Tra Bluesmen Ci Si Intende! Walter Trout & His Band – Luther’s Blues A Tribute To Luther Allison

walter trout luther's blues.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Walter Trout And His Band – Luther’s Blues – Mascot/Provogue

Il “Walterone” da Ocean City, New Jersey, ma residente in California da illo tempore (da non confondere con quello della Littizzetto e dal nostro Walter “ma anche ” e mi chiedo se più di un californiano perplesso si starà chiedendo di cosa cacchio sto parlando), quel Walter Trout colpisce ancora.

Il nuovo album si chiama Luther’s Blues e come il titolo lascia intendere si tratta di un omaggio a Luther Allison, uno degli ultimi grandi chitarristi prodotti dal blues elettrico della seconda e terza generazione, forse appena sotto i tre King, Buddy Guy  e anche Otis Rush, ma con Jimmy Dawkins, Albert Collins, Magic Sam (forse nella prima fascia) e pochi altri di cui al momento non mi sovvengo, tra coloro che più hanno segnato l’ascesa della chitarra solista nel blues classico. Allison è stato uno dei chitarristi più “taglienti” e vigorosi della scena di Chicago, ma deve la sua fama soprattutto alle lunghe tournée europee e ai suoi concerti che rivaleggiavano con quelli di Springsteen per durata, spesso tra le tre e le quattro ore, vere e proprie maratone in cui regalava al pubblico un torrente di Blues come pochi altri performers hanno saputo fare. Ma Luther era anche un notevole autore di brani, spesso in coppia con il suo organista James Solberg e questo CD riprende alcuni dei migliori brani del suo repertorio nella rilettura di Walter Trout. Altro musicista, e chitarrista soprattutto, che ha fatto della potenza e della energia, unite ad una tecnica invidiabile, una delle armi più “letali” dell’attuale scena blues. Il sottoscritto si è occupato parecchie volte del nostro amico un-grande-chitarrista-in-tutti-i-sensi-walter-trout-common-g.html, che peraltro non delude mai, i suoi lavori sono una delle poche certezze per gli appassionati del rock-blues più ruspante e genuino, il capolavoro forse non è nelle sue corde ma i suoi dischi sono sempre solidi e ricchi di soddisfazione per chi ama il genere.

Anche questo Luther’s Blues non tradisce la fama dell’ex Bluesbreakers e Canned Heat (sicuramente non le migliori versioni di entrambe le band) e attraverso undici cover e un brano scritto appositamente da Trout per l’occasione è un genuino omaggio all’arte di un personaggio che forse, al di fuori dei canali specializzati, non ha goduto della fama e dell’apprezzamento che avrebbe meritato. E così scorrono brani come I’m Back, tirata allo spasimo, slow blues di grandissima intensità come la potente Cherry Red Wine, carrettate di note come la poderosa Move From The Hood, di nuovo lenti torrenziali come la lirica Bad Love. E ancora tirate versioni della hendrixiana, almeno nella versione di Trout, Big City, con l’organo di Sammy Avila in bella evidenza (ma in tutto l’organo le tastiere svolgono un ottimo lavoro di supporto).

Non mancano le atmosfere funky e cadenzate dell’ottima Chicago ma è nei brani lenti che il disco regala i momenti migliori, come nella malinconica Just As I Am, con Trout che si conferma ancora una volta anche buon vocalist. Forse lo spirito di Luther Allison rivive di più in brani come Low Down And Dirty dove il figlio Bernard regala al genitore una bella performance alla seconda voce e alla slide per un duetto che rinverdisce i tempi d’oro del babbo. Il sottoscritto comunque predilige quei lentoni blues in punta di chitarra dove la tecnica di Walter Trout ha modo di esplicarsi al meglio, come nella bellissima Pain In The Streets, ma anche in quelli più torrenziali come la rocciosa All The King’s Horses. Notevoli anche la lunga Freedom che ha delle derive quasi psichedeliche e il manifesto di una carriera, l’unico brano firmato dallo stesso Trout, When Luther Played The Blues, in sette minuti la storia di una vita per la musica, un ulteriore grande slow blues. Semplice e diretto, un bel disco, tra i migliori nel suo genere.

Bruno Conti

Tra Bluesmen Ci Si Intende! Walter Trout & His Band – Luther’s Blues A Tribute To Luther Allisonultima modifica: 2013-06-16T17:18:00+02:00da bruno_conti
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *