Dal “Movimento” Rock Creativo Americano I Rusted Root!

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*NDB. Oggi tripla razione, visto che tutti collaboratori del Blog hanno prodotto, la parola a Tino!

Rusted Root – The Movement – Shanachie Records 2012

Ho scoperto i Rusted Root nel lontano ’95, dopo avere ascoltato lo splendido When I Woke, e da allora è stato un amore (musicale) incondizionato, per una delle formazioni più creative ed originali emerse negli anni ’90. Provengono da Pittsburgh e il loro suono è uno strano miscuglio di rock e musica etnica con influenze africane, orientali, latino americane e indiane (nel senso di pellerossa), che si sviluppa in una musica acustica,ma non solo, aggressiva ed avvolgente nello stesso tempo, e da una voce che spesso richiama quella di David Byrne nel modo di cantare (ma anche Dave Matthews), questo in estrema sintesi lo stile dei Rusted Root. La band ha esordito con Cruel Sun (92) un lavoro autoprodotto, il disco ha venduto più di ventimila copie e, come in molti casi simili per i gruppi emergenti, si sono creati un fortissimo seguito di pubblico. La consacrazione arriva con il citato When I Woke (94) che arriva a superare il milione di copie, cui faranno seguire Remember (96), l’omonimo Rusted Root (98), un interlocutorio Welcome To My Party (2002), il notevole Live (2005) e  Stereo Rodeo (2009).

L’attuale “line-up” del gruppo, oltre ai membri storici, è incentrata sulla chitarra e sulla vocalità di Michael Glabicki, sulle scariche percussive e sul controcanto di Liz Berlin e sul basso di Patrick Norman, si avvale anche di Preach Freedom batteria e percussioni, Colter Harper alle chitarre e percussioni e del bravissimo Dirk Miller al banjo, più una schiera di  altri musicisti idonei al progetto.

I primi due brani Monkey Pants e Cover Me Up, sono dei classici dei Rusted Root con il ritmo stabilito dalla batteria di Freedom e dalle percussioni di Harper. The Movement è uno splendido brano dalle sonorità africaneggianti, con le armonie vocali di Lucy Stone e Liz Berlin in particolare evidenza, mentre la seguente In Our Sun è una canzone interessante e sperimentale, che si sviluppa su un ritmo tribale.

Fossil Man, dall’inizio acustico caratterizzato da fraseggi di chitarra, è una ballata piena di atmosfera cantata al meglio da Michael e l’uso delle voci in sottofondo è intrigante, per un brano splendido e solare. Si cambia ancora ritmo con Fortunate Freaks e Sun And Magic un viaggio esaltante nelle percussioni con l’apporto del banjo di Miller, cui segue una Up And All Around giocata sui suoni, con stacchi brevi e percussioni sparse. Si chiude con Something’s On My Mind una ballata commovente, con  una azzeccata scelta di ritmo e melodia, un binomio sicuramente vincente nelle composizioni del “leader” Michael Glabicki.

Con The Movement, i Rusted Root tornano con forza e convinzione a quel suono unico, energico e spettacolare (ancora oggi attuale), vicino e collaterale ma diverso dalle jam band,  che li ha accompagnati con successo attraverso la decade degli anni ’90, un “sound” fluido e creativo, un “collage” di vari stili che mischia ad arte ritmo e melodia, in cui la voce modulata di Michael si trova perfettamente a suo agio. Chi già conosce e ama la musica dei Rusted Root, sa cosa fare, per tutti gli altri, non posso fare altro che consigliarvi di scoprire una delle migliori Band del panorama musicale Americano.

Tino Montanari   

Dal “Movimento” Rock Creativo Americano I Rusted Root!ultima modifica: 2012-11-12T18:36:00+01:00da bruno_conti
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