Atmosfere Berlinesi Per Una Nick Cave Al Femminile! Andrea Schroeder – Where The Wild Oceans End + Blackbird

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Andrea Schroeder – Where The Wild Oceans End – Glitterhouse Records 2014

Andrea Schroeder – Blackbird – Glitterhouse Records 2012

Nella moltitudine  di proposte musicali che il mercato discografico periodicamente ci offre è stato un autentico colpo di fortuna scoprire, casualmente, una cantante del talento di Andrea Schroeder.

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Viene da Berlino, e, curiosamente (ma forse non troppo), come la sua musa e icona Nico (Velvet Underground), ha un passato da modella, ha scritto poesie e racconti, prima di utilizzare l’universo multimediale per far conoscere la sua musica, creandosi un consistente seguito di “fans” e l’apprezzamento di diverse testate specializzate https://www.youtube.com/watch?v=g2EDX10BcKs . Dopo l’eccellente esordio con Blackbird (2012), Where The Wild Oceans End (entrambi prodotti da Chris Eckman dei Walkabouts) è il secondo capitolo della carriera della Schroeder, registrato in parte in una bellissima “location” sulle coste norvegesi, ed in parte presso i gloriosi Hansa Studios di Berlino, e come appena detto, sotto la produzione esperta di Eckman, ci propone un mix di rock, folk, blues e jazz, con il risultato di evocare le atmosfere melanconiche di artisti come Nick Cave e Leonard Cohen, e mostri sacri femminili tipo Patti Smith e Nico. Andrea si avvale come sempre della sua magnifica band, composta dal partner di scrittura, il chitarrista danese Jesper Lehmkuhl, una sezione ritmica australiana con Chris Hughes alla batteria e Dave Allen al basso, e la brava violinista belga Catherine Graindorge (praticamente una multinazionale), per proporci una galleria di dieci brani di un genere che mi permetto di etichettare come folk-noir o dark-blues, se preferite!

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La voce profonda e carismatica di Andrea Schroeder domina la scena, sin dall’iniziale Dead Man’s Eyes spettrale e affascinante, a cui fanno seguito la ballata Ghosts Of Berlin (un’ode per la capitale), dall’atmosfera cupa e fumosa https://www.youtube.com/watch?v=iswGWwrc2_g , l’intensa Until The End con note di violino laceranti https://www.youtube.com/watch?v=UBUWfEQQQPs , e una coinvolgente Helden, un omaggio alla Heroes di David Bowie cantata splendidamente nella lingua di Goethe https://www.youtube.com/watch?v=9ExMl2yjUc0 . La mano di Eckman si nota nella rootsy Fireland (qui Andrea ricorda la brava Carla Torgerson) https://www.youtube.com/watch?v=FhGPIO01r6g , passando per il piano angosciante di The Spider, la title-track che ricorda il Nick Cave più “scuro”, le chitarre sferraglianti di The Rattlesnake, andando a chiudere un lavoro magnifico con gli arpeggi acustici e gli archi dolenti delle splendide Summer Came To Say Goodbye e Walk Into The Silence.

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Il disco d’esordio Blackbird si avvaleva di episodi come Paint It Blue, Wrap Me In Your Arms e una Blackbird dove pareva di sentire la bravissima Marianne Faithfull, ma pure della dolente ballata country-folk Death Is Waiting https://www.youtube.com/watch?v=sCt93J7CXmQ , dell pathos di una traccia come Winter Days, che riesce nello stesso tempo ad emanare tristezza e dolcezza https://www.youtube.com/watch?v=qxk_tP6rRA4 , mentre Bebop Blues e Blackberry Wine https://www.youtube.com/watch?v=B8DYOh0yD08  sono i richiami più vicini a Patti Smith (anche i momenti più elettrici del disco), chiudendo con la solennità di Kalze (quasi un omaggio a Nico, la dark lady per eccellenza), anche questo cantato in lingua tedesca, chiuso da un suono di tamburo a ritmo di bolero. Where The Wild Oceans End è, a giudizio di chi scrive, uno dei dischi più intriganti di questo inizio 2014 e consacra la Schroeder come un’artista di primo piano nel panorama musicale internazionale, il tutto certificato anche dal fatto che la cantante-poetessa tedesca ha partecipato ad un album tributo dedicato a Jeffrey Lee Pierce ( Axels And Sockets, il volume 3, in uscita in questi giorni), con la partecipazione di artisti del calibro di Iggy Pop, Nick Cave, Debbie Harry, Mark Lanegan e altre “personcine carismatiche”. Resta da sperare che anche l’Italia si accorga (magari in seguito a questa umile recensione) di questa particolare “chanteuse” mitteleuropea!

Tino Montanari  

Atmosfere Berlinesi Per Una Nick Cave Al Femminile! Andrea Schroeder – Where The Wild Oceans End + Blackbirdultima modifica: 2014-05-01T13:53:08+02:00da bruno_conti
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