40 Anni E Non Sentirli. Steeleye Span – Live At A Distance

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Steeleye Span – Live At A Distance – 2 CD + DVD – Park Records

A voler essere proprio pignoli sono 41 e sono gli anni di carriera degli Steeleye Span, festeggiati con la pubblicazione di questo mini cofanetto. Sono in ritardo, lo ammetto, ma ve ne parlo solo oggi in quanto il box è finalmente disponibile con facilità anche per il mercato italiano tramite la distribuzione Ird e comunque stiamo parlando di uno dei gruppi storici della prima onda del folk britannico che in questo periodo sembra godere di una seconda giovinezza.

Gli Steeleye Span sono stati tra i fondatori di quel movimento che fondeva il folk tradizionale dell’area britannica (quindi non solo irlandese o celtico) con un nuovo approccio e una strumentazione spesso anche elettrica: i “soci” fondatori del gruppo furono Ashley Hutchings, appena uscito dall’altro grande gruppo da lui fondato, i Fairport Convention, e due coppie Tim Hart e Maddy Prior e Gay & Terry Woods, quindi con due voci femminili, una formazione inconsueta anche per quei tempi di sperimentazioni. Questa formazione registrò un solo album Hark! The Village Wait, molto bello ma non tra i loro migliori e questa la dice lunga sulla qualità della produzione di quegli anni.

Per non farla troppo lunga (ma se volete me lo dite e ci ritorno in un prossimo Post) nel corso degli anni si sono avvincendati nella formazione, tra gli altri, anche Martin Carthy, Peter Knight, Bob Johnson, Rick Kemp, Nigel Pegrum, Liam Genockey e Ken Nicol con molti dei componenti che sono “andati e venuti” più volte nella formazione.

La formazione classica, quella che ha operato tra il 1971 e il 1975 (il periodo migliore), prima senza e poi anche con batterista in formazione, ha anche avuto un notevole successo commerciale: un singolo tratto da Below The Salt, forse il loro miglior disco, Gaudete ( o Gaudeitei come dicono loro), cantato in latino!, ha raggiunto i top 20 della classifica inglese in quel periodo natalizio. Addirittura All Around My Hat, tratta dall’album dello stesso titolo è arrivata fino al numero 5, il produttore era quel Mike Batt che oggi si occupa della carriera di Katie Melua.

Tra le curiosità, come non ricordare la partecipazione all’ukulele di Peter Sellers (peraltro un virtuoso dello strumento) nel brano New York Girls tratto da Commoners Crown uno dei loro migliori che comprende la lunga, strepitosa ballata Long Lankin.

In ogni caso il gruppo, tra alti e bassi (e lutti, Tim Hart è morto proprio la vigilia di Natale dello scorso anno), ha continuato la proprio carriera, fondando una etichetta, la Park Records, che pubblica sia il loro materiale, quello di altri artisti storici (Jacqui McShee degli amici-rivali Pentangle) e di talenti emergenti, Kirsty McGee, la figlia di Rick Rose Kemp, la grande suonatrice di cornamusa Kathryn Tickell, i Rock, Salt & Nails: l’ultima pubblicazione degli Steeleye Span (ma più o meno in contemporanea ne è uscito anche uno nuovo in studio, Cogs, Wheels And Lovers) è questo triplo dal vivo che raccoglie, nel doppio CD, materiale registrato in vari tour tra il 2002 e il 2008 e nel DVD un concerto del 2006 all’Hove Centre. Il materiale è differente tra i due formati, quindi molto interessante.

La formazione è quella con Prior, Kemp, Knight, Genockey e Ken Nicol (ex Albion Band, in questi gruppi le storie sono intricate e intrecciate tra loro), la più longeva del gruppo e il materiale non sfigura certo con quello di molti gruppi attuali. Anche se gli anni passano per tutti la voce di Maddy Prior rimane una delle più belle di questo panorama musicale e anche gli altri “vecchietti” si fanno rispettare.

Dall’iniziale accapella Who’s The Fool Now alla travolgente Two Magicians (tratta dal classico Now We Are Six), una giga elettrica con un testo che è una sorta di filastrocca ma che è assolutamente irresistibile, provate a farla sentire alla vostra fidanzata, a vostra madre, se avete bimbi piccoli in casa, animali domestici, dopo poche note vi ritroverete tutti a danzare con cani, gatti, bimbi e umani al ritmo di questa canzone che è deliziosa e senza tempo, oggi come 36 anni fa. Tra il repertorio più recente ci sono la suite Ned Ludd, Lord Elgin e Bonny Black Hare tratte dall’ottimo Bloody Men del 2006 (continuano a fare bei dischi, per chi ama il genere ma anche per chi vuole avventurarsi in territori celtici di qualità).

Non mancano classici come il tradizionale The Blacksmith che era nel primo album del 1970 o inediti come lo strumentale The Neck Belly Reel dal ritmo travolgente e con il violino di Peter Knight in evidenza.

Sia il CD che il DVD si concludono con il brano The Song Will Remain che è l’equivalente di Meet On The Ledge il brano simbolo dei Fairport Convention.

Questa è The Three Sisters che trovate sia nel Cd che nel Dvd, tra le migliori.

Bruno Conti

40 Anni E Non Sentirli. Steeleye Span – Live At A Distanceultima modifica: 2010-06-24T20:05:00+02:00da bruno_conti
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