Ieri E Oggi: Festival Express & Big Easy Express. 1970-2011 41 Anni Dopo Torna Il Treno Della Musica!

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Festival Express – Optimum Releasing – DVD – 2004/5

Big Easy Express – Alliance – Blu-Ray/DVD Combo – 2012

Lo scorso mese di Luglio è stato pubblicato, solo per il mercato americano, Big Easy Express, un documentario musicale (rockumentario direbbero quelli che parlano “bene”) che racconta la storia del viaggio da Los Angeles a New Orleans (Big Easy, capito?), di un terzetto di band, una di Los Angeles, Edward Sharpe & Magnetic Zeros, una di Nashville, Old Crow Medicine Show e da Londra, gli headliners Mumford And Son, il tutto su un treno, nell’aprile del 2011, attraverso una serie di concerti in giro per l’America.

Intermezzo tecnico. Si tratta di un combo, ovvero una confezione DVD + Blu-Ray, zona americana ma che può essere letto dalle macchine europee, zona 2 e, soprattutto, cosa molto gradita, ha i sottotitoli anche in italiano. Dura 67 minuti + 24 minuti di ulteriori performances negli extra.

Vi ricorda qualcosa? E certo, ricorda il capostipite e peraltro unico altro esempio del genere, ovvero Festival Express, film girato nel lontano 1970 ma pubblicato su pellicola solo nel 2003 per una lunga serie di vicissitudini perlopiù finanziarie. E in DVD tra il 2004 e il 2005. Ha circolato, devo dire poco, ma qualche anno fa me ne ero accaparrato una copia, goduto molto nel vederlo, poi lo avevo dimenticato in un angolino. Oggi, sulla scia di questa nuova uscita sono andato a rivederlo un paio di sere fa e ancora una volta sono rimasto folgorato. La buona notizia è che se cercate in rete, si trova abbastanza facilmente per una cifra intorno ai 10 euro.

La storia: a circa un anno da Woodstock, nell’estate del 1970 viene organizzata una serie di concerti da tenersi sul suolo canadese ma, e qui sta la genialità della trovata, i musicisti per spostarsi da una località all’altra useranno un treno, viaggiando tutti insieme, giorno e notte per cinque giorni. Se il Times ha definito questo film, con uno slogan azzeccatissimo, “Woodstock su ruote”, un motivo ci sarà. Perché sullo stesso treno viaggiavano Janis Joplin, i Grateful Dead, la Band, i New Riders, Ian & Sylvia, Delaney & Bonnie, Buddy Guy e molti altri, quindi non scartine o figure di secondo piano ma alcuni dei migliori musicisti dell’epoca. E l’atmosfera sul treno, come riesce a mostrare Bob Smeaton, il regista che nel 1994 assembla tutto il materiale girato all’epoca aggiungendo nuove interviste fatte per l’occasione, è fantastica: i musicisti sono rilassati, quasi increduli, con una abbondante scorta di “sostanze” dubbie e di alcol, rimpinguato con una sosta imprevista lungo il percorso quando il treno si ferma a Chapleau, nell’Ontario e i musicisti acquistano, dopo una colletta, tutto il contenuto di un piccolo negozio di liquori. I risultati della razzia sono ben documentati in una scena, dove un gruppo di musicisti dicamo non sobri, Rick Danko che guida le danze, Janis Joplin e John Dawson dei New Riders, che lo fiancheggiano tra una risatina e l’altra e Jerry Garcia e Bob Weir che li accompagnano alla chitarre, tutti insieme eseguono una sgangherata e affascinante Ain’t No More Cane. Ma sul treno si svolgono interminabili jam sessions tra tutti i musicisti in un groviglio di corpi, strumenti, amplificatori e tanta gioia che è il sentimento che più traspare dai volti dei partecipanti, bianchi e neri e quasi tutti ancora molto giovani.

Naturalmente il film documenta anche altri aspetti, per esempio le violente contestazioni dei giovani canadesi che sfoceranno in scontri con la polizia e l’annullamento di due date del Tour ma soprattutto la musica: per il sottoscritto, Janis Joplin, che sarebbe morta da lì a un paio di mesi, è la grande protagonista con la sua Full Tilt Boogie Band, con due sfolgoranti esibizioni che dimostrano perché ancora oggi è giustamente considerata la più grande cantante rock di tutti i tempi (nel jazz e nel soul ha qualche rivale). Tell Mama, ma soprattutto una versione incredibile di Cry Baby sono lì a dimostrarlo. E poi ci sono i Grateful Dead, pomeridiani e serali, nelle due versioni, acustica (erano gli anni di Workingman’s Dead) ed elettrica, con Don’t Ease Me, Friend Of The Devil e New Speedway Boogie, più Casey Jones durante i titoli di testa del film. E poi ancora la Band nel massimo del proprio fulgore, con Robbie Robertson, Levon Helm, Rick Danko, Richard Manuel, Garth Hudson, con solo i due estremi della lista ancora in vita, che suonano e cantano tre grandi brani, una inconsueta Slippin’ And Slidin’ e i due cavalli di battaglia, The Weight e I Shall Be Released. E poi, sempre tra i momenti indimenticabili dei concerti, un Buddy Guy che dimostra ad un pubblico incredulo perché Jimi Hendrix lo considerava una delle sue primarie fonti di ispirazione, con una versione selvaggia di Money ed un incaricato al filo della chitarra che svolgendolo da un rocchetto gli permette di scendere a suonare tra il pubblico. Per non parlare della Jam session di Ian & Sylvia con Delaney Bramlett e Jerry Garcia in una scatenata e poco comune nel loro repertorio CC Rider. E ancora i Flying Burrito Brothers con una Lazy Day che dimostra la bravura di uno degli hendrix della pedal steel, Sneaky Pete Kleinow. L’altro, Buddy Cage, lo si può ascoltare in CC Rider.

E non è finita perché negli extra del DVD, che dura 85 minuti, ci sono altri 10 brani e quasi una ulteriore ora di musica con i Seatrain di Richard Greene (gli ex Blues Project), due cantautori acustici come Tom Rush, alle prese con una versione di Child’s Song bellissima, dell’allora emergente e sconosciuto canadese Murray McLauchlan, e Eric Andersen, la psichedelia rock dei Mashmakhan, altro gruppo locale dei tempi da riscoprire e altri brani di Ian & Sylvia (quelli di Four Strong Winds, qui alle prese con una dylaniana Tears Of Rage) accompagnati dai Great Speckled Bird con Amos Garrett alla chitarra, Buddy Guy Blues Band, con secondo chitarrista e sassofonista al seguito, e due brani a testa ancora per Grateful Dead e Janis Joplin. E sapendo che esiste moltissimo altro materiale uno sarebbe curioso di sapere cosa successe sul quel treno e su quei palchi, ma quello che ci regala questo Festival Express è sufficiente per renderlo uno dei film musicali indispensabili da avere. Se non sparisce qui sotto c’è una sorpresa…

Mi rendo conto che l’ho tirata un po’ per le lunghe per cui su Big Easy Express ci ritorno in un’altra occasione, appena possibile (e se trovo il tempo, se no accontentatevi), per il momento mi limito a consigliarvi anche quello, ne vale assolutamente la pena.

Bruno Conti

Ieri E Oggi: Festival Express & Big Easy Express. 1970-2011 41 Anni Dopo Torna Il Treno Della Musica!ultima modifica: 2012-08-30T11:44:00+02:00da bruno_conti
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