Lungo I “Sentieri” Del Texas – Jimmy LaFave – Trail Two And Trail Three

jimmy lafave trail 2 jimmy lafave trail 3

Jimmy LaFave – Trail Two & Trail Three – Music Road Records

Alcuni anni fa Jimmy LaFave aveva pubblicato un disco, destinato ai fans, una sorta di bootleg, con molte covers, canzoni dal vivo ed inediti, Trail (98), una sorta di retrospettiva parallela della sua carriera, che ora viene riproposta in questi due nuovi CD Trail Two e Trail Three, inizialmente  venduti solo ai concerti, ma ora, fortunatamente, qualche copia circola pure dalle nostre parti. La cosa negativa di questi “Official Bootlegs” è che nessuna nota informativa, inerente alla provenienza delle varie registrazioni, trovi posto nei due dischi “cartonati”, che, come al solito, su 24 brani, danno grande spazio alle cover di materiale del suo “mentore” Bob Dylan.

jimmy lafave trail

Accompagnato da splendidi musicisti come Darcie Deaville al violino, Stewart Cochran al piano, tastiere e organo, Herb Belofsky alla batteria, Kevin Carroll alle chitarre, Randy Glines al basso e armonica, e naturalmente lo stesso LaFave, voce e chitarra, i “sentieri”, volume due, tanto per cambiare, iniziano con la splendida Buckets Of Rain ( che chiudeva Blood On The Tracks) del grande Bob http://www.youtube.com/watch?v=K5XyFdyRQm8 , seguita dalla propria River Road http://www.youtube.com/watch?v=g9IjvSGdVq8 , struggente ballata da notti texane, e da un classico blues (di Big Bill Broonzy) Key To The Highway (reso celebre da Eric Clapton), mentre Last Train e Never Be Mine sono pescate dall’eccellente Buffalo Return To The Plains.Tore Down di Freddie King viene ripresa dal vivo ed è un blues sofferto, a seguire una superba rilettura dell’ennesimo Dylan di turno, una Not Dark Yet per chitarra e pianoforte http://www.youtube.com/watch?v=ky-NbkW-wBo , il Woody Guthrie di Oklahoma Hills, il Jackson Browne di Bright Baby Blues (da Love Is Strange, avete già provveduto a prendere lo splendido Looking Into You, il tributo a Browne pubblicato dalla sua etichetta, Music Road?), fino ad arrivare alle armonie pianistiche inconsuete di un brano di J.J.Cale, Don’t Go To Strangers, (con la “chicca” che nella parte finale si trasforma nella famosissima While My Guitar Gently Weeps di George Harrison), e ancora la dolcissima Never Is A Moment  (da Texoma), e una I’m Ready (accelerata e dal vivo) del grande Muddy Waters, suonata al meglio da Jimmy e soci.

jimmy lafave 1

Una breve pausa (il tempo di cambiare il CD nel lettore) e i “sentieri”,  volume tre, proseguono con un’altra scorpacciata di brani di Dylan, a partire dall’iniziale Meet Me In The Morning, a Loves Minus Zero No Limits, Sweetheart Like You http://www.youtube.com/watch?v=Oe5IWPKqzrY , Dusty Old Fairground e una Mr. Tambourine Man in versione acustica (rivoltata come un calzino), passando poi per Secret Garden (un singolo di Springsteen inserito nella colonna sonora del film Jerry Maguirehttp://www.youtube.com/watch?v=q5JsHS9fjTU , una torrida versione del classico Blues Power (firmata da Eric Clapton e Leon Russell), versioni alternative di suoi brani come Deep South 61 Delta Highway Blues, Long Ago With Miles Between (da Road Novel), Rain Falling Down (da Blue Nightfall), e una strepitosa e dilatata versione (11 minuti) di The Weight / Rainy Day Women # 12&35, sincero omaggio ai suoi idoli di sempre, Bob Dylan e The Band http://www.youtube.com/watch?v=DMH_iYPtwAE .

jimmy lafave

Con questi dischi, si sono completati (per il momento)  gli “archivi” di Jimmy LaFave, uno dei figli prediletti di Dallas e una delle più belle voci d’America, che oltre ad appagare la sete dei “fans” più accaniti, può fare riscoprire un autore, ultimamente un po’ troppo sottovalutato.

Tino Montanari  

Il Meglio Del 2013: Best Of The Rest E “Riserve Indiane” Dal Vostro Blogger Preferito (Spero)!

Come promesso (e minacciato) ecco il resto del meglio del 2013,  ripensamenti e aggiunte e una decina di “riserve indiane”, ovvero dischi di autori e cantanti che rischiano seriamente l’estinzione, se non adeguatamente protetti. Sempre in ordine “rigorosamente” sparso.

blue rodeo in our nature

Blue Rodeo – In Our Nature Di questo avevo già detto che era l’11° della lista quando ho presentato la mia Top 10 a inizio mese. http://www.youtube.com/watch?v=Z9Awbt0ysu0

patty griffin american kidpatty griffin silver bell

Patty Griffin – American Kid Nelle mie liste di fine anno (e nel Blog) ci sono sempre parecchie voci femminili, ma nella prima stesura dei migliori c’era solo Linda Thompson (e gli Over The Rhine), rimedierò abbondantemente in questo extra time. http://www.youtube.com/watch?v=jnFCBNNHsg8 (la trasmissione da cui arriva questo video, e il precedente, Studio Q, è eccellente, una occasione per farvela conoscere, se già non la frequentate su YouTube). E all’inizio di ottobre la Universal ha pubblicato anche Silver Bell, un disco registrato nel 2000 per la A&M e mai pubblicato prima, quasi altrettanto bello, Sooner Or Later http://www.youtube.com/watch?v=VcFFmXUheEg

elton john the diving boardelton john the diving board deluxe

Elton John – The Diving Board Il vecchio Reginald, T-Bone Burnett e una manciata di belle canzoni, un ulteriore grande ritorno. http://www.youtube.com/watch?v=UttbDHa1uSg

J&R ADVENTURES ALBUM COVERjoe bonamassa an evening dvd

Beth Hart Joe Bonamassa – Seesaw

Joe Bonamassa – An Acoustic Evening At The Vienna Opera House

Doppia razione per Bonamassa, prima come chitarrista nel secondo disco in coppia con la bravissima cantante di Los Angeles http://www.youtube.com/watch?v=3Qf_aytrlpQ e nel live acustico nella casa dei Wiener Philarmoniker http://www.youtube.com/watch?v=NKE3itL4ApY. Essendo il solito esagerato Joe di Live ne ha pubblicati altri quattro a fine ottobre, della serie Tour De Force http://www.youtube.com/watch?v=2V8eIWvk1Lc

tedeschi trucks band made up mindgov't mule shout

Tedeschi Trucks Band – Made Up Mind

Gov’t Mule – Shout! Da soli, o con gli Allman Brothers, i dischi di Derek Trucks (e Susan Tedeschi)  http://www.youtube.com/watch?v=VEL2wardk5s e Warren Haynes http://www.youtube.com/watch?v=aoDQUw3wOJY raramente mancano nelle liste dei migliori dell’anno, un altro double shot anche nel 2013.

laura marling once i was an eagle

Laura Marling – Once I Was An Eagle Come avrete letto a Marco non è piaciuto per niente, ma per chi scrive (e non solo) è uno dei miglior dischi dell’anno, saranno un par di ciufoli (come ha detto Marco con espressione colorita), ma forse, Laura potrebbe essere proprio l’erede di Joni Mitchell http://www.youtube.com/watch?v=KCnK3FMuMAs

Un terzetto di ristampe da leccarsi i baffi!

band academy of music

The Band – Live At The Academy Of Music 1971

duane allman skydog

Duane Allman – Skydog

ry cooder 1970-87

Ry Cooder – 1970-1987

john fogerty wrote a song

John Fogerty (& Friends) – Wrote A Song For Everyone Più una rilettura che una ristampa, ma siamo da quelle parti, diciamo la “ristampa” di una carriera di autore di bellissime canzoni http://www.youtube.com/watch?v=SSWnUP8Pj7E

paul mccartney new deluxe

Paul McCartney – New Il vecchio “Macca” non finisce mai di stupire (come diceva Arbore a Bracardi “Ma quanti anni ha?”), con le sue “nuove” canzoni è entrato in parecchie liste dei migliori di fine anno, anche se quelle vecchie… http://www.youtube.com/watch?v=lmTSwwgFdzQ

mavis staples one true vine

Mavis Staples – One True Vine Un’altra arzilla “giovanotta”, sempre in forma, prodotta da Jeff Tweedy dei Wilco, con figlio batterista al seguito.

HUMBLEPIEperformanceCOVER

Humble Pie – Performance Rockin’ The Fillmore Complete Recordings Forse quattro CD con più o meno le stesse canzoni, anche se in differenti versioni, alla lunga possono stancare il non iniziato, ma la band di Steve Marriott (e Peter Frampton) è stata una delle più grandi nell’ambito rock (blues), lo sto riascoltando proprio in questi giorni, sentite come suonavano http://www.youtube.com/watch?v=agV6tpknnnI

roy harper man & myth

Roy Harper – Man & Myth Il quasi “gemello” di Fanfare di Jonathan Wilson (che produce e suona in quattro dei brani del disco), secondo alcuni addirittura superiore al disco del musicista californiano. Harper è uno dei grandi “sconosciuti” della musica “non solo folk” inglese, come diceva negli anni ’80, Guido Angeli, noto filosofo e maitre à penser della televisione italiana, “provare per credere” http://www.youtube.com/watch?v=INVei_1Wu7Y

nick cave push standard ed.nick cave live from kcrw

Nick Cave & The Bad Seeds – Push The Sky Away

Nick Cave & The Bad Seeds – Live From Kcrw Altra doppietta di uscite, una all’inizio e una alla fine dell’anno, che entrano di diritto tra il meglio dell’anno 2013 http://www.youtube.com/watch?v=1GWsdqCYvgw

E per finire le dieci “riserve indiane”:

jason isbell southeastern

Jason Isbell – Southeastern

bill callahan dream river

Bill Callahan – Dream River

james cotton cotton mouth

James Cotton – Cotton Mouth Man

diana jones museum

Diana Jones – Museum Of Appalachia Recordings

david bromberg only slightly mad

David Bromberg – Only Slightly Mad Copertina orribile (scuda David!), ma disco bellissimo!

israel nash gripka rain plains

Israel Nash Gripka – Nash’s Rain Plans

dana fuchs bliss avenue

Dana Fuchs – Bliss Avenue Lei e Beth Hart se la battono come migliori “nuove” voci del Rock!

basia bulat tall

Basia Bulat – Tall Tall Shadow

holly williams highway

Holly Williams – The Highway “Nipote” d’arte bravissima, anche lei aumenta le quote rosa delle mie liste.

tom jans loving armstom jans & mimi farina

Tom Jans – Loving Arms (Raven)

Tom Jans & Mimi Farina/Take Heart (Real Gone Music) E per finire un’altra accoppiata, questa volta di ristampe; uscite nel 2013, di un personaggio negletto che non mi stancherò mai di magnificarvi http://discoclub.myblog.it/2013/02/15/era-ora-finalmente-in-cd-tom-jans-loving-arms-the-best-of-19/ e http://discoclub.myblog.it/2013/04/08/adesso-si-ragiona-tom-jans-mimi-farina-take-heart-continua-l/

Sono circa 25 titoli (senza contare alcuni artisti che raddoppiano) e ce ne sarebbero decine di altri che mi controllano con sguardo accusatorio dagli scaffali e dalle pigne di CD vicino al PC, ma li ho citati nel corso dell’anno e, se volete, scorrendo a ritroso il Blog, li troverete tutti (o quasi)!

E’ tutto, ma la ricerca continua. Con i miei migliori auguri!

Bruno Conti

Signore E Signori: La Storia Della Musica! Bob Dylan – The Complete Album Collection Vol. One – Seconda Puntata

bob dylan complete box.jpgbob dylan complete box open.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*NDB Come promesso ecco la nuova rubrica, per il momento provvisoria, del Blog, “La Domenica Del Disco Club”, questa settimana la seconda puntata sull’opera omnia di Bob Dylan a cura di Marco Verdi, si riparte da Blood On The Tracks, buona lettura!

Bob_Dylan_-_Blood_on_the_Tracks.jpg220px-Bob_Dylan_and_The_Band_-_The_Basement_Tapes.jpg220px-Bob_Dylan_-_Desire.jpg

 

 

 

 

 

 


Blood On The Tracks (1975): il miglior disco di Dylan degli anni settanta ed uno dei suoi migliori in assoluto, un’opera ispiratissima ed eseguita magistralmente, influenzata dal suo divorzio con la moglie Sara.

Canzoni come Tangled Up In Blue, Idiot Wind, Shelter From The Storm, Simple Twist Of  Fate, If You See Her, Say Hello e Lily, Rosemary And The Jack Of Hearts sono di un livello inarrivabile per chiunque. E Bob canta pure bene, dimostrando che quando vuole è ancora il numero uno.

 

The Basement Tapes (1975): inciso nel 1967 con The Band nella sua casa di Woodstock, è un doppio album di grande livello ma monco, visto che quelle sessions hanno prodotto una quantità di brani sufficiente a riempire sei o sette dischi: molti sperano che uno dei prossimi Bootleg Series si occupi finalmente di queste incisioni leggendarie.

 

Desire (1976): un altro grande disco, con perle come la celebre (e stupenda) Hurricane, Romance In Durango, Sara, Isis e la malinconica Oh, Sister (oltre alla controversa Joey), con Emmylou Harris alla doppia voce in tutti i brani, il meraviglioso violino gypsy di Scarlet Rivera ed un Dylan che canta bene come non mai.

220px-Bob_Dylan_-_Hard_Rain.jpg220px-Bob_Dylan_-_Street-Legal.jpg220px-Bob_Dylan_-_Bob_Dylan_at_Budokan.jpg 








Hard Rain (1976): bellissimo live tratto dal tour con la Rolling Thunder Revue, purtroppo solo singolo. Contiene versioni infuocate di Maggie’s Farm, Shelter From The Storm e soprattutto Idiot Wind, che Bob canta con una cattiveria da pelle d’oca (pare che nel pubblico fosse presente Sara). Il video del concerto, purtroppo mai pubblicato ufficialmente (ma proposto varie volte da Rai 3), mostra un Dylan con gli occhi della tigre, che lancia certi sguardi che farebbero paura anche a Hannibal Lecter.

 

Street-Legal (1978): un disco molto amato dai fans (me compreso), inciso con un’ottima band e con capolavori come Senor, Is Your Love In Vain? (che si apre con l’immortale frase “Mi ami o stai soltanto estendendo benevolenza?”, solo un genio può iniziare così una canzone d’amore) e la stratosferica Changing Of The Guards. Purtroppo all’epoca il disco uscì mixato malissimo e con un suono indecente. Nuova rimasterizzazione per questo box, ma quella del 1999 andava già benissimo.

 

Bob Dylan At Budokan (1978): dal vivo in Giappone con la band di Street-Legal, questo doppio offre un vero e proprio greatest hits live di Dylan, anche se alcuni arrangiamenti sono un po’ gonfi e Bob tende ad infilare il reggae un po’ ovunque. Qualcuno lo paragona al periodo Las Vegas di Elvis, anche per gli orrendi costumi che Bob indossa sul palco.

220px-Bob_Dylan_-_Slow_Train_Coming.jpg220px-Bob_Dylan_-_Saved.jpg220px-Bob_Dylan_-_Saved_(re-release).jpgBob_Dylan_-_Shot_of_Love.jpg

 

 

 

 

 

 

*NDB. C’è un “intruso”, a livello di copertine, perché Saved è stato ristampato anche con un altra cover art.




Slow Train Coming (1979): il primo disco della famosa (e per alcuni famigerata) trilogia cristiana di Dylan, piombato in crisi mistica. Inciso nei mitici Muscle Shoals Studios in Alabama e prodotto alla grande dai luminari Jerry Wexler e Barry Beckett, con Mark Knopfler alla chitarra solista, contiene splendide cose come Gotta Serve Somebody (che gli frutta il primo Grammy della carriera), Precious Angel, I Believe In You e When He Returns, cantate dal nostro con rinnovata passione.

 

Saved (1980): Dylan entra negli anni ottanta con un disco criticatissimo per la copertina e per le tematiche da predicatore televisivo, ma Saved è in realtà un ottimo album di musica rock-gospel, con brani trascinanti come la title track e Solid Rock, una grande ballata come Covenant Woman ed la potente Pressing On, dal crescendo irresistibile. Un disco da rivalutare, specie in questa nuova versione rimasterizzata.

 

Shot Of Love (1981): più solare del precedente, con le tematiche religiose un po’ più blande, ma anche senza una reale produzione. Every Grain Of Sand, un capolavoro assoluto, vale da sola il prezzo, ma anche Heart Of Mine, Property Of Jesus e Lenny Bruce, tributo al dissacrante comico (noi abbiamo Beppe Grillo…) sono di qualità superiore. Senza dimenticare il trascinante rock-blues The Groom’s Still Waiting At The Altar, pubblicato inizialmente come lato B di un singolo ma incluso nelle successive ristampe. Per contro, due banalità come Watered-Down Love e Trouble non dovevano finire sul disco, data la qualità delle molte outtakes. Incomprensibilmente non rimasterizzato per questo box.

220px-Bob_Dylan_-_Infidels.png220px-Bob_Dylan_-_Real_Live.jpg220px-Bob_Dylan_-_Empire_Burlesque.jpg

 

 

 

 

 



Infidels (1983): fino a Oh, Mercy, questo è il miglior Dylan degli anni ottanta, con Bob in grande forma ed un suono compatto, merito anche della solida produzione di Mark Knopfler. Otto brani senza cadute di tono, con una menzione per Jokerman, I And I, Man Of Peace e License To Kill. E se Bob non avesse escluso alcune perle (Blind Willie McTell su tutte), poteva essere ancora meglio. Se dovessi votare per l’argomento che vorrei trattato nel prossimo Bootleg Series, sceglierei queste sessions complete.

 

Real Live (1984): ancora un disco dal vivo solo singolo (prodotto con la mano sinistra da Glyn Johns) che documenta il tour europeo di Bob con una band di grandi nomi (tra cui l’ex Stones Mick Taylor e l’ex Faces Ian McLagan, più Carlos Santana ospite in Tombstone Blues) ma non molto affiatata. Molto belle comunque una Highway 61 Revisited mai così rock’n’roll ed una Tangled Up In Blue acustica meglio dell’originale. Un disco finalmente rimasterizzato, ne aveva bisogno.

 

Empire Burlesque (1985): Dylan decide di diventare “cool”, inizia a vestirsi come Don Johnson in Miami Vice e chiama Arthur Baker per dare al suo nuovo disco un sound anni ottanta. Il risultato non è disastroso perché ci sono canzoni valide come Tight Connection To My Heart (nel cui videoclip si tenta di far sembrare Bob un sex symbol), I’ll Remember You, Trust Yourself, Emotionally Yours e l’acustica Dark Eyes, ma sentire Bob in mezzo a sintetizzatori e drum machines non è bello.

Bob_Dylan_-_Knocked_Out_Loaded.jpg220px-Bob_Dylan_-_Down_in_the_Groove.jpg220px-Bob_Dylan_and_the_Grateful_Dead_-_Dylan_&_the_Dead.jpg

 

 

 

 

 

 

 

Knocked Out Loaded (1986): un disco raffazzonato e figlio di sessions slegate e con poco costrutto (e la produzione è assente), si salva per l’epica Brownsville Girl, una zampata da vero fuoriclasse. Ma il resto, tra covers e brani scritti svogliatamente, vale poco, con una nota di biasimo speciale per la versione di They Killed Him di Kris Kristofferson, con il suo terribile coro di bambini. Sembra quasi che Bob per scegliere i brani da mettere sul disco abbia estratto a sorte o tirato i dadi.

 

Down In The Groove (1988): il punto più basso della carriera di Bob, un disco concepito come il precedente (cioè male) ma senza un brano di punta come Brownsville Girl: la canzone migliore è Death Is Not The End, che però proviene dalle sessions di Infidels. Il resto è indegno, si salvano solo una discreta cover del traditional Shenandoah e la nuova Silvio. Bob Dylan sembra davvero alla frutta, forse anche al caffè.

 

Dylan & The Dead (1989): album live (ancora singolo!) tratto dai concerti estivi di due anni prima con i Grateful Dead. Solo sette canzoni, con Bob che appare quasi svogliato ed i Dead che non sembrano la sua backing band ideale (in quegli anni Dylan era in tour con Tom Petty & The Heartbrakers, con ben altri risultati). Solo I Want You reca tracce dell’antico smalto (*NDB, Mi intrometto di nuovo, in qualità di Bruno in questo caso: il disco di Dylan con i Dead ricordo di averlo recensito anche io ai tempi per il Buscadero, anche perché era una recensione doppia, e il giudizio era stato tutto sommato buono, ma ai tempi parlare male, o così così, di siffatti artisti era come sparare sulla Croce Rossa! Ora, purtroppo, si possono fare entrambe le cose).

Marco Verdi

segue…

La “Banda” Della Domenica Mattina. Band Of Heathens – Sunday Morning Record

band of heathens sunday morning.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The Band Of Heathens – Sunday Morning Record – Boh Records/Blue Rose 2013

Band Of Heathens è il riuscito esperimento sonoro di un “ensemble” di musicisti che da qualche anno anima le notti di Austin, Texas, con il loro mix musicale che comprende country e blues, folk e roots rock, arrivando ad essere nominati come band dell’anno nella capitale mondiale proprio della roots music (Austin). I primi due album d’esordio sono stati dal vivo, Live From Momo’s (2006) e Live At Antone’s (2007), poi, sotto la produzione di Ray Wylie Hubbard, escono allo scoperto con il primo album di studio, intitolato semplicemente The Band Of Heathens (2008,) una delle migliori miscele di rock, country e blues (in una parola “americana”). La band non ha mai avuto un vero e proprio leader, in quanto gli autori dei brani erano tre, Ed Jurdi, Gordy Quist e Colin Brooks (tutti chitarristi), ben sostenuti da Seth Whitney al basso e da John Chipman alla batteria, formazione che ha inciso pure One Foot In The Ether (2009) e il notevole Top Hat Crown & The Clapmaster’s Son, dove spaziano tra la musica del Texas e la Louisiana (una-riuscita-miscela-di-black-ad-white-band-of-heathens-top.html).

Persi per strada durante gli anni Brian Keane (uno dei fondatori del gruppo) Seth Whitney, John Chipman e Colin Brooks, la band texana continua la sua incessante attività live, testimoniata dal bellissimo The Double Down (2012) contenente la bellezza di 24 canzoni (due confezioni ognuna con un CD e un DVD) con un suono potente da vera band americana, degni eredi di gruppi come Little Feat e The Band. A circa due anni dal precedente lavoro, pubblicano questo nuovo Sunday Morning Record scritto a quattro mani da Jurdy e Quist, (chitarre e voce) con una nuova line-up composta da Trevor Nealson al piano e tastiere, Richard Millsap alla batteria, e con la partecipazione di validi musicisti tra i quali, Ryan Big Bowman al contrabbasso, Nick Jay e Joshua Zarbo al basso, George Reiff alle chitarre e Ricky Ray Jackson alla pedal steel.

Il brano iniziale Shotgun  è un country rock cadenzato, a cui fanno seguire Caroline Williams dalla forte impronta cantautorale, e una Miss My Life, brano pop blues, dominato dall’uso della chitarra e pianoforte, mentre nella chitarra che accompagna Girl With Indigo Eyes rivive lo spirito acustico dei Grateful Dead. Si riparte con la tambureggiante Records In Bed e le tenue atmosfere anni ’70 di Since I’ve Been Home (ricorda anche le cose più delicate dei Beatles), mentre The Same Picture è una dolce melodia pop, con un buon impasto vocale. One More Trip accompagnata dalla pedal steel di Ricky Ray Jackson, sembra uscita dalla penna di Robbie Robertson (The Band), seguita dalla energia contagiosa di Shake The Foundation, un boogie-blues che invita a pigiare il tasto “replay” del lettore, per poi chiudere con la ballata riflessiva Had It All, e la canzone finale Texas, (una pura meraviglia) uscita dalla collaborazione dei due leader, una piccola poesia sostenuta dalle chitarre acustiche e dal pianoforte,

I “nuovi” The Band Of Heathens con Sunday Morning Record, un gioiellino da gustare per la sua atmosfera rilassata, e al tempo stesso intensa, promettono bene, iniziando un nuovo percorso musicale, dinamico e creativo, in grado di mantenerli ai vertici per molto tempo della scena Americana, perché quello che loro hanno in più rispetto ad altri gruppi, è la superba qualità delle canzoni, merce rara in questi anni difficili.

NDT: Da menzionare che nelle note di copertina del disco, vengono ricordati gli ex membri del gruppo Colin Brooks, Seth Whitney e John Chipman, a testimomianza dell’importanza avuta nella crescita del gruppo texano.

Tino Montanari

Sempre Gli Stessi. Più Belli, Completi (E Costosi), Ma Sempre Quelli Sono! Rock Of Ages Della Band Diventa Live At The Academy Of Music 1971.

band academy of music.jpgband live at the academy 4 cd.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

band rock of ages front.jpgband rock of ages back.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The Band – Live At The Academy Of Music 1971 – 4 CD+1DVDA – 2 CD Deluxe – Capitol/Universal 17-09-2013 USA – 30-09-2013 UK – 01-10-2013 Europe (Italia inclusa)

Al momento in cui scrivo le date di uscita sono queste e i prezzi, per la versione quintupla, oscillano intorno ai 100 euro e più. Forse troppo per un CD, che come Rock Of Ages ho già comprato due volte, l’ultima volta nel 2001 la versione doppia rimasterizzata a 24 bit e potenziata che vedete qui sopra. Si tratta di uno dei più bei concerti della storia del rock, registrato sempre nel “mitico” 1971, sia pure gli ultimi 4 giorni dell’anno, compreso il concerto di Capodanno che uscirà, da solo, anche in una “nuova” versione 2 CD. Alcuni brani erano apparsi nel cofanetto A Musical History ma qui si è esagerato, si dovrebbe trattare di tutti i brani eseguiti nelle quattro serate meno un paio di brani i cui nastri si erano danneggiati nel corso degli anni (e non so se sono riusciti a restaurarli).

I concerti erano strutturati con una prima parte solo con i cinque membri della Band sul palco e la seconda con una sezione fiati aggiunta, arrangiata e diretta da Allen Toussaint. I quattro brani con Bob Dylan, che appare non annunciato vengono dalla serata che ci porta dal 31 dicembre 1971 al 1° Gennaio 1972. Dylan, tra il 1966 e il 1974 aveva suonato dal vivo solo altre 4 volte: al Tributo a Woody Guthrie del 1968, in uno dei primi concerti in cui Robbie Robertson, Levon Helm, Richard Manuel, Rick Danko & Garth Hudson erano apparsi come The Band, a Edwardsville, Illinois nel luglio del 1969, come Elmer Johnson. Al Festival della Isola di Wight, diciamo l’unica occasione ufficiale, 31 agosto 1969, di prossima uscita nelle Bootleg Series Vol. 10 e al Concerto per il Bangla Desh, 1 agosto 1971, l’unica occasione senza la Band. Ma queste sono altre storie. Il cofanetto avrà il seguente contenuto:

Disc: 1
1. The W.S. Walcott Medicine Show (Friday, December 31)
2. The Shape I’m In (Friday, December 31)
3. Caledonia Mission (Thursday, December 30)
4. Don’t Do It (Wednesday, December 29)
5. Stage Fright (Friday, December 31)
6. I Shall Be Released (Thursday, December 30)
7. Up On Cripple Creek (Thursday, December 30)
8. This Wheel’s On Fire (Wednesday, December 29)
9. Strawberry Wine (Tuesday, December 28) (Previously Unissued Performance)
10. King Harvest (Has Surely Come) (Friday, December 31)
11. Time To Kill (Tuesday, December 28)
12. The Night They Drove Old Dixie Down (Wednesday, December 29)
13. Across The Great Divide (Thursday, December 30)

Disc: 2
1. Life Is A Carnival (Thursday, December 30)
2. Get Up Jake (Thursday, December 30)
3. Rag Mama Rag (Friday, December 31)
4. Unfaithful Servant (Friday, December 31)
5. The Weight (Thursday, December 30)
6. Rockin’ Chair (Wednesday, December 29)
7. Smoke Signal (Tuesday, December 28)
8. The Rumor (Thursday, December 30)
9. The Genetic Method (Friday, December 31)
10. Chest Fever (Tuesday, December 28)
11. (I Don’t Want To) Hang Up My Rock And Roll Shoes (Wednesday, December 29)
12. Loving You Is Sweeter Than Ever (Wednesday, December 29)
13. Down In The Flood (The Band with Bob Dylan) (Friday, December 31)
14. When I Paint My Masterpiece (The Band with Bob Dylan) (Friday, December 31)
15. Don’t Ya Tell Henry (The Band with Bob Dylan) (Friday, December 31)
16. Like A Rolling Stone (The Band with Bob Dylan) (Friday, December 31)

Disc: 3
1. Up On Cripple Creek (Previously Unissued Performance)
2. The Shape I’m In
3. The Rumor (Previously Unissued Performance)
4. Time To Kill (Previously Unissued Performance)
5. Rockin’ Chair (Previously Unissued Performance)
6. This Wheel’s On Fire (Previously Unissued Performance)
7. Get Up Jake (Previously Unissued Performance)
8. Smoke Signal (Previously Unissued Performance)
9. I Shall Be Released (Previously Unissued Performance)
10. The Weight (Previously Unissued Performance)
11. Stage Fright

Disc: 4
1. Life Is A Carnival (Previously Unissued Performance)
2. King Harvest (Has Surely Come)
3. Caledonia Mission (Previously Unissued Performance)
4. The W.S. Walcott Medicine Show
5. The Night They Drove Old Dixie Down (Previously Unissued Performance)
6. Across The Great Divide (Previously Unissued Performance)
7. Unfaithful Servant
8. Don’t Do It (Previously Unissued Performance)
9. The Genetic Method
10. Chest Fever (Previously Unissued Performance)
11. Rag Mama Rag
12. (I Don’t Want To) Hang Up My Rock And Roll Shoes (Previously Unissued Performance)
13. Down In The Flood (with Bob Dylan)
14. When I Paint My Masterpiece (with Bob Dylan)
15. Don’t Ya Tell Henry (with Bob Dylan)
16. Like A Rolling Stone (with Bob Dylan)

Disc: 5
1. The W.S. Walcott Medicine Show (DVD)
2. The Shape I’m In (DVD)
3. Caledonia Mission (DVD)
4. Don’t Do It (DVD)
5. Stage Fright (DVD)
6. I Shall Be Released (DVD)
7. Up On Cripple Creek (DVD)
8. The Wheel’s On Fire (DVD)
9. Strawberry Wine (Previously Unissued Performance)(DVD)
10. King Harvest (Has Surely Come)(DVD)
11. Time To Kill (DVD)
12. The Night They Drove Old Dixie Down (DVD)
13. Across The Great Divide (DVD)
14. Life Is A Carnival (DVD)
15. Get Up Jake (DVD)
16. Rag Mama Rag (DVD)
17. Unfaithful Servant (DVD)
18. The Weight (DVD)
19. Rockin’ Chair (DVD)
20. Smoke Signal (DVD)
21. The Rumor (DVD)
22. The Genetic Method (DVD)
23. Chest Fever (DVD)
24. (I Don’t Want To) Hang Up My Rock And Roll Shoes (DVD)
25. Loving You Is Sweeter Than Ever (DVD)
26. King Harvest (Has Surely Come) (Previously Unissued Performance) (Archival Film Clips-December 30, 1971)(DVD)
27. The W.S. Walcott Medicine Show (Previously Unissued Performance) (Archival Film Clips-December 30, 1971)(DVD)

Quindi non concerto per concerto, ma a casaccio e, come vedete, purtroppo, il quinto dischetto è un DVD Audio non Video, con le versioni 5.1 Dolby Surround di 25 brani tratti dai primi due CD del cofanetto e “ben 2 filmati” della serata. Scusate l’ironia amara, ma evidentemente non esiste altro in versione filmata di quelle serate. O forse sì (almeno a giudicare da questo filmato di YouTube, sempre tratto da quel A Musical History citato prima)?

Visto che si comincia a vociferare che il concerto dell’Isola di Wight, che è il principale motivo di interesse della versione Super Deluxe di Another Sell Portrait di Bob Dylan, al di là dei primi due dischetti di inediti, disponibili anche a parte, potrebbe essere pubblicato anche in versione video in un non lontano futuro. E questo della Band? Mai Dire Mai. Per il momento godiamoci (forse) questo cofanetto eccezionale!

Forse ho dimenticato di dire che il tutto si svolge in quel di New York City.

Bruno Conti

Ed A Fine Agosto Arriva Anche Lui! Bob Dylan – The Bootleg Series Vol. 10 – Another Self Portrait (1969-1971)

bob dylan another self portrait.jpgbob dylan bootleg 10 superdeluxe.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bob Dylan – The Bootleg Series Vol. 10 – Another Self Portrait (1969-1971)

Per gli appassionati di musica il ritorno dalle vacanze sarà un vero e proprio salasso: oltre ai già annunciati box set di Beach Boys, Marc Bolan e Clash (più altre cose che al momento non mi sovvengono), è notizia di un paio di giorni fa che il 27 Agosto (in America, nel resto del mondo le date varieranno come al solito) la Columbia/Sony pubblicherà il decimo capitolo degli archivi del grande Bob Dylan.

Come si evince dal titolo il piatto forte saranno le sessions per l’album più controverso di tutta la discografia dylaniana, cioè quel Self Portrait per il quale l’esimio critico Greil Marcus scrisse la famosa recensione che esordiva con “What’s this shit?” (non penso ci sia bisogno di tradurre); ho detto il piatto forte, ma non la totalità dei brani proverranno dalle sessions del famigerato doppio album, in quanto ci saranno diverse outtakes anche da Nashville Skyline, da New Morning e pure qualcosa che non è finito tra le bonus tracks del Greatest Hits Vol. 2. (NDM: il contenuto di questo decimo Bootleg Series non è comunque una sorpresa, in quanto era già stato anticipato dal singolo Wigwam/Thirsty Boots, pubblicato in occasione dell’ultimo Record Store Day).

L’album uscirà in versione standard con 35 canzoni su 2 CD, in triplo vinile con le stesse 35 canzoni, e la solita versione superdeluxe di 4 CD, con la versione originale rimasterizzata di Self Portrait sul terzo ed il leggendario show (più per il suo valore storico che, pare, per l’effettiva qualità della performance) che Bob tenne con The Band nel 1969 all’Isola di Wight, il suo unico concerto nel periodo compreso tra 1966 ed il 1974,

Questa comunque la tracklist completa dei 3 CD (esclusa quindi la riedizione di Self Portrait):

The Bootleg Series, Vol. 10 – Another Self Portrait (1969-1971)
CD 1

1 Went To See The Gypsy (demo)
2 In Search Of Little Sadie (without overdubs, Self Portrait)
3 Pretty Saro (unreleased, Self Portrait)
4 Alberta #3 (alternate version, Self Portrait)
5 Spanish Is The Loving Tongue (unreleased, Self Portrait)
6 Annie’s Going To Sing Her Song (unreleased, Self Portrait)
7 Time Passes Slowly #1 (alternate version, New Morning)
8 Only A Hobo (unreleased, Greatest Hits II)
9 Minstrel Boy (unreleased, The Basement Tapes)
10 I Threw It All Away (alternate version, Nashville Skyline)
11 Railroad Bill (unreleased, Self Portrait)
12 Thirsty Boots (unreleased, Self Portrait)
13 This Evening So Soon (unreleased, Self Portrait)
14 These Hands (unreleased, Self Portrait)
15 Little Sadie (without overdubs, Self Portrait)
16 House Carpenter (unreleased, Self Portrait)
17 All The Tired Horses (without overdubs, Self Portrait)

The Bootleg Series, Vol. 10 – Another Self Portrait (1969-1971)
CD 2

1 If Not For You (alternate version, New Morning)
2 Wallflower (alternate version, 1971)
3 Wigwam (original version without overdubs, Self Portrait)
4 Days Of ’49 (original version without overdubs, Self Portrait)
5 Working On A Guru (unreleased, New Morning)
6 Country Pie (alternate version, Nashville Skyline)
7 I’ll Be Your Baby Tonight (Live With The Band, Isle Of Wight 1969)
8 Highway 61 Revisited (Live With The Band, Isle Of Wight 1969)
9 Copper Kettle (without overdubs, Self Portrait)
10 Bring Me A Little Water (unreleased, New Morning)
11 Sign On The Window (with orchestral overdubs, New Morning)
12 Tattle O’Day (unreleased, Self Portrait)
13 If Dogs Run Free (alternate version, New Morning)
14 New Morning (with horn section overdubs, New Morning)
15 Went To See The Gypsy (alternate version, New Morning)
16 Belle Isle (without overdubs, Self Portrait)
17 Time Passes Slowly #2 (alternate version, New Morning)
18 When I Paint My Masterpiece (demo)

Bob Dylan & The Band
Isle of Wight – August 31, 1969 – CD 4

1 She Belongs To Me
2 I Threw It All Away
3 Maggie’s Farm
4 Wild Mountain Thyme
5 It Ain’t Me, Babe
6 To Ramona/ Mr. Tambourine Man
7 I Dreamed I Saw St. Augustine
8 Lay Lady Lay
9 Highway 61 Revisited
10 One Too Many Mornings
11 I Pity The Poor Immigrant
12 Like A Rolling Stone
13 I’ll Be Your Baby Tonight
14 Quinn The Eskimo (The Mighty Quinn)
15 Minstrel Boy
16 Rainy Day Women #12 & 35

Ora, io sono un grande fan di Dylan, ma anche uno che va a cercare spesso il pelo nell’uovo, e qui di peli, e belli grossi, ne vedo almeno tre.

1 – Chiaramente le sessions non sono complete, e allora perché “sprecare” un CD per metterci la versione rimasterizzata di un disco che ogni Dylan fan possiede, e non usarlo per pubblicare qualche altra outtake? Mancano per esempio le sessions con Johnny Cash e buona parte di quelle con George Harrison, nelle quali furono incise versioni dylaniane di Yesterday dei Beatles, Cupid di Sam Cooke, All I Have To Do Is Dream degli Everly Brothers, ed altre chicche.

Era poi necessario inserire le versioni dei brani di Self Portrait senza gli overdubs orchestrali, dato che sono comunque le stesse takes che sono poi finite sul disco?

2 – Che cos’è quella Minstrel Boy proveniente dai Basement Tapes sul primo CD? Tutti sanno che i nastri della cantina sono incisioni del 1967, e quindi qui sono totalmente fuori contesto.

3 – Dato che con tutta probabilità l’acquirente occasionale NON comprerà questo disco, i fans di Bob si butteranno in misura maggiore sulla versione multipla, e quindi perché mettere sul secondo CD due canzoni del concerto alla Isle of Wight che poi si ritrovano anche sul quarto CD?

Nonostante questo, dato che mi conosco, alla fine il fan prevarrà sul “critico” e dunque attenderò con ansia la fine di Agosto.

Marco Verdi

P.S: dato che pare già deciso anche l’argomento dell’undicesimo volume degli archivi, e cioè le sessions di Blood On The Tracks (già uscite credo nella loro quasi totalità, tra disco ufficiale, Biograph, Bootleg Series Vol. 1 e colonna sonora di Jerry MaGuire), mi piacerebbe che non si sprecassero tutte queste occasioni (anche per i Witmark Demos non avevo certo gridato al miracolo) e si pubblicasse finalmente roba tipo i Basement Tapes completi, le sessions di Infidels (dentro ci sono cose strepitose), il disco con Dave Alvin, i concerti con Tom Petty, la tournée religiosa del 1979/80…

*NDB Oppure quelle con David Bromberg (che appare nel video promo di presentazione di Another Self Portrait, che vedete sopra) a Chicago nel 1992, solo due delle quali sono state utlizzate per Tell Tale Signs. In fondo Bromberg appariva anche nelle sessions originali sia per Self Portrait che per New Morning.