For Collectors Only! Johnny Winter – Live Bootleg Series Vol.7

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Johnny Winter – Live Bootleg Series Vol. 7 – Friday Music

La sufficienza viene concessa di stima per questo nuovo volume della serie dedicata al materiale di archivio del grande chitarrista albino texano. Johnny Winter non gode di buona salute come avrete visto dalle sue partecipazioni al Crossroads Festival di Clapton e quindi le probabilità di un nuovo disco mi paiono scarse ma qui siamo lontani dalle punte di eccellenza di quello straordinario CD pubblicato dalla Collectors’ Choice Live At Fillmore East 10/03/70 di cui vi ho parlato alcuni mesi or sono ( blast-from-the-past-sbucati-dal-passato-johnny-winter-and-po.html e che rimane uno dei documenti migliori della sua discografia. In questo volume 7 le note sono più scarne del solito e possiamo presumere che le registrazioni provengano dal periodo fine ’80 inizio ’90 visti i musicisti utilizzati Tom Compton alla batteria e Jon Paris e Jeff Ganz che si alternano al basso. Sono Bootleg e lo dice il nome stesso, quindi la qualità sonora non sempre è straordinaria ma ogni tanto si scende sotto il livello di guardia.

Le note del libretto del CD sono compilate da un fan “inaspettato”, Warren Haynes che confessa che i tre suoi chitarristi preferiti nella sua formazione musicale, i suoi guitar heroes, sono stati Clapton, Hendrix e Johnny Winter. Mentre per i primi due la cosa è abbastanza risaputa, per il terzo mi sarei giocato la camicia su Page o Duane Allman ma evidentemente mi sbagliavo. Haynes ne tesse giustamente le lodi ricordandone la straordinaria importanza in quel territorio che sta tra rock e blues, un ponte tra i due generi e uno straordinario chitarrista nonché un ottimo cantante.

Questo album contiene solo sette brani compresa una breve introduzione di 22 secondi: la cover di Don’t Take Advantage Of Me un brano di Lonnie Brooks da sola quasi vale il prezzo di ammissione, una torrenziale sequela di note in uno stile funky-rock-blues quasi hendrixiano che ci riconduce al Johnny Winter più valido e anche con una qualità sonora eccellente. Mean Mistreater lo slow blues dal repertorio di Muddy Waters è uno dei suoi classici assoluti e questa versione sarebbe molto buona se il suono non fosse molto “paludoso” forse in onore al suo autore, tipo buon bootleg ma nulla più. La lunga Blues Jam che immagino provenga dalla stessa fonte vi costringe ancora ad aguzzare le orecchie ma dopo anni di “bootleg veri” si può anche fare un sacrificio, visto che il brano è proprio quello, una lunga jam chitarristica nel corso della quale Winter esplora in su e in giù il manico della sua chitarra alla ricerca di recondite squisitezze tecniche e con spazio anche per i suoi soci di avventura. Shame, shame, shame è una onesta ripresa del classico di Jimmy Reed col tipico train sonoro di Winter mentre Kiss Tomorrow Goodbye è uno strano brano acustico di provenienza dubbia, affascinante ma assolutamente “oscuro” e dalla voce potrebbe provenire anche dal lontano passato.  Leland Mississippi Blues sarebbe anche molto bella ma qui il suono è veramente pessimo. Una curiosità mi assale, ma dove cacchio l’ha ascoltata Got To Find My Baby il buon Warren Haynes, visto che la cita nelle sue note? Forse c’era solo nella sua copia perché io nel CD non ne ho trovato traccia!

Misteri della vita! Per fan sfegatati del blues e di Winter ma speriamo meglio per eventuali nuovi capitoli.

Bruno Conti

For Collectors Only! Johnny Winter – Live Bootleg Series Vol.7ultima modifica: 2011-03-15T19:56:00+01:00da bruno_conti
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