“Mini” Nel Formato Ma “Grande” Nei Contenuti! Eric Andersen – The Cologne Concert

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 Eric Andersen – The Cologne Concert – Meyer Records

Con immenso piacere, colgo l’occasione di parlare di questo ultimo lavoro di Eric Andersen, su “commissione” del titolare di questo Blog, che ringrazio sempre per lo spazio che mi concede,  CD di cui avevano già parlato, con notevole anticipo, ad inizio anno, gli amici del Buscadero (e poi passato un po’ nel dimenticatoio), in quanto ultimamente ho avuto modo di discuterne in quel di Pavia con Michele Gazich, uno dei protagonisti del concerto.

Il nome di Andersen, per il sottoscritto, è legato all’epoca dorata di quel gruppo di cantautori emersi dalla scena del Greenwich Village, tra cui Bob Dylan, Phil Ochs, Joan Baez, Tim Hardin, Dave Van Ronk. Nato a Pittsburgh nel lontano 1943 la sua carriera comincia con il primo contratto con l’etichetta Vanguard che realizza nel ’65 il disco d’esordio Today Is The Highway, e la sua Thirsty Boots diviene l’inno del Movimento americano dei diritti civili .Tutti i suoi album vengono accolti con entusiasmo dalla critica, in particolare Blue River nel 1972, il suo maggior successo commerciale (e anche il più bello), al quale partecipa una Joni Mitchell in grande ascesa con Blue. In seguito la sua carriera, causa “loschi” complotti discografici (vengono smarriti i nastri contenenti il nuovo disco), ha avuto un grave colpo, da cui Andersen non si è mai completamente ripreso. Per completezza d’informazione  i nastri verranno ritrovati solo nel 1991 e la Columbia, a parziale risarcimento rimasterizza il tutto con l’aggiunta di alcuni inediti pubblicando l’ottimo Stages:the lost album.

A partire dagli anni ’80 si ritira in Norvegia, e dopo aver trovato moglie, ad inizio anni ’90 dà vita ad un trio di successo composto dal cantante norvegese Jonas Fjield e da Rick Danko, noto componente del gruppo The Band, incidendo due album splendidi che ricevono il premio della critica (il Grammy Norvegese). Approdato alla Appleseed Records  il buon Eric  pubblica una serie di discreti lavori, partendo da Memory of the future (1998), You can’t relive the past (2000), Beat Avenue (2003), seguito dal doppio The street was always there (2004), Waves è un album di cover del (2005), mentre Blue Rain è un disco dal vivo del (2007).

Arriviamo al concerto registrato al Teather Der Keller di Colonia, il 25 Marzo 2010, che vede salire sul palco insieme ad Andersen voce, piano, chitarra e armonica, Michele Gazich al violino, e la bionda moglie Inge Bakkenes seconda voce e armonica, per una scaletta di soli 7 brani, ma colma di grande musica. Si parte con un inedito, Dance of love and death, con la voce di Eric che vibra all’unisono con il violino di Michele, per un grande brano dal sapore antico.

Si prosegue con una Time run like a freight train, una canzone un po’ trascurata del repertorio del nostro, con la voce della bella e brava Inge in evidenza al controcanto. Sinking Deeper Into You è il secondo inedito della serata, una ballata pianistica con un violino discreto ad assecondare la voce calda  del protagonista.

Una breve pausa e accordi maestosi introducono la “perla” del concerto, una stratosferica Woman she was gentle, con il violino struggente di Gazich e il coro della moglie a disegnare melodie, che ancora a distanza di anni (dai tempi di Stages per la precisione), mi trasmette sensazioni bellissime, un brano che porterei senza indugio sulla famosa “Isola Deserta”. Con gli occhi ancora lucidi, si riparte con Salt on your skin con marito e moglie a dettare un ritornello che difficilmente ti abbandona e che fa da preludio alla “celeberrima” Blue River , dove piano, violino e controcanto armonizzano un tappeto sonoro che negli anni non ha perso una briciola dell’impatto devastante dell’esordio. Si chiude un piccolo grande concerto con Last thing on my mind di Tom Paxton (anche lui sodale dai tempi newyorkesi), un’altra dolce ballata cantata con la consueta voce morbida e vellutata che da sempre è il marchio riconoscibile del cantautore.

Sono passati i tempi in cui Eric Andersen era definito il “nuovo Dylan”, il primo di una serie lunga di nominativi che non sto a ricordarvi, ma il suo romanticismo, la sua vena poetica, il suo modo di fare musica, raramente hanno toccato questi vertici. La classe non è acqua. Verissimo. !!!

Tino Montanari

“Mini” Nel Formato Ma “Grande” Nei Contenuti! Eric Andersen – The Cologne Concertultima modifica: 2011-08-18T10:26:00+02:00da bruno_conti
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