Richard & Linda Thompson – La Coppia Regina Del Folk-Rock Britannico: Box Hard Luck Stories Parte II

richard & linda thompson hard luck stories front

Seconda Parte.

Chapter 4. Pour Down Like Silver.

Richard e Linda Thompson ormai sempre più presi dalla loro conversione religiosa, tanto da apparire abbigliati in copertina con copricapi che rendono evidente questa svolta di vita, i due però incontrano anche delle difficoltà a continuare a fare musica: il Mullah di Richard vorrebbe imporgli di non fare più musica, o comunque di abbandonare la chitarra elettrica, ma dall’altro lato Richard non vorrebbe impedire a Linda di cantare “hai una voce bellissima e devi continuare a cantare” e quindi nell’estate del 1975 entrano nei soliti studi di Londra, di nuovo con John Wood, per registrare il nuovo album, che era l’ultimo per rispettare il contratto con la Island.

Nel frattempo Sheikh Abdul Q’adir li esorta a fare musica fintanto che si tratti di un omaggio a Dio, e un ispirato Richard scrive alcune delle sue più belle canzoni di sempre (a fianco di decine di altre) tra le quali Dimming of the Day, Beat the Retreat e Night Comes In, parlano tutte del tema della divinità e Thompson le riveste di alcune musiche superbe. E non è che le altre scherzino: Streets Of Paradise cantata con forza da Richard con i ricami vocali della moglie, gli arabeschi della fisa di Kirkpatrick e un robusto groove della ritmica affidata ai vecchi amici Dave Pegg e Dave Mattacks, è un piccolo gioiello, come pure la sublime For Shame Of Doing Wrong, cantata in modo divino da Linda, in una delle sue migliori interpretazioni di sempre, di nuovo a rivaleggiare con quelle di Sandy Denny.

Notevole anche The Poor Boy Is Taken Away, altra ballata stupenda (ho quasi esaurito gli aggettivi) cantata con voce cristallina da Linda, ma sono le tre canzoni citate i punti salienti dell’album: Night Comes In nei suoi oltre otto minuti sfiora quasi la perfezione con Richard che ci regala un grande interpretazione vocale e una parte strumentale finale di grande fascino, Beat The Retreat con una dolente interpretazione di Richard è un altro brano indimenticabile e la conclusiva Dimming Of The Day per molti è forse la più bella canzone mai scritta da Thompson, cantata in modo eccezionale da Linda, mentre Richard si riserva una coda strumentale, Dargai dove rilascia tutto il suo virtuosismo alla chitarra acustica.

Nelle sei bonus tracks ci sono le inedite Wanted Men, un bel pezzo rock cantato da Richard, l’altrettanto bella Last Chance cantata da Linda, un intimo demo di Dimming The Day e tre brani dal vivo da un concerto all’Oxford Polytechnic del 27 novembre del 1975, la breve ma intricata Things You Gave Me, la scatenata It’ll Be Me di Jack Clement a tempo di rock’n’roll con assolo fumante del nostro che poi ci regala una colossale versione di oltre 13 minuti di Calvary Cross: questi brani non sono inediti, erano giù usciti in In Concert, November 1975, pubblicato dalla Island in CD nel 2007, tuttora in produzione, ma questo non inficia il giudizio su questa versione di Pour Down Like Silver, altro capolavoro.

Chapter 5. The Madness Of Love Live 1975 & 1977. Questo è l’altro CD completamente inedito, tutto dal vivo, con materiale tratto da due soli concerti: il primo riguarda il set acustico del concerto del 25 aprile 1975 alla Queen Elizabeth Hall, per promuovere l’album dell’epoca Hokey Pokey, sei brani in tutto, con Richard alla chitarra acustica e i due che si dividono la parti vocali, si apre con lo strumentale Dargai, poi in sequenza una intensa Never Again, cantata da Linda, una rara cover della splendida Dark End Of The Street, sempre Linda ma alcune parti cantate all’unisono, Beat The Retreat è affidata a Richard, come pure The Sun Never Shines On The Poor, poi un’altra sorpresa, la divertente If I Were a Woman And You Were A Man.

Il secondo concerto arriva da un broadcast per Capital Radio e venne registrato il 1° maggio del 1977 al Theatre Royal di Londra e segue una lunga pausa del duo, con Linda che nel frattempo aveva avuto il secondo figlio Teddy nel 1976 (il primo con Richard), e giravano con uno “strano” gruppo definito Muslim Band e che fu abbastanza denigrato dalla stampa per il loro Islamic-Folk-Jazz: la formazione prevedeva Abdul Latif Whiteman alle tastiere, Haj Amin Evans al basso Abdul-Jabar (non quello dei Lakers) Pickstock alle percussioni e Preston Hayman alla batteria.

Cinque brani in tutto che dimostrano che repertorio e band non erano poi così male, anzi, anche io non le avevo mai sentite, forse su un bootleg e concordo con l’estensore delle note: The Madness Of Love rimasta inedita (a parte una versione di Graham Parker in un tributo a Thompson), come in parte le altre eseguite nella serata e previste per un album mai completato, non sono mai piaciute a Richard, comunque il pubblico presente apprezza, il nostro amico è in ottima forma vocale, doppiato dalla voce di Linda e la chitarra viaggia che è un piacere, ben sostenuta dalla band, a seguire una lunga versione, oltre 12 minuti, di The Night Comes In, con il liquido piano elettrico di Whiteman a seguire le acrobatiche divagazioni della solista, mentre Linda al solito canta in modo stupendo, ottima anche la corale a due voci A Bird In Gods Garden con un testo adattato da un poema di Rumi, un autore islamico, verrà incisa in seguito con French, Frith & Kaiser, e l’accompagnamento funky-jazz-rock nella lunga coda jam strumentale è eccellente.

Molto bella anche The King Of Love, sempre cantata all’unisono e con lavoro della chitarra di Thompson all’altezza della sua fama, chiude Layla, che non è quella di Clapton, ma il soggetto è sempre la stessa principessa persiana, con la band che imbastisce un classico groove “thompsoniano” (si può dire?), per permettere a Richard, che la canta con Linda, di indulgere di nuovo nelle sue superbe improvvisazioni all’elettrica, poi uscirà proprio su First Light. Una ottima scoperta!

Chapter 6: First Light. Dopo due anni passati nella comune Sufi a Norfolk, la coppia decide di tornare a Londra, e con sorpresa Richard scopre che Linda non aveva “abbandonato” il loro appartamento di Hampstead dove la coppia torna a vivere, e poco alla volta riprende a frequentare i vecchi amici, Joe Boyd in testa, che prima convince Thompson a suonare nel CD di esordio di Julie Covington, reduce dal successo travolgente del musical di Andrew Lloyd Webber Evita, dove rivestiva la parte principale, poi alcune collaborazioni con il giro Albion Band e altre cose, ma purtroppo di questo non c’è traccia, neppure nelle bonus, forse il prossimo cofanetto. Comunque assestata la situazione bisogna andare alla ricerca di un nuovo contratto discografico, che visti i “successi” a livello commerciale dei precedenti non si rivela una cosa facile, comunque alla fine si fa avanti la Chrysalis ed iniziano i preparativi per il nuovo album: ad accompagnare la coppia sarà un terzetto di formidabili musicisti americani, Andy Newmark alla batteria, Willie Weeks al basso e Neil Larsen alle tastiere, che nelle parole di Joe Boyd erano rimasti impressionati dalla abilità del nostro ed avevano espresso il desiderio di suonare con lui.

Nell’album suonano anche i vecchi amici John Kirkpatrick e Dave Mattacks, oltre ad una pletora di voci di supporto: dieci canzoni sono pronte alla bisogna, otto nuove e due traditional arrangiati da Thompson. Il disco, pur non ai livelli dei precedenti, si lascia ascoltare comunque con piacere, specie in questa nuova edizione rimasterizzata per la prima volta appositamente per l’edizione in box e ci sono pure 6 demo acustici inediti, solo voce e chitarra, tre, anzi quattro, cantati da Linda (inclusa la title track che è l’unica già pubblicata in precedenza) e due da Richard. Per il resto, nel disco originale, che anche il sottoscritto riascolta per la prima volta da almeno una quindicina di anni, ci sono brani di buona struttura, come l’iniziale avvolgente Restless Highway, il suono è sì più vicino al mainstream, anche se la produzione di John Wood, sempre a fianco di Richard, questa volta agli Olympic Studios, cerca di contenere certe concessioni ad un sound più americano, come nella ballata mistica quasi celtic soul Sweet Surrender, cantata da Linda, in altre canzoni, come nella sciapa Don’t Let A Thief Steal Into Your Heart si vira verso un funkettino leggero che neppure la chitarra del nostro riesce a redimere più di tanto, e anche l’arrangiamento con gli archi non giova.

Il traditional strumentale The Choice Wife è decisamente meglio grazie al virtuosismo di Richard, brano che poi converge nella intensa Died For Love, cantata questa volta splendidamente da Linda, con un coro di vari ospiti (Maddy Prior, Trevor Lucas, Iain Matthews, Jiulie Covington tra i tanti) che gli conferiscono un fervore tra gospel e folk, grazie anche all’accordion di Kirkpatrick e al whistle di Dolores Keane, già allora nei De Dannan. Anche la fascinosa Strange Affair, firmata con Martin Simpson e June Tabor, mantiene questa aura folk che rimanda ai dischi solisti di Sandy Denny che Linda ricorda sempre moltissimo. Layla, che nella versione già ascoltata dal vivo o in quella acustica, aveva un suo perché, qui, cantata da Richard, ha un suono rock abbastanza dozzinale, meglio Pavanne, un’altra potenziale bella interpretazione di Linda, che, credo per la prima volta, la firma insieme a Richard, però in parte manca del fuoco di altre canzoni simili, forse troppo turgida per quanto non mi dispiaccia.

House Of Cards utilizza il mega coro usato in precedenza, ma di nuovo l’arrangiamento con gli archi è troppo carico e sommerge la melodia della canzone, e anche la la title track, cantata ancora da Linda, viene sommersa a tratti da questi arrangiamenti fuori posto e troppo pomposi, insomma luci e ombre in questo album, che neppure il successivo Sunnyvista riesce del tutto a dissipare.

Chapter 7. Sunnyvista Neppure il Dottor Richard e l’infermiera Linda ritratti in copertina, forse pressati dalla casa discografica che richiede un album di successo a livello commerciale, riescono a cavare il classico coniglio dal cilindro, e nonostante il ritorno di vecchi amici inglesi come Timi Donald e Dave Mattacks alla batteria e Dave Pegg e Pat Donaldson al basso (all’epoca anche fidanzato con Kate McGarrigle, che appare con la sorella Anna nel disco, e segna l’inizio di una lunga amicizia con i Thompsons), oltre a tastieristi assortiti come Pete Wingfield e John “Rabbit” Bundrick, l’album ha un suono a tratti troppo “contemporaneo” e rock, tra l’altro messo ancora in maggior evidenza dal nuovo mastering impiegato nel box, per cui si sente splendidamente, ma le canzoni rimangono influenzate dall’atteggiamento, come ha detto il nostro amico a posteriori rispetto ai suoi dischi di fine anni ‘70, “ troppo flaccido ed indifferente”, forse fin troppo auto flagellatore, ma si capisce il senso di quanto detto.

Alcune canzoni mi piacciono parecchio, come You’re Going To Need Somebody, con l’interplay tra Thompson e la fisa di Kirkpatrick, e le armonie di Linda più le sorelle McGarrigle che sostengono Richard alle prese con un assolo dei suoi, oppure il country-rock di Lonely Hearts, con un suono che ricorda quello della sua amica Linda Ronstadt, e anche la splendida ballata Traces Of My Love, cantata con impeto e passione da Linda, aiutata dalle armonie celestiali della McGarrigles. Per non dire di Sisters altra sontuosa interpretazione degna delle migliori di Linda, con Richard superbo alla chitarra, e le McGarrigles solenni di cui sentiamo sempre più la mancanza; però ci sono anche canzoni funky come Justice In the Streets, con il ritornello che fa Allah, Allah, va bene che non avevano gradito del tutto ma…

Neppure l’iniziale Civilization brilla per inventiva, tipico Richard, ma eseguito male, Borrowed Times è pericolosamente vicino all’AOR, Saturday Rolling Around, una via di mezzo tra country, cajun e una giga, con Kirkpatrick in evidenza alla fisa e Richard alla chitarra è peraltro piacevolissima, accoppiata replicata nella title-track, tra tango e musica mitteleuropea alla Brecht, stile melò molto apprezzato da Linda a e anche il classic rock di Why Do You Turn Your Back? nell’insieme non dispiace. Insomma, visto a posteriori l’album non mi sembra poi così brutto.

Le bonus tracks prevedono Georgie On A Spree, lato B del singolo Civilization, nuova versione di un brano già apparso su Hokey Pokey, 3 demo di canzoni inedite non utilizzate nell’album, Lucky In Life, la delicata Speechless Child, sul tema dell’autismo e Traces Of My Love, entrambe cantate da Linda, poi ci sono tre canzoni, registrate con Gerry Rafferty nel 1980, che si era offerto di finanziarli e che anticipano il nuovo album, e dovevano anche servire per trovare un nuovo contratto discografico visto che anche la Chrysalis a questo punto li ha scaricati: tre versioni fin troppo lavorate di For Shame Of Doing Wrong, The Wrong Heartbeat e Back Street Slide, tanto che Richard litiga con Rafferty per i suoi metodi di lavoro e torna dopo anni a lavorare con il vecchio amico Joe Boyd, che li mette sotto contratto con la sua Hannibal, e insieme realizzano il canto del cigno della coppia, un capolavoro assoluto, il classico disco da 5 stellette.

Chapter 8. Shoot Out The Lights. Nel 1980, però si profila il “disastro” nella loro vita personale: Linda era incinta e quindi le registrazioni erano state rinviate perché erano insorti dei problemi di respirazione (poi negli anni a seguire peggiorati in una disfonia che le impedirà a lungo di cantare dal vivo), con Joe Boyd che aveva convinto Richard a fare un breve tour acustico negli States, organizzato da Nancy Covey. I due sviluppano una relazione intima con conseguente tradimento, e Linda decide di lasciare il marito: ma ci sono degli impegni da mantenere, il nuovo album da registrare e il successivo tour per promuoverlo. Il tutto verrà fatto, in una situazione ovviamente infernale, con tensione alle stelle, anche per gli altri musicisti. A dispetto di tutto, come ricordato prima, il disco Shoot Out The Lights è veramente stupendo, con una serie di canzoni superbe, realizzate con una band veramente motivata da Boyd, che produce come forse non gli capitava dai tempi dei Fairport Convention. Ed in effetti i musicisti sono quelli: Dave Mattacks batteria, Dave Pegg basso, Simon Nicol chitarra ritmica, più alcuni ospiti come i Watersons e Clive Gregson, oltre ad una piccola sezione fiati.

Il resto lo fanno le canzoni: la galoppante e profetica Don’t Renege On Our Love doveva essere cantata da Linda, che però per i problemi legati alla gravidanza, non riusciva a raggiungere la giusta tonalità, grande assolo di chitarra di Richard che suona anche la fisa in questo brano. Ma in Walking On A Wire Linda regala una delle performance vocali più belle della sua carriera, anche ispirata dal testo che recita nell’incipit “ I hand you my ball and chain/you hand me the same old refrain”, e la melodia si eleva sublime e il lirico assolo di Richard è magnifico. A Man In Need è uno dei suoi tipici brani rock corali, con i controcanti perfetti di Linda e degli ospiti e un altro assolo tagliente e conciso, in Just The Motion Linda convoglia nella sua voce un tale rimpianto che è quasi doloroso ascoltarla, ma non si può non ammirare il risultato finale di questa meravigliosa ballata.

Shoot Out The Lights ricorda i tempi felici a NY nel 1978, quando insieme scoprivano la nascente scena musicale della Grande Mela con Talking Heads e Television, con Byrne e Verlaine entrambi grandi ammiratori di Thompson, che per l’occasione compone una delle sue canzoni più intense e ricche di pathos, con una serie di assoli acidissimi e fenomenali, mentre la scandita Back Street Slide prevede ancora una solida prestazione corale della band e la vocalità all’unisono superba dei due.

Did She Jump or Was She Pushed?, una rara collaborazione tra i due come autori, è un’altra delle canzoni a più alto tasso emozionale, riflessiva ed amarissima, comunque splendida ancora una volta, e la conclusiva Wall Of Death, cantata a due voci, è la summa di quasi dieci di musica e di vita insieme, un commiato triste ma orgoglioso.

Il disco esce a marzo 1982 e poi i due si imbarcano in un tour americano periglioso ma che in alcune serate, in mezzo a mille tensioni, rinverdisce la vecchia magia tra i due, come testimoniamo i brani apparsi nel secondo CD della edizione Deluxe dell’album, pubblicata dalla Rhino nel 2010 e qui non utilizzati, anche se nelle bonus ci sono due brani da quei concerti, una riflessiva e soffusa Pavanne cantata in solitaria da Linda ed una esuberante High School Confidential che illustra l’amore di entrambi per il vecchio R&R, con assoli spaziali di Richard. Le altre bonus sono la B-side Living In Luxury, la reggata ma non disprezzabile The Wrong Heartbeat, sempre dalle sessions per l’album e migliore di quella nelle bonus di Sunnyvista, proveniente dai brani registrati con Gerry Rafferty, di cui ritroviamo altre due canzoni, l’adorabile I’m A Dreamer, un brano di Sandy Denny e un’altra versione rifulgente di Walking On A Wire, registrata prima del “disastro”, serena ed avvolgente.

E qui ci sta, imperdibile.

Bruno Conti

Richard & Linda Thompson – La Coppia Regina Del Folk-Rock Britannico: Box Hard Luck Stories Parte I

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Box 8 CD Hard Luck Stories 1972-1982 – UMC Universal Music

Era stato annunciato in uscita per questa primavera, prima che scoppiasse la buriana del coronavirus, ma ora eccolo in uscita oggi 11 settembre (data forse non molto fausta per gli scaramantici), questo cofanetto Hard Luck Stories 1972-1982 raccoglie i 6 album ufficiali della discografia di Richard & Linda Thompson, rimasterizzati ad arte per l’occasione, con il fattivo aiuto della coppia rappacificata che ha anche compilato i contenuti di questa collezione. 8 CD, tra i quali First Light e Sunnyvista, con nuovi masters ritrovati di recente. 113 canzoni, di cui 31 inedite e moltissime rarità: per la serie anche l’occhio vuole la sua parte il tutto è raccolto in un bellissimo manufatto, con un libro rilegato di 72 pagine di eccellente fattura, ricco di foto, tra gli altri, di Keith Morris, Gered Mankowitz e Pennie Smith, ma anche dalla collezione personale di Richard & Linda, che hanno altresì rilasciato molti ricordi di quegli anni trascorsi insieme, e ci sono pure due ottimi nuovi saggi scritti dai giornalisti Patrick Humphries e Mick Houghton. Una produzione artistica sontuosa che illustra i 10 anni in cui hanno lavorato insieme attraverso un lavoro complessivo tra i più ricchi prodotti dalla scena musicale inglese di quel periodo, e non solo in ambito folk. L’opera omnia è stata divisa in 8 capitoli, come i CD, e una Coda finale, solo come scritto nel libro, che illustra quanto successo dal 1983 a oggi.

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Partiamo quindi dall’inizio. Chapter 1 Sometimes It Happens. E dal loro primo incontro ravvicinato, anche come lo ricordano i due nel libro. Siamo nel 1969, e nei Sound Techniques Studios di Londra i Fairport Convention con Richard sono impegnati a registrare Liege And Lief insieme a Joe Boyd, il loro capolavoro assoluto che inventa il folk-rock, ma anche l’ultimo registrato con la formazione migliore, quella dove milita ancora Sandy Denny, che da lì a poco se ne andrà. In uno studio vicino, Linda (nata Peters, anzi Pettifer) è impegnata a registrare dei jingles che illustrano le virtù di Yogurt e farine a grana sottile. La bellissima Linda (nel libro ci sono delle foto che le rendono pienamente giustizia), 22 anni, quindi due meno di Richard, già con una figlia (Mai)Muna, conosceva la gang dei Fairport per via della sua amicizia con Sandy e Joe Boyd (con quest’ultimo pare anche qualcosa di più) e quindi alla fine della giornata si ritrovano tutti in un ristorante di Chelsea, dove caso vuole che i due si trovino seduti a fianco: nelle parole di entrambi pare che non si fossero piaciuti a prima vista, Linda non apprezzava molto le storie di Richard, vegetariano convinto, che parlava di continuo di cosa succede agli animali appena prima di essere macellati, lasciando inorridita la ragazza che lo trovò “interessante come un posacenere mezzo vuoto”, facedo intuire al nostro amico che “non lo trovava una persona molto interessante”, come ricorda argutamente Thompson “non troppo indicativo di quello che sarebbe successo”.

I due comunque frequentavano, a parte l’occasione specifica, lo stesso ambiente folk di piccoli locali e musicisti faticosamente impegnati a ritagliarsi uno spazio per sopravvivere. Tutti gli altri aneddoti e storie di vita li troverete poi nel box, e quindi veniamo ai contenuti del primo CD Sometimes It Happens: tra la fine del 1971 e l’inizio del 1972 i due, ormai una coppia, partecipano alle registrazioni del disco collettivo, nato come un divertissement del movimento folk-rock inglese e attribuito a The Bunch – Rock On, una raccolta di classici del R&R rivisitati con verve e grande piacere. Si parte con una alternate take di Sweet Little Rock’n’Roller, cantata da Richard Thompson impegnato anche alla solista, e con Sandy Denny e Linda non ancora sposata Thompson alle armonie vocali. Linda canta con brio The Locomotion di Carole King (al successo con Little Eva), dove si apprezza già la sua bellissima voce, mentre Richard è alle prese anche con My Girl In the Month Of May di Dion, con Linda e Sandy di nuovo alle armonie in stile Mamas And Papas: le due insieme cantano anche una versione splendida di When I Will Be Loved degli Everly Brothers, qui presente in inedita versione demo con Richard e Trevor Lucas alle acustiche, un brano che anticipa le future collaborazioni di Emmylou Harris e Linda Ronstadt. Bellissima.

Poi ci sono tre brani dal primo album solo di Richard Henry The Human Fly, all’epoca un flop clamoroso, tanto che Thompson ricorda “con orgoglio” che le versione americana fu l’album meno venduto nella storia della Warner Bros, poi rivalutato dalla critica inglese che all’epoca lo massacrò tanto che Linda ricorda che il marito all’epoca ne uscì distrutto. Dalle sessions appare l’inedito Amazon Queen, senza Linda, che invece appare alle armonie vocali con l’amica Sandy, nelle altre due bellissime canzoni Shaky Nancy e The Angels Took My Racehorse Away. Sempre nel corso del 1972, su istigazione di Linda che invitò Rchard in studio, i due registrarono 3 brani insieme, due destinati ad un album Vanishing Trick del poeta Brian Patten, che uscirà solo nel 1976 e uno con Martin Carthy: solo la voce splendida di Linda e una chitarra acustica, Richard nelle prime due e Martin nella terza, in Embroidered Butterflies c’è anche John Taylor al piano elettrico, le altre due sono After Frost e Sometimes It Happens, tutte rigorosamente inedite su CD, come tutto il contenuto del primo CD del box (a voler essere pignoli i brani di Patten sono in usciti in Giappone).

Restless Boy e The World Is A Wonderful Place sono due canzoni scritte da Richard per un musical che era stato proposto a Linda e doveva essere basato sulla storia del Figliol Prodigo: un peccato non averle mai sentite, ma si rimedia in questo Box, Linda voce, Richard chitarra e basso, più la brava Lindsay Cooper degli Henry Cow all’oboe. Per completare il primo CD due pezzi dal vivo: Shady Lies è un brano di impronta country scritto per Iain Matthews e preso da un raro concerto al London University College del 25 ottobre 1972, nel quale la coppia Thompson (che si sposerà 5 giorni dopo) si unisce alla Albion Country Band, l’altro un traditional Napoleon’s Dream solo voci a cappella, da un concerto a Leeds nel gennaio del 1973, dal primo tour della band.

Chapter 2. I Want To See The Bright Lights Tonight. A maggio del 1973, in tre giorni ai Sound Techniques di Londra, con la produzione congiunta di Richard e dell’ingegnere del suono John Wood, viene realizzato il primo capolavoro assoluto della coppia, dieci brani scritti da Rchard, ed un album che a causa della crisi petrolifera in atto all’epoca vedrà la luce solo il 30 aprile del 1974: in quel periodo nel 1973 Richard aveva iniziato a manifestare interesse nel movimento Sufi, entrando poi in una comune con la moglie, che lo seguiva suo malgrado, come dirà più avanti. Il disco è comunque splendido: si parte con una sequenza da sogno sulla prima facciata con When I Get To The Border, The Calvary Cross, Withered And Died, I Want To See The Bright Lights Tonight e Down Where The Drunkards Roll, c’è gente che non ha realizzato così tante canzoni meravigliose in un’intera carriera.

Richard, che nei Fairport Convention era adibito solo alle armonie, già in Henry The Human Fly aveva trovato una propria voce e in questo album canta nei primi due brani, già tipici del suo stile unico ed inimitabile, spesso in duo con Linda, ma anche da solo come in The Calvary Cross, dove rilascia anche un acidissimo assolo che nei concerti dal vivo si dilaterà in un vero tour de force, mentre Linda, ormai quasi una pari di Sandy Denny ,canta divinamente le altre, anche i brani della seconda facciata, dove brillano Has He Got A Friend For Me, il puro folk di The Little Beggar Girl, lasciando all’ispirato consorte la sublime The End Of The Rainbow e We Sing Hallelujah, con Linda ancora magnifica in The Great Valerio.

Nelle bonus tracks spiccano l’inedita Mother And Son, cantata ancora da Linda con Richard al piano e all’hammered dulcimer, il demo acustico intenso e intimo di Down Where The Drunkards Roll con Simon Nicol al dulcimer, la versione alternativa full band di The End Of The Rainbow con Linda voce solista alternata con Richard, più bella dell’originale, il demo di A Heart Needs A Home che uscirà nel successivo Hokey Pokey e una versione acustica dal vivo al Rainbow di Londra nel 1975 di The Great Valerio, molto buia e pessimista, ma alla fine il pubblico è in delirio.

Questa volta critiche entusiaste della stampa inglese e poi internazionale, che negli anni a venire lo ha inserito spesso e volentieri tra i classici assoluti: come viene ricordato nel libro, anche questo album, come tutti quelli di Thompson fino al 1985, non turberà minimamente le classiche di vendita.

Chapter 3. Hokey Pokey. Tra settembre ed ottobre del 1974, sempre agli stessi studios, e con la co-produzione dell’amico Simon Nicol, viene registrato Hokey Pokey il secondo disco per la Island, altro grande album, tra i musicisti, come nel precedente, spiccano la sezione ritmica di Pat Donaldson e Timi Donald, John Kirkpatrick accordion e concertina, Simon Nicol dulcimer, tutte le canzoni sempre di Richard, a parte l’ultima scritta da Mike Waterson. Le luci sono meno brillanti, la visione più pessimistica, le canzoni forse meno memorabili, se il disco precedente è da 5 stellette, questo “solo” da 4. Hokey Pokey (The Ice Cream Song) è una mossa e danzante traccia cantata da Linda con il controcanto di Richard, che prosegue ad inanellare assoli alla chitarra, confermando il suo status di chitarrista superbo, già riconosciuto con i Fairport Convention, e che poi si cementerà vieppiù negli anni a venire, al violino Aly Bain.

I’ll Regret It All In The Morning è una delle tipiche malinconiche e amare ballate che provengono dal suo canone musicale, cantata dallo stesso Richard, sempre più sicuro anche nella parte vocale, mentre Smiffy’s Glass Eyes si rifà al classico suono dei Fairport più folk(rock), l’orientaleggiante Egypt Room esplora la passione verso la musica orientale (esplicitata anche nella conversione all’Islam meno radicale) mantenendo però la sua abilità nel maneggiare con grande classe l’uso delle melodie e dei temi del rock, e a seguire una delle sue più struggenti canzoni d’amore come Never Again, dedicata alla mai dimenticata fidanzata scomparsa nell’incidente che si portò via anche il batterista Martin Lamble, cantata con rara partecipazione da Linda che tocca le corde dell’ascoltatore con una interpretazione sofferta e sublime.

Georgie On A Spree, più lieve e leggera illustra il lato più ludico ed ironico della musica di Richard che mescola tocchi music-hall e country in questa leggiadra canzone cantata sempre da Linda; Old Man Inside A Man per certi versi è una confessione, quasi una resa, di Richard rispetto al proprio carattere ed all’approccio alla vita, ne risulta un’altra ottima canzone, ribadita anche nella pessimista The Sun Never Shines On The Poor, un valzerone con qualche rimando beatlesiano, che poi lascia spazio al pezzo più bello del disco, la romantica A Heart Needs A Home, superba ballata pianistica affidata a Linda, che rivaleggia con le più belle canzoni di Sandy Denny. Mole In The Hole, consigliata dall’amico Martin Carthy, viene dal repertorio di una delle dinastie classiche del folk inglese, i Watersons, una sorta di brillante e gioiosa simil giga elettrica, cantata sempre da Linda. Solo due bonus inedite in questo CD: Hokey Pokey acustica dal vivo nel 1975 per una trasmissione radiofonica, qualità sonora da rivedere, e una alternate take di A Heart Needs A Home che anche in questo caso forse supera l’originale.

Fine prima parte.

Bruno Conti

Un’Altra Bellissima Sorpresa In Uscita All’11 Settembre: Il Box Hard Luck Stories Con L’Integrale Di Richard & Linda Thompson

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Richard & Linda Thompson – Hard Luck Stories – Deluxe Box 8 CD UMC/Universal Music – 11-09-2020

In attesa di un corposo articolo che ho scritto in relazione a questo cofanetto e che leggerete sul Buscadero di Settembre e poi su questo Blog, vi anticipo i dati essenziali relativi ad Hard Luck Stories, box che traccia il tragitto musicale (e anche le vicende umane, grazie ad un bellissimo libro rilegato di 72 pagine contenuto nella confezione) di Richard e Linda Thompson, la coppia regina del folk-rock britannico, e non solo, dai primi incontri ad inizio anni ’70, fino alla tempestosa separazione, avvenuta nel 1982, dopo la pubblicazione di Shoot Out The Lights. A seguire trovate l’incipit e le premesse del box.

Era stato annunciato in uscita per questa primavera, prima che scoppiasse la buriana del coronavirus, ma ora eccolo in uscita per l’11 settembre (data forse non molto fausta per gli scaramantici), questo cofanetto Hard Luck Stories 1972-1982 raccoglie i 6 album ufficiali della discografia di Richard & Linda Thompson, rimasterizzati ad arte per l’occasione, con il fattivo aiuto della coppia rappacificata che ha anche compilato i contenuti di questa collezione. 8 CD, tra i quali First Light e Sunnyvista, con nuovi masters ritrovati di recente. 113 canzoni, di cui 31 inedite e moltissime rarità: per la serie anche l’occhio vuole la sua parte il tutto è raccolto in un bellissimo manufatto, con un libro rilegato di 72 pagine di eccellente fattura, ricco di foto, tra gli altri, di Keith Morris, Gered Mankowitz e Pennie Smith, ma anche dalla collezione personale di Richard & Linda, che hanno altresì rilasciato molti ricordi di quegli anni trascorsi insieme, e ci sono pure due ottimi nuovi saggi scritti dai giornalisti Patrick Humphries e Mick Houghton. Una produzione artistica sontuosa che illustra i 10 anni in cui hanno lavorato insieme attraverso un lavoro complessivo tra i più ricchi prodotti dalla scena musicale inglese di quel periodo, e non solo in ambito folk. L’opera omnia è stata divisa in 8 capitoli, come i CD, e una Coda finale, solo come scritto nelle corpose note del libro, che illustra quanto successo dal 1983 a oggi.

E questo è il contenuto completo del cofanetto.

[CD1: Sometime It Happens – The Early Years]
1. Sweet Little Rock And Roller – The Bunch – Alt version – Previously Unreleased
2. The Locomotion – The Bunch – from ‘Rock On’
3. My Girl In The Month of May – The Bunch – from ‘Rock On’
4. When Will I Be Loved – duet with Sandy Denny
5. Amazon Queen – Previously Unreleased
6. Shaky Nancy – from ‘Henry The Human Fly’
7. The Angels Took My Racehorse Away – from ‘Henry The Human Fly’
8. Embroidered Butterflies – from Brian Patten’s ‘Vanishing Trick’
9. After Frost – from Brian Patten’s ‘Vanishing Trick’
10. Sometimes It Happens – Demo – from ‘Dreams Fly Away’
11. Restless Boy – Demo – from ‘Give Me A Sad Song’
12. The World Is A Beautiful Place – from ‘Give Me A Sad Song’
13. Shady Lies – Live at London University College, 25/10/1972
14. Napoleon’s Dream – Live at London University College, 25/10/1972

[CD2: I Want To See The Bright Lights Tonight – Expanded]
1. When I Get To The Border
2. The Calvary Cross
3. Withered And Died
4. I Want To See The Bright Lights Tonight
5. Down Where The Drunkards Roll
6. We Sing Hallelujah
7. Has He Got A Friend For Me?
8. The Little Beggar Girl
9. The End Of The Rainbow
10. The Great Valerio
Bonus Tracks:
11. Mother And Son – Previously Unreleased
12. Down Where The Drunkards Roll – Take 1 – Previously Unreleased
13. The End Of The Rainbow – Linda Thompson vocal version – Previously Unreleased
14. A Heart Needs A Home – Demo version – Previously Unreleased
15. The Great Valerio – from ‘Live At The Rainbow’, 16/03/1975

[CD3: Hokey Pokey – Expanded]
1. Hokey Pokey Song (The Ice Cream Song)
2. I’ll Regret It All In The Morning
3. Smiffy’s Glass Eye
4. Egypt Room
5. Never Again
6. Georgie On A Spree
7. Old Man Inside A Young Man
8. The Sun Never Shines On The Poor
9. A Heart Needs A Home
10. Mole In A Hole
Bonus Tracks:
11. Hokey Pokey – Live on Marc Time – 1975 – Previously Unreleased
12. A Heart Needs A Home – Alternate 1976 version

[CD4: Pour Down Like Silver – Expanded]
1. Streets Of Paradise
2. For Shame Of Doing Wrong
3. The Poor Boy Is Taken Away
4. Night Comes In
5. Jet Plane In A Rocking Chair
6. Beat The Retreat
7. Hard Luck Stories
8. Dimming Of The Day / Dargai
Bonus Tracks:
9. Wanted Man – Previously Unreleased
10. Last Chance – Previously Unreleased
11. Diming Of The Day – Demo version – Previously Unreleased
12. Things You Gave Me – Live at Oxford Polytechnic, 27/11/1975
13. It’ll Be Me – Live at Oxford Polytechnic, 27/11/1975
14. Calvary Cross – Live at Oxford Polytechnic, 27/11/1975

[CD5: The Madness Of Love – Live – Previously Unreleased]
1. Dargai – Live at Queen Elizabeth Hall, 25/04/1975
2. Never Again -Live at Queen Elizabeth Hall, 25/04/1975
3. Dark End Of The Street – Live at Queen Elizabeth Hall, 25/04/1975 – Remixed
4. Beat The Retreat – Live at Queen Elizabeth Hall, 25/04/1975 – Remixed
5. The Sun Never Shines On The Poor – Live at Queen Elizabeth Hall, 25/04/1975
6. If I Were A Woman And You Were A Man – Theatre Royal, London, 01/05/1977
7. The Madness Of Love – Live, Theatre Royal, London, 01/05/1977
8. Night Comes In (Linda vocal) – Live, Theatre Royal, London, 01/05/1977
9. A Bird In God’s Garden – Live, Theatre Royal, London, 01/05/1977
10. The King Of Love – Live, Theatre Royal, London, 01/05/1977
11. Layla – Live, Theatre Royal, London, 01/05/1977

[CD6: First Light – Expanded]
1. Restless Highway
2. Sweet Surrender
3. Don’t Let A Thief Steal Into Your Heart
4. The Choice Wife
5. Died For Love
6. Strange Affair
7. Layla
8. Pavane
9. House Of Cards
10. First Light
Bonus Tracks:
11. Strange Affair – Demo version – Previously Unreleased
12. Drunk – Demo version – Previously Unreleased
13. The Dust Of Your Road – Demo version – Previously Unreleased
14. Layla – Demo version – Previously Unreleased
15. Died For Love – Demo version – Previously Unreleased
16. First Light – Demo version

[CD7. Sunnyvista – Expanded]
1. Civilization
2. Borrowed Time
3. Saturday Rolling Around
4. You’re Going To Need Somebody
5. Why Do You Turn Your Back?
6. Sunnyvista
7. Lonely Hearts
8. Sisters
9. Justice In The Streets
10. Traces Of My Love
Bonus Tracks:
11. Georgie On A Spree – 7” single version
12. Lucky In Life – Demo version – Previously Unreleased
13. Speechless Child – Demo version – Previously Unreleased
14. Traces Of My Love – Demo version – Previously Unreleased
15. For Shame Of Doing Wrong – Gerry Rafferty version
16. The Wrong Heartbeat – Gerry Rafferty version
17. Back Street Slide – Gerry Rafferty session – 1996 remix

[CD8: Shoot Out The Lights – Expanded]
1. Don’t Renege On Our Love
2. Walking On A Wire
3. A Man In Need
4. Just The Motion
5. Shoot Out The Lights
6. Back Street Slide
7. Did She Jump Or Was She Pushed?
8. Wall Of Death
Bonus Tracks:
9. Living In Luxury – 7” single version
10. The Wrong Heartbeat – ‘Shoot Out The Lights’ version – Previously Unreleased
11. I’m A Dreamer – Gerry Rafferty session – 1996 remix
12. Walking On A Wire – Gerry Rafferty session – 1996 remix
13. Pavanne – Live, 2nd Story, Bloomington, Indiana, 29/5/1982 – Previously Unreleased
14. High School Confidential – Live, 2nd Story, Bloomington, Indiana, 29/5/1982 – Previously Unreleased

Direi che siamo nella categoria degli imperdibili.

Bruno Conti
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I Classici Non Mancano Neppure Nel Secondo Capitolo! Richard Thompson – Acoustic Classics II

richard thompson acoustic classics II

Richard Thompson – Acoustic Classics II – Beeswing/Proper

Nel primo volume, uscito circa tre anni fa nel luglio 2014, Richard Thompson aveva rivisitato una nutrita serie di “classici” del proprio repertorio in versione acustica: brani già eseguiti moltissime volte in modalità voce e chitarra, ma tratti solo da esibizioni live, mentre per il disco si era scelto proprio di inciderli ex novo, con un arrangiamento ad hoc e con la tecnologia di studio a disposizione, nonché spesso con l’esperienza e la visione differente maturate in quasi 50 anni di carriera. Il bacino da cui pescare non mancava di sicuro, in quanto il musicista di Notting Hill Gate ha scritto una serie impressionante di bellissime canzoni e quindi c’era solo l’imbarazzo della scelta: e quindi nel CD del 2014, che forse allora non era ancora previsto fosse il primo di una serie, troviamo brani splendidi come I Want To See The Bright Lights, Wall The Death, Walking On A Wire, 1952 Vincent Black Lightning, Shoot Out The Lights, tanto per citarne alcune, comunque potete leggere dei contenuti completi qui http://discoclub.myblog.it/2014/07/21/electric-quasi-inevitabilmente-richard-thompson-acoustic-classics/ . Per il nuovo capitolo Thompson ha deciso di andare ancora più a fondo nel proprio songbook, riprendendo anche alcuni dei pezzi scritti per i Fairport Convention, oltre ad alcune canzoni tratte dal repertorio solista, quello più ampio ed altre ancora incise anche da altri cantanti. Il risultato è come sempre di grande fascino, sia per gli amanti di Richard Thompson, sia per chi lo avvicina per la prima volta, per quanto il sottoscritto, come si desume dai numerosi post che gli ho dedicato sul Blog e anche da parecchie recensioni scritte per il Buscadero, lo predilige in versione elettrica, o forse, meglio in ancora, in una combinazione delle due modalità.

L’apertura è affidata a She Twists The Knife Again, un brano tratto da Across A Crowded Room del 1985, il secondo album del post Richard & Linda Thompson (ma in mezzo c’era stato Small Town Romance, un album acustico dal vivo, uno dei tanti della sua discografia), una delle sue canzoni più accorate, ricca di rabbia e disperazione, sulla dissoluzione di un rapporto, forse un “classico” minore ma che comunque ad oltre trenta anni dalla sua composizione, e anche in versione acustica, non ha perso la rabbia e l’urgenza della versione originale, forse temperate dalla distanza temporale ma ancora brucianti, con la chitarra acustica a disegnare le solite traiettorie incredibili. The Ghost Of You Walks era su You? Me? Us?, il doppio album uscito nel 1996, tra i più controversi a livello critico di Thompson, secondo il sottoscritto comunque un piccolo capolavoro, e con questa canzone dove si apprezzava il lavoro dell’altro grande Thompson, Danny, un brano intimista e malinconico. Genesis Hall, uno dei primi capolavori scritti per i Fairport Convention, appariva su Unhallbricking del 1969 ed era in origine cantata da Sandy Denny, Richard ci regala una splendida versione aggiornata per questo Acoustic Classics, Jet Plane In A Rocking Chair era su Poor Down Like Silver, il disco del 1975 inciso insieme a Linda, un alto “classico minore”, ma ci sarebbe gente pronta a uccidere per scrivere delle canzoni così belle, e Thompson la canta con la sua voce unica e particolare che a 68 anni non mostra cenni di cedimento, ancora fresca e vivace, oggi come ieri.

A Heart Needs A Home è una delle sue ballate più belle (ma ne ha scritte di brutte?), struggente e delicata, è un’altra delle canzoni incise con Linda, ma che poi ritorna periodicamente nei suoi dischi, sempre unica e diversa. Pharaoh non è notissima, secondo alcuni è una delle sue composizioni più affascinanti, per altri addirittura la più bella, in origine era su Amnesia del 1988, il secondo disco prodotto da Mitchell Froom; io non mi spingerei così a fondo nell’entusiasmo, per quanto il brano sia intenso ed avvolgente, riservando le mie lodi per Gethsemane, una delle sue perle nascoste, apparsa su The Old Kit Bag, il disco del 2003 che andrebbe ripescato tra i suoi lavori migliori: in questa versione doppia chitarra acustica, una che tiene il ritmo e l’altra che disegna fregi sonori di classe sopraffina. Devonside ammetto che non la ricordavo neppure io, si trova su Hand Of Kindness, il primo disco del post Richard & Linda, un’altra storia di una relazione finita tragicamente, ma in questo caso non legata direttamente alla propria vicenda; non sarà nota ma è pur sempre un ascolto avvincente; così come quello della successiva Meet On The Ledge, a tutt’oggi la signature song dei Fairport, scritta quanto aveva 19 anni, ed interpretata insieme alla Denny su What We Did On Our Holidays, una sorta di variazione sul tema dell’amore eterno che anche oggi, in questa versione della maturità, non ha perso un briciolo del suo fascino, con Richard che ancora una volta si sdoppia alla chitarra acustica per questa splendida canzone.

Keep Your Distance viene da Rumor And Sigh, uno degli album degli anni ’90, per chi scrive uno dei migliori della maturità, lo stesso disco di 1952 Vincent Black Lightning e I Misunderstood presenti nel precedente Acoustic Classics, un’altra delle tipiche composizioni del nostro, con la rara presenza di una seconda voce ad armonizzare la melodia avvolgente e calda. Bathsheba Smiles viene da Mock Tudor, l’ultimo disco degli anni ’90, siamo nel 1999, e forse anche il più bello complessivamente, con brani che magari non si ricordano singolarmente, ma sono sempre di grande pregio, come questo, sempre ammaliante anche in dimensione acustica (ma se vi viene voglia di ascoltarli in versione elettrica sono ancora più brillanti). Crazy Man Michael, scritta sempre a 19 anni, insieme a Dave Swarbrick, per il capolavoro assoluto dei Fairport Convention e del folk-rock, Liege And Lief, anche questa affidata alla splendida voce di Sandy Denny ed ora riletta di nuovo alla voce del suo autore per una versione di rara intensità e bellezza, arricchita da un fingerpicking  chitarristico di grande tecnica e feeling. Il brano più recente contenuto in questo secondo capitolo della saga acustica è Guns Are The Tongues, che proviene da Sweet Warrior del 2007, uno degli ennesimi capolavori degli anni della maturità, un brano dove appare anche un mandolino per rendere la tragicità di questa devastante storia di un ragazzo allenato per diventare una macchina da guerra, cantata, a tratti, nuovamente con doppia voce, con una partecipazione ed una intensità una volta ancora quasi palpabili. E ancora da Rumor And Sigh, uno degli album più saccheggiati troviamo Why Must I Plead? un’altra delle sue canzoni d’amore, supplice e struggente, magnifica anche in questa “nuova” dimensione acustica.

Richard Thompson colpisce ancora!

Bruno Conti

 

Dopo Electric, Quasi Inevitabilmente… Un Altro “Piccolo” Capolavoro! Richard Thompson – Acoustic Classics

richard thompson acoustic classics

Richard Thompson – Acoustic Classics – Beeswing Inc./Proper Music/Ird

Dopo lo stupendo Electric http://discoclub.myblog.it/2013/02/22/semplicemente-richard-thompson-electric/, uscito all’incirca un anno e mezzo, era quasi inevitabile che Richard Thompson ci proponesse un disco acustico, una delle forme in cui più si esibisce nella dimensione concertistica https://www.youtube.com/watch?v=IfdkyHaD5OA (anche perché, per motivi economici, girare con una band costa) e che invece nel formato discografico risulta poco frequentata dal nostro. A ben guardare bisogna risalire al 1984, trent’anni fa, per trovare un disco solo voce e chitarra di Thompson, ovvero SmallTown Romance, peraltro registrato in concerto al Bottom Line di New York, due anni prima, agli inizi del 1982. E controllando la lista di quel disco, solo due brani si sovrappongono, I Want To See The Brights Lights Tonight Down Where The Drunkards Roll, un po’ perché alcuni dei “classici” che appaiono in questo nuovo disco non erano stati ancora scritti e, soprattutto, perché le ferite della separazione, artistica e coniugale, con Linda Thompson, non si erano ancora rimarginate e quindi andare a toccare alcune di quelle bellissime canzoni che avevano caratterizzato una decade di musica insieme provocavano una sensazione dolorosa.

richard thompson 1

Ora, che di anni ne sono passati più di trenta, e Richard si è riavvicinato alla ex moglie , riappropriandosi anche di tutto il suo vecchio repertorio, quale migliore occasione di questa per riproporlo in una veste solitaria, solo con la voce e una chitarra acustica Lowden, scegliendo tra il suo sterminato repertorio, ma in una dimensione di studio. Infatti il disco non è dal vivo, ma è stato registrato in studio, dandoci la possibilità di ascoltare quelle che possono essere considerate tra le sue canzoni più rappresentative, non certo nella forma del Greatest Hits (perché successi, se non di critica, mai ne ha avuti) ma piuttosto in una sorta di “Richard Thompson sings his best songs” e quante ce n’erano da scegliere, quindi immagino che ridurle alle quattordici che appaiono in questo Acoustic Classics (e non ci sono quelle con i Fairport Convention) non sia stata una operazione facile, ma piacevole, anche per chi andrà ad ascoltarle, cioè noi  !

richard thompson live

In poco più di 50 minuti troviamo riunite alcune delle più belle canzoni che hanno fatto la storia della nostra musica: dalla splendida I Want To See The Bright Lights, che apre le danze, una delle più belle canzoni di tutti i tempi https://www.youtube.com/watch?v=go6-OOZaqK0  (secondo chi scrive Richard Thompson è tra i cinque migliori autori nella storia della canzone anglo-americana degli ultimi cinquant’anni, gli altri quattro, se volete saperlo, sono Dylan, Lennon-McCartney, che valgono per uno, Van Morrison e Bruce Springsteen, con Jimi Hendrix, in veste di wild card, e tantissimi altri, lì vicino, ad una inezia, a cominciare da John Fogerty. E’ meglio che mi fermi, ce ne sono troppi, per fortuna, quasi altrettanto indispensabili). Il secondo brano è un altro capolavoro, Walking On A Wire, brani che sono stupendi nelle loro versioni “elettriche” ma che rifulgono di una luce quasi abbagliante anche in queste versioni più intime, concise, con la chitarra acustica di Thompson che disegna traiettorie semplici ma quasi altrettanto essenziali di quelle originali e quella voce, particolare ed unica, che le riempie di nuovi significati. In effetti potremmo parlare di un disco ideale sia per i neofiti, che vogliono ascoltare il meglio, sia per i fans, i completisti, che non hanno mai abbastanza di che bearsi.

richard thompson one door open

Il terzo brano, anche questo stupendo, è Wall Of Death, che in origine si trovava su Shoot Out The Lights, il canto del cigno della coppia Richard & Linda Thompson, canzone tristissima ma ricca di mille suggestioni, come la successiva Where The Drunkards Roll, cha appariva invece nel loro disco di esordio, insieme alla title-track I Want To See The Brights Lights Tonight. Richard, oltre che chitarrista elettrico superbo è anche un grandissimo all’acustica, e quindi i florilegi che ci regala con la sua Lowden sono da gustare con piacere, quasi centellinare, stiamo ascoltando un maestro della chitarra in azione. Non ci sono solo brani celeberrimi in questo album, ma anche gli episodi cosidetti “minori” sono fior di canzoni, prendete la galoppante One Doors Opens, che appariva su un album poco noto, ma molto bello, ci mancherebbe, come Old Kit Bag oppure un brano come Persuasion, scritto con il neozelandese Tim Finn, “inventore” dei mai dimenticati Split Enz, e fratello del più famoso Neil, quello dei Crowded House, una canzone apparsa solo sulla antologia quadrupla Walking On A Wire, in qualche live ed interpretata come duetto con il figlio Teddy, altro brano di una bellezza quasi oltraggiosa https://www.youtube.com/watch?v=0fhJlc52hrA .

richard thompson live 2

1952 Vincent Black Lightning, una delle più belle canzoni mai dedicate ad una moto, era già acustica all’origine, uno dei suoi cavalli di battaglia in concerto, fin dall’apparizione in Rumor And Sigh, altro album tra i migliori della discografia di Thompson, e brano inserito tra le “100 All Time Songs” dalla rivista Time, con il vorticoso fingerpicking sulla chitarra che lo ha sempre caratterizzato https://www.youtube.com/watch?v=td2sewfxz88 . I Misunderstood è uno dei rarissimi brani di Richard che ha rischiato di diventare un singolo da classifica, anche grazie ad un bel video che circolava su MTV, viene sempre da Rumor and Sigh ed è un’altra bellissima canzone https://www.youtube.com/watch?v=te4YKjLJPro (in quel disco ce n’era una terza I Feel So Good, che in classifica ci entrò, sia pure nelle Billboard Modern Rock Tracks, non in quelle principali). Anche From Galway To Graceland, altro brano spettacolare, non è mai apparsa in un album ufficiale della discografia, ma solo nella ennesima antologia Watching The Dark, secondo voi quanti sono gli artisti che si possono permettere di disseminare tanti gioielli anche tra i cosiddetti “scarti” della propria propria produzione? Forse proprio, non a caso, solo quelli che ho citato poc’anzi tra i grandissimi!

richard thompson 3

L’ultima cinquina di brani si apre con Valerie, uno dei brani più rock del suo canone sonoro, ma che è scintillante anche in questa versione acustica, con un intricatissimo lavoro di chitarra, la canzone in origine era su Daring Adventures del 1986. Altro tuffo nel passato, e altro capolavoro, Shoot Out The Lights, canzone-metafora sulla fine di un matrimonio e di un amore (che Wikipedia ci ricorda essere un brano della band metal Diamond Head, non sapevo, mi pare un chiaro esempio di omonimia). Beeswing è il nome dell’etichetta personale di Richard Thompson (quella che pubblica questo CD), ma è anche il titolo di un ulteriore brano, che appariva in origine su Mirror Blue, altro clamoroso esempio di folk contemporaneo di questo genio della musica, a occhio, anzi a orecchio, mi sembra che nel brano ci siano due chitarre, o è forse un mandolino quello di supporto? When The Spell Is Broken era su Across A Crowded Room, il disco che avrebbe dovuto dargli il successo commerciale, ma fu un clamoroso flop di vendite, l’ultimo album registrato in Inghilterra e l’ultimo prodotto da Joe Boyd, possiamo aggiungere un bel “ecchisenefrega”, vista la bellezza della canzone https://www.youtube.com/watch?v=xyxR8iU3Jxs . Forse la più bella in assoluto (ma è una bella lotta) è proprio quella posta in conclusione di questo Acoustic Classics, si chiama Dimming Of The Day e ogni volta che la ascolto capisco perché amo così tanto Richard Thompson e la sua musica, perché spesso queste canzoni sfiorano la perfezione del genio https://www.youtube.com/watch?v=ZaaSAwjPOlk !

Esce domani ufficialmente.

Bruno Conti

Novità Di Giugno Parte III. Tribute Americana To Paul McCartney, Tribute To Kate McGarrigle, Mavis Staples, Delbert & Glen, Aoife O’Donovan, Donna The Buffalo, Jane’s Addiction, Bobby Whitlock, Booker T Jones

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Riprendiamo con le ultime novità discografica. Partiamo con i tributi, due a personaggi importanti e uno “virtuale” del sottoscritto ad una “signora” che non molla mai.

Partiamo con Let Us In Americana The Music Of Paul McCartney, un CD delle canzoni di Paul McCartney (e John Lennon) per raccogliere fondi per le donne in difficoltà e per il fondo sulla ricerca per il cancro. Esce il 25 giugno per la Reviver Records, il giorno che andò in onda lo speciale televisivo della BBC in mondovisione Our World, con i Beatles che cantavano All You Need Is Love. Prodotto e registrato da Phil Madeira tra Nashville, New York e San Francisco, oltre che per una buona causa è anche per la buona musica:

The Wood Brothers – “Come And Get It”
Buddy Miller – “Yellow Submarine”
Will Hoge – “Band On The Run”
Jim Lauderdale – “I’m Looking Through You”
Holly Williams – “My Love”
Teddy Thompson *** – “Let Me Roll It”
Bruce Cockburn ** – “Fool On The Hill”
Ollabelle ** – “Get Back”
Lee Ann Womack – “Let ‘Em In”
Steve Earle & Allison Moorer *** – “I Will”
Rodney Crowell * – “Every Night”
Matraca Berg – “Yesterday”
Ketch Secor – “Give Ireland Back To The Irish”
Sam Bush – “I’ve Just Seen A Face”
Ed Snodderly – “Uncle Albert/Admiral Halsey”
The McCrary Sisters (Amy Helm, Fiona McBain & Allison Moorer) – “Let It Be”

New York ** and San Francisco ***

Il cast è assolutamente all’altezza (a parte Ed Snodderly che non ho mai frequentato) e le canzoni pure!

Altro tributo a carattere benefico (per la ricerca sul Sarcoma) è quello dedicato alla musica di Kate McGarrigle. Il titolo completo del disco è Sing Me The Songs: Celebrating The Works Of Kate McGarrigle. Uscirà anche un documentario intitolato Sing Me The Songs That Say I Love You… che verrà proiettato il 25 giugno in contemporanea all’uscita del doppio CD pubblicato dalla Nonesuch Records. Entrambi prendono a piene mani dai tre concerti tenuti per l’occasione a Londra, New York e Toronto nel 2012 e dai quali Joe Boyd, che supervisiona l’operazione, ha estratto i brani per questo gioiellino. Ci sono molte chicche tra cui, per la prima volta insieme su un palco, da oltre trenta anni, Richard & Linda Thompson, e varrebbe solo per quello se non ci fossero anche, in varie combinazioni:

Disc: 1
1. Kiss and Say Goodbye – By Rufus Wainwright, Anna McGarrigle, Martha Wainwright
2. Southern Boys – By Rufus Wainwright
3. Talk to Me of Mendocino – By Norah Jones
4. Entre Lajeunesse et la sagesse – By Rufus Wainwright, Anna McGarrigle, Emmylou Harris
5. Matapedia – By Martha Wainwright
6. I Eat Dinner (When the Hunger’s Gone – By Rufus Wainwright, Emmylou Harris
7. Swimming Song – By Jimmy Fallon
8. Saratoga Summer Song – By Teddy Thompson
9. Tell My Sister – By Martha Wainwright
10. I Don’t Know – By Krystle Warren
11. First Born – By Rufus Wainwright, Martha Wainwright
12. Heart Like a Wheel – By Emmylou Harris, Anna McGarrigle, Krystle Warren, Martha Wainwright, Lily Lanken
13. Go Leave – By Antony
14. As Fast As My Feet Can Carry Me – By Emmylou Harris, Norah Jones
15. Walking Song – By Rufus Wainwright
16. Proserpina – By Kate McGarrigle, Sloan Wainwright, Martha Wainwright
Disc: 2
1. I Am a Diamond – By Martha Wainwright, Rufus Wainwright
2. Mother Mother – By Broken Social Scene
3. On My Way To Town – By Anna McGarrigle, Sylvan Lanken, Lily Lanken
4. Over The Hill – By Norah Jones, Lily Lanken
5. I Cried for Us – By Rufus Wainwright, Antony
6. The Work Song – By Justin Vivian Bond
7. Come Back Baby – By Jenni Muldaur, Teddy Thompson, Greg Prestopino
8. Oliver, Remember Me? – By Rufus Wainwright
9. Dans le silence – By Robert Charlebois, Anna McGarrigle
10. Jacques and Giles – By Anna McGarrigle, Lily Lanken
11. All the Way to San Francisco – By Martha Wainwright
12. Tell My Sister – By Peggy Seeger
13. Travelling On For Jesus – By Chaim Tannenbaum
14. Go Leave – By Linda Thompson, Richard Thompson
15. Darlin’ Kate – By Emmylou Harris
16. Dink’s Song – By Anna McGarrigle, Chaim Tannenbaum, Rufus Wainwright, Martha Wainwright
17. Love Over and Over – By Sing Me The Songs Ensemble
18. I Just Want to Make It Last – By Kate McGarrigle

Si usa dirlo, ma, in questo caso, veramente imperdibile!

Mavis Staples il 10 luglio compirà 74 anni, ma da quando nel 2004 con Have A Little Faith ha iniziato quella che si può definire una seconda carriera, non ha più sbagliato un disco, uno più bello dell’altro. Questo One True Vine è il secondo album che pubblica per la Anti con la produzione di Jeff Tweedy dei Wilco, dopo il fantastico You Are Not Alone, vincitore del suo unico premio Grammy come miglior album nella categoria Americana nel 2011 in quasi 50 anni di carriera. Proprio a volere essere pignoli, e ai primi ascolti, mi sembra leggerissamamente inferiore al suo predecessore, forse perché è più scarno negli arrangiamenti (nel CD appaiono come musicisti solo Tweedy e il diciassettenne figlio Spencer) ma sempre con delle canzoni formidabili, da pezzi scritti per l’occasione dallo stesso Jeff e da Nick Lowe, a cover di brani dei Low, Funkadelic e Pops Staples, cantate da Mavis con una voce che non si arrende, per il momento, allo scorrere del tempo!

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 Un altro trio di proposte dagli States.

I due album in coppia di Delbert McClinton e Glen Clark risalgono al 1972 e 1973 e ora i due, come Delbert & Glen tornano nuovamente insieme con Blind, Crippled and Crazy, uscito per la New West lo scorso 18 giugno, ma in gestazione da una decina di anni. Il duo texano ricomincia esattamente da dove aveva lasciato 40 anni fa: blues, soul, country, R&B, vogliamo aggiungere swamp rock e honky tonk, tutti miscelati in uno stile composito e trascinante, sostenuto da un paio di voci che benché mostrino la loro non più tenera età (McClinton i 70 anni li ha passati da un pezzo e Clark ne ha compiuti 65 quest’anno), comunque sono ancora in grado di armonizzare tra loro e trascinare gli ascoltatori come ai bei tempi andati. Il materiale è stato scritto e prodotto, in gran parte, dai due, con un aiuto anche da Gary Nicholson pure in cabina di regia con loro. Tra i musicisti e gli autori sono presenti l’ottimo batterista Tom Hambridge, così come Stuart Duncan a violino e mandolino, Anson Funderburgh e James Pennebaker alle chitarre, Bruce Katz alle tastiere e molti altri, oltre allo stesso Delbert McClinton all’armonica, che come si ricordava su altre pagine virtuali di questo Blog suonava lo strumento anche nella versione originale di Hey Baby di Bruce Channel (peraltro presente come co-autore di Oughta Know anche in questo nuovo album a 50 anni dalla precedente collaborazione) e nel susseguente tour inglese del 1962 insegnò i trucchi dello strumento ad un giovane John Lennon. 

Credevo che il gruppo dei Donna The Buffalo si fosse sciolto e invece a cinque anni dal precedente Silverlined tornanp, sempre su Sugar Hill, Con questo nuovo Tonight, Tomorrow and Yesterday, co-prodotto dal grande Robert Hunter che ha registrato l’album in una chiesa rurale di Enfield, nei pressi di New York, lasciando il lato compositivo nelle mani di Jeb Puryear e Tara Nevins che sono anche i leader e le voci soliste del gruppo, tra gli antesignani delle jam bands più roots dal lontano 1993, con uno stile che mescola con abilità pop, folk, rock, Americana a cajun, zydeco e perfino reggae con ottimi risultati. E questo nuovo album, solo il nono in più di venti anni di carriera, è uno dei loro migliori in assoluto, se non li conoscete da scoprire assolutamente.

Quella bella signora ritratta sulla copertina del suo disco di esordio come solista si chiama Aoife O’Donovan e avrete letto il suo nome nei credits di decine di album che avete ascoltato negli ultimi anni (da Ruth Moody a Kathy Mattea, da Dave Douglas a Caroline Herring, passando per Alison Krauss, Yo-Yo Ma, Carrie Rodriguez, Maura O’Connell e molti altri) ma è stata per parecchi anni anche la leader dei Crooked Still, una band americana  (come lei, nonostante nome e cognome, viene da New York via Massachusetts) di bluegrass celtico (?!?). ebbene sì. Il nuovo album, Fossils, uscito per la Yep Rock l’11 giugno, la lancia nell’ambito del cantautorato alternativo: prodotto da Tucker Martine, accompagnata da una bella band elettrica, con gli ospiti Sam Amidon (uno dei dischi migliori di questo scorcio il suo Bright Sunny South, ve lo ricordo) e Dave Douglas alla tromba, si inserisce in quel filone folk-rock dei Decemberists, Avett Brothers, Black Prairie senza dimenticare i classici come Richard & Linda Thompson, Emmylou Harris e la “collega” Alison Krauss. Oltre a tutto ha anche una bellissima voce, prendete nota.

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Ultimi tre dischi per questo Post, una ristampa e due titoli in uscita il 25 giugno in America ma che usciranno solo tra luglio e settembre sul continente europeo, sempre per i “misteri” delle case discografiche.

Bobby Whitlock potrebbe non dire molto ai più ma se vi ricordo, Delaney & Bonnie, Derek & The Dominos, George Harrison, Duane Allman, forse vi verrebbe in mente il bravissimo tastierista e vocalist che appariva nei loro dischi. When There’s A Way There’s A Will The ABC-Dunhill Recordings raccoglie i suoi primi due album da solista, l’omonimo Bobby Whitlock e Raw Velvet, usciti appunto in quei primi anni ’70 e che la Light In The Attic ci ripropone in unico CD. Quando si pensa che il fondo del barile sia stato raschiato sbucano dal nulla dei dischi straordinari, soprattutto il primo, dove appaiono molti dei nomi citati prima: da Duane Allman, non accreditato ai tempi, alla slide in una fantastica Dearest I Wonder da Raw Velvet passando per i vari Clapton, Harrison, Delaney & Bonnie Bramlett.

Tra l’altro Whitlock, che ha suonato in centinaia di dischi in questi ultimi 40 anni (era presente, anche, non accreditato in Exile On main Street degli Stones), continua imperterrito a fare dischi, molto belli, con la compagna Coco Carmel, l’ultimo Esoteric del 2012, di difficilissima reperibilità, peccato. Questo è da non perdere. Piccolo particolare: se vi chiedete chi cacchio è il produttore Jim Miller, aggiungete un my dopo Jim e otterrete Jimmy Miller, quello di Spencer Davis, Traffic, Stones, Family, Chicago, Steve Miller, Blind Faith, Delaney & Bonnie e mi fermo perché mi viene da genuflettermi!

Altro tastierista eccelso è Booker T Jones, che negli ultimi anni ha ripreso a pubblicare dischi con una certa regolarità con la rinata Stax, Sound The Alarm è l’ultimo della serie (e forse il meno bello), esce il prossimo martedì 25 giugno e il 4 settembre da noi. Perché? Non lo so!.

Comunque anche in questo nuovo album. Booker T, che non canta quasi mai, ha invitato una lunga serie di ospiti del “nu soul”, qualcuno bravo, Mayer Hawthorne, Vintage Trouble, Anthony Hamilton Raphael Saadiq (in veste di strumentista, come Gary Clark Jr, Sheila E e Poncho Sanchez, che appaiono nei brani strumentali, probabilmente i migliori) e altri meno (Estelle), questa è la lista completa con brani e ospiti:

1. Sound The Alarm [feat. Mayer Hawthorne]
2. All Over The Place [feat. Luke James]
3. Fun
4. Broken Heart [feat. Jay James Picton]
5. Feel Good
6. Gently [feat. Anthony Hamilton]
7. Austin City Blues [feat. Gary Clark Jr.]
8. Can’t Wait [feat. Estelle]
9. 66 Impala [feat. Poncho Sanchez & Sheila E.]
10. Watch You Sleeping [feat. Kori Withers]
11. Your Love Is No Love [feat. Vintage Trouble]
12. Father Son Blues [feat. Ted Jones]

L’ulitmo è il figlio di Booker T, un po’ di sano nepotismo non guasta, come chitarrista non è male. Non un capolavoro, ma piacevole nell’insieme anche se non sempre mi piace il tipo di suono scelto dai produttori Bobby Ross e Issiah “IZ” Avila, quelli di Usher e Mary J Blige. 

E per finire Jane’s Addiction Live In NYC, CD, Dvd, CD+DVD, Blu-Ray, Vinile, esce il 25 giugno negli Stati Uniti per la Universal e il 9 luglio sul mercato europeo. Si tratta della registrazione del concerto tenuto al City’s Terminal di New York il 25 luglio del 2011 nel corso del tour della reunion in preparazione alla pubblicazione di The Great Escape Artist.

That’s All Folks, alla prossima.

Bruno Conti

Si Ritorna Sempre Sul Luogo Del Delitto, Ovvero Dischi Così Belli Se Ne Fanno Pochi! Richard And Linda Thompson – Shoot Out The Lights

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Richard And Linda Thompson – Shoot Out The Lights – Rhino Handmade/Warner – 2 CD

Non è nuovo, la Rhino Handmade lo aveva reso disponibile sul proprio sito l’11 novembre del 2010 per i “soliti” immancabili 40 dollari più spese di spedizione, ma visto che in questi giorni la Warner europea lo rende nuovamente disponibile, se avete in mente di fare una “pazzia finanziaria” (perché sempre caro costa) questo è il momento!

Uno dei più bei “divorce album” di tutti i tempi: brani come Don’t Renege On Our Love e Did She Jump Or Was She Pushed la dicono lunga sull’argomento, ma ci sono almeno tre delle più belle canzoni mai scritte da Richard Thompson e interpretate con quella che allora era la moglie Linda (nata Peters), Walking on A Wire, A Man In Need e Wall Of Death. Tra le più belle in assoluto anche nella storia della musica pop(olare) tutta e pure il resto del disco non scherza.

Se ci aggiungete un secondo disco con undici brani dal vivo tratti da quel “mitico” tour direi che è difficile resistere (se non fosse per il prezzo e la non facile reperibilità)! Per darvi un ulteriore stimolo, questa è la lista completa dei brani (alla fine del secondo CD, quello dal vivo, c’è anche una hidden track, una versione di The Price Of Love degli Everly Brothers, tratta da una vecchia cassetta, per il resto il sound è superbo come in tutti i Rhino Handmade):

Disc 1
1. “Don’t Renege On Our Love”
2. “Walking On A Wire”
3. “A Man In Need”
4. “Just The Motion”
5. “Shoot Out The Lights”
6. “Back Street Slide”
7. “Did She Jump Or Was She Pushed?”
8. “Wall Of Death”

Disc 2 – Live
1. “Dargai”*
2. “Back Street Slide”*
3. “Pavanne”*
4. “I’ll Keep It With Mine”*
5. “Borrowed Time”*
6. “Did She Jump Or Was She Pushed?”*
7. “I’m A Dreamer”*
8. “Honky Tonk Blues”*
9. “Shoot Out The Lights”*
10. “For Shame Of Doing Wrong”*
11. “Dimming Of The Day”*  

Uomo (e donna) avvisati…! E se vedete le mie liste di fine anno (di ogni anno) sapete perché, il nome Richard Thompson non manca mai, anche quando non ha fatto nulla (le ristampe non mancano mai).

Bruno Conti