Perdinci E Poi Perbacco! Great Caesar’s Ghost – What’s Done Is Done

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Great Caesar’s Ghost – What’s Done Is Done – 2 CD Great Caesar’s Ghost Self released

Non so se si possa tradurre esattamente con “Perdinci e poi Perbacco” ma sicuramente questa esclamazione in slang sta per “Per D…! per cui stiamo sul sicuro.

Ma chi sono costoro? Una cover band ma anche una jam band e viceversa, sicuramente un gruppo di musicisti di talento e di “mestiere” che operano nell’area di Long Island, N.Y. Un nutrito gruppo di musicisti con una nutrita serie di album alle spalle. Sconosciuti ai più (per usare un eufemismo) ma con un nu…meroso seguito di fans che li seguono nei loro concerti.

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 Formazione con 3 chitarre, 2 batterie, basso, tastiere e un flautista-sassosfonista, Mario Cruz, i Great Caesar’s Ghost hanno già sei album alle spalle e questo What’s Done Is Done è un doppio CD che come sottotitolo recita The Very best of! Se vi piacciono gli Allman Brothers, i Grateful Dead ma anche gli Stones, le guitar bands in generale qui c’è “trippa per gatti” e di quella di prima scelta.

Non per niente Butch Trucks, che è uno che di questo genere se ne intende, sarà il loro batterista aggiunto (quindi tre!) per due serate speciali di reunion il 1° e 2 agosto a East Hampton, N.Y. Ogni tanto hanno la buona idea di aggiungere altri ospiti alla loro già ampia formazione come era accaduto in passato per il Live At Berkner Hall dove G.e Smith era ulteriore chitarra solista, e molti brani da quel CD li trovate in questo doppio.

Due CD per un totale di soli 15 brani e questo la dice già lunga su cosa aspettarsi: intanto un suono fluido, intriso di rock e blues come se gli Allman e i Grateful Dead si fossero fusi in gruppo solo come usavano fare ai tempi. Versioni chilometriche e strepitose di canzoni come Can’t You Hear Me Knocking degli Stones che apre il disco in una versione gargantuesca con chitarre e sax che urlano e strepitano come ai tempi di Mick Taylor e Bobby Keys. Ma i nostri prodi, che quindi non sono solo una cover band, hanno anche dei brani di propria composizione nel loro repertorio, come la PinkFloydiana Me And Bird percorsa da una slide tagliente. Ovviamente però eccellono nel repertorio classico: l’uno-due di Franklin’s Tower, In Memory Of Elizabeth Reed è da antologia del rock con le chitarre che si inseguono con piglio sicuro e l’effetto se chiudete gli occhi e vi lasciate trasportare è molto vicino agli originali. L’unico brano deboluccio è la loro Let It Rock mentre la versione di Definitely Maybe di Jeff Beck è da manuale come pure la cover di Southbound con organo hammond d’ordinanza al seguito e le chitarre vispe e pulite nel sound come vuole il miglior southern rock, e qui finisce il CD 1.

Il secondo è anche meglio. Bertha, introdotta da un flauto che duetta con la solista e poi si snoda nei suoi dodici magici minuti è un altro dei capisaldi di questo CD e che dire del medley China Cat/ I Know You Rider! Come direbbe bisteccone, “Mitico!”. Hot Lanta e Whipping Post sono quasi meglio delle versioni originali degli Allman Brothers mentre nella lunga improvvisazione jazzata su Afro Blue di Coltrane raggiungono delle vette di raffinatezze non dissimili dalla migliore Derek Trucks Band. Ci sono altri tre brani minori (sempre di qualità ottima comunque) ma il resto basta e avanza per fare di questo doppio una “golosa scoperta”.

Si fatica un “tantinello” per trovarlo ma ne vale la pena. Se volete info su formazione e storia default.asp.. File under classic rock, vecchio ma buono!

Bruno Conti

Perdinci E Poi Perbacco! Great Caesar’s Ghost – What’s Done Is Doneultima modifica: 2011-06-10T19:02:00+00:00da bruno_conti
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