Uno Dei Tanti “Semi Sconosciuti” Della Musica Americana! Matt Pryor – Memento Mori

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Matt Pryor – Memento Mori – Equal Vison/RoryCD

Nonostante sia molto poco conosciuto, Matt Pryor ha già una bella carriera alle spalle, tanto da potersi considerare a tutti gli effetti un veterano, anche se ha sempre pubblicato dischi a livello indipendente. Originario di Lawrence, una cittadina del Kansas del nord, Matt è in giro dalla metà degli anni novanta insieme ai Get Up Kids, ma in tutti questi anni ha portato avanti una carriera parallela come leader dei New Amsterdams (un progetto maggiormente basato su sonorità acustiche), oltre a pubblicare diversi dischi come solista. Se vogliamo contare anche configurazioni estemporanee come The Terrible Twos, Lasorda e Reggie & The Full Effect, gli sforzi discografici di Pryor superano di slancio le venti unità, anche se non possiamo certo dire che questa sovraesposizione sia servita a renderlo famoso. Ma forse a lui non importa, credo che gli basti fare la musica che gli piace e con chi vuole lui, anche perché se gli fregasse qualcosa della notorietà avrebbe già dovuto constatare il suo fallimento e quindi appendere la chitarra al chiodo. Invece Matt non solo non demorde, ma ora pubblica un nuovo lavoro da solista, Memento Mori, una collezione di dieci canzoni, dieci acquarelli che non serviranno certo a renderlo popolare, anche perché stiamo parlando di un album di ballate, con una strumentazione ridotta all’osso, in cui il compito di accompagnare la chitarra e la voce del leader è tutta nelle mani di pochi musicisti (chiaramente sconosciuti), qualche backing vocalist femminile (tra le quali Lily Pryor, la figlia 14enne) e niente sezione ritmica.

Il CD è piuttosto corto, meno di mezz’ora, ma proprio per questo suona compatto e senza momenti di stanca, pur non essendo un capolavoro: Matt ha una discreta penna, si fa aiutare molto dal pianoforte, e ci consegna una serie di brani lenti, meditati e profondi, tra folk e musica da cantautore. D’altronde non poteva essere un disco rock, in quanto è stato ispirato da diversi fatti tragici, come le morti del patrigno, della nonna e di un amico d’infanzia, eventi che hanno portato Matt a scrivere materiale più intimista del solito. Apre la tenue Mary, una delicata folk song caratterizzata dalla voce gentile del nostro, la sua chitarra arpeggiata ed un uso molto intelligente del piano (peccato non sapere chi lo suona, ma potrebbe essere anche Matt stesso) https://www.youtube.com/watch?v=SWGOsFNO6D4 . A Small Explosion si mantiene su atmosfere notturne, quasi sospese, una steel sullo sfondo, la chitarra di Pryor che suona all’unisono col basso ed una melodia distesa che nel refrain lascia filtrare un po’ di luce; Sidney è leggera, eterea, quasi timida, mentre I Won’t Be Afraid, decisamente più pimpante, è un folk tune diretto e con un motivo molto piacevole.

Stay è ancora meditata, profonda, con i suoi rintocchi di piano nel buio ed una chitarra che si muove discreta, in Where Is Juan Carlos? fa capolino una chitarra elettrica, ma il brano non è per niente rock, anzi è una ballata piuttosto ipnotica e non di facile assimilazione; meglio When We Go Wrong, dove piano e chitarre forniscono un background forte e, per una volta, vigoroso, aiutati anche da un motivo lineare e riuscito. Bella anche Risk, in cui spunta un banjo a doppiare la chitarra, con la voce di Matt che si staglia grintosa, mentre Is This Home? è una ballad intensa e vibrante ancora impreziosita dal pianoforte, una delle migliori del lavoro; chiude l’album Virginia (il pezzo dedicato alla nonna), dal suono spoglio ma a cui non fa certo difetto il feeling. Non credo che Memento Mori cambierà le carte in tavola per quanto riguarda la carriera di Matt Pryor, ma da qui ad ignorarlo totalmente ce ne passa.

Marco Verdi

Uno Dei Tanti “Semi Sconosciuti” Della Musica Americana! Matt Pryor – Memento Moriultima modifica: 2017-04-29T18:31:56+02:00da bruno_conti
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