Spirit E Randy California, Tra Acid Rock, Hendrix E Dylan. Parte II

spirit 70's

Ecco la seconda parte dell’articolo dedicato agli Spirit..

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Feedback – Epic 1972 ***

A questo punto l’anno prima, Jay Ferguson e Mark Andes se ne erano andati per formare i Jo Jo Gunne, Randy California aveva deciso di intraprendere una carriera solista e quindi rimanevano solo Ed Cassidy e John Locke, a cui si aggiungsero i fratelli Staehely, Chris alla chitarra e Al, basso e voce solista, nonché autore di 7 dei brani contenuti nell’album Feedback, sempre con la produzione di David Briggs. Che dire? Forse 3 stellette sono tante, ma il disco non è poi così disprezzabile, c’entra poco con gli Spirit, ma si lascia ascoltare, tra un piacevole R&R Chelsea Girls, il rock americano di Cadillac Cowboys, un gagliardo strumentale jazz-rock di  Locke, Puesta Del Scam con acidissimo assolo di Chris Staehely, Ripe And Randy che sembra un brano della Steve Miller Band, Darkness con una lunga intro di piano di Locke, che ne è l’autore, e poi con un andamento da rock got soul con coretti femminili, Earth Shaker un funky-rock ancora di Locke, che assomiglia molto al suono dei Jo Jo Gunne, di cui Chris poi diverrà a breve il chitarrista; un paio di tracce più morbide come Mellow Morning e Right On Time, il rock potente dello strumentale Trancas Fog Out, il country-rock energico di Witch con una bella slide tangenziale.

Interludio

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Randy California – Kapt. Kopter and the (Fabulous) Twirly Birds – Epic 1972 ***1/2****

Nel frattempo, sotto mentite spoglie, ma non troppo, Randy California rende omaggio al suo amico e mentore Jimi Hendrix, con un disco di puro power trio rock, infarcito di cover, tra cui due canzoni dei Beatles, un James Brown e un Paul Simon. Come avevo scritto recensendo la ristampa in CD del 2011 “Questo disco credo sia stato l’album più Hendrixiano mai uscito senza il nome di Jimi Hendrix sulla copertina del disco stesso e anche il migliore”, il nostro per certi versi decide di raccogliere l’eredità dello scomparso mancino di Seattle. Cosa altro possiamo aggiungere? Volume della chitarra quasi costante a 11, Noel Redding al basso in tre brani con lo pseudonimo ‘Clit McTorius’,  Ed Cassidy alla batteria in 2 brani, e versioni  ruggenti di Day Tripper e Rain dei Beatles, oltre alle veementi  iniziali Downer e Devil, in un vortice di chitarre, con e senza wah-wah, veramente esaltante.

The Mercury Years 1974-1979

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Spirit Of ’76 – Mercury 1975 ***1/2

Nel  frattempo, dopo avere registrato, sempre con Cassidy, The Adventures Of Kaptain Kopter And Commander Cassidy In Potato Land, che però viene respinto dalla Epic (e uscirà solo molti anni dopo), si trasferisce a vivere a Molokai, nelle Hawaii. L’anno successivo il patrigno lo convince a mettere in piedi una nuova versione degli Spirit, con la quale inizia ad incidere le canzoni che poi costituiranno Spirit Of ’76, in uscita per la Mercury a maggio 1975. Un doppio album molto bello, considerato a posteriori tra i suoi migliori, ma che all’inizio fu abbastanza snobbato dalla critica. Il disco, oltre ad una cover di Hey Joe, molto vicina allo spirito di quella dell’amato Jimi Hendrix, spaziale e sognante come alcun i brani di Electric Ladyland, comunque splendida, con California che lavora di fino alla solista, e poi anche la propria versione dell’inno nazionale americano, The Star Spangled Banner, non quella catartica e cataclismica di Woodstock, bensì un pezzo rock cantato e piacevole.

Il disco, dove Barry Keane suona il basso e Benji è impegnato a clavicembalo e Moog, è impostato come una sorta di concept, con diversi brevi interludi ed intermezzi  futuristici che poi confluiscono nel brano: per esempio un pastorale inno patriottico come America The Beautiful  si trasforma in una deliziosa versione di The Times They Are A-Changing di Bob Dylan. Dylan di cui viene ripresa anche Like A Rolling Stone, in una versione elettroacustica  e sognante, tra le più belle che io ricordi, che poi in un crescendo inarrestabile si anima in una lunga parte strumentale dove Randy estrae dalla sua chitarra una serie di passaggi solisti di grande fascino. Anche gli Stones vengono omaggiati con una vibrante cover di Happy, canzone scritta da Keith Richards, un altro “non cantante” come California, che, detto fra noi, non aveva una gran voce, ma la chitarra… Il resto del doppio era spesso frammentario, ma con parecchie punte di eccellenza quando la chitarra veniva lasciata in libertà.

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Son Of Spirit – Mercury 1975 ***

Lo stesso anno, ad ottobre, esce anche questo Son Of  Spirit, registrato insieme al precedente con la stessa formazione, anche se alcune canzoni sono demos con una rhythm machine. Morbido, quasi ai limiti del folk acido a tratti, come nell’iniziale Holy Man, incantevole e suggestivo in altri, vedi Maybe You’ll Find, Circle e Magic Fairy Princess, pervasi da una morbida psichedelia. Solo il blues elettrico The Other Song, con il suo classico vibrato hendrixiano, rimanda ai suoi episodi migliori, mentre la cover di Yesterday dei Beatles è pur sempre elegante.

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Farther Along – Mercury 1976 ***

Una specie di reunion album, visto che a parte Jay Ferguson gli altri ci sono tutti: Mark Andes si porta il fratello Matt, John Locke è di nuovo al suo posto, e il disco si avvale di un ottimo produttore nella persona di Al Schmitt. Il risultato, anche se non raggiunge neppure lontanamente i fasti del passato, è  elegante e fascinoso, un pop corale raffinato e quasi sfarzoso a tratti, che si fa ascoltare con piacere: la title track Farther Along, Atomic Boogie un funky lussurioso con fiati, cantato in falsetto da California, il ricercato blue eyed soul di World Eat World Dog, Stoney Night che sembra un pezzo dei Doobie Brothers di Michael McDonald, parlano un altro linguaggio forse fin troppo turgido, molto seventies, con addirittura una versione per sola orchestra di Nature’s Way. La sufficienza però è solo di stima.

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Future Games – Mercury 1977 **1/2

Sottotitolato “A Magical Kahauna Dream”, è il quarto ed ultimo disco del periodo anni ‘70 con la Mercury: in pratica un album solo, visto che Randy suona quasi tutti gli strumenti, a parte la batteria, affidata a Cassidy.  Un altro concept album di ambientazione science fiction, ispirato a Spirit Of ’76, ma decisamente meno bello, ancora più dispersivo, tra frammenti e canzoni che ogni tanto sembrano messe lì a casaccio. Peccato per la versione di All Along The Watchtower, che si intuisce, ma è  continuamente sommersa da interventi parlati ed effetti speciali.

Il Meglio Del Resto.

Dopo una serata tragicomica nel breve tour americano della reunion del 1977, con Randy che venne quasi alla mani con Neil Young e Locke che abbandonò il palco, giurando mai più insieme, gli Spirit nel 1978 arrivano in Europa, e tra il Live At Rockpalast ***1/2 in Germania e il Rainbow a Londra dimostrano che, dal vivo quantomeno, erano ancora una band vitale. La data di Londra uscì come Spirit Live nel 1978 e poi come Two Sides Of A Rainbow, che ora, con lo stesso titolo, vede la luce per la prima volta come concerto integrale per la Esoteric (il tutto coordinato dall’amico del Buscadero Mick Skidmore, che è sempre stato il curatore delle tantissime uscite postume della band).

Nel 1981 la Rhino pubblica una prima versione singola di The Adventures of Kaptain Kopter & Commander Cassidy in Potato Land, poi diverse versioni nel corso degli anni, fino ad arrivare a quella doppia per la Floating World del 2012 e quest’anno alla versione quadrupla (diciamo che nelle varie versioni oscilliamo tra le ***1/2  e le ****, considerato che parliamo di ottimo materiale).

Nel 2005 la Sundazed pubblica per la prima volta la colonna sonora di Motel Shop, film americano del 1969 del regista francese Jacques Demy, in italiano L’amante perduta, una pellicola con Ainouk Aimée e Gary Lockwood (reduce dal successo di 2001 Odissea Nello Spazio), in cui mi sono casualmente imbattuto una sera sui Rai Movie, attirato dalla musica che mi sembrava degli Spirit, e lo era, ma anche dal film che poi ho visto, molto bello. Il CD contiene materiale registrato nel 1968, a cavallo tra The Family That Plays Together e Clear, con parecchi brani che poi vennero riutilizzati sotto altra forma appunto in Clear: comunque pur contenendo quasi esclusivamente materiale strumentale è del tutto degno delle loro migliori opere, ancora  psichedelia ed acid rock di grande fascino, da avere ***1/2.

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Nel 1984, nonostante la minaccia di Locke, si riuniscono di nuovo sotto il nome di Spirit Of ‘84 e pubblicano per la Mercury The Thirteenth Dream ***, anche con la presenza di Jay Ferguson: tre canzoni scritte per l’occasione e nuove versioni di alcuni dei loro classici, incise in digitale, sfruttando la tecnologia dell’epoca, quindi ottimo sound, anche se gli originali rimangono insuperabili. Il CD è scomparso quasi subito, diventando irreperibile per anni, fino a che non è stato ristampato dalla BGO in un twofer insieme a Future Games. Nel 1989 esce Rapture In The Chambers – I.R.S. Records **1/2, un appena discreto album di rock classico, però  suono ’’carico” molto anni ’80, con Cassidy alla batteria e John Locke alle tastiere, Mark Andes al basso in due brani (negli altri lo suona lo stesso Randy): al di là di molti coretti insulsi e dell’uso fin troppo marcato del synth, è l’ultimo album per una major, si può ascoltare, anche se escluso il buon lavoro di California alla solista non rimarrà certo negli annali. Tent Of Miracles -Line Records 1990 ***, è un po’ meglio, niente synth di mezzo e qualche sprazzo della vecchia classe in un ambito power trio e rock, con Mike Nile il produttore, al basso, il tutto registrato nello studio personale che Randy aveva alle Hawaii, sin dall’inizio anni ’80.

E proprio nelle sue amate isole, il 2 gennaio del 1997, troverà la morte per salvare il figlio dall’annegamento, mentre facevano del surf insieme. Dagli anni 2000 è iniziata una costante pubblicazione di materiale postumo, tra cui molti interessanti album dal vivo, curati come detto da Mick Skidmore,  Live From The Time Coast , Rock And Roll Planet, The Last Euro Tour e il triplo Salvation…The Spirit Of ’74, forse il migliore, anche per il periodo in cui è stato registrato il materiale, tra il 1974 e il 1975. Il più interessante dei dischi postumi è però  sicuramente Live At The Ash Grove,1967 Vol. I, che coglie la band nel suo periodo d’oro. E’ tutto.

Bruno Conti

Spirit E Randy California, Tra Acid Rock, Hendrix E Dylan. Parte IIultima modifica: 2020-01-27T09:32:10+01:00da bruno_conti
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