Due Slide Son Meglio Di Una? Delta Moon – Black Cat Oil

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Delta Moon – Black Cat Oil – Red Parlor

Black Cat Oil è il settimo album dei Delta Moon, una delle migliori band operanti in quell’ambito che gravita intorno al Blues, per intenderci potremmo accostarli a JJ Grey & Mofro o i North Mississippi Allstars o andando a ritroso nel tempo anche i Little Feat. Quel genere che incorpora oltre al citato blues, elementi southern, swampy della Lousiana (anche il titolo in questo caso, che ha connotazioni voodoo), naturalmente rock ma non si può definire con il solito blues-rock. O sì?

Il principale elemento che connota questo gruppo, come molti sanno (ma non tutti), è il fatto di avere di due chitarre slide nel gruppo: il leader, cantante e compositore, Tom Gray, la suona in versione lap steel, ovvero appoggiata in grembo o al limite in posizione orizzontale, mentre il suo pard (e co-autore di molti brani) Mark Johnson la usa nel più canonico stile bottleneck. C’è da dire che nella prima parte della carriera i Delta Moon hanno avuto in formazione anche delle voci femminili, prima Gina Leigh e poi Kristin Markiton, due cantanti notevoli, soprattutto la prima, che appariva in Goin’ Down South il disco del 2004 che molti considerano il migliore (live a parte). Volendo, come recensito sul Busca di un paio di anni fa, ci sarebbe un CD del 2009 della Blues Boulevard/Music Avenue, Howlin’ At The Southern Moon che raccoglie il meglio dei dischi pubblicati tra il 2002 ed il 2007 prima della svolta maschilista, compreso un Live eccellente del 2004. Perché in effetti questo gruppo andrebbe sentito o visto, soprattutto dal vivo (lo si dice sempre ma è vero) e a questo proposito ci sono molti filmati strepitosi su YouTube tra cui uno registrato in Austria nel 2011 che è divertente anche a livello visivo, perché i due chitarristi vanno a suonare in mezzo al pubblico, si siedono al tavolo, si fanno portare due birrette e poi con gli strumenti appoggiati sul tavolo dimostrano come si suona la slide.

Detto questo del passato, il CD di cui parliamo comunque non è male: Tom Gray non è un cantante fantastico ma più che adeguato, una sorta di Ry Cooder meno rigoroso ( e i due, messi insieme, fanno una specie di Ry): ma il drive dei brani, spesso è più “sporco”, come nell’iniziale Down and Dirty con le due slide che iniziano a macinare “soli”, rispondendosi dai canali dello stereo, la ritmica prende un bel groove da treno boogie in movimento e il piedino comincia a muoversi. Blues In A Bottle con le chitarre “riverberate”, ha ritmi più lenti e scanditi ma sempre con l’inconfondibile suono delle slide che lo percorre ( e questa è una caratteristica di tutto il disco). Walk Out In The River ha le coordinate di una ballata elettroacustica mid-tempo con qualche tocco di coloritura di quello che sembra un dulcimer (così riportano le note del dischetto) e sonorità “desertiche”. Forse non l’ho detto ma loro vengono da Atlanta, Georgia e la funky title-track con i suoi suoni “paludosi” profuma pure di Louisiana e di Sud in generale. Le chitarre viaggiano sempre anche se i brani non si dilungano mai più di tanto (forse per gustarle appieno il live sarebbe d’uopo).

Wishbone (“l’ossicino dei desideri”) è buona ma manca di quella vivacità che altri brani hanno. Anche Black Coffee, molto simile nei tempi, ha quel sapore di “già sentito” di altri loro brani, mentre Neon Jesus avrebbe la piena approvazione di quel Ry Cooder citato prima, un brano avvolgente di stampo roots con le voci e le chitarre che pigramente si “appoggiano” voluttuosamente sulla sezione ritmica. Jukin’ è un bel boogie blues dai chiari sapori sudisti e Sunshine con le due slide che viaggiano all’unisono ha richiami ad un sound più anni ‘50 con il contrabbasso che detta i tempi. Applejack si appropria di un suono più carnale con le slide più cattive poi ribadito, con ancora maggiore vigore, nella conclusiva cover di Write Me A few Of Your Lines, un brano di Fred McDowell che potrebbe chiamarsi Can’t Be Satsified o Rollin’and Tumblin’, tanto il riff e il sound sono quelli, il vecchio Muddy avrebbe approvato, in fondo i grandi Bluesman si “rubavano” le canzoni tra loro, ma era solo del sano Blues, com’è il caso di questa traccia, ancora, come si conviene, con le slide in evidenza.

Bruno Conti

Due Slide Son Meglio Di Una? Delta Moon – Black Cat Oilultima modifica: 2012-06-07T19:10:58+00:00da bruno_conti
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