rolling stones on air

The Rolling Stones – On Air – ABKCO/Polydor CD – 2CD

In questi ultimi due anni i fans dei Rolling Stones avranno avuto di che godere, tra live contemporanei (Havana Moon), d’archivio (Ladies And Gentlemen finalmente in CD, Sticky Fingers Live e l’imperdibile cofanetto Totally Stripped) e l’album blues di un anno fa Blue And Lonesome. Ora la ABKCO, che ha in mano il catalogo anni sessanta delle Pietre, pubblica questo interessantissimo doppio CD On Air (c’è anche la solita versione singola “vorrei ma non posso”), che contiene il meglio delle sessions alla BBC del leggendario gruppo agli inizi della sua carriera, uscita preceduta da un bellissimo e costoso libro dallo stesso titolo che narra la storia del rapporto della band con la mitica emittente britannica, iniziato malissimo (gli Stones alla prima audizione erano stati scartati senza troppi complimenti), ma che poi si è protratta dal 1963 al 1969.

rolling stones on air book

On Air (titolo e copertina da bootleg, e la prima volta che l’ho visto nella lista delle uscite l’ho scambiato per tale) prende però in considerazione solo gli anni dal 1963 al 1965, lasciando forse la porta aperta ad un secondo volume, e documentando le apparizioni del gruppo allora formato da Mick Jagger, Keith Richards, Brian Jones, Bill Wyman e Charlie Watts (con l’occasionale partecipazione del “sesto Stone”, il pianista Ian Stewart) nelle più popolari trasmissioni radio-televisive dell’epoca, alcune con il pubblico presente ed altre registrate in studio: programmi famosissimi come Top Gear e Saturday Club ed altri meno noti come Yeah Yeah, Blues In Rhythm e The Joe Loss Pop Show. Ed il doppio CD è, come dicevo, decisamente interessante, in quanto ci mostra la più grande rock’n’roll band di sempre agli inizi, quando stava conoscendo il successo e suonava con la bava alla bocca, omaggiando via via tutte le sue influenze musicali. I brani originali presenti infatti sono solo una manciata, qui ci sono più che altro covers, che ci danno uno spaccato delle radici del gruppo, in quanto sono presenti tutti i generi che sono andati a formare il loro stile, dal rock’n’roll al blues all’errebi, il tutto suonato con un’energia formidabile, a cantato in maniera magistrale da un Jagger che già sapeva il fatto suo.

56011_RAND_OAS_P0186.pdf

https://www.youtube.com/watch?v=LCUxr-nyx5Q

Il doppio parte con la guizzante Come On (che è stato il loro primo singolo), e poi percorre per 32 canzoni tutto il meglio dei primissimi anni, con anche sette brani che i nostri non hanno mai pubblicato su nessun album. C’è ovviamente molto rock’n’roll, con tantissimo Chuch Berry (uno degli eroi principali di Richards), ben sei pezzi del leggendario rocker, compresa la già citata Come On, tra cui una Roll Over Beethoven al fulmicotone, mai sentita prima fatta da loro (le altre sono Around And Around, Memphis Tennessee, Carol e Beautiful Delilah). Senza dimenticare una travolgente versione dello standard Route 66, lo scintillante boogie di Don Raye Down The Road Apiece, pieno di shuflle, ed una irresistibile ancorché breve Oh Baby (We Got A Good Thing Goin’) di Barbara Lynn Ozen. C’è anche tanto soul ed errebi, come la nota It’s All Over Now di Bobby Womack (incisa abbastanza maluccio), una pimpante Everybody Needs Somebody To Love ben prima che i Blues Brothers ci costruissero intorno la carriera, la splendida Cry To Me (Solomon Burke), con Mick che si destreggia alla grande con l’ugola, o ancora la superba You Better Move On di Arthur Alexander ed una deliziosa If You Need Me di Wilson Pickett.

rolling stones on air photo

https://www.youtube.com/watch?v=NqxC7pDrklI

Naturalmente non può mancare il blues, con ben tre brani di Bo Diddley: una sfrontata Cops And Robbers, con Jones ottimo all’armonica, il classico Mona e l’inedita (per gli Stones, anche se la pubblicheranno nel live del 1977 Love You Live) Crackin’ Up. Poi abbiamo l’altrettanto inedita Fannie Mae (di Buster Brown), giusto a metà tra blues e rock’n’roll, una bellissima Confessin’ The Blues (incisa anch’essa da Chuck Berry, ma non scritta da lui), con grande prestazione chitarristica, e gli immancabili Muddy Waters e Willie Dixon, rispettivamente con I Can’t Be Satisfied (gran lavoro di slide) e I Just Want To Make Love To You. C’è anche un accenno al country con il classico di Hank Snow I’m Movin’ On, suonato però con una foga rocknrollisitca che non fa prigionieri, ed il tributo ai “rivali” John Lennon e Paul McCartney con la loro I Wanna Be Your Man.

rolling stones on air photo 4

https://www.youtube.com/watch?v=LWj6EXeoMoM

Pochi i brani originali, appena cinque: una (I Can’t Get No Satisfaction) decisamente grezza ed essenziale, il sempre splendido blues The Spider And The Fly, già allora sensuale ed intrigante, la bella The Last Time, uno dei loro brani migliori del primo periodo, e le meno note Little By Little e lo strumentale 2120 South Michigan Avenue. Un doppio CD imperdibile quindi? Se dobbiamo guardare al valore storico ed all’intensità delle performances assolutamente sì, ma fatemi spendere due parole per la qualità di registrazione, dato che è stata strombazzata ai quattro venti (quindi agli ottanta, battuta desolante lo so…) la rivoluzionaria tecnica denominata De-Mix (che consiste nel separare tutte le fonti audio originali e remixarle ex novo dando più potenza e compattezza al suono), gridando l’ormai abusata frase “I Rolling Stones come non gli avete mai sentiti!”. Ebbene, io tutto questo risultato rivoluzionario non lo sento, in quanto la qualità del suono è sì buona, ma né più né meno in linea con gli standard odierni delle ristampe vintage (le BBC Sessions dei Beatles, per dirne una, mi sembravano incise meglio), ma la cosa ancora più grave, se vogliamo usare questo termine, è che molte registrazioni (specie nel secondo CD) sono quasi amatoriali, non superiori ai vari bootleg già presenti sul mercato, e quindi abbassano non di poco il voto finale, soprattutto ripeto dopo tutto il bailamme pubblicitario sulla qualità sonora.

rolling stones on air photo 2

On Air è quindi un doppio album di grande valore artistico, ma siccome i dischi sono fatti soprattutto per essere ascoltati mi sento di consigliarlo solo ai fans (che comunque sono tanti) ed ai completisti.

Marco Verdi

E’ Difficile Da Trovare E Costa Pure Tanto, Ma Ne Vale La Pena! Various Artists – Chicago Plays The Stones

chicago play the stones

Various Artists – Chicago Plays The Stones – Chicago Blues Experience CD

Il nome dei Rolling Stones negli anni è sempre stato legato, oltre che al rock’n’roll, al blues americano, anche se la band britannica un disco tutto di blues non lo aveva mai fatto fino al 2016, allorquando i quattro misero sul mercato lo splendido Blue And Lonesome, album di cover di classici di puro Chicago blues, che è pure candidato ai Grammy 2018 come “Best Traditional Blues Album”. Ora una bella serie di musicisti della capitale dell’Illinois (nativi o acquisiti) si è riunita sotto la guida del produttore Larry Skoller per “rispondere” affettuosamente a quel disco, registrando questo Chicago Plays The Stones, che come suggerisce il titolo è un album di cover di alcuni brani delle Pietre, rivisitati in chiave blues. Per la verità la prima volta che ho visto in rete questo CD ho pensato a qualche lavoro un po’ raffazzonato in stile Cleopatra (e la copertina, alquanto brutta, non mi aiutava a pensare meglio), ma poi ho scoperto quasi subito che si trattava di un progetto serio ed unitario, con tutte incisioni nuove di zecca da parte di artisti noti e meno noti, comprendendo alcune vere e proprie leggende. L’unico punto a sfavore è il fatto che il CD è acquistabile solo online, sul sito creato apposta per l’evento http://chicagoplaysthestones.com/ , e che le spese di spedizione nel nostro paese sono più care del costo del disco stesso (il totale è di circa trenta dollari): ma, come accennavo nel titolo, li vale tutti, anche se va detto che in nessun caso gli originali degli Stones vengono superati (ma questa sarebbe un’impresa per chiunque); c’è da dire infine che le scelte non sono state scontate, in quanto sono presenti brani che nessuno avrebbe mai associato al blues, come ad esempio Angie e Dead Flowers.

Ad accompagnare i vari ospiti c’è una house band da sogno, denominata Living History Band, guidata dal grande Bob Margolin alla chitarra (per anni solista nel gruppo di Muddy Waters), e con al piano l’ottimo Johnny Iguana (Junior Wells, Koko Taylor, Otis Rush e molti altri), Felton Crews al basso (la prima scelta, quando serviva un bassista, da parte di un certo Miles Davis), Kenny “Beedy-Eyes” Smith alla batteria (un altro che ha suonato con molti dei grandi, da Pinetop Perkins a Hubert Sumlin) ed il quotato armonicista francese Vincent Bucher. L’inizio è una bomba, con una potente rilettura di Let It Bleed da parte di John Primer (chitarrista anche lui per Waters, oltre che per Willie Dixon, alla guida nel 2015 del progetto Muddy Waters 100, simile a questo sugli Stones ), che ci fa capire di che pasta è fatto questo CD: gran voce, ritmo sostenuto, splendido pianoforte e l’armonica di Bucher in grande evidenza. Billy Boy Arnold è uno dei grandissimi del genere, un armonicista favoloso che qui rivolta come un calzino Play With Fire (infatti non la riconosco fino al ritornello): versione calda e piena d’anima, con il gruppo che segue come un treno, Margolin in testa; Buddy Guy è un’altra leggenda vivente, e non ci mette molto a far sua la poco nota Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker) (era su Goats Head Soup), facendola diventare uno slow blues notturno, con la ciliegina data dalla presenza nientemeno che di Mick Jagger alla seconda voce ed armonica (cosa che dona, se ce ne fosse stato bisogno, il sigillo a tutta l’operazione), grande brano e grandissima chitarra di Buddy.

(I Can’t Get No) Satisfaction è forse il pezzo più inflazionato del repertorio degli Stones, ma questa versione errebi piena di swing da parte di Ronnie Baker Brooks (figlio di Lonnie Brooks) le dà nuova linfa, trasformandola quasi in un’altra canzone (ed anche Ronnie alla chitarra ci sa fare); Sympathy For The Devil nelle mani di Billy Branch (armonicista scoperto da Willie Dixon) mantiene il suo spirito sulfureo, piano e slide guidano le danze per sei minuti rock-blues di grande forza, mentre Angie (ancora John Primer) cambia completamente vestito, diventando un blues lento, caldo e vibrante, dominato anche qui dalla slide e dal solito scintillante piano di Iguana. La brava Leanne Faine ha una voce della Madonna, e riesce a far sua senza problemi la grande Gimme Shelter, accelerando notevolmente il ritmo e dando spazio all’armonica: puro blues; Jimmy Burns (fratello di Eddie e grande cantante e chitarrista in proprio) trasforma la splendida Beast Of Burden in un godibilissimo jump blues (e caspita se suonano), molto trascinante, mentre Mike Avery (cugino del grande Magic Sam) si occupa di Miss You, riprendendone in chiave blues il famoso riff, anche se forse questo è l’unico pezzo del disco che suona un po’ forzato. Ci avviciniamo alla fine: ecco i due brani più recenti della raccolta (anche se hanno ormai una ventina d’anni sul groppone), una granitica I Go Wild con protagonista l’armonicista e cantante Omar Coleman (un giovincello rispetto agli altri invitati) ed una veloce e tonica Out Of Control, dominata dalla voce cavernosa di Carlos Johnson; chiusura ancora con Burns, alle prese con Dead Flowers, una canzone talmente bella che la ascolterei anche se la facesse Fedez (sto scherzando…).

Se potete, vale la pena fare uno sforzo economico per accaparrarsi questo Chicago Plays The Stones, anche perché il 50% dei proventi verrà destinato al progetto “Generation Next” per finanziare le prossime generazioni di bluesmen di Chicago: quindi non il “solito” tributo, ma uno dei dischi blues dell’anno.

Marco Verdi