The Avett Brothers – Live, Volume 3 DVD. Svolgimento!

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The Avett Brothers – Live, Volume 3 – American Recordings DVD

Eccomi qua, come promesso, a parlare di uno dei più bei DVD (o CD) dal vivo dell’anno. Le foto, lo ammetto, sono prese dal loro sito home (pure in italiano). Qualche dato veloce: il concerto è stato registrato in quel di Charlotte, North Carolina al Bojangles Coliseum (anche il nome dell’arena sa di buona musica!) nel corso del tour per promuovere I And Love And You, non è prodotto da Rick Rubin (che rimane produttore esecutivo visto che l’etichetta è sua) ma da Blake Morrison e, soprattutto, è molto, ma molto, bello!

I due fratelli Seth e Scott Avett (con contrabbassista e bassista Bob Crawford al seguito) si occupano di chitarre, banjo, pianoforte, percussioni e batteria e cantano (benissimo), mentre il violoncellista Joe Kwon (non ne vedevo uno in pianta stabile sul palco dai tempi del grande Harry Chapin) e il batterista Mike Marsh sono membri aggiunti della formazione. In poco meno di dieci anni (dal 2000) ma la vera data d’inizio ufficiale è il 2002, tra album, Ep, dischi dal vivo hanno già pubblicato quattordici album, prima per la loro etichetta Ramseur e ora per la Sony/American Recordings ma la loro musica non è cambiata di una virgola o meglio, ad ogni album è cresciuta e migliorata in modo esponenziale fino all’ingresso come produttore di Rubin che ha aggiunto il suo tocco di classe e credibilità e ha permesso all’album citato dello scorso anno di arrivare fino al 16° posto delle classifiche americane.

E tutto ciò con della bella musica: un misto di country, bluegrass, hillbilly perfino, folk, rock tradizionale, belle canzoni, tantissima energia (soprattutto dal vivo) ma anche testi semplici e ricercati al tempo stesso e un seguito di fans multigenerazionale (alla fine del DVD negli extra c’è uno spazio a loro dedicato, giovani e meno giovani, ragazzi e ragazze, molte, ma anche famiglie, adulti). Alla faccia di chi pensa che la musica sia solo Lady Gaga e Drake e inseriti in quel nuovo filone che in modo trasversale, dagli americani Old Crow Medicine Show (anche loro seguiti da folle oceaniche ai loro concerti che si entusiasmano per armonie vocali, assoli di banjo e violino e simili cose “pazzesche”) ma anche dai Mumford and Sons più vicini al folk-rock inglese ma sempre attenti al pop e “fratelli elettivi” degli Avett Brothers. Un paio di nomi per dare un’idea ma il “movimento” è molto più ampio e complesso, per fortuna! Magari ne parliamo più diffusamente in un’altra occasione.

Come vi dicevo ieri questo Live, Volume 3 è stato “eletto” disco del mese sul Buscadero (quindi esiste in CD) ma se riuscite a procurarvi il DVD è molto meglio. Sono circa settanta minuti di concerto, un totale di sedici brani, uno più bello dell’altro con qualche picco di eccellenza.

Il concerto è registrato a due passi da casa loro quindi si potrebbe pensare che il pubblico sia parziale, e sicuramente lo è, ma l’energia che emana da questo manufatto è viva e palpabile.

Si parte con la formazione a 3, quella originale, i due fratelli + Crawford, con una versione trascinante di Pretty Girl From Matthews (ma la provenienza della bella ragazza può cambiare di volta in volta), banjo, chitarra acustica, contrabbasso, per un bluegrass con armonie vocali fantastiche ma anche l’energia del punk, con urletti e pogo che scatenano l’entusiasmo del pubblico, il tutto eseguito con grande perizia. Swept Away è una bellissima canzone sotto forma di ballata cantata a tre voci, con la sorella Bonnie Avett Rini (brava pure lei), i tre che si alternano e armonizzano alla grande con il violista Joe Kwon (di chiare origini orientali) che si aggiunge alla formazione. Talk On Indolence è una bluegrass song con venature hillbilly, eseguita a velocità supersonica dal quintetto (è arrivato anche il batterista Mike Marsh), accelerazioni, fermate, cambi di tempo, tutti che saltellano come invasati, urla di chiara derivazione punk o metal ma una precisione e una bravura strumentale quasi ineccepibili. Il pubblico è già in tripudio!

The Ballad Of Love And Hate presentata erroneamente sul busca come ballata pianistica alla Jackson Browne è in effetti un brano acustico, cantato in solitaria dal solo Seth Avett che si accompagna alla chitarra acustica, una folk song molto evocativa dove pare che il nostro amico si dimentichi qualche parola del testo ma rimedia abilmente e ne ricava una bellissima versione, assai apprezzata dal pubblico presente ma anche dal sottoscritto che se la gusta da casa. In origine era sull’album Emotionalism, gran titolo! ColorShow cantata ancora da Seth ha atmosfere quasi irlandesi, ancora grande energia e ritmo con il basso elettrico in evidenza, con tutti che saltano come grilli ma le armonie e l’interscambio solista dei due fratelli nelle parti vocali è comunque sontuoso.

I And Love And you con Seth al piano è cantata da Scott con le voci che si intecciano in armonie vocali a cavallo tra Mumford and Sons e classiche armonie beatlesiane, sono solo sensazioni ma il brano è comunque una bellissima ballata pianistica molto romantica.

Per Shame pensate se i Beatles dei primi anni avessero fatto country (e ogni tanto lo facevano), con le voci alla Lennon/McCartney dei fratelli Avett, alternate e all’unisono per creare un country-pop raffinato ma di grande semplicità e fruizione. Le riprese del pubblico, almeno nelle prime file, evidenziano che tutti conoscono i testi a memoria. When I Drink, solo 2 voci e 2 chitarre acustiche ancora caratterizzata da armonie vocali deliziose con Scott che si avventura anche in un divertente falsetto.

Murder In The City è un altro brano acustico di stampo folk cantata dal solo Scott, uno dei loro brani migliori, malinconico con testo dedicato ai rapporti familiari e all’amore in generale (anche qui neanche l’ombra del pianoforte evocato nella recensione di cui vi parlavo). I Killed Sally’s Lover è una murder song velocissima di stampo country-folk, pensate ai Pogues se fossero nati in America.

Head Full Of Doubt/Road Full Of Promise è un pezzo di chiaro impianto rock, bellissimo con Scott al piano e Seth alla chitarra elettrica. Un brano dal grande impatto emotivo, la vogliamo definire una mid-tempo ballad in crescendo? Vogliamo! Molto bella in ogni caso. The Perfect Space percorre gli stessi territori sonori, ma volendo è anche più bella, con la viola di Kwon in grande evidenza e con un finale prima in crescendo fantastico e poi a sfumare, gran bella musica.

Paranoia in B Flat Major mi ha ricordato ancora idealmente i Mumford and Sons (ma gli Avett Brothers c’erano già prima, facevano questo tipo di musica da parecchi anni): folk acustico e pop miscelati, intrecci vocali raffinati, crescendi e rallentamenti improvvisi. Distraction #74 con Kwon che imbraccia la viola a mo’ di chitarra è ancora quell’interessante intreccio tra country, bluegrass e pop a grandi velocità e con impasti vocali sempre assai raffinati.

Ci avviciniamo al finale e Scott si sposta anche alla batteria, con Seth al piano, per un divertente e trascinante brano di classico pop-rock intitotolato Kick Drum Heart, un nome, un programma. Salvation Song ci regala un finale inconsueto di concerto (anche se è uno dei loro brani migliori), un brano, quasi lento, ho detto quasi, molto cadenzato ma dalla melodia malinconica, pensosa, sempre bellissima canzone che conclude alla grande un concerto e DVD e CD tra i più intriganti di questo 2010. Se trovate il DVD è meglio ma anche il compact va benone e se siete per il download digitale non fatevi problemi, è ottimo in tutti i formati! (I video inseriti non sono quelli del DVD, non ci sono in rete, se volete vederli ve lo dovete comprare).

Bruno Conti

The Avett Brothers – Live, Volume 3 DVD. Svolgimento!ultima modifica: 2010-11-04T20:17:00+00:00da bruno_conti
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