Un’Altra Produzione Di Tab Benoit, Dell’Onesto E Solido Rock-Blues. Eric McFadden – Pain By Numbers

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Eric McFadden – Pain By Numbers – Whiskey Bayou Records

Intrigato dal bellissimo album di Damon Fowler, prodotto da Tab Benoit per la propria etichetta Whiskey Bayou Records https://discoclub.myblog.it/2018/11/13/uno-dei-dischi-rock-blues-piu-belli-dellanno-damon-fowler-the-whiskey-bayou-session/ , mi sono andato a vedere il piccolo catalogo della etichetta di New Orleans, e tra i 5 nomi sotto contratto (forse) uno di quelli che mi ha incuriosito più era il nominativo di Eric McFadden, cantante e chitarrista di colore con una cospicua carriera discografica alle spalle ( e anche in ulteriore sviluppo, visto che in questo periodo ha pubblicato per una etichetta francese anche un piacevole e raffinato tributo acustico agli AC/DC https://www.youtube.com/watch?v=VTa0Aq2qrLo ), del quale mi pareva di avere recensito qualcosa in passato per il Buscadero. Lo stile dei dischi precedenti, al di là di qualche disco acustico, di solito è un alternative rock abbastanza tirato con elementi blues e jam, in virtù di sue collaborazioni varie con musicisti del giro Fishbone, Widespread Panic, Mars Volta, Cake, ma anche collaborazioni passate con George Clinton e con Eric Burdon, oltre a diversi tour con Anders Osborne, il musicista svedese che è una delle glorie della attuale New Orleans.

Quindi forse è sembrato quasi inevitabile che McFadden unisse le forze con Tab Benoit, altro cittadino di New Orleans. per registrare un disco rock-blues e a tratti anche roots oriented, benché sempre con venature rock molto energiche, per quanto sempre di buona qualità e perciò con un sound abbastanza differente da quello di Fowler. Ovviamente negli orientamenti sonori di Eric c’è anche una buona dose di funky, una passione per il rock hendrixiano e il blues “sporco”, ma nell’insieme, anche grazie al lavoro di produzione di Benoit, che suona pure l’organo in tutto il disco, il risultato è piacevole: poi il resto lo fa un power trio poderoso, dove il bassista Doug Wimbish, giro Living Colour, ma uno che ha suonato dal rap al funk al metal con chiunque, e il batterista Terence Higgins della Dirty Dozen Brass Band, come pure in azione con Ani DiFranco e Warren Haynes, sono una sezione ritmica versatile in grado di spaziare in generi diversi.  Le canzoni sono firmate tutte dallo stesso McFadden, con qualche aiuto qui e là, e vanno dal rock-blues roccioso e cattivo dell’iniziale While You Was Gone, dal ritmo cadenzato e con le folate della solista ingrifata di Eric, che potrebbero rimandare ad un altro rocker “colored” come Eric Gales, passando per il roots-rock raffinato di Love Come Rescue Me, dove grazie all’organo “scivolato” di Benoit, gli elementi di soul e Americana music sono più evidenti e la chitarra lavora di fino. In The Girl Has Changed il trio torna a picchiare di gusto a tutto riff, dopo l’interlocutoria Long Gone, mentre la lunga Skeleton Key è un altro hard blues massiccio di quelli hendrixiani, con la chitarra in overdrive e interscambi infuocati con il basso di Wimbish.

I Never Listened To Good è un’oasi gentile con l’acustica arpeggiata di McFadden che racconta di rimpianti e lezioni imparate duramente, a tempo di folk-blues; So Hard To Leave è il classico slow torrido che non può mancare in un disco prodotto da Benoit, che con il suo organo sostiene anche le evoluzioni vibranti della solista del nostro amico https://www.youtube.com/watch?v=fymsqwRrOxU . If I Die Today è un boogie-rock sudista spinto a tutta velocità dalle parti di ZZ Top, di Johnny Winter o dei Supersonic Blues Machine di Lance Lopez, altro chitarrista che predilige il blues-rock duro e cattivo, Fool Your Heart è un rock più leggero ed orecchiabile, quasi radiofonico, ma comunque di buona fattura. The Jesus Gonna See You Naked è un altro pezzo rock con qualche elemento gospel,  su una scorza sempre dura benché con qualche apertura più melodica, con la successiva Don’t Wanna Live, una vorticosa cavalcata  che potrebbe ricordare il Ben Harper o l’Anders Osborne più rock, anche dalle parti dei North Mississippi Allstars e con la chitarra in vena di numeri solistici non indifferenti, mentre la ritmica lavora in modo turbolento https://www.youtube.com/watch?v=aSxEbr8zzlM . In chiusura Cactus Juice, un pezzo strumentale in simil flamenco di impronta elettroacustica, che se non c’entra un tubo con tutto il resto conferma le notevoli doti di virtuoso della chitarra di Eric McFadden, in ricordo dei suoi anni passati in Spagna a studiare la materia. Nel complesso comunque un buon album, se amate il genere,

Bruno Conti

Uno Dei Dischi Rock (Blues) Più Belli Dell’Anno! Damon Fowler – The Whiskey Bayou Session

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Damon Fowler – The Whiskey Bayou Session – Whiskey Bayou Records

Sono passati 4 anni dall’uscita di Sounds Of Home, album che chiudeva il suo contratto di tre dischi con la Blind Pig Records https://discoclub.myblog.it/2014/01/20/suoni-casa-tab-tanta-slide-damon-fowler-sounds-of-home/ , eccellente lavoro che evidenziava, come i precedenti, le virtù di chitarrista, cantante e compositore, nell’ordine, di Damon Fowler, nativo di Brandon, Florida, ma da anni residente in quel di New Orleans, un uomo del Sud degli States, come testimonia anche il bellissimo disco dei Southern Hospitality, la band che condivide con JP Soars, Victor Wainwright, Chris Peet e Chuck Riley, il cui disco del 2013 Easy Livin’, come pure Sounds Of Home, era stato prodotto da una delle punte di diamante della musica blues e rock della Louisiana come Tab Benoit. Negli anni successivi Fowler ha fatto parte anche della touring band di Butch Trucks, fino alla sua tragica scomparsa, e poi è stato chiamato da un altro grande ex Allman Brothers come Dickey Betts, che però, come forse avrete letto ha avuto grossi problemi di salute e quindi ha dovuto interrompere la propria attività.

Comunque nel frattempo Damon si è ricongiunto con Benoit che gli ha proposto un contratto per la sua piccola etichetta, e il disco che nasce ha preso proprio il nome di The Whiskey Bayou Session, in omaggio all’etichetta e agli Houma Louisiana Studios dove è stato realizzato. Sono  con Fowler i bravissimi Todd Edmunds al basso e Justin Headley alla batteria, con l’aggiunta di Tab Benoit, che oltre a produrre il disco suona la chitarra in tre pezzi e firma con Fowler sei brani. Il disco è un ennesimo gioiellino della discografia del nostro amico, che in questo nuovo CD  non ha perso il suo magico tocco a Fender Telecaster, slide e lap steel, di cui è un vero virtuoso, in più ha anche un gran voce, vibrante ma con sottili tonalità soul, melodica e grintosa al tempo stesso.  Il suo timbro di chitarra oscilla tra la grinta di Johnny Winter, la classe di Duane Allman, e in ambito slide Lowell George o Ry Cooder , quindi tra blues, rock e soul. Il suono creato da Benoit è splendido: nitido, con gli strumenti ben definiti e la chitarra di Fowler messa sempre in primo piano, sembrano quei vecchi dischi Stax o Capricorn, dove le chitarre di Duane Allman o Eddie Hinton si innestavano su groove ritmici paradisiaci alla Muscle Shoals, come nell’iniziale It Came Out Of Nowhere dove la voce nera e scurissima, poi lascia spazio alla solista limpidissima di Fowler, mentre la sezione ritmica va di carnoso errebì alla grande.

Fairweather Friend è un altro limpido esempio di rock-blues sudista con Damon che maramaldeggia nuovamente con la sua Telecaster letale che disegna traiettorie soliste di classe sopraffina e con un suono da leccarsi i baffi; Hold Me Tight è un brano scritto dal giamaicano Johnny Nash (ve lo ricordate, quello di I Can See Clearly Now?), che diventa un galoppante country got soul dalla melodia accattivante. Up The Line è un brano di Little Walter Jacobs, un incalzante rock-blues sporco e cattivo, basso rotondo e batteria agile, e poi la chitarra che entra come un coltello nel burro, fluida e pungente come solo i grandi solisti sanno fare.  Ain’t Gonna Rock With You No More della premiata ditta Fowler/Benoit è un bluesaccio con uso slide come se fossero tornati i vecchi Little Feat più assatanati di Lowell George, con il bottleneck che scivola senza freni, mentre per Just a Closer Walk with Thee Fowler imbraccia la sua lap steel sognante per un tuffo gospel nel sacred steel sound più mellifluo e sinuoso, cantato con fervore estatico https://www.youtube.com/watch?v=pitbNXOz80A .

Pour Me è un altro blues-rock trascinante con le due chitarre di Fowler e Benoit in pieno trip sudista, di nuovo in modalità slide quella di Damon, poi tocca a Holiday,  altro pezzo rock splendido, sembrano i Dire Straits di Sultans Of Swing, brano che va di rock swingato, ma anche con continui cambi di tempo, sarà old school, ma ragazzi se suonano https://www.youtube.com/watch?v=v_EPBx_-gnA  e lui come canta, con un assolo di chitarra da dichiarare illegale. E non è finita, Running Out Of Time ha un altro groove di pura matrice sudista, semplice e orecchiabile, ma il lavoro della solista è sempre sopraffino, Candy è un duetto country-blues tra le chitarre acustiche di Fowler e Benoit, con Damon che estrae dal cilindro un timbro suadente da storyteller , e per concludere in bellezza tocca ad un altro brano dove domina il suono dolcissimo della lap steel , tra western swing, tocchi hawaiani e sonorità impossibili, per una Florida Baby dall’impianto veramente laidback. Fatevi un favore, cercate questo disco.

Bruno Conti

Un Filo Meno Bello Del Solito! Jimmy Thackery And The Drivers – Wide Open

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Jimmy Thackery And The Drivers – Wide Open – White River Records

Dopo un lungo filotto di dischi, prima per la Blind Pig, poi per la Telarc, e anche uno dal vivo per la Dixiefrog, pure Jimmy Thackery si è dovuto piegare alle logiche di mercato, quindi etichetta indipendente autogestita, e questo Wide Open è il secondo CD che esce con questo sistema di distribuzione, dopo Feel The Heat del 2011. Forse ricorderete che avevo parlato abbastanza bene di quell’album (e sarebbe difficile il contrario) http://discoclub.myblog.it/2011/06/18/questo-uomo-suona-jimmy-thackery-and-the-drivers-feel-the-he/  ma non benissimo, pur essendo chi scrive convinto che Thackery sia uno dei migliori chitarristi attualmente in circolazione, e non solo in ambito rock-blues. Convinzione maturata in decenni di ascolti, prima con i Nighthawks e poi, da una ventina di anni, con i Drivers, in varie incarnazioni, in mezzo ci sono stati anche gli Assassins, i cui dischi sono di difficile reperibilità. Diciamo che anche lui, come Ronnie Earl o Danny Gatton (che addirittura non cantano), e prima ancora Roy Buchanan non brillavano come vocalisti: Thackery se la cava, ma non è un fulmine di guerra, Robillard, che peraltro non è certo Otis Redding o Sam Cooke, è decisamente meglio.

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Però la qualità come solista è pari ai nomi citati. Anche questo nuovo CD non lo annovererei sicuramente tra i suoi migliori in assoluto, palma che potrebbe spettare, Nighthawks a parte, ai due in coppia con Tab Benoit, a We Got It, dove ripercorreva il repertorio di Eddie Hinton, con l’aiuto dei Cate Brothers, ai vari Live, e ad altri CD dell’epoca Blind Pig e Telarc. Per questo Wide Open Jimmy Thackery si è preso il suo tempo, un paio di anni per concepire i brani e poi per registrarli ad Aprile di quest’anno negli studi di Cadiz, Ohio, con i due pards, Mark Bumgarner al basso e George Sheppard alla batteria https://www.youtube.com/watch?v=rgO3-xcOIbw . Il risultato è un disco più rilassato, a tratti jazzato, a tratti “atmosferico”, non privo delle sue feroci cavalcate chitarristiche rock-blues, ma che si può definire tanto eclettico quanto discontinuo, Wide Open per dirla con il buon Jimmy. Si parte con il jazz-blues swingato di Change Your Tune, con un cantato assai “rilassato” di Thackery, che però alla solista può suonare quello che vuole, con una disinvoltura disarmante. Anche Minor Step ha un taglio jazzistico, uno strumentale che oscilla tra Wes Montgomery, Robben Ford e certe cose di Ronnie Earl, niente male insomma. Coffee And Chicken è il primo vero blues, i Drivers rendono omaggio al loro nome e il nostro comincia ad affilare le stilettate della sua chitarra, anche se la parte cantata è sempre troppo sforzata. King Of Livin’ On My Own vira addirittura verso lidi country, con Thackery impegnato all’acustica in un brano che non è proprio un capolavoro. Hard Luck Man è il Thackery che più ci piace, un blues-rocker ricco di riff, con una grinta alla Nighthawks e la chitarra che “vola” https://www.youtube.com/watch?v=eeS2Bv4xdkY . Shame Shame Shame, il brano più lungo di questa collezione, quasi otto minuti, è uno strano slow blues elettroacustico dove Thackery si cimenta alla slide acustica, ma non resterà negli annali del blues.

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Molto meglio parlando di blues lenti una You Brush Me Off dove Jimmy se la batte con il miglior Ronnie Earl, uno di quei classici brani in crescendo che si gustano tutti d’un fiato https://www.youtube.com/watch?v=WHwKuLLngo8 , mentre Someone Who’s Crying Tonight, nonostante la presenza di Reese Wynans all’organo Hammond, fatica a decollare, un altro lento più parlato che cantato, ancora vicino ad atmosfere vagamente outlaw country-rock, sempre in attesa di un assolo che non arriva mai. Keep My Heart From Breakin’ torna al rock-blues più sanguigno, quello che di solito impazza nei suoi dischi, ma Swingin’ Breeze è un brano più adatto ai dischi jazz di Robillard o di un Herb Ellis, uno strumentale suonato benissimo ma non è il genere chi mi aspetto da Thackery e Run Like The Wind, un blues acustico, solo voce e chitarra, non è che metta il fuoco alle chiappe dell’ascoltatore. Rimane la conclusiva Pondok, un interessante brano strumentale che rende omaggio all’arte dei citati Buchanan e Gatton, un esercizio di grande perizia tecnica che però non solleva completamente le sorti dell’album. Ovviamente parere personale, magari non condivisibile, ma sapete che amo essere sincero. Gli anni passano e Thackery è un distinto signore di 61 anni, ma mi aspettavo di più, la classe c’è, ma solo a tratti.

Bruno Conti

Suoni Di Casa (Di Tab Benoit) E Tanta Slide, Ma Non Solo! Damon Fowler – Sounds Of Home

damon fowler sounds of home

Damon Fowler – Sounds Of Home – Blind Pig/IRD

Molti sono convinti che questo sia il terzo album di Damon Fowler, al limite il quarto, contando anche il CD dei Southern Hospitality (con Jp Soars e Victor Wainwright), ed in effetti è vero, ma solo contando la produzione con l’etichetta Blind Pig.

Risalendo nel passato, il musicista di Brandon, Florida (un paesino nei pressi di Tampa Bay, quasi una “istigazione” giovanile al Blues), aveva già pubblicato tre dischetti, tra cui un live, usciti con distribuzione indipendente, a cavallo della scorsa decade, o dello scorso secolo se preferite. Gli ultimi tre sono notevolissimi, di Sounds At Home ci occupiamo immediatamente, e lo confermano uno dei massimi talenti emergenti del nuovo blues, come chitarrista, soprattutto alla slide, dove è veramente letale , e come cantante, con una voce che è una via di mezzo tra uno Steve Marriott, un filo meno potente, e un vecchio cantante soul (che sono quasi la stessa cosa)! Se poi aggiungiamo che la produzione del nuovo album è affidata a Tab Benoit (che scrive quattro pezzi con Fowler, e canta e suona, con discrezione, nel disco) il risultato è pressoché matematico: gran bel disco, con un sound da sballo.

Registrato nei Whiskey Bayou Studios (un nome, un programma) di Houma, Lousiana, di proprietà di Benoit, il disco è un’ode alla buona musica, principalmente blues, ma non solo. Grande chitarrista slide , anche se non forse della scuola virtuosistica alla Derek Trucks o Sonny Landreth, o di quella più rigorosa ma immaginifica di un Ry Cooder (a cui mi pare più vicino), senza dimenticare Winter, il nostro Damon si disbriga bene anche con le accordature tradizionali, per quanto con un tipo di suono un po’ sghembo, aspro, molto ritmico, comunque trascinante. Prendete l’iniziale Thought I Had It All, con il bottleneck che inizia a scivolare quasi con libidine sul manico della chitarra e Fowler che canta con una voce tiratissima e “cattiva”, come quella che aveva il giovane Marriott o altri giovani bianchi che si sono cimentati con il blues-rock nel corso degli anni: l’atmosfera è sospesa e minacciosa, la sezione ritmica scandisce il tempo con grande perizia e il brano, e il disco, prendono subito quota, con l’assolo nella parte centrale che è veramente letale.

E siamo solo al primo brano. Il secondo, scritto con Tab Benoit, e che è quello che dà il titolo all’album, Sounds Of Home, ci porta dalle parti delle paludi della Lousiana, dove ci aspetta un personaggio pittoresco, ma di grande carisma come Big Chief Monk Boudreaux, che con il suo vocione vissuto aiuta il “giovane” Damon a spargere il seme del blues, del rock e della bayou music dei vecchi Creedence più ingrifati di Fogerty, con la giusta grinta, gustosissimo il breve ed intricato solo nella parte finale. Trouble, scritta ancora con Benoit, ed Ed Wright, che aveva firmato anche il brano iniziale, è una sinuosa e sensuale ode al funky-soul più genuino, con un groove della sezione ritmica che spinge il piedino irresistibilmente a muoversi e lui che canta divinamente, mentre si occupa con amore della sua chitarra, titillata quasi con piacere, che meraviglia! Spark sfodera ritmi quasi da R&R e con un pizzico dello Springsteen più gioioso (sto dando i numeri?), ma ancora anche tanto Fogerty, e i due qualche punto in comune ce l’hanno. Old Fools, Bar Stools And Me (bel titolo) è uno slow blues & soul, molto cadenzato, quasi attendista, ma aspetta che ti aspetta, quando parte l’assolo ti stende al tappeto sotto lo sgabello del bar. Where I Belong avrebbe potuta suonarla Ry Cooder nei suoi dischi degli anni ’70, quelli del blues alle radici della musica, un train sonoro semplice e una slide misurata, ma sempre in grado di fare i numeri, con Benoit che lo aiuta alla ritmica acustica.

Grit My Teeth, a tempo di boogie Fowler si misura con ZZ Top o Thorogood, con la chitarra che va quasi subito in overdrive nell’altra galassia. A questo punto così ti va a pensare quel geniaccio del Damon? Una bella cover di Alison di tale Declan Patrick McManus, per la mamma, Elvis Costello per tutti gli altri, che viene “soulificata” (se si può dire, non credo, ma ormai l’ho scritto) e trasportata nel Sud degli Stati Uniti, dalle parti di Memphis o Muscle Shoals, con tanto di assolo come quelli che faceva Duane Allman nei singoli Stax od Atlantic https://www.youtube.com/watch?v=SFmA4BqrmbU  e potrebbe fare adesso il suo erede Derek Trucks, bellissimo! In Tv Mama Damon Fowler si cimenta con il repertorio di uno dei maestri della slide, Johnny Winter, e il risultato è quasi un pari, e qui si viaggia alla grande https://www.youtube.com/watch?v=S60cGLAz5s0. Per completare lo spettro delle influenze c’è anche una Do It For The Love che è una ballata “country got soul” con Tab Benoit impegnato alla pedal steel. E per finire la cover di un traditional come I Shall Not Be Moved, che parte all’incirca a tempo di ragtime e diventa un gospel, ancora quasi cooderiano nei suoi sviluppi. Consigliato, questo è uno bravo!

Bruno Conti

Novità Di Aprile Parte I. Tab Benoit, Kate Campbell, Jerry Lee Lewis, Great Lake Swimmers, Jeff Healey, Simone Felice, Lori Carson, Lumineers, Ry Cooder

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Cominciamo con le novità in uscita nel mese di Aprile, in questo caso la settimana di martedì 3, mancano tutte le uscite già trattate in precedenza, basta che andiate a ritroso nel Blog e troverete: Elvis Costello The Return Of The Spectacular Spinning Songbook annunciato da mesi e finalmente in uscita in CD e DVD o CD+DVD, Thick As A Brick 2 che ha ripreso la denominazione Jethro Tull e Ian Anderson anche se non dovrebbe esserci Martin Lancelot Barre, il nuovo Bonnie Raitt Slipstream che per il momento esce in Europa su Proper Records, la settimana successiva negli States. E ancora Locked Down di Dr.John, quello con Dan Auerbach dei Black Keys. The Soul Of Truth, il volume IV dei Bootleg di Johnny Cash, il disco di cover delle Wilson Phillips Dedicated. Poi molte altre novità interessanti:

per esempio il nuovo album dei canadesi Great Lake Swimmers New Wild Everywhere, il quinto album della discografia per i folk-rockers nord-americani, pubblicato dalla Nettwerk e disponibile anche in versione doppia Deluxe con sette tracce extra tra demo, brani acustici e live.

Simone Felice è il fratello che non fa più parte da tempo della formazione dei Felice Brothers, ha fatto due bellissimi dischi come Duke And The King, ha avuto un infarto e ora esordisce come solista con questo album omonimo che esce per la Reveal Records e al quale Mojo (che non ho ancora letto) ha dato 4 stellette.

Tab Benoit, il musicista cajun-blues-rock-soul di Baton Rouge, Louisiana ha pubblicato una decina di album per la Telarc, questo Legacy: The Best Of è una collezione e così, a occhio, non mi sembra che ci siano brani inediti. Per chi non ha nulla è l’occasione per ascoltare uno dei migliori chitarristi (e cantanti) del Blues contemporaneo, questo signore non è bravo, è bravissimo, ascoltate il brano qui sopra!

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Dopo l’album dal vivo dello scorso anno, Two Nights In Texas, torna con un nuovo disco per la Large River Music Kate Campbell, il CD si intitola 1000 Pound Machine e la bravissima cantante di New Orleans per l’occasione torna al piano, suo strumento originale, e con l’aiuto di Will Kimbrough che produce e suona le chitarre e Spooner Oldham che suona le tastiere, confeziona un ennesimo eccellente disco di country-folk-Americana-gospel roots music. Bella voce.

Altra cantautrice, di Lori Carson si erano un po’ perse le tracce: era dal 2004 che non faceva dischi nuovi, ma chi scrive se l’era persa dagli anni ’90. I primi dischi, soprattutto Shelter del 1990, ma anche Where It Goes e gli altri di quella decade, spesso con l’accompagnamento dei Golden Palominos, sono molto belli. Questo nuovo Another Year esce per la United For Opportunity Records (?!?) e le atmosfere sono più rarefatte e folk ma sembra interessante: per chi ama le voci “tranquille”.

The Lumineers sono un gruppo americano che viene inserito nel filone del “nuovo folk”, per intenderci quello di Avett Brothers e Mumford And Sons. Dopo un Ep pubblicato nel 2011 esordiscono per la Dualtone con questo album omonimo che ad un primo veloce ascolto mi sembra interessante.

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Continua la serie di pubblicazioni di concerti inediti di Jeff Healey per la Eagle Rock. Questa volta è il turno di un DVD (con CD allegato) Live In Belgium registrato al Peer Blues Festival nel luglio del 1993 per il tour promozionale di Feel This. In occasione di questo concerto al solito trio si aggiungono un tastierista e due backing vocalists. Per chi ama il chitarrista cieco canadese e del sano rock-blues!

La Left Field Media continua con i suoi CD Live dedicati a Broadcast radiofonici che hanno fatto la storia della musica rock ( e non solo). Questo Down At The Field di Ry Cooder contiene il famoso show della primavera del 1974 a Ebbets Field, come bonus ci sono anche alcuni brani registrati al Bottom Line di New York alcuni giorni prima. Era il tour per promuovere Paradise and Lunch, quindi Ry Cooder d’annata. Anche questo esisteva come bootleg di difficilissima reperibilità, ecco il contenuto:

1. Too Tight This Rag of Mine
2. You ve been Doing Something Wrong (I Can Tell By the Way You Smell)
3. Blind Man Messed Up By Tear Gas
4. Instrumental
5. How Can A Poor Man Stand Such Times and Live
6. Slow Consumption
7. Forget That Folding Bridge
8. Fool for a Cigarette/Feelin Good
9. Crazy Bout an Automobile
10. Feelin Like a Submarine (Kentucky Blues)
11. Don t take everybody to be a Friend
12. The Tattler
13. One Meat Ball
14. Preacher
15. Vigilante Man

Questa settimana terminiamo con un cofanetto eccezionale di 4 CD edito dalla Salvo Records e dedicato a Jerry Lee Lewis A Whole Lotta Jerry Lee Lewis, contiene 106 brani che coprono il periodo 1956-1989, il tutto corredato da un libretto di 72 pagine, questa la tracking list:

Disc 1
1. Crazy Arms
2. Whole Lotta Shakin’ Goin’ On
3. Great Balls Of Fire
4. You Win Again
5. Breathless
6. High School Confidential
7. Lewis Boogie
8. Break Up
9. I’ll Sail My Ship Alone
10. Lovin’ Up A Storm
11. What’d I Say
12. Cold Cold Heart
13. Hit The Road Jack
14. Pen And Paper
15. I’m On Fire
16. She Was My Baby (He Was My Friend)
17. High Heel Sneakers
18. Just In Time
19. Baby, Hold Me Close
20. I Believe In You
21. Green Green Grass Of Home
22. Baby (You’ve Got What It Takes) – With Linda Gail Lewis
23. Detroit City
24. Rockin’ Jerry Lee
25. Memphis Beat
26. Big Boss Man
27. It’s A Hang-Up Baby
28. Turn On Your Love Light
29. Shotgun Man

Disc 2
1. Another Place, Another Time
2. Walking The Floor Over You
3. I’m A Lonesome Fugitive
4. What’s Made Milwaukee Famous (Has Made A Loser Out Of Me)
5. She Still Comes Around (To Love What’s Left Of Me)
6. To Make Love Sweeter For You
7. There Stands The Glass
8. Don’t Let Me Cross Over – With Linda Gail Lewis
9. Jackson – With Linda Gail Lewis
10. One Has My Name (The Other Has My Heart)
11. Invitation To Your Party
12. Earth Up Above – With Linda Gail Lewis
13. She Even Woke Me Up To Say Goodbye
14. One Minute Past Eternity
15. Roll Over Beethoven – With Linda Gail Lewis
16. Working Man Blues
17. Wine Me Up
18. Once More With Feeling
19. I Can’t Seem To Say Goodbye
20. There Must Be More To Love Than This
21. Waiting For A Train
22. In Loving Memories
23. Sweet Georgia Brown
24. Touching Home
25. When He Walks On You (Like You Walked On Me)
26. Would You Take Another Chance On Me
27. Me And Bobby McGee
28. Thirteen At The Table

Disc 3
1. Chantilly Lace
2. Think About It Darlin’
3. Walk A Mile In My Shoes
4. Lonely Weekends
5. Me And Jesus – With Linda Gail Lewis
6. Who’s Gonna Play This Old Piano
7. No Honky Tonks In Heaven
8. No Traffic Out Of Abilene
9. No More Hanging On
10. Drinkin’ Wine Spo-Dee-O-Dee
11. Bad Moon Rising
12. Juke Box
13. No Headstone On My Grave
14. Sometimes A Memory Ain’t Enough
15. Ride Me Down Easy
16. I’m Left, You’re Right, She’s Gone
17. Just A Little Bit
18. Big Blue Diamonds
19. Tell Tale Signs
20. He Can’t Fill My Shoes
21. Honey Hush
22. I Can Still Hear The Music In The Rest Room
23. House Of Blue Lights
24. Boogie Woogie Country Man
25. A Damn Good Country Song

Disc 4
1. Don’t Boogie Woogie
2. I Can’t Keep My Hands Off Of You
3. I Don’t Want To Be Lonely Tonight
4. Let’s Put It Back Together Again
5. Jerry Lee’s Rock And Roll Revival Show
6. The Closest Thing To You
7. Middle Age Crazy
8. Tennessee Saturday Night
9. Come On In
10. I’ll Find It Where I Can
11. I Hate You
12. Rockin’ My Life Away
13. I Wish I Was Eighteen Again
14. Who Will The Next Fool Be
15. When Two Worlds Collide
16. Over The Rainbow
17. Thirty-Nine And Holding
18. I’m So Lonesome I Could Cry
19. My Fingers Do The Talkin’
20. Come As You Were
21. Honky Tonk Rock And Roll Piano Man
22. Why You Been Gone So Long
23. Sixteen Candles – With Johnny Cash, Roy Orbison & Carl Perkins
24. Wild One – With David Kemper And Gerald McGee

Che dire? Questo è veramente indispensabile, completo e costa pure poco!

Bruno Conti

Questo Uomo Suona! Jimmy Thackery and The Drivers – Feel The Heat

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Jimmy Thackery and The Drivers – Feel The Heat – White River Records  

Direi che già la copertina una “ideuzza” sul contenuto del disco ce la dà, comunque per chi non conosce, dopo il Live In Detroit, uno dei migliori dischi della sua pluridecennale carriera, Jimmy Thackery va sempre più underground e indipendente con questo Feel The Heat pubblicato da una piccola etichetta di scarsa reperibilità e il risultato finale non mi convince del tutto (ma averne comunque di dischi così, è solo che si diventa sempre più esigenti).  

Ho recensito parecchi album di Thackery negli ultimi anni e dai gloriosi giorni dei Nighthawks spesso ha saputo cavare dal cilindro delle prove di grande spessore, dall’accoppiata con Tab Benoit di Whiskey Store in studio e dal vivo passando per il fantastico tributo alla musica di Eddie Hinton con We Got It o un altro Live come Wild Night Out. Ma più o meno tutti i suoi dischi danno sempre grandi soddisfazioni agli appassionati della 6 corde, un po’ meno a chi ama anche le corde vocali ovvero le grandi voci.

Ma anche anche in questo CD, la quota chitarristica compensa abbondantemente per eventuali deficit vocali. Si tratti della lunga improvvisazione quasi ferale, alla Gov’t Mule, della poderosa Blind Man In the Night con la chitarra che viene rivoltata come un calzino da Thackery per estrarci sino all’ultima goccia di solismo o il tour de force quasi hendrixiano del fantastico surf-rockabilly-blues spaziale e strumentale di Hang Up and Drive dove chitarra e ritmi (s)corrono velocissimi. Ma anche nella cover morbida e un po’ blasé della Please Accept My Love di BB King che ultimamente va come il pane visto che l’ha ripresa anche Greg Allman nell’ultimo Low Country Blues, quello che si perde eventualmente nella parte vocale viene ripagato in un corposo e classico assolo della chitarra di Thackery.

Anche Take My Blues parte lenta e quasi acustica poi il buon Jimmy comincia a strapazzare la sua chitarra con voluttà e riporta il sorriso sul volto dell’ascoltatore (quella faccia da pirla da air guitar che ti viene quando ascolti degli assoli di questo livello)! Anche il morbido brano strumentale Bluphoria che tanto ricorda il sound della Albatross dei Fleetwood Mac di Peter Green contribuisce alla varietà di stili e “colori” chitarristici che percorrono questo Feel The Heat.

I’ll Be Your Driver è un bel rock-blues corposo che ricorda il Clapton d’annata o i migliori Nighthawks con la solita chitarra esplosiva mentre Bomb The Moon sono meno di tre minuti strumentali tra La bamba e un surf scatenato e lui suona sempre alla grande.

Come confermano I’m Gone e Wannabe altri ottimi esempi di rock-blues da manuale del perfetto chitarrista. La conclusione è affidata a una bellissima ballata tra country, soul, Mark Knopfler e Ry Cooder cantata alla grande da Ernie Cate quello che l’ha anche scritta insieme a Jimmy Thackery, Fading heart e qui si sente che c’è anche un ottimo cantante, esatto quello dei Cate Bros che già cantava nel tributo a Eddie Hinton; le armonie vocali di Reba Russell contribuiscono al fascino di questo brano e sapete cosa vi dico? Ascoltandolo un’ultima volta mentre scrivo queste righe mi devo ricredere, mi sa che ha ragione Thackery e ancora una volta alla fine ci regala un ottimo disco con più luci (tante) che ombre (poche). Quando ci vuole, ci vuole, per cui giudizio più che positivo!

Bruno Conti  

Novità Di Aprile Parte III. Waterboys, Waifs, Morrissey, Amy MacDonald, Tab Benoit, Vinicio Capossela Eccetera

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Solita corposa serie di uscite per il martedì 26 aprile post pasquale. Oltre alle varie uscite già confermate (o recensite): Steve Hackett, Robert Johnson del centenario, il nuovo Emmylou Harris CD+DVD Hard Bargain, Steve Earle già arrivato in Italia ma in uscita ufficiale la settimana prossima, altre due ristampe di Jimi Hendrix Band Of Gypsies Live e South Saturn Delta già usciti da un paio di settimane all’estero ma senza inediti, kd lang e Steve Miller Band anche questi già pubblicati in America e Regno Unito. A tutti questi aggiungiamo…

Il nuovo doppio album di Vinicio Capossela Marinai, Profeti e Balene in uscita per la Warner Music nonché un nuovo?!? titolo per i Waterboys In A Special Place che nel sottotitolo già rivela tutto. The Piano Demos For This is The Sea. Ma, attenzione, a fianco di molte versioni demo solo voce e piano, con l’occasionale drum machine a tenere il tempo, di canzoni già note poi pubblicate su This Is The Sea appaiono anche alcuni inediti, quindi direi che urge tracklist:

1. DON’T BANG THE DRUM**
2. BE MY ENEMY**
3. ALL THE BRIGHT HORSES*
4. WINTER IN THE BLOOD*
5. THE DAY I RAN OUT OF PEOPLE*
6. THE PAN WITHIN**
7. PARIS IN THE RAIN*
8. CUSTER’S BLUES*
9. LOOKING FOR DICKON*
10. THE WOMAN IN ME*
11. BEVERLY PENN*
12. TALK ABOUT WINGS*
13. THE WHOLE OF THE MOON**
14. OLD ENGLAND**
15. TRUMPETS **
* non apparse sulla versione finale di
THIS IS THE SEA
** demo version poi pubblicata in
versione finale sull’album

Quindi molto interessante. Etichetta EMI.

Esce anche il nuovo album degli eccellenti australiani Waifs, una delle migliori band from “Down Under”. Il disco si chiama Temptation esce per la Jarrah Records quindi import e presenta il nuovo materiale di Josh Cunningham e delle due celestiali voci femminili Vikki Thorne e Donna Simpson. Roots’n’folk di grande qualità ma con sezione ritmica al seguito!

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Sul sito di Amazon lo presentano come il settimo album solo di Tab Benoit ma visto che neppure loro (come Wikipedia) sono infallibili io ne ho contati almeno sedici (senza quelli registrati al Jazz Fest di New Orleans). Ok, alcuni, e penso a quello straordinario con Jimmy Thackery, sono in duo o in trio ma mi sembrano pochi. Comunque questo nuovo Medicine esce per la Telarc e viene presentato come il suo migliore in assoluto. Potrebbe anche essere (ne ho sentito qualche brano velocemente), vista la presenza di Anders Osborne come co-autore e secondo chitarrista in ben sette brani. In tre appare Michael Doucet dei Beausoleil. Ivan Neville alle tastiere e una sezione ritmica con Corey Duplechin e l’ottimo batterista Brady Blade completano la formazione.

Laura Cantrell è una brava cantautrice di Nashville (ma dal lato buono della città e vive ormai a New York) che ha fatto quattro o cinque album. Questo nuovo Kitty Wells Dresses: Songs Of The Queen Of Country Music, e anche qui il titolo dice già tutto, è dedicato alle canzoni di una delle più grandi voci femminili del country americano. Etichetta Cadiz, Produce Mark Nevers dei Lambchop. Bellissima voce.

Sulla scia del successo dell’ultimo album Amy MacDonald ha fatto un tour che viene celebrato da questo triplo CD (ma al prezzo di uno) che viene pubblicato dalla Concert Live. Il disco si chiama The Love Love UK and European Arena Tour – Live 2010.

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Questo doppio dal vivo di Bruce Springsteen non ha l’aria proprio “ufficiale” quindi affrettarsi. Contiene il famoso Live At The Main Point, 1975 in quel di Philadelphia in Febbraio con la partecipazione di Suki Lahav al violino. E’ il Bruce delle origini e la lista dei brani (e il concerto) sono interessantissimi. Etichetta Left Field Media, costa poco.

Disc: 1
1. Intro
2. Incident on 57th Street
3. Mountain Of Love
4. Born To Run
5. The E Street Shuffle
6. Wings for Wheels [Thunder Road]
7. I Want You
8. Spirit In The Night
9. She s The One
10. Growin Up
11. It s Hard To Be A Saint In The City
12. Jungleland
Disc: 2
1. Kitty s Back
2. New York City Serenade
3. Rosalita [Come Out Tonight]
4. 4th Of July, Asbury Park
5. A Love So Fine / Shout
6. For You
7. Back In The USA

Una ennesima antologia dedicata a Morrissey Very Best Of CD+DVD EMI. 18 brani nel CD tra successi e B-sides e la versione inedita “solo” di Interlude che era uscita come duetto con Siouxsie Sioux. Il DVD ha undici video promo rimasterizzati tra cui 3 mai usciti su dischetto e la rara esibizione live al Jonathan Ross Show di I’ve Changed my Plea To Guilty.

Per finire, in tutti i sensi, gli A-ha concludono la loro carriera con questo cd+dvd triplo (ma ci sono anche divisi, credo) dal vivo, Ending On A High Note – The Final Concert. Etichetta UMC/Universal sempre martedì 26 aprile.

Anche per oggi è tutto.

Bruno Conti