Storie Di Circhi, Spettacoli E Country Music. William Clark Green – Ringling Road

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William Clark Green – Ringling Road – Bill Grease/Thirty Tigers Records

Sembra che le qualità di William Clark Green, cantautore di Flint, Texas, già al suo quarto album, questo Ringling Road, non siano in discussione. Inserito in quella pattuglia di musicisti che mescolano, alternative country, a momenti anche abbastanza grintoso e chitarristico, roots e Red dirt music, una abbondante dose di rock texano, Green è in possesso della classica voce del cantante sudista, vellutata e grintosa, a seconda delle occasioni, ha una buona penna, infatti firma tutta le sue canzoni, da solo o con l’aiuto di vari co-autori, si circonda di buoni musicisti, alcuni che costituiscono la sua band fissa, magari non notissimi, ma decisamente validi, oltre ad alcuni sessionmen tra i migliori in circolazione e utilizzati in alcuni brani, Kenny Greenberg alle chitarre, Dan Dugmore alla steel, John Deaderick alle tastiere e alla fisa, Glenn Duncan a mandolino, banjo e violino, proprio nei tre brani iniziali, non a caso  tra i migliori dell’album, di cui tra un attimo. La produzione è affidata a Rachel Loy, una gentil donzella che ha realizzato il disco allo Shack in quel di Austin, Texas, e che nel suo CV, oltre ad essere la bassista di Hank Williams Jr. vanta il lavoro di sessionwoman in quel di Nashville (anche con Taylor Swift, uhm) e ha realizzato tre o quattro album come solista. Come al solito mi chiederete, ma tutti questi particolari sono importanti? Sì.

william clark green rose queen

E’ ovvio che poi la parte del leone la fanno le canzoni, ma tutto il contorno sonoro ha una rilevanza non marginale. Come nel precedente Rose Queen, registrato in quel di Nashville, il nostro WCG ha la tendenza a mescolare un rockin’ country grintoso a momenti dove prevale un country più allineato ai voleri dell’industria discografica (ed infatti i suoi dischi sono regolarmente nelle classifiche di settore). Quindi, partendo dalla fine, questo Ringling Road, che si avvale nella grafica del pregevole libretto interno di una iconografia ispirata dai Freak-show, dai circhi, dagli spettacoli itineranti in generale, evocati nelle belle illustrazioni, appunto nel finale, vira verso un country un po’ di maniera, sempre dignitoso, ma diciamo non memorabile, in Going Home, la classica canzoncina piacevole di country-pop e nella zuccherosa ballata Still Think About You, entrambe dagli arrangiamenti più carichi e dai ritornelli facili da memorizzare, che si aggiungono a Final This Time, un’altra ballatona spezzacuore a base di pedal steel, in duetto con Dani Flowers, che aumentano il tasso glicemico del CD https://www.youtube.com/watch?v=oFZ7NqFyNYA . Per il resto, a partire dal trittico iniziale, dove si apprezza il lavoro di Duncan ricordato prima, è tutto un fiorire di chitarre elettriche grintose e generose, anche in modalità slide, sezioni ritmiche poderose, tastiere che colorano con gusto il sound, ed ecco quindi scorrere Next Big Thing https://www.youtube.com/watch?v=0ruxKTx5lKU , Sticks And Stones, un country-rock energico che non ha nulla da invidiare allo Steve Earle del periodo di Copperhead Road, ma anche a formazioni attuali come i Reckless Kelly, e ancora Creek Don’t Rise, con il violino guizzante di Glenn Duncan che aggiunge una patina bluegrass alle procedure https://www.youtube.com/watch?v=GMnMeKVzVk8 .

Ottima anche la title-track Ringling Road, con il suo arrangiamento più complesso, ricco di sfumature blues, con le solite chitarre sempre bene in evidenza e Green che conferma di essere in possesso di una voce espressiva e “polverosa”, mentre il brano ha quel suono che ricorda un qualcosa di già sentito molte volte, ma senza cadere nel puro plagio. Fool Me Once è un buon mid-tempo con elementi di pop-rock mainstream, ma inseriti con giudizio, senza sbracare troppo e sempre con quel suono chitarristico che è una delle caratteristiche vincenti dell’album, ribadite nella grinta della vibrante Sympathy e nelle avvolgenti melodie della bella Hey Sarah https://www.youtube.com/watch?v=FHL2sg4gMFY , dove torna a farsi sentire la steel guitar di Dan Dugmore, presente nuovamente nella successiva Old Fashioned, altra costruzione “vecchia maniera”, con richiami ad Austin e LA, Houston e Tennessee https://www.youtube.com/watch?v=rJcHaR4F290 , sia nel testo come nella musica, il vecchio country-rock texano e californiano incontra il contemporary country ed il risultato, senza essere trascendentale, è comunque abbastanza piacevole.

Bruno Conti  

Storie Di Circhi, Spettacoli E Country Music. William Clark Green – Ringling Roadultima modifica: 2015-06-22T10:58:22+02:00da bruno_conti
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