Piaceri Proibiti! Pablo Cruise – It’s To Good To Be Live

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Pablo Cruise – It’s Good To Be Live – BDG/Red Distribution CD+DVD

Negli anni ’70 c’era tutto un fiorire di nuovi gruppi e personaggi che a tutt’oggi sono considerati tra i depositari della buona musica (e non stiamo a fare i nomi, ma si sanno), poi c’era tutto un sottobosco di solisti e gruppi che potremmo definire “piaceri proibiti”, ovvero gente che faceva comunque buona musica ma non erano politically correct o perché erano commerciali o perché facevano della cosiddetta musica “orecchiabile”.

Quindi se qualcuno a quei tempi ti chiedeva cosa ascoltavi erano molto più cool, figo se preferite, dire” mah, io ascolto soprattutto Metal Machine Music di Lou Reed, gli Art Ensemble of Chicago e Shirley & Dolly Collins, ah sì…anche John Fahey”, non potevi certo confessare che ascoltavi anche, chessò i Supertramp di Crime Of The Century, o i primi Journey o Loggins & Messina, questi ultimi forse un po’ borderline ma ammessi, perché questa confessione sarebbe stata “un’anatrema” come avrebbe detto Faletti ai tempi dei testimoni di Bagnocavallo. Anche i Pablo Cruise erano tra questi piaceri proibiti.

Nato nel 1973 dallo scioglimento dell’ultima versione degli Stoneground dell’ex Beau Brummels Sal Valentino, il gruppo era composto da alcuni ottimi musicisti californiani, tra cui i due leader Cory Lerios alle tastiere (soprattutto piano) e voce, e David Jenkins alla chitarra e altro vocalist della band, alla batteria c’era ( e c’è tuttora, come gli altri due), Steve Price. Lo stile era quel rock americano, californiano se preferite, molto piacevole, ben suonato, con agganci ai Journey e Loggins & Messina già citati, ma anche il primo Billy Joel, Huey Lewis (che non a caso firma le note del libretto) con i suoi Clover, gli Eagles del secondo periodo, quelli meno country-rock, i primi Toto, insomma più o meno ci siamo capiti.

Oltre a tutto, dopo un paio di album, il primo omonimo del 1975 e Lifeline del 1976, con il terzo A Place In The Sun del 1977 arriva il grande successo con Whatcha Gonna Do? e la title-track. Poi ribadito con il successivo Worlds Away. In quegli anni i Pablo Cruise erano uno dei gruppi rock americani di maggior successo e, con le dovute prospettive, facevano anche della buona musica, commerciale ma suonata e cantata con gran classe, anche se poi a fine carriera hanno perso molto del loro smalto.

Questo per chi non li ha mai sentiti nominare. Per chi li conosce ed apprezza la loro musica questo doppio It’s Good To Be Live è il primo disco dal vivo della loro carriera ed è una piacevole sorpresa, Lerios And Jenkins sono in gran forma sia a livello vocale che strumentale, i successi ci sono tutti: Worlds Away, A Place In The Sun, Love Will Find A Way,(entrambe riprese anche nel finale, se piacciono si rifanno!), Whatcha Gonna Do, Ocean Breeze. Ma anche brani meno conosciuti e più recenti; il tutto eseguito con grande vigore, sarà musica orecchiabile ma Cory Lerios è un pianista di tutto rispetto, non ha nulla da invidiare al miglior Billy Joel, le mani volano sulle tastiere e gli assoli sono frenetici e sempre diversi tra loro, David Jenkins con la sua chitarra si alterna al proscenio con interventi brevi e ficcanti ed entrambi hanno delle belle voci che spesso armonizzano con quel sound californiano che li contraddistingue. Quindi scordatevi quelle reunion di maniera, con musicisti bolsi e alla frutta, qui la musica, sempre con i limiti già ricordati, è piacevole e piena di verve, il pubblico si diverte, noi che ascoltiamo il CD o guardiamo il DVD pure, quindi perché non consigliarlo?  E infatti lo faccio!

Bruno Conti

Piaceri Proibiti! Pablo Cruise – It’s To Good To Be Liveultima modifica: 2011-11-15T10:11:00+01:00da bruno_conti
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