“Pene D’Amor Perduto”, Un Ritorno Alle Origini Del Suo Suono! Allison Moorer – Down To Believing

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Allison Moorer – Down To Believing – Entertainment One

Allison Moorer è una delle più interessanti cantautrici americane. Con Down To Believing giunge al nono album della sua carriera. Allison è anche stata la moglie di Steve Earle, fino a che nel marzo del 2014 Earle non ha annunciato che i due si erano divisi. Di solito le cose andrebbero tenute separate, ma visto che il nuovo album, in un certo senso, è la cronaca del divorzio tra i due,  in quella categoria di dischi che si chiamano “divorce album”, dopo che la stessa Allison ha dichiarato che non essendo lei capace di scrivere canzoni in seconda persona, come un osservatore esterno, ma ama scrivere brani ispirati alla sua vicenda umana ed amorosa, il disco è diventato la storia di questa dolorosa vicenda; prima di lei, penso a Rosanne Cash in passato, o Kathleen Edwards in tempi più recenti, altre hanno raccontato le cosiddette “pene d’amor perduto” (perché a differenza di Shakespeare, non finisce bene). Condizione certo non necessaria per incidere un buon disco, ma evidentemente la Moorer voleva mettere in versi e musica quello che stava succedendo. Con ottimi risultati. La brava e gentile Allison è rimasta fedele al suo stile che coniuga da sempre country e rock, ma il risultato non si ascrive tout court, come si potrebbe pensare, al country-rock, ma è una fusione dei due stili, con ampi innesti di folk e una facilità di scrittura vicina al pop più raffinato, punto che la accomuna alla sorella Shelby Lynne (di cui è atteso, con impazienza da chi scrive, il nuovo album, I Can’t Imagine, previsto per inizio maggio) https://www.youtube.com/watch?v=ehAsS8BPUD4 .

La Moorer non ha, forse, una voce bella e completa come la sorella https://www.youtube.com/watch?v=WfKpF_YLgQ4 , ma comunque più che adeguata alla bisogna, espressiva ed energica, quando occorre, come nell’iniziale, eccellente sferzata rock di Like It Used To Be, con la pioggia di chitarre acustiche ed elettriche, soprattutto le seconde, poste in primo piano dal produttore Kenny Greenberg (di nuovo alla “guida” dopo aver prodotto i primi due dischi della Moorer) https://www.youtube.com/watch?v=QvBvph2ssLI . O Thumderstorm/Hurricane, una sorta di scura e drammatica ballata percorsa da una spruzzata di archi che rendono avvolgente il suono, e con le chitarre elettriche, suonate dallo stesso Greenberg che la punteggiano con veemenza, oltre ad Allison, che la canta con grande verve vocale https://www.youtube.com/watch?v=xiXo1WbziSA . I Lost My Crystal Ball è la prima delle canzoni che avvicinano la sua recente vicenda, attraverso la metafora di questa palla di cristallo che si trasforma in una palla da demolizione la Moorer racconta, in modo semisarcastico, dell’effetto devastante che la stessa ha avuto nella sua vita https://www.youtube.com/watch?v=29ApPZg6b88 , Greenberg le cuce addosso un altro arrangiamento molto carico, elettrico, ma ricco di particolari, dove primeggiano i musicisti che suonano nell’album, dallo stesso Kenny Greenberg impegnato all’acustica, oltre che alla solista, a Dan Dugmore, alla steel, mandolino e 12 corde, Chad Cromwell, batteria e Michael Rhodes, basso,  tutti impegnati anche nella title-track Down To Believing, una ballata umbratile e malinconica che cerca di esorcizzare le ferite attraverso un afflato melodico che è figlio del più classico suono country ed è cantato con voce vulnerabile, ma anche assertiva, dalla brava Allison https://www.youtube.com/watch?v=V3CxTZhYbug .

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Che spesso si fa aiutare anche da altri autori, i più noti, oltre a Greenberg, Angelo Petraglia, Keith Gattis e Audley Freed, ma il merito sostanziale della riuscita del disco va soprattutto alla Moorer, che nei cinque anni passati dal precedente Crows, evidentemente aveva radunato molte idee poi messe in pratica in questo CD. Tear Me Me Apart, di nuovo con una bella grinta rock nello svolgimento dei temi o If I Were Stronger che approccia queste storie di amori che finiscono sotto la forma di una bella ballata pianistica, poi abbellita dalle fioriture degli arrangiamenti di Greenberg, nel giusto mix tra un suono più pop e commerciale e le esigenze della canzone d’autore https://www.youtube.com/watch?v=wIaisYn2k5s . Wish I, con la sua lista di desideri sciorinati senza vergogna https://www.youtube.com/watch?v=m6BZNqHs2Ck , è un altro tassello di questo viaggio verso la guarigione, cantato con la solita passione e forse un pizzico di romanticismo di troppo, che però non guasta, ottimo l’arrangiamento con le chitarre sempre sugli scudi.

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Molto bella anche la più raccolta Blood, una sorta di moderna country folk ballad, con la sua weeping steel guitar, che esamina il rapporto con la sorella Shelby https://www.youtube.com/watch?v=x5DaFddnrcs  o Mama Let The Wolf In, il “vaffanculo” a quel “Big Bad Motherfucker” che è la malattia autistica che affligge il figlio di 5 anni John Henry, avuto con Steve Earle, e che è il motivo per cui vive a New York, città dove risiede anche il padre, il brano ha un suono elettrico quasi alla Creedence https://www.youtube.com/watch?v=n6WUj-ceuLc , e non è un caso che la cover scelta dalla Moorer, su istigazione della sua etichetta, sia la splendida Have You Ever Seen The Rain, una delle più belle canzoni di sempre https://www.youtube.com/watch?v=YUmmrn8vdlk , che fonde in modo mirabile country e rock, come in fondo è riuscita a fare anche Allison Moorer, in questo bel album, caldamente consigliato agli amanti del cantautorato femminile.

Bruno Conti

“Pene D’Amor Perduto”, Un Ritorno Alle Origini Del Suo Suono! Allison Moorer – Down To Believingultima modifica: 2015-04-02T18:20:57+00:00da bruno_conti
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