Uno “Sfigato” Di Professione! Micah P.Hinson – Micah P.Hinson And The Nothing

micah p. hinson and the nothing

Micah P.Hinson – Micah P.Hinson And The Nothing – Talitres/Audioglobe

Avviso ai lettori, questa è una recensione ad alto rischio faziosità: sì, perché non posso negare che, negli ultimi anni, nessun cantautore (oltre a Mick Flannery) abbia colpito in maniera così intensa e profonda la mia sensibilità musicale, come ha fatto questo ex-ragazzo texano dalla voce vissuta, sporcata da alcol e sigarette. Nato a Memphis (nel giorno dell’attentato a Regan), Micah Paul Hinson, abbandona presto la famiglia per trasferirsi al college di Abilene, Texas, ma a soli 20 anni ne ha già passate di tutti i colori, dalla vita per strada, alla prigione, alla droga, e trascinato purtroppo dalla dipendenza incontra anche Melissa (una modella di Vogue), che lo porta ad una forte depressione, ma la scelta consapevole di aggrapparsi alla musica (e soprattutto l’abbandono della “femme fatale”), lo porta ad evitare una vita allo sbando. Il debutto discografico avviene con lo splendido Micah P. Hinson And The Gospel Of Progress (04) http://www.youtube.com/watch?v=Qr9PhIOunc4 con la commovente Nothing, passando per l’orchestrale At Last Our Promises e la fantastica tromba in Stand In My Way per non dire di tutte le altre (un disco da avere a tutti i costi), e sull’onda del successo la Sketchbook Recordsdecide di pubblicare Baby And The Satellite (06) raccolta dei primi demo di Micah e dopo un EP Lights From The Wheelhouse (06), escono Micah P.Hinson And The Opera Circuit (06), Michah P.Hinson And The Red Empire Orchestra (08), seguiti dall’album di cover All Dressed Up And Smelling Of Strangers (09) e da Micah P.Hinson And The Pioneer Saboteurs (10) (*NDB A me non era piaciuto particolarmente http://discoclub.myblog.it/2010/05/26/strum-und-drang-micah-p-hinson-and-the-pioneer-saboteurs/ ) ma la “sfiga” lo perseguita, e durante il tour in Spagna dell’estate 2011, un terribile incidente d’auto (ha rischiato di perdere l’uso delle braccia, e per un chitarrista è un fatto tragico) lo costringe ad una lunga convalescenza in Texas che lo porta ad elaborare canzoni scritte in precedenza, e quando torna in Spagna nel 2012, si chiude per qualche tempo al Moon River Studio di Santander, e con un manipolo di musicisti locali (Aquattro String Quartet e altri) dà vita a questo nuovo Micah P.Hinson And The Nothing.

Come nell’album precedente il suono è fondamentalmente acustico, a renderlo ricco e vario c’è l’innesto di vari strumenti, dall’organo al banjo, da un quartetto d’archi alle chitarre elettriche, dal violino al piano, per tredici canzoni che dal quasi punk dell’iniziale How Are You Just A Dream?, passano al country di On The Way Home (To Abilene), un sentito omaggio alla sua città , alle delicate ballate pianistiche The One To Save You Now e I Ain’t Movin, transitando per il pop malinconico di The Same Old Shit, il “Nashville sound” di The Life, Living, Death And Dying Of A Certain Peculiar L.J. Nichols (uno dei titoli più lunghi della sua storia musicale) e Love Wait For Me, fino a sperimentare in Sons Of The Ussr il “suo” modo di fare avanguardia http://www.youtube.com/watch?v=VFS7zENPCcg . Non manca il bluegrass di There Is Only One Name, il brano pianistico dall’andatura malferma di God Is Good http://www.youtube.com/watch?v=uEbvHRwZS8I , la dolcezza struggente di The Quill http://www.youtube.com/watch?v=ElKLiLOn-20  e la chiusura con chitarra e voce (cartavetrata) di Micah in A Million Light Years, nonché la testimonianza sonora di una vena compositiva mai inaridita nella “ghost track” The Crosshairs, tutta giocata sugli archi e un intrigante crescendo di voci.

Anche se le vette artistiche dei primi dischi sembrano inarrivabili (soprattutto per la rinuncia delle parti orchestrali), Micah P.Hinson continua il suo percorso musicale con canzoni che risentono del travaglio delle sua vita, fatta di continue e ripetute ripartenze (che forse gli avrebbero consentito di diventare più di un personaggio di “culto”), ma la passione e il sentimento che traspaiono dalle tracce di The Nothing certificano l’ennesimo centro del songwriter texano. Mi sembra di aver detto tutto, ora sta a voi: se avete già tutti i dischi precedenti saprete cosa fare, per tutti gli altri lasciarsi stregare da questo ultimo lavoro non è per niente difficile (parola di “fazioso”)!

P.S: Non oso pensare che cosa possa ancora succedere a quest’uomo in un prossimo futuro, ma gli auguro sinceramente di uscirne ancora una volta vincitore!

Tino Montanari

Uno “Sfigato” Di Professione! Micah P.Hinson – Micah P.Hinson And The Nothingultima modifica: 2014-03-18T19:22:30+00:00da bruno_conti
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