Da Tucson A New Orleans! Calexico – Algiers

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Algiers – Calexico – City Slang 2012 – Deluxe Edition 2 CD

Torna la Band che meglio di chiunque altra, sul finire degli anni novanta (periodo in cui il rock cercava forme diverse di musica), ha saputo creare un sound roots-rock postmoderno, illustrato da lavori affascinanti come la pietra miliare The Black Light (98), l’intrigante Hot Rail (2000) e le splendide suggestioni di Feast of Wire (2003), certificato dal genio artistico di Joey Burns e John Convertino (la sezione ritmica dei Giant Sand). In seguito, l’uscita di In The Reins (2005) (un EP con Iron & Wine), ha rappresentato la svolta musicale del gruppo, e negli ultimi anni il suono ha  lasciato il posto ad un folk-rock sempre ben curato, ma con dischi non indispensabili come Garden Ruin (2006)  e Carried To Dust (2008).

Questo nuovo lavoro Algiers (è un quartiere francese di New Orleans) non si discosta dalla seconda parte di carriera dei Calexico, ma fortunatamente in queste dodici tracce, hanno assimilato in modo intelligente, quella musica magica, tipica della suggestiva capitale della Lousiana. Registrato negli studi del quartiere (The Living Room) e prodotto dagli stessi Burns e Convertino, il disco si avvale di una valida schiera di musicisti (18 per la precisione), fra cui spiccano nomi eccellenti quali Jacob Valenzuela, Martin Wenk, Paul Niehaus, Sergio Mendoza, il co-produttore Craig Schumacher e la dolce Pieta Brown (figlia d’arte) ai cori.

Ascoltando Algiers dall’inizio alla fine, si passa dall’iniziale Epic che ricorda il classico suono della band, proseguendo con il folk-rock di Splitter, l’affascinante post-rock di Sinner In The Sea  (che mi ricorda il compianto Willy Deville), la delicata ballata Fortune Teller con al controcanto Pieta, e poi ancora le armonie di Para, per chiudere la prima parte con lo strumentale Algiers , un brano latineggiante che rievoca atmosfere sudamericane. Si riparte con la classica ballata Maybe On Monday, seguita dalla spagnoleggiante Puerto, il minimale accompagnamento acustico di Better And Better,  l’intro messicano di No Te Vayas (cantata in spagnolo da Jacob Valenzuela) con trombe “mariachi” in sottofondo, l’accorata ballad intimista Hush, per chiudere in gloria con l’ambiziosa e commovente The Vanishing Mind, sicuramente la traccia più splendente del lavoro.

Ultimamente le Deluxe Editions riservano piacevoli sorprese, in questo caso il secondo dischetto dal titolo Spiritoso, cattura i Calexico in una performance dal vivo registrata con le Symphonic Orchestras di Vienna e Potsdam, con una scaletta che riporta in buona parte i brani di Algiers, ma con la strumentazione che viene arricchita dai violini, le immancabili trombe mariachi, cori a cascata che elevano ulteriormente il livello di un concerto intensamente lirico. Spendete qualche euro in più, assolutamente ne vale la pena, e per chi ancora non li conosce, farete conoscenza con una grande Band.

Tino Montanari

Da Tucson A New Orleans! Calexico – Algiersultima modifica: 2012-09-29T10:39:07+02:00da bruno_conti
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