Vecchi Guitar Heroes, Per Un’Ultima Volta! Alvin Lee – The Last Show

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Alvin Lee – The Last Show – Rainman Records

Alvin Lee ci ha lasciati qualche mese fa, quando l’inverno si stava mutando in primavera, all’inizio del mese di marzo, a 68 anni, per le complicazioni di un intervento chirurgico di routine, e ora, giustamente, famiglia ed amici pubblicano questo album postumo dal vivo, che lo fotografa nel suo elemento preferito, su un palco, al Ribs & Blues Festival, in quel di Raaite, Olanda, il 28 maggio del 2012, per quello che è stato il suo ultimo concerto dal vivo. Anche se la sua ultima prova discografica rimane Still On The Road To Freedom, uscita a settembre dello scorso anno (e che come ha testimoniato chi scrive, lo aveva riportato a livelli più che buoni dopo anni di dischi non fantastici, per usare un eufemismo  quasi-forty-years-after-alvin-lee-still-on-the-road-to-freed.html), la dimensione Live era quella ideale per uno dei “guitar heroes” più carismatici della storia del rock, forse non tra i più bravi in assoluto, ma in grado di regalare emozioni agli amanti del rock e del blues elettrico, e anche del R&R.

Lee amava da sempre esibirsi soprattutto sui palchi dei Festival, anche per l’ambiente e la musica che si respirava intorno e quindi anche la sua ultima esibizione è avvenuta in questo tendone di fronte a 5.000 spettatori, ai quali ha regalato ancora una volta i classici del suo repertorio, insieme agli amati country e rock’n’roll. Con Richard Newman alla batteria e Pete Pritchard al basso e contrabbasso, Alvin rivisita, in trio per l’occasione, le pietre miliari del suo repertorio , in compagnia della sua amata e immancabile Gibson 335 e quindi scorrono i due super classici I Can’t Keep From Cryin’ Sometimes, il brano di Al Kooper, posto come di consueto nella prima parte del concerto, e che è l’occasione per rendere omaggio ai classici di Cream, Hendrix e altri grandi della chitarra, oltre a qualche new entry inserita nel corso degli anni e nel finale, Going Home, che ancora una volta rinverdisce il mito di Woodstock, con i suoi riffs velocissimi, le citazioni di brani r&r e rockabilly e la sua consumata abilità di showman.

In mezzo c’è spazio per uno dei vecchi riti del rock, l’assolo di batteria in I’m Writing You A Letter, la veloce citazione di Country Thing, l’immancabile Slow Blues In C , che ci riporta alle origini dei Ten Years After, qui resa con feeling e le immancabili nuances jazzate, sempre presenti nello stile del chitarrista inglese. Il R&R dal repertorio di Elvis (suo grande eroe) di My Baby Left Me e la tripletta di classici del rock dei TYA, Hear Me Calling, posta in apertura di concerto e le due perle rock-blues I Woke Up This Morning e Love Like A Man (ripresa in una nuova versione nell’ultimo album solista, allora non ancora pubblicato). Sentite mille volte, ma si ascoltano sempre con piacere, Alvin, ancora in ottima voce, in quel tardo pomeriggio dà ancora una volta, parafrasando il titolo di un brano dei Kinks “Give The People What They Want”, quello che la gente vuole, ascoltare del sano ed inossidabile rock, che purtroppo ha perso per la strada uno dei suoi interpreti più “leggendari”! Sicuramente non un capolavoro, ma un onesto lavoro, arricchito da qualche zampata della vecchia classe,  per concludere degnamente quasi 50 anni on the road! Sarà veramente l’ultimo? Non credo.

Bruno Conti

Vecchi Guitar Heroes, Per Un’Ultima Volta! Alvin Lee – The Last Showultima modifica: 2013-09-17T17:36:00+02:00da bruno_conti
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