Vecchi Concerti Sudisti… Blackfoot – The Classic Broadcasts Chicago 1980 & Hollywood 1983

blackfoot chicago 1980 & hollywood 1983

Blackfoot – The Classic Broadcasts Chicago 1980 & Hollywood 1983 – Smokin’ Records    

I Blackfoot, assieme a Molly Hatchet e 38 Special, hanno sempre rappresentato il lato più “duro” del southern rock, quello dove gli elementi country sono quasi assenti, a favore di una impronta più blues-rock, pronta a sfociare in un heavy rock di maniera, soprattutto nelle fasi finali della loro carriera. Ma la band di Jacksonville, Florida è stata tra le prime a spargere il seme del buon rock sudista, quando si chiamavano ancora Fresh Garbage (un nome profetico e un omaggio agli Spirit) e Hammer, Rickey Medlocke e Greg T. Walker, i due membri fondatori, erano più orientati appunto verso un rock-blues cattivo e poderoso, accantonato quando i due vennero invitati ad entrare in una delle prime versioni dei Lynyrd Skynyrd (band nella quale Medlocke milita tuttora), ma poi nel 1974 la band viene lanciata definitivamente ed esordiscono discograficamente con l’ottimo No Reservations nel 1975, bissato nel 1976 dall’altrettanto buono Flyin’ High, e dopo una parentesi in cui fanno da backing band alla cantante Ruby Starr del giro Black Oak Arkansas, finalmente nel 1979, con il passaggio alla Atlantic arriva il grande successo con Strikes (pur arrivando solo al 42° posto delle classifiche, il disco vendette oltre un milione di copie, ma erano altri tempi); forse anche il loro miglior disco in assoluto, nel 1980 esce Tomcattin’, seguito da album ancora di buon livello qualitativo come Marauder, il disco dal vivo Highway Song Live e Siogo del 1983, dove però il lato più hard della band viene evidenziato dall’ingresso in formazione del tastierista degli Uriah Heep Ken Hensley.

E proprio questi anni sono quelli evidenziati nei due broadcast radiofonici presentati dalla King Biscuit Hour. Il primo concerto è registrato a Chicago nel marzo del 1980, nel tour per promuovere il disco Tomcattin’, e nei brani illustra i due lati della band: quello southern-boogie dell’eccellente apertura, con la dura e tirata Gimme Gimme Gimme, dove Medlocke mette in evidenza la sua perizia alla slide e quello più vicino al rock di band come gli Spirit (non per nulla ad inizio carriera, come detto prima, si chiamavano Fresh Garbage) di cui riprendono il super classico I Got A Line On You, in una versione energica e grintosa (forse perfino troppo) dove il classico riff del brano viene rivisitato dalle twin guitars di Medlocke e dell’altro chitarrista Charlie Hargrett, ma anche il classico blues-rock dei grandi Free in una poderosa Wishing Well, dove basso e batteria pestano di brutto e le chitarre ruggiscono, la voce urla e strepita, ma grazie all’ottima registrazione gli amanti del rock classico avranno di che gioire. Every Man Should Know (Queenie) (ancora anticipatrice dell’imminente Tomcattin’) è sempre duretta anziché no, come pure la granitica Road Fever dove sembra di ascoltare gente come i Mountain o Ted Nugent, o la lunga e bluesata cover di Trouble In Mind, un pezzo che vanta decine di versioni, una presente anche nella ristampa deluxe di Led Zeppelin II.

Diciamo che la raffinatezza non rientrava (e non rientra) nel credo della band e quindi picchiano sempre come fabbri ferrai, ma siamo ancora in limiti accettabili e poi nella splendida Highway Song finalmente dispiegano le loro radici southern in un brano che illustra i lati migliori del genere. E per aprire il concerto del 1983 (o chiudere quello del 1980, non è chiaro, perché il libretto del CD riporta 16 brani, ma il CD ne riporta 15) Rattlesnake Rock’n’Roller che uscirà su Marauder il disco del 1981, è ancora southern boogie rozzo e crudo, ma efficace, grazie all’interplay ruvido delle due chitarre, seguito da un’altra versione di Wishing Well, con le tastiere aggiunte di Hensley, un pezzo molto rock FM come pure Teenage Idol, dove le tastiere si contendono lo spazio con le chitarre, ma il suono peggiora e vira verso il tamarro; leggermente meglio Train, Train, decisamente più “bluesy” ed introdotta dall’armonica (nell’originale era suonata dal babbo di Rickey, Shorty Medlocke) ma sempre appesantita dal cantato esagerato del leader. Easy Livin’ è il pezzo degli Uriah Heep, classico hard rock affidato a Hensley. Ancora una versione chilometrica, oltre dieci minuti, di Highway Song, per risollevare le sorti (magari un disco con sette o otto versioni del brano sarebbe stato perfetto, ancorché un filo noioso). On The Run, di nuovo boogie-rock tiratissimo, viene da Tomcattin’ e la conclusiva Fly Away, sempre ad alto contenuto di riff, di nuovo  da Marauder. Insomma concerto non imprescindibile, ma neppure disprezzabile, se amate il genere.

Btuno Conti                                                                                                                        

Vecchi Concerti Sudisti… Blackfoot – The Classic Broadcasts Chicago 1980 & Hollywood 1983ultima modifica: 2016-07-17T00:01:50+02:00da bruno_conti
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