Ma 6 Stellette Si Possono Dare? La Ristampa Del Secolo! The Promise: The Darkness on the Edge of Town Story

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Bruce Springsteen – The Promise: The Darkness On The Edge Of Town Story – Limited Edition Deluxe Collection Columbia 3CD+3DVD

E’ pur vero che mancano novanta anni alla fine del secolo ma dubito che si possa fare meglio, forse qualcuno potrà avvicinarsi o pareggiare (la ristampa di The River?) ma difficilmente verrà superata come ristampa di un singolo album.

Come direbbe Nicola Savino alias Bisteccone Galeazzi “Mitico!”.

Sono 8 ore e 33 minuti di musica da ascoltare e da vedere, alla fine per credere.

Per gustarlo appieno, dal 16 novembre, quando sarà in tutti i negozi, vi consiglio di prendervi un giorno di ferie, vi rintanate in casa e godete smodatamente.

A partire dal famoso quaderno degli appunti di Bruce, quelli vecchi con la spirale, a cui gli autori del packaging più che ispirarsi si sono pari pari rifatti. Quella fonte di mille meraviglie, un po’ come il quadernetto del Numero Uno da cui, di volta in volta, esce di tutto: appunti, testi, liste di brani, altri appunti, altri testi, altri brani, altre liste e così all’infinito. Noto con piacere che Bruce, che usa un “corsivo stampatello” per scrivere, non ha quella che si usa definire una bella calligrafia (che è un po’ un mio cruccio) e quindi nel leggere bisogna andare anche per interpretazioni soprattutto dove ci sono correzioni e ripensamenti ma alla fine si viene ampiamente ripagati.

Naturalmente non manca il classico saggio che accompagna di solito questi cofanetti, anzi ce ne sono due che gettano luce sui motivi che stanno dietro all’operazione (questi rigorosamente battuti a macchina o stampati da un computer se preferite): l’autore è uno dei personaggi che più conosce la materia e meglio riesce a spiegarla ed articolarla. Si tratta di tale Bruce Springsteen, che prima ripropone una vecchia introduzione già utilizzata per il libro “Songs” (quello dei testi) pubblicata nel 1998, ovviamente la parte dedicata a Darkness on the Edge of Town e poi ne inserisce una nuova scritta il 26 luglio di quest’anno.

In quei due scritti c’è tutto quello che dovete sapere su questo cofanetto, difficilmente qualche più o meno dotta recensione potrà fare meglio e io infatti rinuncio e mi limito alla descrizione dei contenuti e qualche piccola curiosità carpita qua e là.

C’è anche un altro piccolo libretto (poche pagine ma sempre formato grande) con i testi delle canzoni e tutti i credits. Una volta tanto pur avendo creato una confezione d’ingegno i CD e i DVD sono raggiungibili con facilità, non occorre essere dei geni per reinserirli nei loro appositi spazi tra le pagine del quadernone e i dischetti sono protetti dalle immancabili bustine (cura anche nei particolari).

Vediamo i contenuti.

Il primo CD è la ristampa dell’album originale Darkness on the Edge of Town con il suono già fantastico all’epoca creato da un team che vedeva a fianco di Bruce, Miami e Jon Landau, Jimmy Iovine, Chuck Plotkin e Thom Panunzio. Qui si è fatto un ulteriore passo avanti, tramite l’opera di un altro dei geni della tecnica di regsitrazione, quel Bob Ludwig che ha masterizzato (e rimasterizzato) tutta la musica che conta, tanto per citarne due o tre, Jimi Hendrix, Led Zeppelin e Rolling Stones. La musica vi viene proprio addosso con una chiarezza e una fierezza straordinarie. Chi non la conosce? Ma è sempre un piacere riascoltare i 10 brani originali.

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Il secondo CD è un doppio, si chiama The Promise, e se fosse uscito ai tempi sarebbe stato un altro formidabile tassello nella carriera di Bruce, quello che mancava tra Darkness e The River. Sono 21 canzoni, o meglio, e questa è la prima curiosità sono 22 brani (e lo potete scoprire solo ascoltandolo ovviamente): infatti alla fine dell’ultimo brano del secondo CD City Of Night dopo una breve pausa parte la traccia nascosta ovvero The Way, un altro dei brani inediti più belli registrati per quella occasione.

Un passo indietro. Il primo dischetto parte con una versione straordinaria di Racing In The Street (’78) che è (quasi) più bella di quella che appare nell’album originale o comunque è una bella lotta. Ad abbellirla c’è un violino (che già appariva dal vivo nei concerti tra la fine ’74 e i primi mesi del 1975 affidato alle mani della violinista Suki Lahav e in anni recenti è tornato con Soozie Tyrell, che è nata a Pisa in Italia, non c’entra niente ma mi andava di dirlo): e non è un musicista da poco a suonarlo, si tratta del fido pard di Jackson Browne tale David Lindley che ci regala un bellissimo assolo e poi replica la sua presenza anche in Come On (Let’s Go Tonight) che è Factory sotto mentite spoglie, bellissima in ogni caso.

Cosa altro abbiamo? Per esempio Talk To Me una delle più belle canzoni scritte da Springsteen per Southside Johnny, del quale la sezione fiati degli Asbury Jukes capitanata da Richie “La Bamba” Rosenberg appare nella versione registrata per The Promise. It’s a Shame come brano in sé non è fantastico ma è interessante perché introduce un promettente batterista rudimentale ma efficace, tale Jon Landau.

Scorrendo le note saltano all’occhio anche le coriste presenti in due brani Someday (We’ll Be Together) e Breakaway Tiffany Andrews, Corinda Carford, Michelle Moore, Antoinette Savage, Soozie Tyrell e Patty Scialfa!! Ohibò, ma allora si frequentavano già nel 1978. Per inciso Breakaway è una piccola meraviglia di canzone, una delle tante.

Naturalmente non manca la versione di Bruce di Because The Night (il suo unico hit single come ricorda orgogliosamente Patti Smith nel documentario) ma anche quella di Fire che sarebbe stata ripresa da Robert Gordon (che ha fatto due stupendi dischi con Link Wray che se già non li avete vi consiglio caldamente di ricercare) e poi dalle Pointer Sisters.

The Promise che anche Bruce rimpiange di non avere inserito nell’album originale avrebbe potuto essere (anche a livello di testo) la seconda Thunder Road. The Brokenhearted potrebbe essere una “traccia perduta” della discografia di Roy Orbison. Rendez-vous era uno dei momenti caldi dei concerti di quegli anni. Se Fire era un tributo a Elvis Presley, The Brokenhearted a Roy Orbison, sicuramente Outside Looking In potrebbe esserlo a Buddy Holly (curiosamente in una delle varie liste che appaiono nel quaderno il cognome è scritto Holley) con in più un tocco di attitudine punk che, scopriamo dal documentario e dalle sue note, Springsteen seguiva con attenzione e attitudine da fan comprando molti dei 45 giri che uscivano all’epoca, probabilmente spronato anche dall’amico Steve.

Il resto ve lo sentite da soli.

Poi abbiamo il primo DVD. Il Film che è andato anche al Festival di Toronto e a quello di Roma con Bruce al seguito, creato da Thom Zinny ha lo stesso titolo di tutto il cofanetto ed è bellissimo pure questo (ma cosa non lo è in questo cofanetto? Domanda retorica!). Guardandolo (ed è anche sottotitolato in italiano) potrete scoprire tutto quello che volevate sapere sul dietro le quinte di questo disco e anche di più. L’incipit, recitato da Bruce, è lo stesso di uno dei due saggi che accompagnano il cofanetto.

Il secondo DVD ha un doppio contenuto. Prima la registrazione completa effettuata in studio (ma dal vivo) o è dal vivo ma in teatro? No direi che è la seconda! Paramount Theater, Asbury Park, 13 Dicembre 2009 Bruce Springsteen & The E Street Band eseguono (senza pubblico) l’esatta sequenza che comprendeva l’album originale e che versioni, ragazzi! Non c’è Nils Lofgren (perchè non era ancora entrato nel gruppo) e, purtroppo, non c’è più Danny Federici sostituito degnamente da Charlie Giordano.

La seconda parte del secondo DVD, quella intitolata Thrill Hill Vault 1976-1978 è una chicca straordinaria: i primi due brani, Save My Love e Candy’s Boy sono registrati a Holmdel, NJ nel 1976 a casa di Bruce, che appare a torso nudo, affiancato da Miami Steve, senza cappello, che sfoggia una folta capigliatura riccia (sia pure declinante), una rarità. Poi c’è Something in The Night Red Bank, NJ 1976 e una serie di brani, in rigoroso bianco e nero, gli stessi che appaiono nel documentario ma completi, registrati in studio a New York nel 1978. Il finale, e mi ripeto,è mitico,si tratta del filmato completo che si è visto varie volte anche in televisione (ma mai nella giusta sequenza) del famoso concerto di Phoenix del ’78, per intenderci quello che si conclude con Rosalita, quando una serie di fans, sfuggite da più parti alla security si impadroniscono di Bruce e fanno benevolmente scempio di lui, con sua grande gioia e divertimento. Una delle scene più gioiose della storia della musica rock.

Il pezzo forte è il terzo DVD: Thrill Hill Vault Houston ’78 Bootleg House Cut. 176 minuti, due ore e cinquantasei minuti, 10560 secondi di pura magia. Bruce Springsteen & The E Street Band dal vivo all’ennesima potenza, in versione sesquipedale (citando ancora il Giuanin Brera), devastante. Tutti i classici, qualche anticipazione di quello che verrà (Indipendence Day) e una serie di cover che allora erano la norma: da Santa Claus Is Coming To Town (il Natale era vicino) a Fever, dal Detroit Medley a You Can’t Sit Down per finire con la leggendaria Quarter To Three di Gary US Bonds.

Il sottoscritto ha avuto la fortuna di assistere al concerto di Springsteen all’Hallen Stadion di Zurigo l’11 aprile del 1981 nel corso del tour di The River (ero il chaperon, con Daniele Biacchessi, di uno dei pullman partiti da Milano per assistere all’evento, viaggio organizzato da Radio Regione, l’emittente da cui trasmettevo Bootleg ai tempi, era il titolo della trasmissione ma li trasmettevo pure). Poi ho visto anche San Siro 1985 e tanti altri in seguito ma vi posso assicurare che in quegli anni il Boss dal vivo era inarrivabile e, devo ammettere, nel 1978 ancora più che nell’81 (come testimoniato da innumerevoli bootleg). Qui siamo di fronte ad un bootleg (ma ufficializzato) e la qualità audio e video è più che buona ma è il contenuto che è fantasmagorico, una esperienza da non perdere.

Questo vi dovevo e spero di avervi convinto, se mi sono dilungato chissenefrega (tanto ormai il Blog è solo mio come i più attenti avranno notato). Buon ascolto e buon divertimento (e buone ferie se seguite il mio suggerimento di ascolto). Se non riuscite a comprarlo fatevelo regalare, inseritelo nella letterina a Babbo Natale, fate qualsiasi cosa ma non potete non averlo.

Bruno Conti

Ma 6 Stellette Si Possono Dare? La Ristampa Del Secolo! The Promise: The Darkness on the Edge of Town Storyultima modifica: 2010-11-14T20:19:00+01:00da bruno_conti
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