Tom Petty – An American Treasure. A Quasi Un Anno Dalla Scomparsa Viene Doverosamente Annunciato Per Il 28 Settembre Uno Splendido Box Commemorativo

tom petty an american treasure front tom petty an american treasure box

Tom Petty – An American Treasure – 4 CD – 2 CD – 4 CD Super Deluxe con libro rilegato 84 pagine (la versione normale libro di 48 pagine), litografia, riproduzione di 4 testi scritti a mano e certificato di autenticità numerato – 6 LP Reprise/Warner – 28-09-2018

Tom Petty ci ha lasciati circa un anno fa, nella notte tra l’1 e il 2 ottobre del 2017. La morte ha colpito tutti gli appassionati in modo devastante, perché è stata improvvisa e senza quelle che sembravano motivazioni certe; dopo parecchi mesi si è saputo che il decesso è avvenuto per una overdose di medicinali antidolorifici che Petty usava per lenire il dolore dovuto a vari fattori: un enfisema, problemi al ginocchio e un anca fratturata, soprattutto quest’ultimo era peggiorato causandogli probabilmente dolori lancinanti che ha cercato di calmare usando troppe medicine.

In questo lasso di tempo la famiglia e i suoi collaboratori hanno preparato questo cofanetto che verrà pubblicato dalla sua ultima etichetta discografica, la Reprise, intorno alla fine di settembre. Come leggete sopra ci saranno la solita pletora di versioni di An American Treasure. Dalle prime informazioni pare che quella Super Deluxe e quella in vinile saranno anche super costosissime, con un prezzo indicativo intorno e oltre i 150 euro, mentre quella quadrupla costerà sempre indicativamente, e molto più onestamente, intorno ai 30 euro o poco più. La Super Deluxe ovviamente mi pare indirizzata sopratutto verso i collezionista incalliti e facoltosi, visto che poi il contenuto musicale sarà identico, anche se cambia l’involucro e i memorabilia vari della confezione. Se ve la potete permettere, è questa sotto.

tom petty an american treasure super deluxe

Scorrendo velocemente i contenuti, forse si poteva evitare di inserire tra i 60 brani del cofanetto18 canzoni nelle versioni già conosciute (anche se non sono tra le più note), dato che di antologie di Tom Petty ne esistono comunque a iosa. Però rimangono 8 brani totalmente inediti, una b-side e 33 pezzi in versioni mai pubblicate prima. Qui sotto potete leggere la lista completa.

 [CD1]
1. Surrender (Previously unreleased track from Tom Petty and the Heartbreakers sessions—1976)
2. Listen To Her Heart (Live at Capitol Studios, Hollywood, CA—November 11, 1977)
3. Anything That’s Rock ‘N’ Roll (Live at Capitol Studios, Hollywood, CA—November 11, 1977)
4. When The Time Comes (Album track from You’re Gonna Get It!—May 2, 1978)
5. You’re Gonna Get It (Alternate version featuring strings from You’re Gonna Get It! sessions—1978)
6. Radio Promotion Spot 1977
7. Rockin’ Around (With You) (Album track from Tom Petty and the Heartbreakers —November 9, 1976)
8. Fooled Again (I Don’t Like It) (Alternate version from Tom Petty and the Heartbreakers—1976)
9. Breakdown (Live at Capitol Studios, Hollywood, CA—November 11, 1977)
10. The Wild One, Forever (Album track from Tom Petty and the Heartbreakers—November 9, 1976)
11. No Second Thoughts (Album track from You’re Gonna Get It!—May 2, 1978)
12. Here Comes My Girl (Alternate version from Damn The Torpedoes sessions—1979)
13. What Are You Doing In My Life (Alternate version from Damn The Torpedoes sessions—1979)
14. Louisiana Rain (Alternate version from Damn The Torpedoes sessions—1979)
15. Lost In Your Eyes (Previously unreleased single from Mudcrutch sessions—1974)

[CD2]
1. Keep A Little Soul (Previously unreleased track from Long After Dark sessions—1982)
2. Even The Losers (Live at Rochester Community War Memorial, Rochester, NY—1989)
3. Keeping Me Alive (Previously unreleased track from Long After Dark sessions—1982)
4. Don’t Treat Me Like A Stranger (B-side to UK single of “I Won’t Back Down”—April, 1989)
5. The Apartment Song (Demo recording (with Stevie Nicks)—1984)
6. Concert Intro (Live introduction by Kareem Abdul-Jabbar, The Forum, Inglewood, CA—June 28, 1981)
7. King’s Road (Live at The Forum, Inglewood, CA—June 28, 1981)
8. Clear The Aisles (Live concert announcement by Tom Petty, The Forum, Inglewood, CA—June 28, 1981)
9. A Woman In Love (It’s Not Me) (Live at The Forum, Inglewood, CA—June 28, 1981)
10. Straight Into Darkness (Alternate version from The Record Plant, Hollywood, CA—May 5, 1982)
11. You Can Still Change Your Mind (Album track from Hard Promises—May 5, 1981)
12. Rebels (Alternate version from Southern Accents sessions—1985)
13. Deliver Me (Alternate version from Long After Dark sessions—1982)
14. Alright For Now (Album track from Full Moon Fever—April 24, 1989)
15. The Damage You’ve Done (Alternate version from Let Me Up (I’ve Had Enough) sessions—1987)
16. The Best Of Everything (Alternate version from Southern Accents sessions—March 26, 1985)
17. Walkin’ From The Fire (Previously unreleased track from Southern Accents sessions—March 1, 1984)
18. King Of The Hill (Early take (with Roger McGuinn)—November 23, 1987)

[CD3]
1. I Won’t Back Down (Live at The Fillmore, San Francisco, CA—February 4, 1997)
2. Gainesville (Previously unreleased track from Echo sessions—February 12, 1998)
3. You And I Will Meet Again (Album track from Into The Great Wide Open—July 2, 1991)
4. Into The Great Wide Open (Live at Oakland-Alameda County Coliseum Arena—November 24, 1991)
5. Two Gunslingers (Live at The Beacon Theatre, New York, NY—May 25, 2013)
6. Lonesome Dave (Previously unreleased track from Wildflowers sessions—July 23, 1993)
7. To Find A Friend (Album track from Wildflowers—November 1, 1994)
8. Crawling Back To You (Album track from Wildflowers—November 1, 1994)
9. Wake Up Time (Previously unreleased track from early Wildflowers sessions—August 12, 1992)
10. Grew Up Fast (Album track from Songs and Music from “She’s the One”—August 6, 1996)
11. I Don’t Belong (Previously unreleased track from Echo sessions—December 3, 1998)
12. Accused Of Love (Album track from Echo—April 13, 1999)
13. Lonesome Sundown (Album track from Echo—April 13, 1999)
14. Don’t Fade On Me (Previously unreleased track from Wildflowers—sessions—April 20, 1994)

[CD4]
1. You And Me (Clubhouse version—November 9, 2007)
2. Have Love Will Travel (Album track from The Last DJ—October 8, 2002)
3. Money Becomes King (Album track from The Last DJ—October 8, 2002)
4. Bus To Tampa Bay (Previously unreleased track from Hypnotic Eye sessions—August 11, 2011)
5. Saving Grace (Live at Malibu Performing Arts Center, Malibu, CA—June 16, 2006)
6. Down South (Album track from Highway Companion—July 25, 2006)
7. Southern Accents (Live at Stephen C. O’Connell Center, Gainesville, FL—September 21, 2006)
8. Insider (Live (with Stevie Nicks) at O’Connell Center, Gainesville, FL—September 21, 2006)
9. Two Men Talking (Previously unreleased track from Hypnotic Eye sessions—November 16, 2012)
10. Fault Lines (Album track from Hypnotic Eye—July 29, 2014)
11. Sins Of My Youth (Early take from Hypnotic Eye sessions—November 12, 2012)
12. Good Enough (Alternate version from Mojo sessions—2012)
13. Something Good Coming (Album track from Mojo—July 15, 2010)
14. Save Your Water (Album track from Mudcrutch 2—May 20, 2016)
15. Like A Diamond (Alternate version from The Last DJ sessions—2002)
16. Hungry No More (Live at House of Blues, Boston, MA—June 15, 2016)

Come detto dovrebbe uscire al 28 settembre, anche se alcuni siti europei danno una data provvisoria del 14 settembre, ma è probabile che valga la prima.

Bruno Conti

P.s. Nel frattempo si sono perse le tracce del Wildflowers II, però noto che un paio di brani di quelle sessions sono finiti in questo cofanetto.

Grandissimo Disco, Ma Questa Edizione Super Deluxe Più Che Essere Inutile Sfiora La Truffa! The Band – Music From Big Pink In Uscita Il 31 Agosto

band music from big pink

The Band – Music From Big Pink – Capitol – CD – Blu-ray Audio – 2 LP – 45 giri – libro e foto varie – 31/08/2018

Continuano a susseguirsi gli anniversari di gruppi e dischi importanti che hanno fatto la storia della musica rock, e considerando che si tratta di avvenimenti avvenuti nel 1968, che è stato uno degli anni più fecondi nella storia della nostra musica si tenderebbe a sperare in ristampe si “importanti”, ma anche ricche di materiale raro o inedito, e se fosse possibile magari anche a prezzi abbordabili. Il recente doppio CD di Graham Nash Over The Years ne è un buon esempio, mentre questo cofanetto di Music From Big Pink è l’esatto opposto: confezione molto bella, ma ad un prezzo assurdo (negli USA 125 dollari, in Europa indicativamente costerà tra i 90 e i 100 euro), 1 CD, 1 Blu-ray Audio, 2 vinili, un 45 giri per collezionisti con The Weight b/w I Shall Be Released e un bel librone). Però a parte il CD e il doppio vinile non è possibile acquistarli separatamente, per avere il tutto bisogna comprare il box.

band music from big pink cd singolo

Perché nel titolo dico che si sfiora la truffa, o la circonvenzione di incapaci? Pensate ad un album che a mio modesto parere (insieme con il successivo The Band, forse ancora più bello), rientra di diritto diciamo tra i 20 migliori dischi di sempre (oltre a contenere, insieme ad altre, una delle più belle canzoni di sempre come The Weight), e quindi non è la prima volta che viene ristampato. Però l’edizione rimasterizzata a 24 bit uscita nel 2000 è tuttora in catalogo, ad un prezzo al pubblico nettamente inferiore ai 10 euro, con un totale di 20 brani contenuti nel CD, gli undici del disco originale del 1968 e nove tracce inedite. Per la nuova edizione, che vedete qui sopra, avranno almeno mantenuto lo stesso contenuto o addirittura lo avranno migliorato? Ma manco per niente: in effetti è stata aggiunta una versione alternata A Cappella di I Shall Be Released e quello che viene definito “studio chatter”, ovvero i componenti della Band che chiacchierano in studio, però i brani totali sono diventati 17, quindi rispetto al CD del 2000 ne mancano quattro. Dei veri geni! Però c’è un nuovo stereo mix del 2018 curato da Bob Clearmountain: ah beh allora.

Comunque per chi dovesse essere interessato (e temo si tratti solo di collezionisti compulsivi facoltosi, o audiofili incalliti), qui sotto trovate la tracklist completa dei vari formati:

[CD: 2018 stereo mix]
1. Tears Of Rage
2. To Kingdom Come
3. In A Station
4. Caledonia Mission
5. The Weight
6. We Can Talk
7. Long Black Veil
8. Chest Fever
9. Lonesome Suzie
10. This Wheel’s On Fire
11. I Shall Be Released
Bonus Tracks:
12. Yazoo Street Scandal (Outtake)
13. Tears Of Rage (Alternate Take)
14. Long Distance Operator (Outtake)
15. Lonesome Suzie (Alternate Take)
16. Key To The Highway (Outtake)
17. I Shall Be Released (A Cappella)

[Blu-ray Audio]
Tracklist above in new 5.1 surround mix + 96kHz/24bit high resolution stereo (exclusive to the box set)

[LP1: 2018 stereo mix]
1. Tears Of Rage
2. To Kingdom Come
3. In A Station
4. Caledonia Mission
5. The Weight

[LP2: 2018 stereo mix]
1. We Can Talk
2. Long Black Veil
3. Chest Fever
4. Lonesome Suzie
5. This Wheel’s On Fire
6. The Weight

[7″ Single]
1. The Weight
2. I Shall Be Released

Appurato che le case discografiche (e spesso anche i musicisti, perché pare che dietro questa operazione ci sia Robbie Robertson, o forse il suo management) non finiscono mai di stupirci, se per caso questo capolavoro manca comunque dalla vostra discoteca fateci un pensierino, magari anche nella versione “normale”. Copertina di Bob Dylan.

Bruno Conti

Al Terzo Album Finalmente Una Ristampa “Decente” Dei Doors: Il 14 Settembre Uscirà La Versione Deluxe Di Waiting For The Sun

doors waiting for the sun deluxe

The Doors – Waiting For The Sun – Elektra/Rhino 2CD+LP – 14-09-2018

Dopo le ristampe del primo album omonimo https://discoclub.myblog.it/2017/04/23/la-versione-deluxe-di-un-album-leggendarioma-si-poteva-fare-meglio-the-doors-the-doors/ e del secondo https://discoclub.myblog.it/2017/09/27/ecco-un-altro-piccolo-cofanetto-futuro-fondamentalmente-inutile-doors-strange-days-50th-anniversary-expanded-edition/ prosegue la serie di ripubblicazioni dei Doors in occasione, più o meno, del 50° Anniversario dalla data di uscita del disco ufficiale (per esempio Waiting For The Sun, di cui ci occupiamo ora, era uscito il 3 luglio del 1968). Le ristampe sono un po’ ondivaghe: il primo album era uscito come triplo CD + LP, mentre il secondo era uscito come doppio CD, ora si torna al formato misto CD + Vinile, che non è molto amato da entrambe le fazioni. Chi ama i vinili, trova questa ristampa già in varie edizioni, chi cerca le versioni in dischetto digitale, si ritrova a pagare delle belle cifre per acquistare questi “Combo”: nel caso specifico il prezzo dovrebbe indicativamente oscillare tra i 40 e i 50 euro.

Come si ricorda nel titolo del Post, questa è la prima ristampa “decente” del catalogo della band californiana: nel senso che finalmente troviamo un po’ di materiale “inedito”. Nel primo album era stata aggiunta la versione Mono rimasterizzata del disco, più un pezzo dei concerti al Matrix del 1967, che però erano già usciti completi in un doppio CD del 2008 della serie Archive, appunto Live At The Matrix 1967, mentre nel secondo, Strange Days, erano riportate solo le versioni mono e stereo, senza materiale inedito. Per Waiting For The Sun andiamo un po’ meglio: nel secondo CD sono riportati dei Rough Mixes (qualsiasi cosa significhi, speriamo siano versioni sostanzialmente diverse) di nove degli undici brani in studio dell’album, più 5 pezzi dal vivo, registrati al Falkoner Centeret di Copenhagen il 17/9 del 1968: mettere tutto il concerto era troppo, visto che la band suonò solo otto canzoni in un set e dieci nell’altro, ed esistono delle riprese senza audio, di qualità scadente, di quella data? Evidentemente ipotizzo che poi la performance completa potrebbe uscire in qualche altra edizione a parte, per la gioia di tutti, meno che dei portafogli.

Comunque per ora accontentiamoci e vediamo quale è la lista completa dei contenuti di questo cofanetto:

[CD1]

1. Hello, I Love You (Remastered)
2. Love Street (Remastered)
3. Not To Touch The Earth (Remastered)
4. Summer’s Almost Gone (Remastered)
5. Wintertime Love (Remastered)
6. The Unknown Soldier (Remastered)
7. Spanish Caravan (Remastered)
8. My Wild Love (Remastered)
9. We Could Be So Good Together (Remastered)
10. Yes, The River Knows (Remastered)
11. Five To One (Remastered)

[CD2]
1. Hello, I Love You (Rough Mix)
2. Summer’s Almost Gone (Rough Mix)
3. Yes, The River Knows (Rough Mix)
4. Spanish Caravan (Rough Mix)
5. Love Street (Rough Mix)
6. Wintertime Love (Rough Mix)
7. Not To Touch The Earth (Rough Mix)
8. Five To One (Rough Mix)
9. My Wild Love (Rough Mix)
10. Texas Radio & The Big Beat (Live at Falkoner Centeret, Copenhagen 9/17/68)
11. Hello, I Love You (Live at Falkoner Centeret, Copenhagen 9/17/68)
12. Back Door Man (Live at Falkoner Centeret, Copenhagen 9/17/68)
13. Five To One (Live at Falkoner Centeret, Copenhagen 9/17/68)
14. The Unknown Soldier (Live at Falkoner Centeret, Copenhagen 9/17/68)

[LP]
1. Hello, I Love You (Remastered)
2. Love Street (Remastered)
3. Not To Touch The Earth (Remastered)
4. Summer’s Almost Gone (Remastered)
5. Wintertime Love (Remastered)
6. The Unknown Soldier (Remastered)
7. Spanish Caravan (Remastered)
8. My Wild Love (Remastered)
9. We Could Be So Good Together (Remastered)
10. Yes, The River Knows (Remastered)
11. Five To One (Remastered)

Per ora è tutto, penso che poi all’uscita l’amico Marco vorrà esaminare più nei dettagli il contenuto del box (così lo impegno)!

Bruno Conti

Paul McCartney – Egypt Station: Il 7 Settembre Esce Il Nuovo Album Di Macca, Mentre Filtrano Le Prime News Sulla Ristampa Del White Album Dei Beatles

paul mccartney egypt station

Paul McCartney – Egypt Station – MPL/Capitol/Universal CD/LP – 07-09-2018

Continuano ad arrivare notizie sulle prossime uscite/ristampe di fine estate, inizio autunno: dopo la “ristampa” potenziata di The Song Remains The Same dei Led Zeppelin, anche Paul McCartney ha annunciato, sempre per il 7 settembre, l’uscita del nuovo album Egypt Station, il primo dai tempi di New, uscito nell’ottobre 2013. Sono passati ben 5 anni, anche se la vorticosa attività di ripubblicazioni dei vecchi album solisti e di materiale dei Beatles non ha messo in rilievo questo lungo gap temporale, grazie anche ai molti concerti ed alle partecipazioni a vari eventi del nostro. L’ultima in ordine di tempo è stata quella al Late Late Show With James Corden, uno spettacolo televisivo della televisione americana CBS, condotto però da un inglese, all’interno del quale però è previsto anche uno spazio chiamato Carpool Karaoke, spesso girato a Londra ( o Liverpool, come in questo caso). Non aggiungo altro, se non avete ancora visto il filmato godetevelo, perché è veramente divertente e sorprendente.

Tornando al nuovo album di Sir Paul, non è ancora stata comunicata la lista dei brani completa, ma già sono in vendita e disponibili anche come video le prime due canzoni estratte dal disco, I Don’t Know Come To Me. Si sa anche che l’album, che conterrà 16 brani, con due strumentali Station I II, posti in apertura e chiusura, oppure come interludi, sarà prodotto da Greg Kurstin, un buon “mestierante” che ha lavorato con Lilly Allen, Sia, Kelly Clarkson, Ellie Goulding, Pink e Adele (?!?), ma di recente anche con Liam Gallagher Foo Fighters, ed ha un discreto passato rock con i Geggy Tah e con Inara George (la figlia di Lowell). D’altronde non è che neppure uno dei produttori del precedente New, Paul Epworth, fosse il massimo della vita, anche lui con trascorsi con Bruno Mars, Maximo Park e l’immancabile Adele: comunque l’album pur non essendo un capolavoro si lasciava ascoltare. E anche i due nuovi brani che anticipano New Egypt non sembrano male. La versione Deluxe, con due tracce extra, sarà pubblicata solo negli Stati Uniti, per la catena di vendita Target.

Tra i brani annunciati per il nuovo CD Paul in una intervista ha parlato di Happy with You, un brano di impostazione acustica, People Want Peace, una canzone dai temi universali con il classico sound alla McCartney e la lunga Despite Repeated Warnings, che viene presentata come una epica cavalcata di oltre sette minuti, divisa in più parti e che ricorda alcuni brani deii suoi gruppi precedenti (quali saranno?).

A proposito di vecchio gruppo, nella stessa intervista hanno chiesto a Paul delle conferme sull’uscita della ristampa del White Album dei Beatles prevista per il 50° Anniversario: la data certa non c’è ancora, ma si presume che sarà intorno al 22 novembre, che nel 1968 fu quella del doppio vinile originale. Viene confermata la presenza dei famosi demos acustici,  registrati a Esher, sentiti in mille bootleg (tipo quello che potete ascoltare qui sotto), ma mai a livello ufficiale, un paio di brevi saggi scritti all’interno della confezione, che lo stesso McCartney dice di avere approvato in questi giorni, per il resto si brancola nel buio.

Entro fine anno, o forse inizio 2019, si parla anche di una ristampa potenziata per Imagine di John Lennon, ma anche in questo caso nulla di confermato. L’unica cosa certa è che il 6 luglio uscirà il picture disc a tiratura limitata di Yellow Submarine b/w Eleanor Rigby. Per le solite incongruenze quest’anno è il cinquantenario del film Yellow Submarine, ma il singolo era uscito nel 1966: d’altronde sono discografici, cosa ci vogliamo aspettare?

beatles yellow submarine picture frontbeatles yellow submarine picture back

Direi che per oggi è tutto, alla prossima.

Bruno Conti

Ripassi Estivi 1. Un Ottimo Duo Bresciano Di Blues(Rock) Made In Italy. Superdownhome – Twenty Four Days

superdownhome twenty four days

*NDB E’ iniziata ufficialmente l’estate, quindi come usa fare tra le persone scrupolose, iniziano anche i ripassi: anche noi del Blog pure quest’anno ci adeguiamo. Scherzi a parte, da oggi, pur mantenendo la “programmazione” abituale di recensioni di dischi nuovi, anticipazioni di future uscite e quant’altro, di tanto in tanto troverete dei Post (miei e degli altri collaboratori di Disco Club) dedicati al recupero di dischi che per vari motivi non sono stati pubblicati sul Blog nei mesi passati.

Superdownhome – Twenty Four Days – Slang Records

Per la serie blues Made in Italy, un’altra “nuova” formazione che si affaccia sulla nostra scena  interna. Il nuovo virgolettato è perché in effetti  i Superdownhome, da Brescia, sono comunque in pista da un paio di anni, hanno già pubblicato un EP e pure questo Twenty Four Days circola (a fatica, se non trovate il CD fisico c’è comunque il download digitale, ma non è la stessa cosa) da qualche mese, ma in ogni caso non scade!  E senza dimenticare che i due componenti del gruppo (ebbene sì, sono un duo, chitarra e strings, come dicono le note, e batteria) sono in giro da qualche annetto, Henry (Enrico) Sauda prima suonava nei Granny Says e negli Scotch, mentre il batterista Beppe Facchetti ha collaborato con Elizabeth Lee’s Cozmic Mojo, con Louisiana Red, Rudy Rotta, e Slick Steve & The Gangsters, sempre in modo indipendente e sotterraneo: quindi cerchiamo di aiutarli vieppiù ad emergere diffondendo, per quello che si può, il loro verbo. Sul sito della etichetta vengono presentati come un duo di rural blues, con uso di chitarra, Cigar Box e Diddley Bow e batteria, solo rullante e cassa, ma il suono che si percepisce ascoltando questo CD non è per niente rurale, anzi è elettrico, vibrante e ricco di grinta. Sono stati fatti paralleli con Seasick Steve e Scott H. Biram per questo approccio DIY e minimale, ma mi sembra che la quota R&R che esce dalle dieci canzoni di questo album non sia affatto marginale: d’altronde un disco che “coverizza” un brano come la leggendaria Kick Out The Jams degli MC5 non usa certo le mezze misure.

La voce di Sauda, sa essere suadente, ma anche rauca, vissuta ed incazzata, come timbro a tratti mi ricorda quella dell’amico Fabrizio Friggione dei Fargo, anche se lo stile è diverso, per quanto entrambi attingano dal blues come fonte di ispirazione, e poi la presenza di Popa Chubby in un paio di brani  di questo Twenty Four Days è sintomatica. Insomma siamo di fronte ad un gran bel dischetto, solo 34 minuti di musica, ma tanto impegno e passione: ogni tanto si tenta anche la strada della roots music come nella conclusiva delicata Goodbye Girl, una bella ballatona, dove si ascoltano, credo, anche delle tastiere e chitarre aggiuntive suonate da Marco Franzoni, che è il produttore dell’album, registrato tra ottobre e novembre del 2017 al Bluefemme Stereo Rec di Brescia, e che vanta collaborazioni con altri artisti indipendenti ma anche mainstream come Omar Pedrini. I Superdownhome hanno aperto per Popa Chubby, Andy J Forest, Doyle Bramhall II e Bud Spencer Blues Explosion.

Tornando al disco il mood che prevale è spesso robusto e grintoso, se non anche selvaggio: l’iniziale Twenty Four Days con bottleneck in azione, è subito una stilettata di energia, sulle strade del blues più ispido, ma legato alla tradizione, Stop Breaking Down Blues di Robert Johnson, c’era anche su Exile On Main Street degli Stones e l’hanno suonata pure in molti altri, dai Fleetwood Mac di Peter Green in giù, e fa parte dei brani, “buoni, brutti e cattivi”, per citare Sergio Leone, buoni per la musica, ma brutti e cattivi per l’approccio, ruvido ed elettrico, anche grazie alla presenza di Popa Chubby, con il rock che va a braccetto con le 12 battute, con le chitarre che mulinano di gusto. Over You è più sinuosa e serpentina, mentre Nobody Knows ha ritmi più frenetici  e scatenati, con le chitarre sempre in evidenza. Disabuse Boogie si presenta sin dal titolo, un po’ Canned Heat, un po’ Thorogood, un po’ ZZ Top vecchio stile, ottima ed abbondante, Long Time Blues è l’altro brano che prevede la presenza del buon Chubby,  e Down In Mississippi è proprio il classico di J.B. Lenoir, misterioso e dalle atmosfere sospese.  Bad Nature, di nuovo a colpi di slide e blues completa un menu vario e di buona qualità complessiva.

Bruno Conti

Ennesima Ristampa (In)Utile E Costosa Dei Led Zeppelin: Il 7 Settembre Uscirà L’Edizione Super Deluxe di The Song Remains The Same

led zeppelin the song remains the same superdeluxe

Led Zeeppelin – The Song Remains The Same – 2CD/4LP/3DVD Super Deluxe Edition – 2 CD – 4 LP – Blu-ray Audio – Swan Song/Rhino/Warner 07/09/2018

Qualche mese fa, in occasione della “ristampa”, peraltro altrettanto inutile, di How The West Was Won dei Led Zeppelin, si era detto che Jimmy Page stava lavorando a del materiale Live, da pubblicare verso l’autunno, per il 50° Anniversario della band https://discoclub.myblog.it/2018/01/27/uscite-prossime-venture-3-e-pure-questo-e-fondamentalmente-inutile-led-zeppelin-how-the-west-was-won/ . Spero che non fosse questo il disco previsto in uscita, ma che tra le tonnellate di inediti registrati dal vivo che esistono del gruppo, alla fine la montagna partorisca un topolino.Quindi dita incrociate, e vedremo se entro la fine dell’anno qualcosa succederà.

led zeppelin the song remains 2 cd

Per il momento la Warner pubblicherà solo il megabox che vedete effigiato qui sopra (prezzo previsto indicativo tra i 200 e i 250 euro, mica bruscolini): 9 supporti in tutto, e zero inediti, complimenti, sono soddisfazioni. La versione in 2 CD e quella in quattro vinili usciranno anche divise, come pure, a parte, anche una versione Blu-ray, solo audio, singola, che peraltro costerà circa 40 euro. Inoltre ci viene orgogliosamente annunciato che nel quadruplo vinile per audiofili, con un nuovo mixaggio di Page, per la prima volta sono riusciti a far entrare la versione completa di 29 minuti di Dazed And Confused su una sola facciata di un LP. Mentre per ciò che concerne i DVD, praticamente troviamo la versione doppia video, che era già uscita nel 2007, con i 4 brani che mancavano nel film originale, “Celebration Day,” “Over the Hills and Far Away,” “Misty Mountain Hop” and “The Ocean.” , con un ulteriore DVD audio che conterrà le versioni HD Stereo e Dolby Surround.

Ecco la lista completa dei contenuti:

CD1 (Remastered)
01 Rock And Roll
02 Celebration Day
03 Black Dog
04 Over The Hills And Far Away
05 Misty Mountain Hop
06 Since I’ve Been Loving
07 No Quarter
08 The Song Remains The Same
09 The Rain Song
10 The Ocean

CD2 (Remastered)
01 Dazed And Confused
02 Stairway To Heaven
03 Moby Dick
04 Heartbreaker
05 Whole Lotta Love

LP1:
Side A
01 Rock And Roll
02 Celebration Day
03 Black Dog
04 Over The Hills And Far Away
Side B
01 Misty Mountain Hop 02 Since I’ve Been Loving You
03 The Ocean

LP2:
Side A
01 The Song Remains The Same
02 The Rain Song
Side B
01 No Quarter

LP3:
Side A
01 Dazed And Confused
Side B
01 Moby Dick

LP4:
Side A
01 Stairway To Heaven
02 Whole Lotta Love
Side B
01 Heartbreaker

DVD1:
Led Zeppelin: The Song Remains The Same Film

DVD2:
Video Extras

DVD3 (PCM and DTS Master HD Stereo (96kHz/24-bit) and DTS Master Surround Audio for 5.1):
01 Rock And Roll
02 Celebration Day
03 Black Dog (Remastered)
04 Over The Hills And Far Away
05 Misty Mountain Hop
06 Since I’ve Been Loving You
07 No Quarter
08 The Song Remains The Same
09 The Rain Song
10 The Ocean
11 Dazed And Confused
12 Stairway To Heaven
13 Moby Dick
14 Heartbreaker
15 Whole Lotta Love

16 Rock And Roll
17 Celebration Day
18 Black Dog (Remastered)
19 Over The Hills And Far Away
20 Misty Mountain Hop
21 Since I’ve Been Loving You
22 No Quarter
23 The Song Remains The Same
24 The Rain Song
25 The Ocean
26 Dazed And Confused
27 Stairway To Heaven
28 Moby Dick
29 Heartbreaker
30 Whole Lotta Love

Alla prossima.

Bruno Conti

Questa Volta Non Soltanto Per Il Sol Levante! Bob Dylan – Live 1962-1966: Rare Performances From The Copyright Collections

bob dylan live 1962-1966 japanbob dylan live 1962-1966 usa version

Bob Dylan – Live 1962-1966 – Sony Japan 2CD 18-07-2018/ Columbia Legacy Usa 27-07-2017

Verso la fine del 2012 la Columbia/Sony, storica casa discografica, tra gli altri, di Bob Dylan, mise sul mercato assolutamente a sorpresa un quadruplo CD intitolato The Copyright Extension Collection. Vol 1, solo in Europa e solo in 100 copie (vendute presso negozi ultra-selezionati, che prevedibilmente li polverizzarono in poche ore), nel quale erano contenuti tutti i pezzi inediti (e disponibili) di studio e dal vivo incisi dal grande cantautore nel 1962, aggirando così la legge che vuole il copyright scadere dopo cinquant’anni se i brani non vengono pubblicati ufficialmente entro detta scadenza. L’operazione venne ripetuta nel 2013 e 2014 per quanto riguardava il 1963 e 1964, stavolta solo in vinile (forse per contrastare il proliferare di bootleg del primo volume) ma con le stesse dinamiche di esclusiva, creando quindi degli oggetti da collezione che oggi si trovano con difficoltà ed a prezzi assurdi. Per il biennio 1965/1966 il problema venne aggirato nel 2015 con il dodicesimo episodio delle Bootleg Series dylaniane, The Cutting Edge, che nella mastodontica (e costosissima) versione “Big Blue” (come la chiamano i fans), includeva tutto quello inciso in studio da Bob in quel periodo, nella fattispecie tutte le takes dei brani registrati per la mitica trilogia formata da Bringing It All Back Home, Highway 61 Revisited e Blonde On Blonde; per completare il tutto, gli acquirenti del super box avevano ricevuto in omaggio sotto forma di download tutti i concerti di Dylan del 1965, o almeno quelli disponibili.

Nel 2016 è stata poi la volta di Live 1966, altro cofanetto multiplo che comprendeva la storica tournée di quell’anno al completo, questa volta ad un costo decisamente più contenuto. Tutto ciò per dire che il 18 Luglio la divisione giapponese della Sony pubblicherà questo doppio CD davvero interessante, intitolato Live 1962-1966, che comprende una selezione da tutte le “Copyright Collections” di cui sopra (limitandosi come da titolo alle performance dal vivo), rendendole quindi disponibili per un pubblico maggiore. Sì, perché questa volta il doppio non sarà disponibile solo in Giappone, come sembrava all’inizio, ma il 27 dello stesso mese sarà in vendita anche in USA, ad un prezzo molto più conveniente (circa 20 dollari, anche meno, più le spese), e pare che ci siano buone probabilità che anche in Europa si potrà trovare senza spendere una fortuna. Ecco comunque la lista dei brani presenti, con tanto di anno e provenienza:

CD1: 1962-1964
1. Blowin’ in the Wind (Gerdes Folk City – April 16, 1962)
2. Corrina, Corrina (Gerdes Folk City – April 16, 1962)
3. John Brown (New York Town Hall – April 12, 1963)
4. Don’t Think Twice, It’s All Right (New York Town Hall – April 12, 1963)
5. Bob Dylan’s Dream (New York Town Hall – April 12, 1963)
6. Seven Curses (New York Town Hall – April 12, 1963)
7. Boots of Spanish Leather (New York Town Hall – April 12, 1963)
8. Masters of War (Carnegie Hall – October 26, 1963)
9. The Lonesome Death of Hattie Carroll (Carnegie Hall – October 26, 1963)
10. When the Ship Comes In (March on Washington – August 28, 1963)
11. The Times They Are A-Changin’ (Royal Festival Hall – May 17, 1964)
12. Girl From the North Country (Royal Festival Hall – May 17, 1964)
13. Mr. Tambourine Man (Royal Festival Hall – May 17, 1964)
14. It Ain’t Me, Babe (Royal Festival Hall – May 17, 1964)
15. To Ramona (Newport Folk Festival – July 26, 1964)
16. Chimes of Freedom (Royal Festival Hall – May 17, 1964)

CD2: 1965-1966

1. One Too Many Mornings (BBC TV – June 1, 1965)
2. It’s Alright, Ma (I’m Only Bleeding) (City Hall, Sheffield, England – April 30, 1965)
3. Love Minus Zero/No Limit (Liverpool Odeon, England – May 1, 1965)
4. Gates of Eden (Manchester Free Trade Hall, England – May 7, 1965)
5. It’s All Over Now, Baby Blue (Liverpool Odeon, England – May 1, 1965)
6. She Belongs to Me (Royal Albert Hall, London, England – May 10, 1965)
7. Maggie’s Farm (Hollywood Bowl – September 3, 1965)
8. It Takes a Lot to Laugh, It Takes a Train to Cry (Newport Folk Festival – July 25, 1965)
9. Desolation Row (Sydney Stadium, Australia – 13, 1966)
10. Baby, Let Me Follow You Down (Capitol Theatre, Cardiff, Wales – May 11, 1966)
11. I Don’t Believe You (She Acts Like We Never Have Met) (Capitol Theatre, Cardiff, Wales – May 11, 1966)
12. Ballad of a Thin Man (Odeon Theatre, Glasgow, Scotland – May 20, 1966)
13. Visions of Johanna (ABC, Belfast, N. Ireland – May 6, 1966)

Inutile dire che il contenuto è strepitoso, in quanto Dylan in quegli anni stava letteralmente costruendo il proprio mito, anche di performer oltre che di autore. Dopo la deliziosa anteprima di due canzoni che finiranno nel 1963 su The Freewheelin’ Bob Dylan, cioè la cover del traditional Corrina, Corrina e soprattutto la leggendaria Blowin’ In The Wind, registrate nel 1962 nel Gerde’s Folk City di New York (quando Bob era conosciuto solo nel Village), abbiamo cinque splendidi brani del 1963 alla Town Hall, che sarebbero dovuti uscire all’epoca nel primo live ufficiale di Bob, In Concert, poi cancellato dalla Columbia, tra cui la drammatica e rara Seven Curses ed una magistrale Don’t Think Twice, It’s All Right. Senza dimenticare una toccante When The Ship Comes In cantata alla marcia di Washington, con Bob sul palco vicino a Martin Luther King. Anche il concerto alla Carnegie Hall è tra i più famosi del primo periodo del nostro, e qualche anno fa la Sony ne ha pubblicato un estratto come EP, ma i due pezzi presenti qua, Masters Of War e The Lonesome Death Of Hattie Carroll, erano colpevolmente assenti, due grandi canzoni eseguite benissimo, con una tensione nella voce di Bob che si taglia con il coltello.

Il secondo CD è meno interessante per i “dylaniati”, non perché non sia bello (anzi), ma perché gli ultimi cinque brani erano già disponibili sul box dedicato ai concerti del 1966. Per il resto, le chicche non mancano, come una rara apparizione televisiva (alla BBC) con One Too Many Mornings, cinque brani tratti dal tour primaverile in Inghilterra del 1965, al tempo ancora esclusivamente acustico (e già documentato su video dal famoso documentario Don’t Look Back), con le al solito magnifiche Love Minus Zero/No Limit e It’s All Over Now Baby Blue come highlights. A chiudere, una Maggie’s Farm elettrica sempre del 1965 (unico brano preso dal download gratuito, una tournée quella full band di quell’anno molto poco documentata anche dai bootlegs), e la It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry dal leggendario Festival di Newport dello stesso anno, cioè la performance meno nota  e più “tranquilla” dei tre pezzi rock suonati davanti ad una folla disorientata, che non capiva che Bob in quel momento stava scrivendo la storia. Un documento importante questo Live 1962-1966, non solo per completisti, e quindi difficile da ignorare.

Marco Verdi

fairport convention a tree with the roots

P.S: sempre parlando di Dylan, il 3 Agosto la Island metterà in commercio A Tree With Roots, una compilation dei Fairport Convention con all’interno 17 brani di Bob che lo storico gruppo folk-rock inglese ha interpretato nei primi dieci anni di carriera, con anche due pezzi di Sandy Denny da solista ed uno dei Fotheringay, ma, a quanto pare, senza inediti (la tracklist è nota, ma non la provenienza dei brani).

1.       Fairport Convention       Si Tu Dois Partir

2.       Fairport Convention       Jack O’Diamonds

3.       Fairport Convention       Lay Down Your Weary Tune

4.       Fairport Convention       Dear Landlord

5.       Fairport Convention       Open The Door Richard

6.       Fairport Convention       I’ll Keep It With Mine

7.       Fairport Convention       Percy’s Song

8.       Fairport Convention       Ballad Of Easy Rider 

9.       Fairport Convention       George Jackson

10.   Sandy Denny                 It Ain’t Me Babe

11.   Sandy Denny                 Tomorrow Is A Long Time

12.   Fairport Convention       Down In The Flood

13.   Fairport Convention       Days Of 49

14.   Fairport Convention       All Along The Watchtower

15.   Fotheringay                   Too Much Of Nothing

16.   Fairport Convention       Million Dollar Bash

17.   Fairport Convention       Knockin’ On Heaven’s Door

Un Altro Ottimo Lavoro Per Il “Reverendo” Josh! Father John Misty – God’s Favorite Customer

father john misty god's favorite customer

Father John Misty – God’s Favorite Customer – Sub Pop/Warner CD

Da quando ha abbandonato nel 2014 i Fleet Foxes, Josh Tillman ha fatto di tutto per recuperare in breve tempo il terreno perduto e, dopo essersi inventato l’alter ego di Father John Misty, direi che in pochi anni è riuscito ad annullare il distacco con la sua ex band. Pure Comedy, il suo album dello scorso anno, ha infatti ben figurato in parecchie classifiche dei dischi migliori del 2017, anche se spesso in riviste musicali poco affidabili o addirittura in rotocalchi patinati. Ma, come ho avuto modo di scrivere nella mia recensione di “recupero” https://discoclub.myblog.it/2018/01/11/qualche-volta-anche-le-riviste-cool-ci-azzeccano-father-john-misty-pure-comedy/ , per una volta ci avevano visto giusto, in quanto Pure Comedy era un gran bel disco di pop-rock classico, per nulla modaiolo ma anzi influenzato sia da sonorità californiane anni settanta (grazie anche alla presenza di Jonathan Wilson come produttore) sia dal suono dei primi dischi di Elton John, oltre che naturalmente dai Fleet Foxes stessi. Ora, a distanza di poco più di un anno Josh/Father John torna a sorpresa con un nuovo lavoro, God’s Favorite Customer, in parte differente dal suo predecessore (ed al momento non so se formato da canzoni lasciate fuori da Pure Comedy o da brani totalmente nuovi). Se Pure Comedy era un disco pensato a lungo, God’s Favorite Customer è invece più diretto, sia nel suono che nel minutaggio (dura infatti la metà, dieci canzoni per 38 minuti), per certi versi più rock ed immediato, anche se resta anni luce lontano dai prodotti commerciali da classifica (e questo vuol dire che il successo non gli ha dato alla testa).

Il piano è sempre uno strumento centrale nell’economia del suono, ma ci sono più chitarre, e pure la sezione ritmica è maggiormente presente, anche se nel finale si torna parzialmente alle atmosfere di Pure Comedy, con due-tre ballatone da antologia. La produzione stavolta è nelle mani di Tillman insieme a Jonathan Rado (membro della indie band Foxygen), ma Wilson è stato ancora coinvolto come produttore aggiunto in qualche pezzo, mentre la maggioranza degli strumenti è suonata dal nostro (e da Rado), con interventi qua e là di Elijah Thomson al basso, Jon Titterington al piano e David Vandervelde alle chitarre. Si percepisce subito il cambio di atmosfera dall’iniziale Hangout At The Gallows, un pop-rock di stampo quasi beatlesiano diretto ed orecchiabile, con chitarre e piano in evidenza e la sezione ritmica presente da subito, un deciso cambiamento rispetto al mood etereo di Pure Comedy, anche se non manca un sottofondo di malinconia. La cadenzata (e, visto il titolo, autoreferenziale) Mr. Tillman potrebbe avere Jeff Lynne in cabina di regia, in quanto il gusto pop e l’utilizzo degli strumenti non è lontano da quelli del leader della ELO, con la vocalità del nostro che accompagna il brano lungo tutta la durata senza risultare verboso; Just Dumb Enough To Try sembra invece provenire dal disco precedente, un’ariosa ballata pianistica, suonata in modo classico e con una melodia deliziosa che rimanda ancora al giovane Elton John, con in aggiunta una parte strumentale centrale che sfiora la psichedelia.

Una chitarra acustica suonata con forza introduce Date Night, altro pop-rock vibrante e di impatto immediato, con un motivo un po’ sghembo ed effetti sonori mischiati ad arte per creare un cocktail stimolante, mentre Please Don’t Die è una sontuosa ballatona molto anni settanta, di nuovo costruita intorno a piano, chitarra e ad una melodia toccante, solo leggermente rarefatta nell’arrangiamento: si può parlare di “pop cosmico”? The Palace è ancora più lenta e meditata, quasi tutta basata su voce e piano (c’è anche una chitarra, ma molto timida), un pezzo decisamente interiore e quasi triste, ma dal grande pathos, che non so perché ma mi ha fatto venire in mente Laura Nyro, splendida cantautrice scomparsa da oltre vent’anni e purtroppo quasi dimenticata. Con Disappointing Diamonds Are The Rarest Of Them All (la fantasia nei titoli non gli difetta certo)) si torna ad una strumentazione più ricca, un altro pop-rock piacevole sin dal primo ascolto, con Padre John bravo anche dal punto di vista vocale, mentre la title track è una canzone tra il malinconico ed il bucolico, con il piano ancora sugli scudi, un motivo bello e profondo, tra i più riusciti del CD, ed un coro femminile modello “sirene di Ulisse”. L’album si chiude con la bellissima The Songwriter, intenso slow molto scarno nei suoni (voce, piano ed organo) ma di impatto emotivo notevole, e con We’re Only People (And There’s Not Much Anyone Can Do About That), sempre un lento ma molto più carico dal punto di vista strumentale, ancora con Elton nei pensieri ed un ottimo crescendo nel refrain.

Continua quindi il bel momento di Josh Tillman, alias Father John Misty, che sembra avere trovato una vena ed un’ispirazione per il momento inesauribili, con un disco che per certi versi potrà fare ancora meglio del suo predecessore. Esce il primo Giugno.

Marco Verdi

Dagli Archivi Senza Fine A Luglio Un Nuovo Capitolo Della Saga. Rolling Stones – From The Vault: No Security – San Jose ’99

rolling stones no security '99 cd+dvd

Rolling Stones – From The Vault: No Security San Jose ’99 – 2CD + DVD Eagle Rock/Universal 13-07-2018

Arriva l’estate e arrivano i soliti dischi di archivio dei Rolling Stones: questo dovrebbe essere il settimo capitolo della serie From The Vault, dopo quello dello scorso anno https://discoclub.myblog.it/2017/10/13/un-altro-live-degli-stones-ebbene-si-e-anche-questo-e-imperdibile-the-rolling-stones-sticky-fingers-live-at-fonda-theatre-2015/ uscito a settembre. Il formato è il solito, 2 CD + DVD, ma c’è anche il triplo vinile e il combo Blu-ray + 2 CD, disponibile solo per il mercato americano. Come ci ricorda il titolo, siamo nel 1999, durante il No Security Tour, che durò “solo” da gennaio a giugno, e la cui parte americana si concluse proprio con la tappa di San Jose in California. Il tour serviva per promuovere il doppio CD No Security, uscito a novembre 1998 che, per confondere le idee, conteneva registrazioni del Bridges To Babylon Tour del 1997/1998. La formazione allargata degli Stones, per la data immortalata in questo live, prevedeva accanto agli inossidabili Mick Jagger (vocals, guitar, harmonica); Keith Richards (guitar, vocals); Charlie Watts (drums); Ronnie Wood (guitar)
come membri onorari aggiunti Darryl Jones (bass, backing vocals); Chuck Leavell (keyboards, backing vocals); Bobby Keys (saxophone); Tim Ries (saxophone, keyboards); Michael Davis (trombone); Kent Smith (trumpet); Lisa Fischer (backing vocals); Bernard Fowler (backing vocals, percussion); Blondie Chaplin (backing vocals, percussion, acoustic guitar).

Ecco la tracking list completa dei contenuti:

DVD Track Listing
(CD 1)
1. Jumpin’ Jack Flash
2. Bitch
3. You Got Me Rocking
4. Respectable
5. Honky Tonk Women
6. I Got The Blues
7. Saint Of Me
8. Some Girls
9. Paint It Black
10. You Got The Silver
11. Before They Make Me Run
(CD 2)
12. Out Of Control
13. Route 66
14. Get Off Of My Cloud
15. Midnight Rambler
16. Tumbling Dice
17. It’s Only Rock ‘n’ Roll (But I Like It)
18. Start Me Up
19. Brown Sugar
20. Sympathy For The Devil

Inutile dire che gli Stones in quel periodo erano in gran forma: ma quando non lo sono stati nei tour degli ultimi venticinque anni? Al solito, recensione a luglio quando verrà pubblicato il concerto.

Bruno Conti

Nessun “Paradosso”, Solo Grande Musica! Neil Young – Roxy: Tonight’s The Night Live

neil young roxy tonight's the night live

Neil Young – Roxy: Tonight’s The Night Live – Reprise/Warner CD – LP

Il titolo del post è un gioco di parole che coinvolge anche l’altro album pubblicato da Neil Young in questo mese di Aprile, cioè la colonna sonora del film Paradox, un disco strano, non brutto ma dalla qualità altalenante come ho avuto modo di illustrare nella mia disamina di tre settimane fa circa https://discoclub.myblog.it/2018/04/02/una-colonna-sonora-strana-ma-qualcuno-si-aspettava-il-contrario-neil-young-promise-of-the-real-paradox/ . Invece questo Roxy: Tonight’s The Night Live, nuovo episodio tratto dagli archivi del musicista canadese, è un album bellissimo senza se e senza ma, preso da un concerto del 1973 tenuto dal nostro nella settimana di apertura del mitico Roxy Theatre di Los Angeles (una venue nella quale verranno registrati una lunga serie di lavori da parte di una moltitudine di artisti, per esempio il recente cofanetto di Frank Zappa). Come il titolo lascia intuire, in quella serata Neil ed i suoi Santa Monica Flyers (una versione allargata dei Crazy Horse, con la sezione ritmica di Billy Talbot e Ralph Molina affiancata da Ben Keith alla steel guitar e da Nils Lofgren stranamente al pianoforte, propongono in anteprima l’album Tonight’s The Night, che originariamente sarebbe dovuto uscire proprio in quelle settimane, ma poi venne posticipato al 1975 dato che la Reprise era un po’ spaventata dalla natura poco commerciale del disco.

Tonight’s The Night è infatti il lavoro più drammatico di Young, il punto più alto della cosiddetta “trilogia del dolore” (insieme a Time Fades Away e On The Beach), un album con testi cupi e senza speranza che parlano di morte, ispirati dalle premature scomparse del roadie Bruce Berry e del chitarrista del Cavallo Pazzo Danny Whitten, un disco in cui Neil non si preoccupa di mettere a nudo la sua fragilità ed il fatto che la sua voce suoni spesso stonata o ubriaca. Durante la serata al Roxy le cose sono in parte diverse, in quanto sia Young che la band sembrano più sobri (ho detto sembrano), i suoni sono forti, centrati e più rock che sul disco in studio, e le stonature vocali sono limitate al minimo sindacale. In più Neil tende a sdrammatizzare i temi trattati con brevi e divertiti monologhi in cui affronta svariati argomenti (da Perry Como a David Geffen, che oltre ad essere il famoso discografico che tutti conosciamo e il suo manager, era anche uno dei soci fondatori del Roxy), e la performance risulta dunque splendida, dato che comunque Tonight’s The Night è sempre stato un grande disco. I brani sono presentati non nell’ordine che verrà dato nella versione in studio del 1975, e mancano anche tre canzoni che finiranno sull’album ma che non fanno parte di quelle sessions (Come On Baby, Let’s Go Downtown, Borrowed Tune e Lookout Joe), ma quello che c’è basta ed avanza, ed è eccellente: si comincia ovviamente con Tonight’s The Night, la canzone, una lettura lunga, solida e vigorosa, tra le più riuscite tra quelle da me sentite negli anni, molto più rock che in studio e con Lofgren che si destreggia ottimamente al piano.

Dopo un breve accenno al divertente brano popolare Roll Out The Barrel (o Beer Barrel Polka, da noi nota come Rosamunda), abbiamo una bellissima Mellow My Mind, ballata tipica di Neil, tra rock e country e cantata con sforzo vocale notevole, seguita dalla roccata e pressante World On A String, uno dei classici minori del nostro, che ancora oggi la ripropone dal vivo ogni tanto.  Speakin’ Out è un gustoso slow blues con notevoli performance di chitarra e piano (il Lofgren pianista è, almeno per me, una sorpresa), Albuquerque una fluida ballad tipicamente californiana, che profuma di tramonti sul Laurel Canyon e di grigliate a base di peyote https://www.youtube.com/watch?v=UCWD9Qq4-Fc , mentre la breve New Mama vede Neil solo all’acustica (ma con piano e coro alle spalle) per un folk blues puro e cristallino, dall’aura malinconica. L’honky-tonk elettrico ed un po’ sbilenco Roll Another Number (For The Road) è sempre stata una delle mie preferite, e questa splendida versione e perfino superiore a quella “ubriaca” che finirà poi sul disco; la performance di Tonight’s The Night volge al termine, ma c’è ancora spazio per la tristissima Tired Eyes, una delle canzoni più drammatiche di Young https://www.youtube.com/watch?v=BPDvY6-mU0M , e per una ripresa della title track, che però dura praticamente quanto quella messa in apertura. Come bonus abbiamo una elettrica e vibrante Walk On, anch’essa all’epoca sconosciuta (finirà l’anno successivo su On The Beachhttps://www.youtube.com/watch?v=wNNAc9V_jJU . Quando Neil Young attinge ai suoi archivi non sbaglia un colpo, e questo nuovo episodio live è uno dei più brillanti, oltre ad essere un documento di grande valore storico.

Marco Verdi