Un Divertente Disco Dal Vivo Per Uno Dei Grandi “Sidemen” Del Rock. Chuck Leavell – Chuck Gets Big (With The Frankfurt Radio Big Band)

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Chuck Leavell  – Chuck Gets Big With The Frankfurt Radio Big Band – BMG/Evergreen Arts

Chuck Leavell, da Birmingham, Alabama, è uno dei musicisti più importanti tra coloro che hanno prestato la loro opera di tastierista aggiunto con un paio delle band più rappresentative della storia del rock: dagli anni ’80 lavora con i Rolling Stones, come “direttore” della road band che accompagna le Pietre Rotolanti nei vari tour, e prima, tra il 1972 e il 1976, fu membro effettivo dell’Allman Brothers Band. Dal 1977 al 1980 ha avuto una propria band, i Sea Level, e comunque nel corso degli anni ha lavorato con moltissimi artisti che hanno chiesto le sue prestazioni: Black Crowes, Clapton, David Gilmour, Gov’t Mule, John Mayer, per citare alcuni dei più noti (ma pure con i nostri  Maurizio “Gnola” Glielmo Fabrizio Poggi). La sua carriera solista non è particolarmente ricca: cinque album negli ultimi 20 anni, compreso un altro Live In Germany (doppio) del 2008.

Proprio in relazione a quel CD, Chuck Gets Big, il disco di cui ci stiamo occupando ha rischiato di non vedere la luce, in quanto registrato nel 2011, e con Leavell che avendo già un live in commercio, non voleva pubblicarlo a così breve distanza dal precedente disco dal vivo. All’inizio del 2018, si è deciso che valeva la pena di fare uscire questo documento del suo incontro con la Frankfurt Radio Big Band. La band è proprio big, ci sono ben dodici “fiatisti”, più chitarra, basso e batteria e un paio di coriste. Il repertorio è eclettico, pesca da tutta la discografia di Chuck: si parte con King Grand, un brano dei Sea Level, che illustra il suo lato più jazz (rock), subito incantati da un florilegio del magico piano di Leavell, poi i fiati iniziano a lavorare all’unisono, il nostro che non è un cantante memorabile, pure se le cava onorevolmente, e gli assoli di Alex Schlosser alla tromba e Martin Scales alla chitarra, oltre a quello di Leavell, sono ben strutturati e assai godibili, nel suono d’assieme appunto da Big Band.

Losing Hand è uno standard da sempre associato al primo repertorio di Ray Charles, un R&B corposo che rende omaggio al Genius e qui il nostro lavora ancora di fino alla tastiera, mentre Honky Tonk Women è uno dei brani più identificabili dei suoi attuali datori di lavoro, un riff leggendario che regge anche trasferito in un ambito meno rock, per quanto i suoi colleghi tedeschi e le due coriste ci diano dentro di gusto, con Scales che fa il Richards della situazione. Living In A Dream è un altro brano dei Sea Level, come il precedente tratto da On The Edge del ’78, con Nils Van Haften che duplica il solo di sax tenore di Randall Bramblett dell’originale, in un pezzo dal ritmo sognante e mosso al contempo, con Blue Rose, una delle sue rare composizioni, da un disco di solo piano del 2001, qui trasformato in una vivace cavalcata a tempo di jazz, per poi lasciare spazio ad uno dei brani più belli di Brothers And Sisters degli Allman, Southbound, uno dei classici di Dickey Betts, con Scales di nuovo in bella evidenza, in un arrangiamento che richiama quelli dei Blood, Sweat And Tears o dei primi Chicago. 

Ancora musica di qualità con una gagliarda e corale Tumbling Dice, che diventa un rock’n’soul di pura matrice sudista, seguita da Ashley, un altro dei brani di Leavell, tratto da Southscape del 2005, una solenne e morbida ballatona dove le mani del nostro corrono sulla tastiera. E lì si fermano per un altro omaggio agli Allman Brothers, con il blues-rock sapido ed orchestrale di una coinvolgente Statesboro Blues, seguito da uno dei classici del R&R come Route 66, presa a tutta velocità dalla band che segue come un sol uomo il nostro amico, che continua a cantare più che dignitosamente, anche se poi si deve un poco ” arrangiare” quando si trova alle prese con Georgia On My Mind, dignitosa, ma il grande Ray era un’altra cosa, meglio in un altro must del repertorio di Charles come la vorticosa e raffinata Compared To What, sempre con la Big Band in perfetta sintonia con il piano di Leavell, che poi si lascia andare ai virtuosismi nella conclusiva strumentale Tomato Jam che chiude una bella serata di musica.

Bruno Conti

Di Nuovo Questa Splendida Settantenne Che Non Ha Ancora Finito Di Stupire! Marianne Faithfull – Negative Capability

marianne faithfull negative capability

Marianne Faithfull – Negative Capability – Panta Rei/BMG CD

Quando tutti pensavamo che Marianne Faithfull avesse toccato uno dei vertici della sua carriera con il bellissimo Give My Love To London del 2014 https://discoclub.myblog.it/2014/10/07/tante-vite-vissute-50-anni-carriera-marianne-faithfull-give-my-love-to-london/ , non avremmo mai immaginato che la bionda chanteuse britannica, ex musa di Mick Jagger e Keith Richards, avesse nelle corde un album ancora più bello: Negative Capability, il nuovissimo lavoro della Faithfull, è infatti un disco strepitoso, uno dei migliori della sua lunga carriera, e potrebbe addirittura gareggiare per prendersi il gradino più alto del podio. Marianne ha avuto una vita intensa, e più volte è risorta dagli inferi nei quali l’avevano portata esperienze di droga e alcool che ne avevano fatta quasi una “signora maledetta” del panorama rock. Dopo il pop-rock degli anni sessanta, la Faithfull è artisticamente rinata una prima volta con il famoso Broken English del 1979, e definitivamente con lo splendido Strange Weather del 1987 (bissato tre anni dopo dal grande live album Blazing Away).

Da Vagabond Ways (1999) in poi, Marianne non ha più sbagliato un colpo, producendo lavori bellissimi e collaborando spesso con artisti di molti decenni più giovani di lei, celebrando infine i cinquanta anni di carriera nel 2016 con il CD e DVD dal vivo No Exit https://discoclub.myblog.it/2016/10/06/unaltra-splendida-quasi-settantenne-marianne-faithfull-exit/ , in cui la nostra dimostrava, nonostante gli acciacchi fisici (da tempo si muove con l’aiuto di un bastone), di avere ancora una forza interpretativa da paura. Ora, alla vigilia dei 72 anni, Marianne ci consegna quello che può essere definito senza mezze misure un mezzo capolavoro: Negative Capability è infatti un album straordinario, pieno di ballate cupe, dense e profonde, cantate con una voce che più passano gli anni e più mette i brividi, e prodotto in maniera moderna (ma con sonorità classiche) da un trio formato da Head, Rob Ellis (entrambi conosciuti per le loro collaborazioni con PJ Harvey) ed il braccio destro di Nick Cave nei Bad Seeds, Warren Ellis (nessuna parentela con Rob). Ed i due Ellis sono coinvolti anche come musicisti ed autori di alcuni brani, insieme allo stesso Cave, al cantautore Ed Harcourt ed al chitarrista Rob McVey, ex leader della indie band britannica Longview. Poche note del brano di apertura, Misunderstanding, ed abbiamo già un assaggio di cosa ci aspetta, un pezzo struggente, reso ancora più emozionante dalla viola di Ellis (Warren) e dalla voce fragile, quasi spezzata, di Marianne, una voce che non si preoccupa di dimostrare tutti gli anni che ha.

The Gypsy Faerie Queen (scritta con Cave) è un brano di un’intensità incredibile, lentissimo, guidato da piano e viola e con un’apertura melodica strepitosa nel ritornello, in cui Nick si unisce vocalmente alla Faithfull: una canzone magnifica, tra le più belle ascoltate quest’anno. As Tears Go By era stata scritta dai Rolling Stones proprio per Marianne, che nel corso degli anni l’ha ripresa più volte, ma è sempre un piacere immenso ascoltarla, anzi forse questa versione con violino, un toccante pianoforte ed una leggera percussione è quella definitiva. In My Own Particular Way è più strumentata (anche se sempre lenta), ma ha un incedere maestoso ed un motivo di quelli che se non vi emozionate avete qualche problema: splendida anche questa; Born To Live è basata su un piano cantilenante e sulla voce nuda e cruda della Faithfull, atmosfera tesa appena stemperata da un flauto (sempre l’Ellis australiano), mentre Witches Song è più cadenzata anche se mantiene una certa cupezza di fondo (inevitabile con il timbro di voce della bionda cantante di Londra), e ricorda vagamente il mood del precedente album, Give My Love To London. Nei bonus video del live No Exit c’era una rilettura del classico di Bob Dylan It’s All Over Now, Baby Blue, e qui viene pubblicata in una nuova versione di studio: versione splendida, rallentata rispetto all’originale di Bob, cantata con voce più forte del solito ed un arrangiamento elettroacustico che profuma di anni sessanta.

They Come At Night, scritta insieme a Mark Lanegan, è la più mossa finora, ma ha anche un’atmosfera vagamente minacciosa ed un arrangiamento moderno comunque perfetto per lo stile “mitteleuropeo” di Marianne (ed il testo agghiacciante va di pari passo con la musica); si torna ad un clima più tranquillo con la pianistica Don’t Go, altro brano di notevole intensità e cantato con un trasporto ed una sincerità disarmanti. Il CD si chiude con No Moon In Paris, tra le più belle del lavoro, una stupenda ballata dal tono ancora struggente ed un accompagnamento scarno ma perfetto, a base di piano, viola e due reperti quasi archeologici come harmonium e glockenspiel. Esiste anche una edizione deluxe con tre brani in più (ed una bella confezione a guisa di libro con copertina dura), il primo dei quali è la terza ed ultima cover del lavoro, cioè Loneliest Person dei Pretty Things, bella canzone e rilettura tanto per cambiare di straordinario impatto emotivo, cantata con voce meno fragile del solito ed Ellis strepitoso al violino. Chiudono definitivamente una No Moon In Paris più corta della precedente ed una versione alternata di They Come At Night, più rock di quella sentita poc’anzi ma sullo stesso egregio livello qualitativo.

Un album dunque davvero magnifico questo Negative Capability, in grado di scombussolare le classifiche dei migliori dischi dell’anno.

Marco Verdi

Prossime Uscite Autunnali 11. Rolling Stones – Voodoo Lounge Uncut. Questo Invece Non E’ Inutile, E’ Decisamente Interessante: Esce Sempre Il 16 Novembre.

rolling stones voodoo lounge uncut

Rolling Stones – Voodoo Lounge Uncut – 2CD/DVD – 2CD/Blu-ray – DVD – Blu-ray – 3LP – Eagle Rock/Universal -16-11-2018

Oltre alla ristampa fondamentalmente inutile per il 50° di Beggars Banquet di cui vi abbiamo parlato ieri, i Rolling Stones annunciano per lo stesso giorno anche la “ristampa” di questo Voodoo Lounge Uncut. A voler essere precisi e pignoli il concerto era uscito nel 1995 in VHS come Voodoo Lounge Live (e se non ricordo male anche come CD-ROM!), poi in DVD dal 1998, ma tutte le versioni sono fuori produzione da anni. Si tratta di un concerto filmato al Joe Robbie Stadium di Miami in Florida il 25 novembre del 1994 durante il Voodoo Lounge Tour, trasmesso integralmente come speciale per la televisione pay-per-view. Delle 27 canzoni complessive eseguite nella serata, solo 17 furono poi pubblicate nelle versioni video dell’epoca, ma non uscì nessun CD o LP con la parte audio, seppure parziale.

Ora è stato annunciato che il concerto integrale senza tagli e nella sequenza originale dei brani, diretto dal regista David Mallett (specializzato in video musicali) e presentato da Whoopi Goldberg, uscirà per la Eagle Rock nei diversi formati che potete leggere sopra. Come bonus nella parte video ci saranno anche 5 brani eseguiti al Giants Stadium, New Jersey qualche tempo prima, il 14 agosto. Alla serata come ospiti speciali parteciparono Sheryl Crow, Robert Cray e Bo Diddley e il palcoscenico super tecnologico formato cyberworld era quello faraonico e fantasmagorico dei concerti degli Stones degli anni ’90 (quelli della rinascita della band come formidabile entità dal vivo) con altri otto musicisti sul palco oltre a Jagger, Richards, Wood Watts. Ecco quindi il contenuto completo dei vari formati previsti in uscita il 16 novembre p.v.

BONUS PERFORMANCES FROM GIANTS STADIUM, NEW JERSEY

1. Shattered 2. Out Of Tears 3. All Down The Line 4. I Can’t Get Next To You 5. Happy https://www.youtube.com/watch?v=DiOSG1O6cKA

Tracklist
[DVD or Blu-ray]
1. Whoopi Goldberg Intro
2. Not Fade Away
3. Tumbling Dice
4. You Got Me Rocking
5. Rocks Off
6. Sparks Will Fly
7. Live With Me
8. (I Can’t Get No) Satisfaction
9. Beast Of Burden
10. Angie
11. Dead Flowers
12. Sweet Virginia
13. Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker)
14. It’s All Over Now
15. Stop Breakin’ Down Blues
16. Who Do You Love?
17. I Go Wild
18. Miss You
19. Honky Tonk Women
20. Before They Make Me Run
21. The Worst
22. Sympathy For The Devil
23. Monkey Man
24. Street Fighting Man
25. Start Me Up
26. It’s Only Rock’n’Roll (But I Like It)
27. Brown Sugar
28. Jumpin’ Jack Flash

[CD1]
1. Whoopi Goldberg Intro
2. Not Fade Away
3. Tumbling Dice
4. You Got Me Rocking
5. Rocks Off
6. Sparks Will Fly
7. Live With Me
8. (I Can’t Get No) Satisfaction
9. Beast Of Burden
10. Angie
11. Dead Flowers
12. Sweet Virginia
13. Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker)
14. It’s All Over Now
15. Stop Breakin’ Down Blues
16. Who Do You Love?

[CD2]
1. I Go Wild
2. Miss You
3. Honky Tonk Women
4. Before They Make Me Run
5. The Worst
6. Sympathy For The Devil
7. Monkey Man
8. Street Fighting Man
9. Start Me Up
10. It’s Only Rock’n’Roll (But I Like It)
11. Brown Sugar
12. Jumpin’ Jack Flash

Nei prossimi giorni altre interessanti e sfiziose uscite previste nel periodo autunnale, oltre alle solite recensioni abituali.

Bruno Conti

Prossime Uscite Autunnali 10. Uguali Uguali Ai Beatles! I Rolling Stones Festeggiano I 50 Anni Di Beggars Banquet Alla Loro Maniera…Cioè Senza Inediti E Con Dei Formati “Assurdi”!

rolling stones beggars banquet 50th

The Rolling Stones – Beggars Banquet 50th Anniversary – ABKCO LP/45rpm/FlexiDisc – CD – 16/11/2018

Se a Novembre i Beatles celebreranno i cinquant’anni del loro album omonimo (meglio conosciuto come White Album, per chi scrive il loro capolavoro assoluto) con un magnifico cofanetto di sei CD più BluRay, i rivali “storici” (più per la stampa, in realtà erano amici) dei Rolling Stones faranno lo stesso con Beggars Banquet, uno dei loro album da cinque stelle, ma in maniera decisamente più deludente, per essere magnanimi. Infatti la ristampa dell’album che conteneva brani come Street Fighting Man, Sympathy For The Devil, No Expectations, Factory Girl e la meravigliosa Salt Of The Earth sarà sulla falsariga di quella di Their Satanic Majestic Request, cioè senza neanche l’ombra di un inedito o di una versione alternata. Il CD uscirà in versione nuda e cruda, con un nuovo remaster del leggendario Bob Ludwig (ma anche l’edizione del 2002 andava benissimo), mentre le chicche, si fa per dire, saranno riservate al vinile, che uscirà accompagnato da un 45 giri in mono con Sympathy For The Devil su un lato e la riproduzione della copertina censurata della toilette sull’altro (?), ed un raro flexidisc giapponese con un’intervista telefonica dell’epoca a Mick Jagger (?!?). Il tutto con una confezione speciale che recupererà anche la copertina “morigerata”, cioè quella che riproduceva un elegante invito ad un fantomatico banchetto. Questi comunque, per riepilogare, i contenuti nel dettaglio dell’LP (nel CD ci sono solo le dieci canzoni originali).

Beggars Banquet (50th Anniversary Edition) vinyl LP

Disc 1

Side A

Sympathy For the Devil
No Expectations
Dear Doctor
Parachute Woman
Jigsaw Puzzle

Side B

Street Fighting Man
Prodigal Son
Stray Cat Blues
Factory Girl
Salt of the Earth

Disc 2

Sympathy For the Devil (mono)

Flexi disc

1) ‘Hello, This Is Mick Jagger!’ LONDON to TOKYO April 17, 1968

Se in tutti questi anni avete vissuto su un altro pianeta, magari Marte assieme a David Bowie e quindi non possedete questo album fondamentale, vi consiglio la versione CD, in quanto il vinile lo fanno pagare pure caro, indicativamente una cinquantina di euro. Esce il 16 Novembre.

Marco Verdi

*NDB Volevo rifiutarmi di parlarne, ma visto che nel Blog c’è libertà di pensiero qui sopra leggete il Post di Marco, è stato fin troppo buono. A proposito di formati assurdi, mi chiedevo a quando qualche bella edizione in Stereo8 o video Betamax? (visto che quelle in musicassetta escono ormai con una certa frequenza).

Soprattutto Per Strettissimi Osservanti Del Garage Rock. The Shadows Of Knight – Alive In ’65

shadows of knight alive in '65

The Shadows Of Knight – Alive In 1965! – BlueRocket/Sundazed Music Mono

In questo continuo viaggio a ritroso nella musica degli Shadows Of Knight arriviamo ai primordi della band di Chicago. Nonostante la provenienza non parliamo di blues, qui siamo più in ambito garage rock, antesignano della musica psichedelica (e infatti li troviamo tra i protagonisti dei vari Nuggets), ma anche di omaggio alla musica della British Invasion e al primo rock and roll. E infatti in Alive in 1965! siamo all’incirca un anno prima della pubblicazione del loro primo album Gloria e la formazione quindi non è ancora quella definitiva. Il repertorio è composto solo di cover, dove non appare ancora il classico di Van Morrison e neppure i molti brani blues che caratterizzeranno il disco di esordio, ma nel tourbillon di canzoni che si susseguono nel concerto al Cellar Door di Arlington troviamo un piccolo Bignami della musica dell’epoca, tanto british beat ruvido e gagliardo, grinta “punk” e le prime avvisaglie di quello poi diverrà rock. La qualità del suono,  primitiva e ruvida, è comunque accettabile, direi quasi buona per un live del 1965, come in tutti i prodotti Sundazed, peccato per la voce un po’ lontana, quasi in cantina, forse perché è in Mono, ma gli strumenti sono ben definiti.

E’ ovvio che un prodotto del genere è molto di nicchia, indirizzato soprattutto agli appassionati di garage e psych, per quanto si ascolti in modo piacevole: la band è ancora embrionale, non ha sviluppato del tutto la potenza del successivo biennio 1966-1967, però  le canzoni scorrono pimpanti e veloci, 12 brani, 30 minuti scarsi in totale, ma un concerto a quei tempi durava così. Si parte con una interlocutoria Not Fade Away che finisce un po’ bruscamente, il pubblico che si intuisce pare veramente sparuto, ma la band li ripaga con una gagliarda Money (That’s What I Want) a metà strada tra Beatles e Stones, e a seguire una You Really Got Me molto fedele all’originale dei Kinks, peccato per le voci non perfettamente microfonate. Segue la presentazione della band che allora si chiamava ancora soltanto Shadows, e avrebbe cambiato nome per non confondersi con l’omonimo gruppo inglese, ottima versione a tutto riff di Carol , e una cover tra surf e garage della popolare Rawhide, ancora Chuck Berry di cui riprendono pure Memphis, Tennessee, non manca la intermission con breve sigletta musicale, prima di riprendere a darci dentro di gusto con It’s All Right.

Diciamo che la tecnica non è il loro forte ma l’entusiasmo non manca, e rispetto ai due Live del 1966 non c’è nessun brano in comune. Heart Of Stone è un altro brano degli amati Rolling Stones, uno dei rari momenti in cui il ritmo rallenta e ci scappa anche un assolo di chitarra di Warren Rogers, mentre anche i Kinks vengono nuovamente saccheggiati con All Day And All The Night. A voler proprio essere pignoli nessuno dei brani proposti si avvicina alla qualità degli originali, tutto molto minimale per quanto selvaggio, come conferma il finale con I’m A King Bee, l’unica concessione ad un blues “bastardo” e dove fa capolino perfino una slide appena accennata, nonché uno degli inni del movimento garage-psych ovvero Louie Louie che precede la stonesiana (Get Your Kicks On) Route 66 di nuovo carpita dal maestro Chuck Berry. Saluti frettolosi al pubblico, ma zero applausi e fine delle trasmissioni: un CD, lo ribadisco, indirizzato soprattutto agli stretti osservanti del garage rock.

Bruno Conti

Qualche Disco (Dal Vivo) Per L’Estate – Parte 1. The Rolling Stones – No Security: San Jose ‘99

rolling stones no security '99 cd+dvd

The Rolling Stones – No Security: San Jose ’99 – Eagle Rock/Universal 2CD/DVD – DVD – BluRay – 3LP

A distanza di circa dieci mesi dall’ultimo episodio (il concerto al Fonda Theater del 2015 nel quale veniva risuonato per intero Sticky Fingers https://discoclub.myblog.it/2017/10/13/un-altro-live-degli-stones-ebbene-si-e-anche-questo-e-imperdibile-the-rolling-stones-sticky-fingers-live-at-fonda-theatre-2015/ ), riprende la serie From The Vault, che si occupa di proporre concerti del passato dei Rolling Stones: questo nuovo volume (che esce come sempre in vari formati audio e video) si intitola No Security: San Jose ’99, e documenta uno show primaverile del tour americano della storica band inglese a supporto del loro live album da poco pubblicato, No Security appunto, che a sua volta era uscito a seguito del disco del 1997 Bridges To Babylon (un tour promozionale per un album dal vivo che a sua volta era tratto da un tour promozionale per un disco in studio, una ne fanno e cento ne pensano). Gli Stones degli anni novanta erano letteralmente risorti, dopo che nella decade precedente avevano mostrato la corda sia in studio che, e questa è una notizia, dal vivo, con esibizioni non sempre all’altezza della loro fama: nel 1994 l’album Voodoo Lounge li aveva quasi riportati agli antichi fasti, ed i nostri avevano ricominciato a fare grande musica anche in concerto, come testimoniava il live Stripped (e soprattutto la sua versione espansa, Totally Stripped, uscita due anni fa) https://discoclub.myblog.it/2016/06/24/21-anni-fa-era-imperdibile-ora-indispensabile-the-rolling-stones-totally-stripped/ .

Anche le tournée di fine millennio erano ai livelli della loro fama, e nella fattispecie questa serata registrata a San Jose, in California, nell’Aprile del 1999 non sfugge alla regola: grandissima musica, con i nostri in forma smagliante, e quasi due ore di rock’n’roll ad alto tasso adrenalinico. Gli Stones erano già da qualche anno ridotti a quartetto dopo l’abbandono di Bill Wyman, il cui posto era stato preso da Darryl Jones (ma non come membro ufficiale del gruppo), e la loro live band era formata dai “soliti noti”: Chuck Leavell alle tastiere, una sezione fiati di quattro elementi guidata dal fidato Bobby Keys, e tre coristi (Blondie Chaplin, Bernard Fowler e la sexy e grintosa Lisa Fisher). E poi ci sono loro, in forma splendida sia musicale che fisica (e non è che negli ultimi vent’anni siano cambiati più di tanto, appena qualche ruga in più sia per Mick Jagger che per Charlie Watts, qualche capello bianco per Keith Richards, mentre la zazzera di Ronnie Wood era già allora di un sospetto colore nerissimo). La serata, che si svolge in un’arena di “solo” 30.000 persone, inizia con il botto per merito di una spettacolare Jumpin’ Jack Flash, che ci fa immediatamente entrare nel vivo di uno show decisamente rock’n’roll, con a seguire una scatenata Bitch, che vede i fiati in gran spolvero, la dura e trascinante You Got Me Rocking, unica dall’ancora recente Voodoo Lounge, ed una Respectable suonata con un’energia incredibile, forse più di quando era uscita in origine (1978). Non mancano vari classici delle Pietre (anche se incredibilmente sono assenti sia Gimme Shelter che, soprattutto, Satisfaction), come Honky Tonk Women, con un grande Leavell, la minacciosa Paint It Black, ed il solito eccezionale tour de force chitarristico di Midnight Rambler.

Due i brani tratti da Bridges To Babylon, e se Saint Of Me è un pezzo “normale” per gli standard degli Stones, Out Of Control è straordinaria, una rock song sontuosa, potente e dotata di un crescendo travolgente. Ovviamente ci sono anche delle chicche, come una strepitosa I Got The Blues, uno dei pezzi di Sticky Fingers meno suonati negli anni, una soul ballad fantastica, cantata da Jagger in maniera formidabile; abbiamo poi una tesa e vibrante Some Girls, una rarità dal vivo nonostante sia la title track di uno degli album più famosi dei nostri, ed un doppio omaggio ai sixties con due versioni decisamente vitali di Route 66 e Get Off Of My Cloud. Detto del consueto intermezzo in cui è Richards ad assumere la leadership (con la bluesata You Got The Silver e la vivace Before They Make Me Run), il gran finale è di nuovo all’insegna del rock’n’roll più viscerale, con una micidiale sequenza formata da Tumbling Dice, It’s Only Rock’n’Roll (But I Like It), Start Me Up e Brown Sugar (da sempre il momento clou per il sax di Keys). Come unico bis, invece della prevedibile Satisfaction, una luciferina e vigorosa rilettura di Sympathy For The Devil, a mio parere però poco adatta a chiudere un concerto (ed anche ad aprirlo, come era successo lo scorso anno a Lucca ed in generale nel tour europeo).

Un altro splendido live album dunque per i Rolling Stones: anche se le loro setlist sono piuttosto rigide da almeno 25 anni, non ci si stufa mai di ascoltarli.

Marco Verdi

Un Moderno Power Trio Di Ottimo Livello, Ma Non Solo! The Record Company – All Of This Life

record company all of this life

The Record Company – All Of This Life – Concord/Universal CD

A due anni dall’interesse suscitato con il loro album di debutto Give It Back To You https://discoclub.myblog.it/2016/02/12/anche-bravi-blues-rock-nuova-promessa-the-record-company-give-it-back-to-you/ , ecco di nuovo tra noi The Record Company, trio di Los Angeles che ci dà un nuovo saggio della propria bravura con questo ottimo All Of This Life, sicuramente superiore al già positivo esordio. I RC non sono il classico power trio chitarra-basso-batteria, ma un gruppo rock moderno con un suono più articolato che comprende anche piano ed organo: la base di partenza sono le sonorità rock e blues tipiche degli anni settanta, con anche influenze punk e garage (gli Stooges sono una delle band di riferimento) e qualcosa di southern. Ogni singola nota di All Of This Life è farina del loro sacco, sia dal punto di vista della scrittura, che del suono ed anche della produzione, senza sessionmen od ospiti di sorta: puro e solido rock’n’roll, suonato benissimo e con una predisposizione comunque elevata per melodie e refrain diretti. Il leader e voce principale è Chris Vos, che suona anche la chitarra solista, ed è coadiuvato dal bassista Alex Stiff e dal batterista Marc Cazorla, che a turno si cimentano anch’essi con le chitarre, acustiche ed elettriche (e Cazorla anche con le tastiere). Un bel disco di puro rock (blues), tonificante e degno di stare in qualsiasi collezione che si rispetti.

Il CD, che “stranamente” non presenta versioni limitate o deluxe, inizia con Life To Fix, introdotta da un giro di basso subito seguito da un drumming pressante, una rock song potente, diretta e senza fronzoli, anche se il ritornello corale si presta comunque al singalong: il suono è tosto, vigoroso e ben definito, non male come avvio. I’m Getting Better (And I’m Feeling It Right Now) è anche meglio, un rock-blues saltellante e coinvolgente, con un ottimo intervento di armonica e ritmo decisamente sostenuto, pervaso dalla sfrontatezza tipica di una garage band giovanile e, perché no, con qualcosa dei primi Who; Goodbye To The Hard Life è invece una splendida ballata tra soul e blues, dal suono caldo, un motivo vincente ed una performance vocale notevole, un pezzo che alla fine risulterà tra i migliori: sembra quasi un megagruppo alla Tedeschi Trucks Band, ma in realtà sono sempre e solo loro tre e basta. Anche Make It Happen ha elementi blues, ma è più dura ed annerita grazie soprattutto ad una slide sporca al punto giusto, ma l’attitudine del gruppo per le melodie immediate viene fuori anche qui.

You And Me Now è un altro slow molto bello e dalle classiche sonorità anni settanta, una slide ancora protagonista (stavolta suonata alla maniera di George Harrison) e l’organo a dare calore al tutto. Coming Home è una solidissima rock’n’roll song con la sezione ritmica che pesta di brutto, e ci vedo echi del Tom Petty più “cattivo”, davvero trascinante https://www.youtube.com/watch?v=qxoTUFwS7Vw , The Movie Song è uno scintillante soul-rock, immediato e godibilissimo, e che sa di fango, polvere e Rolling Stones https://www.youtube.com/watch?v=7HUL5xevK1I , mentre Night Games sposta nuovamente il disco verso territori bluesati e paludosi, quasi swamp. Il CD, tre quarti d’ora spesi benissimo, si chiude con la vibrante Roll Bones, forse la più blues del lotto (e con strepitoso assolo di slide alla Ry Cooder), e con I’m Changing, unico pezzo acustico ma sempre dal mood annerito, che chiude più che positivamente un album che conferma il talento dei Record Company, e che non mancherà di deliziare gli appassionati di vero rock’n’roll.

Marco Verdi

Dagli Archivi Senza Fine A Luglio Un Nuovo Capitolo Della Saga. Rolling Stones – From The Vault: No Security – San Jose ’99

rolling stones no security '99 cd+dvd

Rolling Stones – From The Vault: No Security San Jose ’99 – 2CD + DVD Eagle Rock/Universal 13-07-2018

Arriva l’estate e arrivano i soliti dischi di archivio dei Rolling Stones: questo dovrebbe essere il settimo capitolo della serie From The Vault, dopo quello dello scorso anno https://discoclub.myblog.it/2017/10/13/un-altro-live-degli-stones-ebbene-si-e-anche-questo-e-imperdibile-the-rolling-stones-sticky-fingers-live-at-fonda-theatre-2015/ uscito a settembre. Il formato è il solito, 2 CD + DVD, ma c’è anche il triplo vinile e il combo Blu-ray + 2 CD, disponibile solo per il mercato americano. Come ci ricorda il titolo, siamo nel 1999, durante il No Security Tour, che durò “solo” da gennaio a giugno, e la cui parte americana si concluse proprio con la tappa di San Jose in California. Il tour serviva per promuovere il doppio CD No Security, uscito a novembre 1998 che, per confondere le idee, conteneva registrazioni del Bridges To Babylon Tour del 1997/1998. La formazione allargata degli Stones, per la data immortalata in questo live, prevedeva accanto agli inossidabili Mick Jagger (vocals, guitar, harmonica); Keith Richards (guitar, vocals); Charlie Watts (drums); Ronnie Wood (guitar)
come membri onorari aggiunti Darryl Jones (bass, backing vocals); Chuck Leavell (keyboards, backing vocals); Bobby Keys (saxophone); Tim Ries (saxophone, keyboards); Michael Davis (trombone); Kent Smith (trumpet); Lisa Fischer (backing vocals); Bernard Fowler (backing vocals, percussion); Blondie Chaplin (backing vocals, percussion, acoustic guitar).

Ecco la tracking list completa dei contenuti:

DVD Track Listing
(CD 1)
1. Jumpin’ Jack Flash
2. Bitch
3. You Got Me Rocking
4. Respectable
5. Honky Tonk Women
6. I Got The Blues
7. Saint Of Me
8. Some Girls
9. Paint It Black
10. You Got The Silver
11. Before They Make Me Run
(CD 2)
12. Out Of Control
13. Route 66
14. Get Off Of My Cloud
15. Midnight Rambler
16. Tumbling Dice
17. It’s Only Rock ‘n’ Roll (But I Like It)
18. Start Me Up
19. Brown Sugar
20. Sympathy For The Devil

Inutile dire che gli Stones in quel periodo erano in gran forma: ma quando non lo sono stati nei tour degli ultimi venticinque anni? Al solito, recensione a luglio quando verrà pubblicato il concerto.

Bruno Conti

Uno Sguardo Alle “Pietre” In Versione Vintage. The Rolling Stones – On Air

rolling stones on air

The Rolling Stones – On Air – ABKCO/Polydor CD – 2CD

In questi ultimi due anni i fans dei Rolling Stones avranno avuto di che godere, tra live contemporanei (Havana Moon), d’archivio (Ladies And Gentlemen finalmente in CD, Sticky Fingers Live e l’imperdibile cofanetto Totally Stripped) e l’album blues di un anno fa Blue And Lonesome. Ora la ABKCO, che ha in mano il catalogo anni sessanta delle Pietre, pubblica questo interessantissimo doppio CD On Air (c’è anche la solita versione singola “vorrei ma non posso”), che contiene il meglio delle sessions alla BBC del leggendario gruppo agli inizi della sua carriera, uscita preceduta da un bellissimo e costoso libro dallo stesso titolo che narra la storia del rapporto della band con la mitica emittente britannica, iniziato malissimo (gli Stones alla prima audizione erano stati scartati senza troppi complimenti), ma che poi si è protratta dal 1963 al 1969.

rolling stones on air book

On Air (titolo e copertina da bootleg, e la prima volta che l’ho visto nella lista delle uscite l’ho scambiato per tale) prende però in considerazione solo gli anni dal 1963 al 1965, lasciando forse la porta aperta ad un secondo volume, e documentando le apparizioni del gruppo allora formato da Mick Jagger, Keith Richards, Brian Jones, Bill Wyman e Charlie Watts (con l’occasionale partecipazione del “sesto Stone”, il pianista Ian Stewart) nelle più popolari trasmissioni radio-televisive dell’epoca, alcune con il pubblico presente ed altre registrate in studio: programmi famosissimi come Top Gear e Saturday Club ed altri meno noti come Yeah Yeah, Blues In Rhythm e The Joe Loss Pop Show. Ed il doppio CD è, come dicevo, decisamente interessante, in quanto ci mostra la più grande rock’n’roll band di sempre agli inizi, quando stava conoscendo il successo e suonava con la bava alla bocca, omaggiando via via tutte le sue influenze musicali. I brani originali presenti infatti sono solo una manciata, qui ci sono più che altro covers, che ci danno uno spaccato delle radici del gruppo, in quanto sono presenti tutti i generi che sono andati a formare il loro stile, dal rock’n’roll al blues all’errebi, il tutto suonato con un’energia formidabile, a cantato in maniera magistrale da un Jagger che già sapeva il fatto suo.

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https://www.youtube.com/watch?v=LCUxr-nyx5Q

Il doppio parte con la guizzante Come On (che è stato il loro primo singolo), e poi percorre per 32 canzoni tutto il meglio dei primissimi anni, con anche sette brani che i nostri non hanno mai pubblicato su nessun album. C’è ovviamente molto rock’n’roll, con tantissimo Chuch Berry (uno degli eroi principali di Richards), ben sei pezzi del leggendario rocker, compresa la già citata Come On, tra cui una Roll Over Beethoven al fulmicotone, mai sentita prima fatta da loro (le altre sono Around And Around, Memphis Tennessee, Carol e Beautiful Delilah). Senza dimenticare una travolgente versione dello standard Route 66, lo scintillante boogie di Don Raye Down The Road Apiece, pieno di shuflle, ed una irresistibile ancorché breve Oh Baby (We Got A Good Thing Goin’) di Barbara Lynn Ozen. C’è anche tanto soul ed errebi, come la nota It’s All Over Now di Bobby Womack (incisa abbastanza maluccio), una pimpante Everybody Needs Somebody To Love ben prima che i Blues Brothers ci costruissero intorno la carriera, la splendida Cry To Me (Solomon Burke), con Mick che si destreggia alla grande con l’ugola, o ancora la superba You Better Move On di Arthur Alexander ed una deliziosa If You Need Me di Wilson Pickett.

rolling stones on air photo

https://www.youtube.com/watch?v=NqxC7pDrklI

Naturalmente non può mancare il blues, con ben tre brani di Bo Diddley: una sfrontata Cops And Robbers, con Jones ottimo all’armonica, il classico Mona e l’inedita (per gli Stones, anche se la pubblicheranno nel live del 1977 Love You Live) Crackin’ Up. Poi abbiamo l’altrettanto inedita Fannie Mae (di Buster Brown), giusto a metà tra blues e rock’n’roll, una bellissima Confessin’ The Blues (incisa anch’essa da Chuck Berry, ma non scritta da lui), con grande prestazione chitarristica, e gli immancabili Muddy Waters e Willie Dixon, rispettivamente con I Can’t Be Satisfied (gran lavoro di slide) e I Just Want To Make Love To You. C’è anche un accenno al country con il classico di Hank Snow I’m Movin’ On, suonato però con una foga rocknrollisitca che non fa prigionieri, ed il tributo ai “rivali” John Lennon e Paul McCartney con la loro I Wanna Be Your Man.

rolling stones on air photo 4

https://www.youtube.com/watch?v=LWj6EXeoMoM

Pochi i brani originali, appena cinque: una (I Can’t Get No Satisfaction) decisamente grezza ed essenziale, il sempre splendido blues The Spider And The Fly, già allora sensuale ed intrigante, la bella The Last Time, uno dei loro brani migliori del primo periodo, e le meno note Little By Little e lo strumentale 2120 South Michigan Avenue. Un doppio CD imperdibile quindi? Se dobbiamo guardare al valore storico ed all’intensità delle performances assolutamente sì, ma fatemi spendere due parole per la qualità di registrazione, dato che è stata strombazzata ai quattro venti (quindi agli ottanta, battuta desolante lo so…) la rivoluzionaria tecnica denominata De-Mix (che consiste nel separare tutte le fonti audio originali e remixarle ex novo dando più potenza e compattezza al suono), gridando l’ormai abusata frase “I Rolling Stones come non gli avete mai sentiti!”. Ebbene, io tutto questo risultato rivoluzionario non lo sento, in quanto la qualità del suono è sì buona, ma né più né meno in linea con gli standard odierni delle ristampe vintage (le BBC Sessions dei Beatles, per dirne una, mi sembravano incise meglio), ma la cosa ancora più grave, se vogliamo usare questo termine, è che molte registrazioni (specie nel secondo CD) sono quasi amatoriali, non superiori ai vari bootleg già presenti sul mercato, e quindi abbassano non di poco il voto finale, soprattutto ripeto dopo tutto il bailamme pubblicitario sulla qualità sonora.

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On Air è quindi un doppio album di grande valore artistico, ma siccome i dischi sono fatti soprattutto per essere ascoltati mi sento di consigliarlo solo ai fans (che comunque sono tanti) ed ai completisti.

Marco Verdi

Un “Classico” Come Tutti Gli Anni: Il Meglio Del 2017 In Musica Secondo Disco Club! Parte I

meglio del 2017meglio del 2017 2

Come tutti gli anni in questo periodo abbiamo riunito un trust di cervelli (con una aggiunta rispetto allo scorso anno) e questo è il risultato del nostro meditato e assolutamente libero pensare. Ecco quelli che secondo il nostro parere personale sono i migliori dischi del 2017. Visto che i collaboratori sono abbastanza “indisciplinati” ognuno ha impostato le proprie preferenze seguendo i propri criteri e dilungandosi abbastanza (ma questa è una tradizione del Blog che non voglio tradire), ed il sottoscritto, in qualità di titolare del Blog, si è riservato come sempre di integrare questa prima lista (che è più o meno quella che ho elaborato per il Buscadero) con appendici ed aggiunte varie.Quest’anno le varie classifiche di preferenza vengono presentate in ordine di arrivo nel Blog dei vari collaboratori, con chi scrive che appare per ultimo. Per cui, intanto che a Milano nevica, direi di partire, ricordandovi che ho integrato le liste con le copertine di alcuni dischi e video tratti dagli stessi, cercando di non ripetermi. Di alcuni non abbiamo ancora pubblicato le recensioni (anche per colpa principalmente del sottoscritto piuttosto indaffarato pure con la rivista, come forse avrete notato) ma cercheremo di recuperare con i ripassi di fine anno e le ultime uscite. Visto che è piuttosto lungo il Post è stato diviso in due.

Parte I

I BEST DEL 2017 secondo Marco Verdi

gregg allman southern blood

Disco Dell’Anno: Gregg Allman – Southern Blood

dan auerbach waiting on a song

Piazza D’Onore: Dan Auerbach – Waiting On A Song

Gli Altri 8 Della Top 10:

bob dylan trouble no more

Bob Dylan – Trouble No More: The Bootleg Series Vol. 13

john mellencamp Sad_Clowns_&_Hillbillies_Cover_Art

John Mellencamp – Sad Clowns And Hillbillies

chris hillman bidin' my time

Chris Hillman – Bidin’ My Time

blackie and the rodeo kings kings and kings

Blackie & The Rodeo Kings – Kings & Kings

little steven soulfire

Little Steven – Soulfire

marty stuart way out west

Marty Stuart – Way Out West

mavericks brand new day

The Mavericks – Brand New Day

roger waters is this life we really want

 Roger Waters – Is This The Life We Really Want?

 I “Dischi Caldi”:

chris stapleton from a room vol.1chris stapleton from a room vol .2

Chris Stapleton – From A Room 1 & 2

van morrison roll with the punchesvan morrison versatile

Van Morrison – Roll With The Punches & Versatile

tim grimm a stranger in this time

Tim Grimm – A Stranger In This Time

steve earle so you wanna be an outlaw

Steve Earle – So You Wanna Be An Outlaw

 

Ristampe:

woody guthrie the tribute concerts front

Various Artists – Woody Guthrie: The Tribute Concerts

beatles sgt, pepper

The Beatles – Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band 50th Anniversary

 

Album Dal Vivo:

old crow medicine 50 years of blond on blonde

Old Crow Medicine Show – 50 Years Of Blonde On Blonde

rolling stones sticky fingers at the fonda theatre cd+dvd

Rolling Stones – Sticky Fingers Live At Fonda Theat

grateful dead cornell 5-8-1977

Grateful Dead – Cornell 5/8/77

nathaniel rateliff and the night sweats live at red rock

Nathaniel Rateliff & The Night Sweats – Live At Red Rocks

DVD/BluRay: Bob Dylan – Trouble No More: A Musical Film

Concerto: Rolling Stones a Lucca

 bob seger i knew when

Canzone: Bob Seger – I Knew You When

Dan Auerbach – Waiting On A Song

Roger Waters – Deja Vu

Bob Dylan – Ain’t Gonna Go To Hell For Anybody

 willie nile positively bob

Album Tributo: Willie Nile – Positively Bob

Cover Song: Gregg Allman – Black Muddy River  

 waterboys out of all this blue

La Delusione: The Waterboys – Out Of All This Blue

jeff lynne's elo wembley or bust front

Piacere Proibito: Jeff Lynne’s ELO – Wembley Or Bust

john fogerty blue moon swamp

“Sola” Dell’Anno: John Fogerty – Blue Moon Swamp 20th Anniversary

Evento Dell’Anno: purtroppo, l’inattesa e sconvolgente scomparsa di Tom Petty, un fatto talmente tragico da oscurare perfino la perdita di Gregg Allman.

Marco Verdi

 

Il Meglio Del 2017 secondo Tino Montanari

Joe Bonamassa Live At Carnegie Hall An Acoustic Evening

Disco Dell’Anno

Joe Bonamassa – Live At Carnegie Hall Acoustic Evening

Canzone Dell’Anno

Otis Taylor – Jump To Mexico

natalie merchant the collection

Cofanetto Dell’Anno

Natalie Merchant – The Natalie Merchant Collection

eric andersen be true to you sweet surprise

Ristampa Dell’Anno

Eric Andersen – Be True To You / Sweet Surprise

mavis staples i'll take you there concert celebration

Tributo Dell’Anno

Mavis Staples & Friends – I’ll Take You There

Disco Rock

John Mellencamp – Sad Clowns & Hillbillies

waifs ironbark

Disco Folk

Waifs – Ironbark

Disco Country

Old Crow Medicine Show – 50 Years Of Blonde On Blonde

marc broussard sos save our soul 2

Disco Soul

Marc Broussard – S.O.S. 2: Save Our Soul On A Mission

chicago play the stones

Disco Blues

Various Artists – Chicago Play The Stones

Disco Jazz

Van Morrison – Versatile

orchestra baobab tribute

Disco World Music

Orchestra Baobab – Tribute To Ndiouga Dieng

sharon jones soul of a woman

Disco Rhythm & Blues

Sharon Jones & The Dap Kings – Soul Of A Woman

tom jones live on soundstage

Disco Oldies

Tom Jones – Live On Soundstage

Disco Live

Nathaniel Rateliff & The Night Sweats – Live At Red Rocks

graziano romani soul crusder again

Artista Italiano

Graziano Romani – Soul Crusader Again

de gregori sotto il vulcano

Disco Italiano

Francesco De Gregori – Sotto Il Vulcano

Colonna Sonora

Various Artists – Atomic Blonde (*NDB ???)

Esordio Dell’Anno

Paul Cauthen – My Gospel (*NDB bis, bello, però è uscito nel 2016 http://discoclub.myblog.it/2017/01/05/tra-texas-alabama-e-piu-di-uno-sguardo-al-passato-paul-cauthen-my-gospel/ )

who tommy live royal albert hall 2017 dvd

Dvd Musicale

Who – Tommy Live At Royal Albert Hall

 

Altri in ordine sparso

drew holcomb souvenir

Drew Holcomb & The Neighbors – Souvenirs

Otis Gibbs – Mount Renraw

Matthew Ryan – Hustle Up Starlings

Danny & The Champions Of The World – Brilliant Light

White Buffalo – Darkest Darks, Lightest Lights

bruce cockburn bone on bone

Bruce Cockburn – Bone On Bone

christy moore on the road

Christy Moore – On The Road

Zachary Richard – Gombo

winwood greatest hits

Steve Winwood – Greatest Hits Live

Sam Baker – Land Of Doubt

 

 weather station weather station

Weather Station – Weather Station

Lucinda Williams – This Sweet Old World

Jude Johnstone – A Woman’s Work

Ruthie Foster – Joey Comes Back

robyn ludwick this tall to ride

Robyn Ludwick – This Tall To Ride

Susan Marshall – 639 Madison

Buffy Sainte-Marie – Medicine Songs

Carrie Newcomer – Live At The Buskirk

shannon mcnally black irish

Shannon McNally – Black Irish

Shaun Murphy – Mighty Gates

 

Band Of Heathens – Duende

orphan brigade heart of the cave

Orphan Brigade – Heart Of The Cave

Subdudes – 4 On The Floor

Dead Man Winter – Furnace

Dropkick Murphys – 11 Short Stories Of Pain & Glory

over the rhine live from the edge of the world

Over The Rhine – Live From The Edge Of The World

Flogging Molly – Life Is Good

national sleep well beast

National – Sleep Well Beast

Hooters – Give The Music Back Live

My Friend The Chocolate Cake – The Revival Meeting

Tino Montanari

Fine della prima parte

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